

Programma di Padre Livio – Martedì 11 novembre 2025
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: EDITORIALE: la mia vita in poche parole (prima parte)
h. 10.00: Il Coraggio del perdono
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autore: S. Tosi anno: 1945 titolo: San Martino a cavallo e il povero luogo: Chiesa di San Martino Vescovo, Ferno
Titolo: Vescovo
Nascita: 316 , Sabaria, Pannonia
Morte: 8 novembre 397, Candes
Ricorrenza: 11 novembre
Tipologia: Memoria liturgica
Patrono di:
Sesto Fiorentino, Belluno, Bollate, Riccione, Casalecchio di Reno, Treviglio, Legnago, Magenta, Paese, Lastra a Signa >>> altri comuni
Protettore:
dei soldati, dei pellegrini, degli albergatori, vendemmiatori, dei traditi, sinistrati, sarti, degli osti, delle oche, militari, mendicanti, forestieri, della fanteria, fabbricanti di maiolica, cavalieri, viticoltori
Luogo reliquie: Basilica di San Martino
Uno dei più illustri ornamenti della Chiesa nel secolo IV fu certamente S. Martino, vescovo di Tours e fondatore del monachismo in Francia. Nato nel 316 in Sabaria, città della Pannonia, l’odierna Ungheria, da genitori nobili ma pagani, ancor bambino si trasferì a Pavia, ove conobbe la religione cristiana. A 10 anni all’insaputa dei genitori si fece catecumeno, e prese a frequentare le assemblee cristiane. Appena dodicenne deliberò di ritirarsi nel deserto; essendo però figlio d’un tribuno, dovette presto seguire il padre nella cavalleria e per tre anni militare sotto gli imperatori Costanzo e Giuliano.
Umile e caritatevole, aveva per attendente uno schiavo, al quale però egli puliva i calzari e che trattava come fratello. Un giorno nel rigore dell’inverno era in marcia per Amiens quando incontrò un povero seminudo: sprovvisto di denaro, tagliò colla spada metà del suo mantello e lo copri. La notte seguente, Gesù, in sembianza di povero, gli apparve in un sogno e mostrandogli il mantello disse: « Martino ancor catecumeno m’ha coperto con questo mantello » al risveglio ritrovò il mantello miracolosamente intatto. Allora bramoso di militare solo più sotto la bandiera di Cristo, chiese e ottenne dall’imperatore stesso l’esenzione dalle armi. Si portò a Poitiers presso il vescovo S. Ilario da cui fu istruito, battezzato e in seguito ordinato sacerdote. Visitò ancora una volta i genitori per convertirli; poi, fatto ritorno presso il maestro, in breve divenne la gloria delle Gallie e della Chiesa.
Desideroso di vita austera e raccolta, si ritirò dapprima in una solitudine montana, poi eresse la celebre e tuttora esistente abbazia di Marmoutier (la più antica della Francia) ove fu per parecchi anni padre di oltre 80 monaci. I suoi numerosissimi miracoli, le sue eccelse virtù e profezie lo resero così famoso, che, appena vacante la sede di Tours, per unanime consenso del popolo fu eletto vescovo di quella città. La vita di San Martino fu compendiata in questo epigramma: “Soldato per forza, vescovo per dovere, monaco per scelta”.
Il nuovo Pastore non cambiò appunto tenore di vita, ma raccoltosi a meditare i gravi doveri che assumeva, si diede con sollecitudine ad eseguirli. Sedò contese, stabilì la pace tra i popoli, fu il padre dei poveri e più che tutto zelantissimo nel dissipare ogni resto di idolatria dalla sua diocesi e dalle Gallie.
Formidabile lottatore, instancabile missionario, grandissimo vescovo, sempre vicino ai bisognosi, ai poveri e ai perseguitati. Disprezzato dai nobili, irriso dai fatui, malvisto anche da una parte del clero, che trovava scomodo un vescovo troppo esigente, resse la diocesi di Tours per 27 anni, in mezzo a contrasti e persecuzioni.
Tormentato con querele e false accuse da un suo prete di nome Brizio, diceva: “Se Cristo ha sopportato Giuda, perché non dovrei sopportare Brizio?” Stremato di forze, malato, pregava: “Signore, se sono ancora necessario al tuo popolo, non mi rifiuto di soffrire. Altrimenti, venga la morte”.

autore Simone Martini anno 1322-1326 titolo Morte di San Martino
Nell’anno 397 udì che a Candate (Candes-Saint-Martin) era sorto un grave scisma: benché ottantenne, si portò colà, convocò clero e popolo e ricompose gli animi nella pace. Ma stando per tornare alla sua sede, fu assalito da febbri mortali. Volle essere adagiato sulla nuda terra e cosparso di cenere, per morire, come sempre aveva vissuto, da penitente. Il volto del santo rimase nella morte splendente come se fosse avvolto da una luce di gloria e da molti fu udito un coro di angeli cantare intorno alla sua salma. Si narra che alle sue esequie si riunirono gli abitanti di Poitou e di Tours e così cominciarono ad altercare. Dicevano gli uni: ” È un monaco della nostra città e noi ne vogliamo il corpo”. E gli altri di rimando: “Dio ve l’ha tolto per darlo a noi”. La notte seguente, mentre gli abitanti di Poitou dormivano, gli abitanti di Tours si impadronirono del corpo di Martino, lo gettarono da una finestra su di un battello e lo portarono seguendo il corso della Loira fino a Tours con gran gioia e venerazione.
Fu così sepolto a Tours, ove gli fu dedicata la cattedrale e dove egli compi innumerevoli miracoli.

2. MARIA MADRE DIVINA
Maria è divenuta Madre dell’intera umanità perché ha concepito e generato un bambino che è il Figlio di Dio. La maternità di Maria è di una grandezza tutta divina. Nessuna maternità umana potrebbe esserle paragonata. Ogni uomo nato da donna è una creatura mortale. Il Figlio di Maria è Colui che ha affermato di essere il Figlio di Dio e il Salvatore del genere umano. Egli è il Risorto e il Signore del mondo. La grandezza divina del Figlio illumina quella della Madre. E’ impossibile oscurare lo splendore divino della Madre senza compromettere quello del Figlio. Professare che Maria è “Madre di Dio” significa collocarsi nel cuore della fede cristiana.
Maria è Madre divina per elezione. Dio Santissima Trinità l’ha scelta fino dalla fondazione del mondo. “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16). L’incarnazione del Verbo è il fine dell’opera divina. La creazione dell’uomo, modellato “capace di Dio”, è orientata alla venuta del Figlio di Dio sulla terra, rivestito di carne umana. Fin dall’eternità Maria è presente nel pensiero divino come Madre del Verbo. Per mezzo di Lei si realizza il progetto dell’Amore misericordioso di rendere l’uomo “partecipe della natura divina” (2 Pt 1,4). Dio ha concepito questa mirabile creatura fin dall’eternità e in essa ha profuso i doni della sua sapienza, della sua onnipotenza e del suo amore. Preparando Maria ad essere la Madre del Verbo, l’Altissimo ha realizzato la sua opera più grande.
Maria è Madre divina per decisione. La maternità è una decisione che richiede generosità e coraggio. Quando genera un figlio, una donna è sua madre per sempre. La sua vita è inevitabilmente condizionata da quella del bambino che ha generato. La decisione di Maria di accogliere l’invito di Dio a divenire la Madre del Redentore è l’espressione di una grandezza d’animo che supera ogni limite umano. La giovane donna di Nazareth si è presa sulle spalle il peso immane dell’opera della redenzione, facendo proprio il destino del Figlio. Maria ha voluto essere Madre divina, facendo proprio fino in fondo il progetto di Dio sulla sua vita.
Divenendo la Madre del Figlio di Dio, Maria è di conseguenza divenuta la Madre dell’intera umanità. Infatti il Verbo, assumendo la natura umana, si è misteriosamente unito a sé ogni uomo. La Madre di Dio è anche la Madre dei figli di Dio, “quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati” (Gv 1, 13). Maria non ha mai cessato di generare. La sua fecondità è inesauribile. Ha generato il Verbo per opera dello Spirito Santo e per mezzo del medesimo Spirito genera innumerevoli figli alla Chiesa. Ogni cristiano nel giorno del suo battesimo è stato concepito nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo. Ogni figlio di Dio è anche figlio di Maria. Colei che ha concepito il Capo concepisce anche tutte le membra del Corpo mistico.
La divina maternità della Piena di grazia è un mistero di fecondità inesauribile. Divenendo la Madre del Redentore, Maria è divenuta madre di tutti i redenti. La sua divina maternità è in atto, fino alla fine del mondo. Essa è la “Nuova Eva”, la madre dell’umanità salvata e liberata dal male. Essendo la Madre del Figlio Dio tutti gli uomini sono potenzialmente suoi figli.
Dobbiamo forse meravigliarci se la Madonna si preoccupa per noi e si rende presente nei passaggi più difficili della nostra storia? Come è stata presente nei momenti più drammatici della vita del Figlio, così è presente e attiva nelle vicende del nostro tempo, quando gli uomini, dimentichi di Dio, sono in balia del potere delle tenebre. La presenza della Madre divina rasserena e ci rassicura che Dio è fedele e non abbandona le sue creature.