BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

IL PENSIERO QUOTIDIANO

Quelle di Medjugorje sono le ultime apparizioni della Madonna sulla terra

Nel mese di aprile del 1982 la Madonna ha rivelato in due messaggi che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla terra. La notizia è unica e densa di significati. La Madonna ha voluto essere il più chiara possibile.

 “Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi” (17 aprile 1982).

“Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione pe l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni” (2 maggio 1982).

Si tratta di affermazioni di straordinaria importanza, perché indicano la fine di una tappa della Storia della salvezza e l’inizio di una tappa nuova.

La fine della tappa attuale delle apparizioni mariane, incominciata fin dalle origini della Chiesa, si chiuderà con la morte degli attuali Veggenti, in quanto la Madonna ha assicurato le sue apparizioni almeno una volta all’anno, fino al termine della loro vita.

Quindi comprenderà anche il tempo dei Segreti, fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria e l’entrata dell’umanità in un tempo di pace, che segna la nuova tappa della Storia della salvezza.

Dobbiamo essere consapevoli di questo passaggio straordinario, che segna la sconfitta di Satana, il crollo del mondo senza Dio, la vittoria di Maria con la Chiesa, il ritorno dell’umanità al Dio della pace e dell’amore e in particolare la conversione della Russia.

Questo passaggio non sarà indolore, perché ognuno dovrà scegliere quale padrone servire, se Dio Creatore e Redentore e il suo regno di pace e di amore, o l’angelo ribelle e il suo destino di odio e di morte.

Il tempo delle scelte incombe e, volenti o nolenti, tutti dovranno prendere delle decisioni con le quali ognuno decide del suo destino eterno.

È vicino il momento in cui il mondo con le sue vanità verrà spazzato via e si porrà dinanzi ai nostri occhi l’essenziale che abbiamo rimosso: il Cristo inchiodato in Croce, unica fonte di vita e di salvezza.

🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Dicembre 2000 – Quinta Parte

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – di P. Livio – 20/10/2025

🔴LIVE🔴Medjugorje: Le mie parole vengono dal Cielo – di P. Livio – 15 “Offritemi le preghiere le sofferenze e le lacrime per la conversione dei cuori” (25 Giugno 2025)

🔴LIVE🔴 IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 7

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🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 24


MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

15. «Offritemi le preghiere, le sofferenze e le lacrime per la conversione dei cuori»
(25 marzo 2025)

Questa è una richiesta che la Madonna ha fatto in tante apparizioni; a Lourdes, ad esempio, ha chiesto preghiere per la conversione dei peccatori. È uno dei temi più ricorrenti nei Messaggi della Madonna a Medjugorje, tanto che la Gospa stessa ha dedicato un lungo ciclo di Messaggi del 2 del mese attraverso la veggente Mirjana, proprio per sensibilizzarci alla preghiera e alla testimonianza per coloro che non conoscono l’amore di Dio. Il motivo della scelta del due del mese è perché il 2 febbraio si celebra la festività della Presentazione di Gesù al Tempio ed è in quell’occasione che il saggio Simeone svela a Maria che una spada le avrebbe trapassato l’anima perché quel Bambino non sarebbe stato accettato da molti e, anzi, sarebbe stato una pietra d’inciampo.

I Messaggi del 2 del mese sono cessati nel 2020, dal 2 agosto 1987, e in tutto questo tempo la Madonna ci ha orientati a essere le sue mani, il suo cuore, i suoi occhi protesi verso coloro che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte. Questo incarico di offrire preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori, è un compito che ci coinvolge tutti; bambini, anziani, adulti, malati, tutti possono pregare e offrire sacrifici per la conversione dei peccatori. La salvezza dell’anima è la cosa più importante. Perdere l’anima non è poi così difficile, è un processo graduale: dapprima si smette di pregare e quindi si perde il contatto con Dio, ci si allontana dalla luce della Verità, si perde la percezione di essere creature dipendenti dal Creatore. Senza preghiera gonfiamo noi stessi, crediamo di essere padroni del mondo e della nostra vita e quindi di poter disporre del tempo che abbiamo come vogliamo, accantonando l’idea della morte come compagna di viaggio che ci ricorda che non ci siamo dato la vita noi e quindi non possiamo disporne come vogliamo.

Questa deriva inizia con l’abbandono della preghiera e ne consegue l’abbandono della fede. La Madonna ha detto che la fede è come quel fiore che per essere bello ha bisogno quotidianamente dell’acqua, allo stesso modo è la preghiera che alimenta, tiene viva e rafforza la fede. Se abbandoniamo la preghiera perdiamo la fede e diventiamo degli atei pratici; perdiamo anche i riferimenti interiori che Dio ci ha dato e cioè la voce intima della coscienza che viene sepolta dalle vanità del mondo e di conseguenza non sentiamo più nemmeno la pericolosità del male che commettiamo, proprio perché l’abbiamo tacitata. Lo scivolamento verso l’abisso avviene gradualmente e diventa sempre più veloce. Negli ultimi trent’anni la nostra generazione ha perso la fede, ha perso la visione cristiana della vita e i riferimenti dei Comandamenti, guida morale impressa nel cuore di ciascuno di noi. È accaduto che, senza argini morali di bene, il male è uscito dai cuori e dilaga nella società in maniera evidente e preoccupante.

L’odio nei cuori è talmente forte che non si riesce a fermare nemmeno con interventi esteriori di ogni tipo. Dopo che satana lo ha scardinato e vi ha preso dimora, il cuore è diventato come un vulcano che erutta odio. Ci troviamo quindi in un mondo in balìa del male, della violenza, della superbia, della malvagità, dell’odio e nessuno sa da che parte girarsi. Tutti gli argini sono distrutti e il mondo va verso l’autodistruzione. Giorno dopo giorno, se lasciamo uno spiraglio per farlo entrare, satana ci avvolge nei suoi lacci fino a immobilizzarci; chi fa il peccato ne diventa prigioniero. Già la Madonna aveva detto a Fatima che molti vanno all’inferno, a Medjugorje ha detto che satana miete le anime. Il diavolo ha sempre operato nel corso della Storia anche se abbiamo provato a fare dell’inferno un argomento tabù e molti sono arrivati perfino a dire che è vuoto. L’inferno c’è anche se lo abbiamo eliminato dai nostri pensieri e dal nostro linguaggio, è verità di fede ed è una verità esistenziale, è qualcosa che capiamo e sperimentiamo dentro di noi.

Quando ci si indurisce nel peccato e si diventa cattivi, il male diventa parte di noi e anziché essere immagine di Maria, siamo immagine di satana. Al momento della morte, quando dobbiamo rendere conto del bene fatto e del male commesso, davanti a Dio l’anima si rende conto della sua situazione e – da se stessa – va da chi ha sempre seguito; se si è indurita nel male, quell’anima andrà direttamente da satana. Questa è una Verità di fede su cui non si possono avanzare dubbi, altrimenti di attenterebbe alla fede dogmatica, evangelica, cattolica. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice molto chiaramente che chi muore in stato di peccato mortale va all’inferno.

In questa luce comprendiamo per quale motivo la Madonna ci supplica in questo modo: «offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori». Chi è in peccato mortale preghiera è in una situazione di morte spirituale e da se stesso non può convertirsi, è necessario che Dio conceda grazie di conversione alle quali c’è chi risponde e chi no. Dio ha vincolato il dono di grazie di conversione anche alla nostra cooperazione, vuole che siamo cooperatori dell’opera della Redenzione che Gesù Cristo ha realizzato e che è stata legata al nostro apporto, pur essendo per se stessa già traboccante. Dio ha legato la conversione alla predicazione, alla testimonianza, alle nostre opere di carità; in particolare, gli strumenti di conversione che la Madonna ha raccomandato sono proprio la preghiera, la sofferenza e le lacrime.

Ogni giorno dobbiamo pregare per i peccatori, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio, per i nostri persecutori. La preghiera è uno strumento alla portata di tutti ed è formidabile per salvare la nostra anima e le anime che si perdono. Dovremmo, in concreto, riempire la giornata di preghiere, dare meno spazio alle vanità e alle cose inutili. A che cosa serve stare ore e ore davanti alla televisione? «Sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché – dopo aver guardato i programmi televisivi – siete distratti e non riuscite a pregare» ha detto la Regina della pace l’8 dicembre 1981. I momenti di svago sono certamente utili, specialmente quando si è a contatto con la natura, quando ci dedica alla lettura di un libro edificante o quando si guardano programmi in televisione che siano buoni. La Madonna ci ha chiesto di recitare tutte e quattro le Corone del Rosario ogni giorno, mettendo un’intenzione per ogni mistero. Se mettessimo in pratica questa richiesta faremo del bene anzitutto a noi stessi, alla nostra anima che con la meditazione e l’enunciazione dei misteri si eleva a Dio, e poi agli altri, alla conversione di chi è lontano.

La preghiera è un’opportunità di salvezza sicura e alla portata di tutti. Con la preghiera possiamo realizzare degli obiettivi per i quali vale veramente la pena vivere, anche salvare un’anima sola. Con la recita del Rosario quotidiano possiamo salvare innumerevoli anime. Siamo benefattori del genere umano perché incrementiamo il regno di Dio, le anime che si salvano e arricchiamo noi stessi perché quando andremo in Paradiso non ci verrà chiesto l’ammontare del nostro conto corrente, dovremo rispondere delle anime che abbiamo contribuito al salvare oltre alla nostra. Pensiamo se, anziché perdere tempo sul web a leggere contenuti molte volte inutili, avvilenti, squallidi, ci dedicassimo alla preghiera, al dialogo intimo con Dio. Chi persevera si apre sempre di più all’oceano di grazia che Dio concede e, come ha detto la Regina della pace, già in questa vita può gioia del Paradiso.

La Madonna, poi, chiede di offrire le sofferenze. Pensiamo a quante sofferenze spirituali, morali, e fisiche ci affliggono. Il dolore è uno strumento di Redenzione. Attraverso il dolore Cristo ci ha salvato, ci ha redenti. Invece di lamentarci, accettiamo il dolore e offriamolo a Dio; in questo modo purifichiamo noi stessi, ci eleviamo e aiutiamo gli altri. Unendo le nostre sofferenze a quelle di Cristo, otteniamo grazie di salvezza e di conversione per le anime.

Le lacrime di cui parla la Regina della pace in questo Messaggio sono quelle versate per le anime che si perdono. Dobbiamo avere il sentimento di compassione, commuoverci per chi soffre nell’anima, nel cuore, per le malattie, per la fame, per le guerre. Le sofferenze sono immani.

Uniamoci alla preghiera di Gesù, alle sue sofferenze, alla sua compassione per le anime che si perdono. Tutto questo rafforza la nostra intima unione con il Signore e la Madonna ha ripetuto tantissime volte questo invito. Se ci fossero più anime pronte a rispondere, a pregare, a offrire sofferenze, a essere compassionevoli per coloro che si perdono, il mondo si trasformerebbe e avremmo la pace senza aver bisogno di passare attraverso il travaglio del tempo dei Segreti.

Ciascuno faccia la sua parte e cioè si converta, intraprenda un cammino spirituale fruttuoso, militi nella testimonianza della fede. In questo modo saremo più felici, più contenti e potremo guardare a noi stesso con lo stesso sguardo benevolo con cui Dio ci guarda. Così facendo la nostra vita diventa un faro, una luce, una benedizione per tutti. Incamminiamoci su questa strada. La Madonna cerca anime disposte ad aiutarla.

«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui siete chiamati alla conversione, vi esorto, figlioli, offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori che sono lontani dal cuore di mio Figlio Gesù. Pregate con me, figlioli, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite Sì a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 marzo 2025(Con approvazione ecclesiastica)

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 20 ottobre 2025

h. 9.00 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

+Ci sarà una pausa nella guerra contro l’Ucraina?

+Testimonianza dalla Bielorussia


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede (24)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

15. “Offritemi Le preghiere, le sofferenze e le lacrime per la conversione dei Cuori” (25 marzo 2025)

+La Madonna non nasconde la situazione spirituale del mondo

+“Satana miete le anime”

+La morte nell’incredulità e nel peccato grave

+Il rifiuto di Dio e della Divina Misericordia

+La preghiera per la conversione dei cuori induriti

+L’offerta della sofferenze

+Le lacrime versate per le persone più care

+La Madonna cerca anime disposte ad aiutarla


h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il pensiero quotidiano: Senza preghiera la fede muore


h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO (5)


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Putin vuole quattro regioni dell’Ucraina: Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Ma per conquistarle servirebbero altri cinque anni di guerra

di Marta Serafini – Corriere della Sera – 20 Ottobre 2025

La stima dell’Economist sui territori rivendicati da Mosca. L’offensiva estiva russa sta volgendo al termine: Mosca non ha ottenuto un solo risultato di quelli annunciati

Il Donetsk a Mosca? «Un progresso», dicono alcuni funzionari della Casa Bianca interpellati dal Washington Post, mentre Trump fa pressioni su Zelensky. «Darglielo sarebbe come tagliarsi un arto in cambio di niente», è la risposta di un diplomatico europeo.

Il fronte immobile

Rispetto ad aprile, quando Putin respinse la proposta di congelare le ostilità lungo la linea del fronte e chiese il pieno controllo sulla Crimea oltre che degli oblast di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson nonostante non ne abbia mai raggiunto il controllo totale, la posta dello zar si è un po’ abbassata. Ma sia dal vertice di Anchorage tra il presidente statunitense e quello russo a metà agosto, sia dal faccia a faccia tra il leader di Kiev e quello della Casa Bianca a fine settembre, molto poco si è mosso sul campo di battaglia. Perché Kiev dovrebbe allora bere l’amaro calice dopo dieci anni di guerra? Sarebbe un comportamento razionale o quello di Putin è un bluff? Accontentare Trump e cedere garantirebbe poi la pace?

L’offensiva estiva russa sta volgendo al termine e lo zar non ha ottenuto un solo risultato di quelli annunciati. Pokrovsk, in pericolo da più di un anno, non è caduta. Sono ancora lì Kramatorsk, Kostjantynivka, Kupiansk e perfino Chasiv Yar. Il Donetsk ha una quota di filorussi più alta di molte altre regioni. Ma non bisogna confondere la russofonia con la russofilia: anche se la percentuale di chi parla la lingua di Mosca nella regione magari non è scesa come nel resto del Paese, non è scontato che questo dato si traduca in sostegno politico.

Dall’inizio dell’invasione a gennaio di quest’anno, le perdite russe ammontano a 640.000-877.000 soldati, di cui 137.000-228.000 sono morti. E a metà ottobre il bilancio era aumentato quasi del 60%, passando da 984.000 a 1.438.000 perdite, di cui 190.000-480.000 morti. Il dato è di Kiev. E dunque di parte. Ma anche rivedendo la cifra al ribasso, le perdite russe non si sono tradotte in un corrispondente guadagno territoriale. Se poi si guarda la faccenda in un’ottica di lungo periodo, secondo una stima dell’Economist, al ritmo degli ultimi 30 giorni la conquista di ciò che resta delle quattro regioni che Putin rivendica richiederebbe fino a giugno 2030.

Oltre al tempo, gli uomini. Anche se si prova a girare la medaglia o a guardare le carte dell’altro giocatore, il tavolo non è scontato. Un crollo delle linee difensive ucraine è improbabile. La costante sorveglianza con droni, abbinata ad armi di precisione a lungo raggio, ha reso possibile l’accumulo di forze per entrambe le parti. Ma se la tecnologia ha cambiato i vecchi manuali militari, resta una regola: chi attacca deve avere il triplo degli uomini di chi difende. Inoltre, anche se i russi hanno imparato a usare piccole squadre di uomini nella kill zone, poi hanno bisogno di uomini e mezzi per tenere le posizioni.

Certo la war fatigue, il logoramento, e la carenza di uomini sono un problema per Kiev. Ma sono spine che potrebbero conficcarsi prima o poi anche nel fianco di Mosca. Quando è iniziata l’offensiva, i russi sono stati attirati da generosi bonus di arruolamento e la campagna di reclutamento del Cremlino ha superato quella ucraina di 10.000-15.000 unità al mese. Eppure, perfino per un regime, nascondere i sacchi da morto e le tombe non è facile. E, ancora, Putin non è Caterina la Grande che riuscì a imbrogliare i cosacchi: pure l’utilizzo di mercenari, vedi il caso della Wagner e di Prigozhin, non è semplicissimo da gestire. E perfino la zarina dovette fare concessioni abolendo la servitù della gleba.

Il boomerang

Dalle trincee alle fabbriche. Per quasi quattro anni, l’economia ucraina ha sofferto sotto i colpi dei missili russi. Ma ha provato a reagire producendo in casa missili e droni relativamente economici e proponendo agli alleati europei droni a basso costo. Certo, l’economia russa è molto più grande di quella dell’Ucraina e non è affatto una tigre di carta come ha detto Trump a New York. Ma non è nemmeno così florida come l’ha descritta il tycoon a Zelensky nel loro ultimo incontro. Perché se non è scontato che Pechino continui a foraggiare un alleato che, tutto sommato, fin qui ha portato a casa una guerra di logoramento, la forza di Mosca in termini produttivi è minuscola rispetto a quella degli alleati dell’Ucraina. L’Europa non vuole armarsi e non vuole scendere sul campo di battaglia. Ma se costretta a farlo, la guerra ibrida di Mosca potrebbe trasformarsi in un boomerang che finisce dritto sul tetto del Cremlino. Con o senza i missili Tomahawk.

IL PENSIERO QUOTIDIANO

Senza preghiera la fede muore

La preghiera è per la fede quello che è l’acqua per un fiore, ha ammonito la Regina della pace. Se a un fiore non viene data acqua appassisce e muore. Così è per la nostra fede quando non preghiamo.

Questo lo abbiamo visto nella nostra vita. Ogni volta che abbiamo trascurato la preghiera la nostra fede si è indebolita. Quando abbiamo cessato di pregare abbiamo smesso anche di credere.

Se non educhiamo alla preghiera i nostri figli, fin dai più teneri anni, dopo che avranno ricevuto i Sacramenti della iniziazione cristiana non vorranno più frequentare la Messa.

Si allontaneranno dalla Chiesa, vagheranno qua e là nella mondanità piena di illusioni e di seduzioni, per chiudere la loro vita senza raggiungere l’eternità beata perché, staccati da Dio, diventiamo rami secchi buoni solo per essere bruciati.

La preghiera, nella sua natura specifica, è una apertura dell’anima a Dio, perché la illumini con la sua luce e la ricolmi del suo amore. L’anima è creata capace di Dio e tende a Lui andando oltre i confini di ciò che è finito.

Questo movimento dell’anima verso Dio è aiutato dalle parole che, pronunciate col cuore, lo dilatano e lo elevano nella comprensione di Dio, della sua santità e delle sue infinite perfezioni.

Nella preghiera l’anima viene assimilata a Dio, fino divenire una sola cosa con Lui, superando sé stessa e i suoi limiti e pregustando istanti di eternità nei frammenti del tempo che passa.

Questa è una esperienza che possono fare tutti quelli che sono illuminati dalla grazia della fede, alimentata dai Sacramenti, dalla pratica dei Comandamenti e dalla perseveranza sulla via della salvezza.

Dio infatti, mediante la fede e la preghiera, chiama tutti a far parte della sua vita intima, che è amore e felicità sconfinati, di cui ci viene donato un anticipo nel nostro pellegrinaggio terreno.

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