

Programma di Padre Livio – Venerdì 21 novembre 2025
h. 8.50 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: ATTUALITA’ MONDO-CHIESA
+Trump consegna l’Ucraina a Putin
+La guerra si avvicina all’Europa (mini-editoriale)
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede (40)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
31. “Figlioli la pace è in pericolo e la famiglia è attaccata” (25 Giugno 2024)
+All’ origine la guerra contro Dio
+Ne consegue la guerra fra gli uomini
+La guerra fra uomo e donna e la distruzione della famiglia
+La pace con Dio assicura la pace fra gli uomini
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Pensiero quotidiano: Sarà Maria a salvare il mondo dalla catastrofe
h. 10.05: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (8)
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di Goffredo Buccini| 20 novembre 2025 – Corriere della Sera
Una pace ottenuta concedendo tutto alla Russia causerebbe una proliferazione nucleare
A gennaio 2016, dieci mesi prima di conquistare la Casa Bianca, Donald Trump mostrava piena consapevolezza della propria crescente popolarità: «Potrei stare in mezzo alla Quinta Strada e sparare a qualcuno, e non perderei nemmeno un elettore». Non aveva torto, in effetti. Nei nove anni successivi, gli è stato perdonato tutto o quasi dagli americani: condanne, abusi di potere, eccessi verbali, politiche altalenanti, persino un’insurrezione fallita.
Ora però la domanda che dovrebbe porsi è: può, specie nell’anno che porta alle elezioni di midterm, consegnare l’Europa a Putin senza perdere nemmeno un elettore? Perché di questo si tratta davvero, nel molto controverso piano in 28 punti sull’Ucraina che il suo inviato speciale per le guerre, l’immobiliarista Witkoff prestato alla geopolitica, avrebbe assorbito dai desiderata del Cremlino: la resa, de facto, di Kiev, nei termini e nelle condizioni trapelate, comporterebbe in sostanza la piena esposizione dell’Europa alle brame del dittatore russo, con conseguenze e catene di reazioni che sarebbe saggio fossero prese in considerazione per tempo da un leader come il presidente americano, già in calo di consensi a causa dell’inflazione generata dai dazi e dal caso Epstein mai davvero addomesticato.
Restando sul piano della realpolitik, ovvero prescindendo dal carico di immoralità insito nel considerare una libera popolazione come pedina di un risiko così da discutere accordi con l’aggressore senza che l’aggredito abbia voce in capitolo se non sul sì o sul no finale, alcuni nodi critici balzano agli occhi.
Primo. Il riconoscimento a favore della Russia di territori presi con la forza (e addirittura nemmeno conquistati del tutto, poiché Mosca in quasi quattro anni controlla circa il 77% del Donbass) introdurrebbe un principio devastante nelle relazioni fra Stati: dalla Seconda guerra mondiale, infatti, qualsiasi guerra di conquista per cambiare i confini è sempre stata considerata illegale. È vero che la legalità internazionale è un concetto assai vago, come dimostra la lunga paralisi delle Nazioni Unite sui dossier più scottanti del pianeta. Tuttavia, ancora una volta, non parliamo di principi ma di sostanza: l’idea che uno Stato più forte possa prendersi ciò che vuole, a scapito dei più deboli vicini, avrebbe un effetto praticamente immediato su Taiwan. Con quale autorità gli americani avrebbero da eccepire qualcosa, ove Pechino decidesse di forzare la mano sull’indomita isola, dopo avere dato luce verde ai russi in Ucraina? Davvero Trump potrebbe assorbire un contraccolpo del genere senza pagare pegno nemmeno stavolta?
Secondo. Come spiega bene Timothy Snyder, uno storico che ha scelto di lasciare Yale per avere maggiore libertà di critica verso il trumpismo, «nelle trattative efficaci le concessioni non vengono fatte in anticipo»: in questo caso non si intravede alcun negoziato ma semplicemente un appeasement nei confronti del bullo del cortile. Di fronte a questo scenario, gli europei e gli asiatici potrebbero trarre la conclusione di doversi dotare, a breve, di armi nucleari (almeno tattiche) per non seguire il destino dell’Ucraina, visto che sulla deterrenza nucleare i russi hanno poggiato sin dall’inizio la serena certezza di non poter essere puniti, nemmeno quando alla Casa Bianca non sedeva un loro sodale ma Joe Biden. Effetto visibile della inaffidabilità di Trump quale alleato è, come spiegava Federico Rampini, il riarmo di Giappone e Germania, rispettivamente di fronte alle minacce di Cina e Russia nei quadranti per loro sensibili.
Su Le Grand Continent, l’analista Stephane Audrand va dritto al cuore delle nostre debolezze: con un pilastro dell’Alleanza ballerino come Trump e istituzioni pensate per un tempo di pace e di commerci, l’Europa appare sprovvista di fronte al Cremlino. «Per scongiurare la paura, bisogna imparare a maneggiarla — spiega Audrand —. Una volta ammesso l’impatto di questa paura, bisogna affrontarla e fare in modo che il dialogo con la Russia torni sul sentiero del calcolo razionale e della deterrenza; non instillando noi stessi il terrore ma essendo determinati e credibili».
Traduzione: non basta il muro antidroni vagheggiato dalla Ue, «perché si basa sull’implicita e falsa idea che non si possa colpire la Russia e che quindi bisogna accumulare scudi, non potendo sguainare spade». La «spada» di cui parliamo è, ovviamente, la proliferazione atomica. Più bombe atomiche, più rischio che qualcuno le usi: è davvero questo l’esito della famosa dottrina «transazionale» di Trump?
Terzo. L’Europa tagliata fuori dal tavolo delle trattative subirà l’effetto collaterale di un pericolo attualissimo per quei Paesi europei gravati al loro interno da territori che Putin potrebbe voler «proteggere», come la Moldavia (alle prese con la Transnistria) e la Lituania (con l’exclave di Kaliningrad). Senza calcolare il sicuro incremento di azioni di guerra ibrida, già agite da Mosca con la famosa aggressività «sotto soglia»: ovvero con operazioni pericolose ma non tali da provocare una giustificata reazione della Nato, come i 25 sconfinamenti di droni sull’Europa in poche settimane.
Il quadro è questo. Tutto, assolutamente, pragmatico e tutto a vantaggio di Putin. È possibile che prima o poi gli americani si domandino il perché di una tale accondiscendenza verso uno storico avversario degli Stati Uniti. E che vadano a frugare in dossier politicamente ben più gravi del caso Epstein. Quelli che affondano nel passato d’un immobiliarista d’assalto finito in cattive acque. E nelle «operazioni di charme» con cui vennero a corteggiarlo gli amici russi.
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9. MARIA MADRE SEMPRE PRESENTE
Alcuni dicono che i vangeli parlino relativamente poco della Madonna. Si tratta di una affermazione inconsistente, perché la Parola di Dio non si può misurare col criterio della quantità. Ciò che invece colpisce è il fatto che Maria, pur con la discrezione che caratterizza la sua persona, è sempre presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù e della Chiesa. La Madonna partecipa da protagonista ai grandi appuntamenti della redenzione. Svolge il suo compito di madre assicurando sempre la sua presenza, quando questa è necessaria. Lei sa quando il suo dovere materno la chiama e non si fa aspettare. Ad ogni evento della vita di Gesù vediamo la Madre al suo fianco, attenta e consapevole del suo compito. La stessa cosa possiamo affermare della vita bimillenaria della Chiesa, la cui traversata, nell’oceano tempestoso della storia, ha avuto nella Madonna la stella fulgente che l’ha guidata. Ma se ognuno di noi guarda alla sua vita con gli occhi della fede, si renderà conto che Maria gli era vicina nei momenti cruciali.
Qualsiasi tentativo di ridimensionare il ruolo della Madonna nella storia della salvezza è destinato al fallimento, perché cozza contro l’evidenza. La realtà, impossibile da cancellare, è che Maria sta al fianco di Gesù dalla culla alla croce, come pure accompagna il cammino della Chiesa e di ogni anima dall’inizio alla fine, senza distrarsi e senza assentarsi. L’Ancella del Signore si dedica completamente alla missione materna che l’Altissimo le ha affidato e vive solo per essa. Diversamente dagli apostoli nel Getsemani, Lei veglia e prega senza mai addormentarsi. Come una madre che non abbandona mai la casa incustodita, Maria vigila senza mai perdere di vista nulla e nessuno. Lei sa che il nemico si nasconde per sorprendere con le sue insidie. Guai se la Vergine potente contro il male non intervenisse quando il leone ruggente sferra all’improvviso il suo attacco.
La figlia di Sion appare improvvisamente sulla scena del mondo nel momento culminante dell’opera divina della creazione e della redenzione. L’evento dell’incarnazione la trova pronta, protesa nell’ascolto, determinata nella decisione. È il suo “Sì” incondizionato che rende Dio eternamente presente nella storia dell’umanità. Quando il Figlio, alle nozze di Cana, dà inizio alla sua missione, Lei gli siede accanto, sollecita e attenta, perché non sia turbata la gioia della festa. Ai piedi della Croce la Madre partecipa alla passione del Figlio e con Lui beve fino all’ultima goccia il calice amaro della redenzione. Il suo Cuore è pronto per abbracciare la sua nuova missione di madre dell’umanità. Nel Cenacolo, quando la Chiesa viene battezzata nel fuoco dello Spirito Santo, Maria la stringe al suo cuore, infondendole la sua fede, vivificandola con la sua preghiera e infiammandola con la sua carità.
Nella traversata tempestosa della storia la Chiesa non deve mai temere. La Madonna non l’ha mai abbandonata a sé stessa e mai l’abbandonerà. Quando la barca di Pietro sembra affondare sotto la furia dei marosi, ecco che Maria si fa presente con le sue apparizioni. Chi potrebbe contare gli interventi della Santa Vergine da quando Lei, assunta in Cielo, si è presa cura della navigazione della Chiesa? Il Cielo si è aperto innumerevoli volte su questa terra travagliata: La divina messaggera moltiplica le sue venute e mai sembra essere stanca. La Chiesa è la sua casa e Lei la cura come la più premurosa delle madri. Ma anche ogni uomo è suo figlio e la Madre vigila instancabilmente, pronta a intervenire, anche quando noi non la chiamiamo e pensiamo di non avere bisogno. In particolare Maria è presente oggi, più attiva e sollecita che mai. Come potrebbe la Regina del cielo e della terra abbandonare a sé stessa la Chiesa, quando il drago, sciolto dalle catene, vorrebbe distruggerla e portare l’intera umanità alla rovina?

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42. Sarà Maria a salvare il mondo dalla catastrofe
Che la storia umana si avvii verso una catastrofe globale è fin troppo evidente per doverlo dimostrare. La carica di odio e di superbia di cui è pieno il mondo, è una bomba nucleare impossibile da disinnescare.
Satana ha predisposto accuratamente un piano che si sta realizzando passo dopo passo. Prima ha declassato il Cristianesimo, oscurando la Fede e la Croce, poi è passato a scardinare i cuori uno ad uno, come ha rivelato la Madonna nei suoi Messaggi.
La Madonna a Fatima, dopo aver rivelato la fine della Prima guerra mondiale, ha cercato di evitare la seconda, chiamando il mondo alla conversione. Non è stata ascoltata e quindi è esplosa causando distruzione e morte come mai era avvenuto prima.
Ora La Regina della pace è qui in mezzo a noi da oltre quattro decenni per evitare una terza guerra, che è già in atto e il cui esito si preannuncia fatale per l’umanità e il pianeta sul quale vive.
La lunga presenza di Maria non ha fermato la corsa verso l’abisso e l’umanità, dimentica degli orrori del passato, si appresta a compiere il passo fatale che satana aspetta da sempre.
Dio però non vuole che il mondo perisca e ha inviato Maria per salvare le nostre vite e la terra sulla quale viviamo. Tuttavia si salveranno quanti apriranno il cuore alla grazia della salvezza.
Nel momento in cui l’impero del male crollerà, con esso saranno travolti tutti coloro che l’hanno sostenuto e sono diventati strumenti del maligno, per realizzare i suoi piani di distruzione e di morte.
Al contrario chi si sarà convertito e, attraverso Maria, sarà ritornato al Dio della pace e dell’amore, troverà la salvezza e la pace.
L’uomo non è il padrone del mondo e neppure satana lo è, benché brami divenirlo. Le schiere degli impenitenti: dei superbi, dei supponenti, dei prepotenti, dei violenti, dei falsari, degli avidi e dei malvagi andranno nell’abisso col loro ispiratore.