BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

PENSIERO QUOTIDIANO

La serena fiducia di chi prega

Ho un ricordo indelebile di una telefonata a Radio Maria dove una mamma si disperava per suo figlio gravemente malato, per il quale la medicina non dava più speranza.

Ascoltavo con intima partecipazione questo dialogo angosciante col conduttore dietro il microfono e mi chiedevo quale risposta avrebbe dato per consolarla.

Con molta semplicità, ma con profonda partecipazione, disse queste parole: “Non si disperi, Signora, c’è sempre la preghiera”. Ecco, mi sono detto, la risposta della fede!

Per chi crede in Dio c’è sempre una luce di speranza anche nelle situazioni più disperate. Dio è Padre e noi siamo i figli del suo amore: c’è forse qualcosa che un Padre negherebbe ai suoi figli che ne hanno bisogno?

E’ con questo atteggiamento che dobbiamo affrontare i momenti difficili della vita, specialmente quelli in cui l’aiuto del Cielo è necessario per non venirne travolti.

Penso agli apostoli sulla barca sbattuta dalle onde sul lago di Galilea, mentre Gesù dorme tranquillo.  Che fare? Per salvarsi bisogno svegliarlo.  Si rivolgono Lui e gridano: “Salvaci Signore, siamo perduti!”

Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia (Matteo, 8, 25 – 26).

La fede degli apostoli era minima, ma a Gesù basta per compiere il miracolo. Così è per la nostra fede, che spesso è quella di un lucignolo fumigante.

A Gesù basta per compire i miracoli più grandi, purché salga sincera dal profondo del cuore.

Non c’è nulla che Dio non possa fare per i suoi figli che lo invocano nelle loro necessità, come è testimoniato in ogni pagina del Vangelo.

I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 16 – Chi ha il compito di rivelare i Segreti di Medjugorje

I Segreti di Medjugorje

16. Chi ha il compito di rivelare i Segreti

La tematica che riguarda chi rivelerà i Segreti di Medjugorje è abbastanza complicata perché sarebbe normale che li rivelasse Mirjana, o comunque che si seguisse la procedura che è stata seguita in altre occasioni come ad esempio a La Salette, dove i veggenti hanno scritto i Segreti e li hanno consegnati in ultima istanza al Papa. Tant’è vero che il terzo di questi Segreti, vergati da Melania, è stato trovato in Vaticano qualche anno fa e poi pubblicato. A Ghiaie, pur non essendo un’apparizione riconosciuta dalla Chiesa, è accaduta la stessa cosa e cioè i Segreti sono stati scritti in una lettera indirizzata al Santo Padre. È un fatto indicativo, la Madonna rimanda sempre al Papa. I Segreti di Fatima sono stati inviati al Papa. I primi due sono stati rivelati da Pio XII nel tempo della guerra, il terzo lo ha rivelato Giovanni Paolo II nell’anno 2000.

La procedura “normale” sarebbe quella che accomuna Fatima, Ghiaie di Bonate e La Salette: il veggente, su ordine della Madonna, scrive i Segreti in una lettera al Papa, il quale decide se leggerli o no. Quelli de La Salette non sono mai stati letti, sono stati portati in Vaticano e depositati. Pio XII era molto zelante sull’argomento Segreti di Fatima e li ha letti; del terzo Segreto di Fatima la Madonna aveva detto di leggerlo dopo il 1960, Papa Giovanni non lo lesse; sicuramente avrà avuto le sue ragioni. Giovanni Paolo II decise di leggerlo.

A Medjugorje la Madonna non ha seguito questo procedimento. Ha dato, finora, nove Segreti a tre veggenti che hanno ancora le apparizioni quotidiane, gli altri tre hanno tutti i Segreti. Finora la Regina della pace non ha detto di consegnare qualcosa al Papa e questo è un fatto indicativo, qualcosa vorrà dire.

La Madonna non ha detto a Mirjana, alla quale ha consegnato il rotolo di pergamena su cui sono impressi tutti i Segreti, di consegnarlo al Papa. La stessa Commissione Ruini non ha chiesto di vedere la pergamena. La Madonna ha incaricato Mirjana di scegliere un sacerdote che leggerà i Segreti. Si tratta, allora, di una procedura totalmente diversa. Mirjana ha obbedito, ha scelto Padre Petar Ljubicic ma questa candidatura è svanita, è rimasta sospesa infatti la veggente ultimamente ha precisato che ci penserà la Madonna a scegliere chi dovrà rivelare i Segreti. La Madonna non recede dalla sua intenzione che dev’essere un rappresentante della Chiesa, con il permesso del Papa, a rivelare i Segreti. Per accettare di leggere i Segreti e per leggerli al momento opportuno, il sacerdote o il frate indicato deve avere il permesso del Papa.

Non sappiamo chi rivelerà i Segreti, ma sappiamo che la Madonna vuole che sia un sacerdote e quindi deve avere il permesso del Papa. La Madonna vuole coinvolgere la Chiesa e infatti chi rivelerà i Segreti dovrà avere il permesso del Papa; il motivo è molto semplice: i Segreti di Medjugorje riguardano il mondo e soprattutto la Chiesa. Probabilmente i Segreti di Medjugorje riguardano ciò che ci ha rivelato la Madonna a Fatima e cioè quella grande persecuzione alla Chiesa che è il terzo Segreto di Fatima.

La Madonna vuole che questo grande evento si riveli con il permesso della Chiesa e non si tratta di qualcosa di proiettato nel futuro, ma di qualcosa di imminente. Siamo di fronte a qualcosa di estremamente serio, com’è seria la persecuzione alla Chiesa. Per quanto ne so io da quello che mi hanno detto i veggenti, i Segreti di Medjugorje riguardano più la Chiesa che il mondo. Il contesto è quello della guerra, ma la sostanza dei Segreti dal quarto al decimo è la persecuzione alla Chiesa Cattolica, è il tentativo di distruggerla e di sostituirla proprio com’è scritto nel terzo Segreto di Fatima. È normale, allora, che a rivelare i Segreti debba essere una persona incaricata dalla Chiesa. A mio parere i Segreti dal quarto al decimo, avendo per oggetto la grande persecuzione alla Chiesa e al Santo Padre, mi sembra normale che sia il Papa a doverli rivelare. Penso che sia opportuno che lo stesso Papa, in questo contesto altamente drammatico, riveli i Segreti tre giorni prima che accadono.

Robert Benson nel suo Romanzo Il padrone del mondo descrive il Papa che prende in mano i poteri assoluti per combattere l’anticristo. Siccome chi scatenerà la persecuzione alla Chiesa sarà la potenza dell’anticristo, è coerente che sia il Papa a contrastarlo rivelando i Segreti tre giorni prima che accadono. L’anticristo cercherà di distruggere il Papa e la Chiesa Cattolica ed è normale pensare che a fronteggiarlo sia proprio il Papa di Roma il quale, rivelando quello che accadrà tre giorni prima che avvenga, metterà in scacco l’anticristo stesso.

Il terzo Segreto di Fatima è chiaro e descrive dei soldati che sterminano la Chiesa e alla fine uccidono anche il Papa. Sono soldati in divisa, appartengono quindi a uno Stato e scagliano colpi di arma da fuoco e frecce, che nella Bibbia simboleggiano le lingue biforcute. In questo contesto non vedo nessuno che possa rivelare i Segreti se non il Papa, qualsiasi altra persona sfigurerebbe, non sarebbe all’altezza. Possiamo anche ipotizzare che i primi tre Segreti vengano rivelati da un frate di Medjugorje, magari dal parroco stesso. Per la rivelazione dei Segreti dal quarto al decimo, a mio parere, nessuna persona può sostituire il Papa perché si tratterà di profezie fatte tre giorni che metteranno in scacco l’anticristo, le potenze anticristiche, il mondo senza Dio.

La Madonna usa l’espressione “mondo senza Dio” per indicare l’anticristo, colui che nega Gesù Cristo Figlio di Dio. Chi annuncerà i Segreti è un quesito di estrema importanza, al momento non c’è un nome ufficiale, in occasione del primo Segreto si conoscerà la soluzione. Non si può escludere una soluzione provvisoria per i primi tre Segreti che potrebbero essere annunciati dal parroco di Medjugorje. Per quanto riguarda i Segreti dal quarto al decimo, a mio parere, ad annunciarli sarà il Papa proprio perché dovrà fronteggiare lui stesso l’anticristo.

Ricordiamoci che davanti abbiamo un passaggio storico nel quale satana cercherà di prevalere e di distruggere l’Opera della Creazione e della Redenzione, ma non ci riuscirà perché la Madonna ha studiato un piano che lo metterà in scacco. I Segreti verranno rivelati tre giorni prima proprio per mettere a perdere satana. Andiamo incontro a cose inimmaginabili perché satana è sciolto dalle catene, vuole distruggere il mondo e la Chiesa. Satana sta infettando il mondo intero di odio, di cattiveria, di incredulità. Satana sta cercando di portare l’inferno sulla Terra, ma la sua rovina sarà rapida così come si succederanno in maniera rapida i Segreti dal quarto al decimo; mentre i primi tre Segreti accadranno in maniera più dilatata nel tempo per dare alla gente il tempo di assimilarli.

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🔴LIVE🔴 TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 13

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 74

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 23/02/2026

L’aborto è la soppressione di un essere umano

Il Concilio Vaticano II chiama l’aborto un delitto ed è una presa di posizione della Chiesa da sempre, fin dalle origini. Tertulliano, un grande scrittore cristiano del II secolo dopo Cristo, diceva che è già uomo colui che lo sarà. Non è la guerra, ma l’aborto la causa più crudele dell’eliminazione violenta degli esseri umani.  

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno nel mondo si verificano circa 73 milioni di aborti indotti; ciò corrisponde a circa 200.000 aborti al giorno. Il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta l’insegnamento ufficiale della Chiesa sull’aborto. Siccome oggi questa pratica è molto diffusa anche con una certa facilità, è bene riflettere su questo che, comunque, è un gravissimo peccato come ha detto la Madonna a Medjugorje: «L’aborto è un grave peccato. Dovete aiutare molto le donne che hanno abortito. Aiutate loro a capire che è un peccato. Invitatele a chiedere perdono a Dio e ad andare a confessarsi. Dio è pronto a perdonare tutto, poiché la sua Misericordia è infinita. Cari figli, siate aperti alla vita e proteggetela» (1 settembre 1992).

La gravità dell’aborto nell’insegnamento della Chiesa Cattolica è espressa in precisi numeri del Catechismo.

2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato» (Ger 1,5). «Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra» (Sal 139,15).

D’altra parte, vediamo come esulta il bambino nel grembo di Elisabetta quando arriva la Madonna. Giovanni Battista esulta di gioia nel grembo di sua madre che era al sesto mese di gravidanza.

2271 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale: «Non uccidere il bimbo con l’aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita». «Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l’altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell’uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l’aborto come pure l’infanticidio sono abominevoli delitti».

«Non uccidere il bimbo con l’aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita» è una bellissima citazione tratta dalla Didaché, uno dei più antichi documenti cristiani. Successivamente il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta il numero 183 della Costituzione Gaudium et spes, del Concilio Vaticano II.

2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. «Chi procura l’aborto, se ne consegue l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae», «per il fatto stesso d’aver commesso il delitto» e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.

È ovviamente coinvolto anche chi procura l’aborto, non soltanto la donna che lo chiede.

2273 Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione: «I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell’autorità politica; tali diritti dell’uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell’atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare: il diritto alla vita e all’integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte». «Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto. […] Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti».

L’embrione ha il diritto alla vita. È un diritto inalienabile. Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita più volte il Documento Donum Vitae della Congregazione per la Dottrina della Fede in cui si dice l’essere umano inizia a vivere nel momento del concepimento, ha il diritto alla vita e lo Stato non glielo può negare.

2274 L’embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se «rispetta la vita e l’integrità dell’embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale […]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l’eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi […] non deve equivalere a una sentenza di morte».

2275 «Si devono ritenere leciti gli interventi sull’embrione umano a patto che rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale». «È immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come “materiale biologico” disponibile». «Alcuni tentativi d’intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualità prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell’essere umano, alla sua integrità e alla sua identità» unica, irrepetibile.

Siamo di fronte a una solida Dottrina, basata sul rispetto della persona che, oggi, purtroppo è degradata a “cosa” nel tipo di società materialistica nella quale viviamo e dove l’uomo stesso, a partire dall’embrione e lungo il corso della sua vita è ritenuto una cosa di cui poter disporre a piacimento, secondo la legge dei potenti contro i più deboli.

Viviamo in un tipo di società che ci riduce, senza che ce ne accorgiamo, a delle belve feroci o a dei diavoli incarnati. Bisogna sempre reagire, anche insegnando la sana Dottrina, importantissima perché riguarda anche il rispetto della persona umana quando è in condizioni di estrema debolezza.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 23 Febbraio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE:

I cinque minuti dello Spirito Santo


h. 08.55 – 09.30: UNO SGUARDO SULL’ATTUALITA’

1) L’aborto è la soppressione di un essere umano

+Non è la guerra ma l’aborto la causa della eliminazione violenta di essere umani

+Secondo l’OMS, ogni anno nel mondo si verificano circa 73 milioni di aborti indotti. Ciò corrisponde a circa 200.000 aborti al giorno

+La gravità dell’aborto nell’insegnamento della Chiesa cattolica

2) Intervista di Padre Livio al Quotidiano Libero sui Segreti di Medjugorje


h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (75)


h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

16) Chi ha il compito di rivelare i Segreti

+La Madonna ha incaricato Mirjana di scegliere un sacerdote

+ L’intenzione della Madonna è di coinvolgere la Chiesa

+ Qual è il motivo di questo coinvolgimento?

+ Al momento non c’è un nome ufficiale

+ In occasione del primo Segreto si conoscerà la la soluzione

+ Non si può escludere un soluzione provvisoria per i primi tre segreti

+ Per i Segreti dal quarto al decimo potrebbe essere il Papa?


h. 10.0o: TELEFONATA A PADRE LIVIO


h. 10.05: TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO

Libro di Padre Livio: Tutti e Segreti si realizzeranno (13)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Intervista di Padre Livio al quotidiano Libero


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Ucraina, storia di 4 anni di guerra: il fallito blitz di Putin, la resistenza, la controffensiva, i massacri. «Mosca ha perso 1,3 milioni di uomini»

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 23 Febbraio

L’illusione del presidente russo, la controffensiva ucraina e lo stallo. Con centinaia di migliaia di vittime

KIEV – L’inizio non è un vero inizio, bensì il proseguimento di un’aggressione che era cominciata già 8 anni prima. E però in Ucraina ben pochi se l’aspettano, di sicuro non così ampia e non mirata ad annettere il Paese intero alla Russia. L’invasione su larga scala voluta da Vladimir Putin all’alba del 24 febbraio 2022 non coglie di sorpresa gli americani, che già dall’estate avvisavano Volodymyr Zelensky del pericolo, ma il presidente ucraino era stato lento a reagire. «Sino a poco prima credevamo che Putin avrebbe lanciato un attacco limitato sul fronte orientale per annettersi il Donbass e completare ciò che aveva ottenuto nel 2014 con l’annessione della Crimea», racconteranno subito dopo gli ucraini. 

La débâcle di Putin

Va detto chiaro che per il presidente russo le cose vanno male sin dai primi giorni. Il suo piano mirava a spaventare e disperdere le forze nemiche con massicci attacchi su più fronti: dalla Bielorussia e la regione frontaliera di Sumy verso Kiev; da Belgorod su Kharkiv; su tutto il fronte del Donbass sino a Mariupol; dalla Crimea contro il Kherson, Mykolaiev e Zaporizhzhia; dal Mer Nero è programmato lo sbarco sulla costa di Odessa. Una gigantesca operazione a tenaglia che non dovrebbe lasciare scampo a Zelensky. 

In verità, i generali hanno illuso il Cremlino, perché nei loro rosei disegni bellici la guerra avrebbe dovuto durare solo poche settimane. Un commando di 600 Spetsnaz, le forze speciali, deve essere elitrasportato a Hostomel, un piccolo aeroporto quaranta chilometri a nord est di Kiev, e da qui, anche aiutati da squadre «dormienti» di collaborazionisti locali, puntare diritti sulla capitale, eliminare Zelensky con i suoi collaboratori, e quindi instaurare un governo vassallo simile a quello di Aleksandr Lukashenko a Minsk. 

Ma l’intelligence Usa allerta gli ucraini, fornisce i riferimenti gps del tragitto dei velivoli russi: gli Spetsnaz vengono massacrati sulla pista d’atterraggio di Hostomel. Il piano dell’alto comando di Mosca è stravolto. Le forze russe superano Bucha, arrivano a Irpin, ma alle periferie di Kiev si fermano, per poi ripiegare sulle basi di partenza oltre il confine internazionale. Ai primi di aprile tutta la regione di Kiev è libera. Lo stesso avviene via via a Chernihiv, Sumy, Kharkiv.

Il contrattacco

Il 20 maggio 2022 si arrendono gli oltre 2.000 combattenti della brigata ucraina Azov asserragliati nei sotterranei delle acciaierie Azovstal di Mariupol. I morti sono migliaia. Secondo l’Onu il 90 per cento degli edifici della città è danneggiato o distrutto. Sarà un modello bellico destinato a replicarsi di continuo: lungo tutta la linea dei combattimenti verranno ridotti in macerie centinaia di quartieri, cittadine, villaggi, zone industriali e fattorie isolate. La guerra sta cambiando di passo. 

I russi rinunciano allo sbarco su Odessa. I nuovi droni marini ucraini Magura affondano già ai primi di aprile la Moskva, l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero. Presto per i comandi navali russi in Crimea sarà un vero problema: oltre un terzo della flotta sarà colato a picco o reso inservibile. Putin l’11 settembre impone un referendum farlocco per dare una parvenza di copertura legale alla sua annessione delle zone occupate. 

Ma subito dopo avviene un altro sviluppo sorprendente: gli ucraini tra fine settembre e novembre 2022 contrattaccano, cacciano i russi da Kherson sino al fiume Dnipro, liberano Izium e minacciano persino le avanzate russe nel Donbass settentrionale. Da adesso in poi la guerra quasi si ferma, diventa un infinito conflitto di logoramento, dove le avanzate non si calcolano più in decine di chilometri, bensì in centinaia di metri: si combatte casa per casa, albero per albero. 

I droni dominano ormai i cieli e ben presto anche le battaglie di terra con i nuovi modelli che sostituiscono le fanterie. Si noti che l’aviazione russa non è mai riuscita a penetrare seriamente lo spazio aereo ucraino. Quello che nelle aspirazioni di Putin dovrebbe essere l’esercito di una superpotenza, degna di stare al tavolo con i generali americani e cinesi, si rivela una tigre di carta, al limite una «potenza regionale», che si differenzia dalle altre perché negli arsenali si trovano ancora le bombe atomiche dell’era sovietica. 

Logoramento

Nell’estate del 2023 fallisce l’attesa controffensiva ucraina. Il 23 giugno la milizia mercenaria Wagner si ribella contro lo Stato maggiore, addirittura marcia su Mosca, ma viene fermata e poco dopo Putin fa eliminare il suo comandante, Yevgeny Prigozhin, in un «incidente» aereo. I russi trincerano le posizioni conquistate, in larghi settori passano dall’attacco alla difesa. 

I due eserciti si dissanguano in dure battaglie limitate in zone specifiche del fronte: Bakhmut e Avdiivka sono le più famose, dove le vittorie russe costano decine di migliaia di morti. La sfida oggi per Pokrovsk dura da circa un anno. 

Nell’agosto 2024 gli ucraini sfondano nella regione meridionale di Kursk: Zelensky vorrebbe scambiarla ai negoziati di pace per il Donbass. Ma l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 cambia l’asse delle alleanze. Il neo-presidente Usa taglia gli aiuti militari a Kiev in marzo e Zelensky è costretto a ordinare la ritirata da Kursk. Da allora la battaglia di terra registra lentissime avanzate russe pagate con perdite enormi. In tutto, dal 2014 i russi occupano adesso circa il 20 per cento dell’Ucraina. 

Secondo gli esperti occidentali, tra soldati morti, feriti e prigionieri la Russia potrebbe avere perso oltre un milione e 300 mila uominigli ucraini forse meno della metà. Le verifiche indipendenti sono impossibili. Putin sopperisce ai fallimenti di terra moltiplicando i tiri di missili e droni. Da fine dicembre ha intensificato gli attacchi sul sistema energetico per approfittare delle temperature gelide.

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