
Programma di Padre Livio – giovedì 26 febbraio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE:
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 9.00: COMMENTO al Messaggio della Regina della pace
h. 9.30: EDITORIALE:
Nel tempo dei Segreti il Cuore Immacolato di Maria trionferà
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”Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
(Con approvazione ecclesiastica)
h. 21 Padre Livio legge e commenta in diretta il Messaggio su Radio Maria -blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

18. Come reagirà la Chiesa alla rivelazione dei Segreti?
L’atteggiamento della Chiesa nei confronti dei Segreti è decisivo, in quanto chi dovrà rivelare i Segreti sarà un sacerdote con il permesso del Papa.
Sappiamo che i Segreti di Medjugorje sono il prolungamento di quelli di Fatima; i primi due – la visione dell’inferno e l’evoluzione della Russia nella Storia – sono stati inviati da Suor Lucia a Pio XII che li ha resi noti nel 1942. Il terzo Segreto – la grande persecuzione della Chiesa – è stato inviato più tardi perché Suor Lucia, sotto la guida della Madonna, ha voluto attendere. Suor Lucia, successivamente, ebbe la visione drammatica dell’asse della Terra che trema, degli oceani che esondano, di milioni di anime che vengono travolte dal sonno della morte. Una visione apocalittica grazie alla quale Suor Lucia riuscì a scrivere il terzo Segreto di Fatima. Pio XII ricevette il terzo Segreto nel 1943, ma la Regina della pace disse che avrebbe dovuto rivelarlo dopo il 1960. Nel 1957 Pio XII morì e gli successe Papa Giovanni XXIII che regnò fino al 1963. Tuttavia, anche se avrebbe potuto farlo, non rivelò il terzo Segreto e così anche i suoi successori fino a Papa Giovanni Paolo II. Egli, infatti, nel 1980 a Fulda in un’abbazia della Germania, rese noto, in forma condizionata ma chiara, il terzo Segreto di Fatima, parlando di una grande persecuzione della Chiesa. La Chiesa è stata molto impegnata con i Segreti di Fatima soprattutto grazie a Pio XII e Papa Giovanni Paolo II, in più di quest’ultimo, c’era una grande apertura nei confronti dei Segreti di Medjugorje.
La Chiesa ha avuto a che fare con i Segreti di Fatima, perciò, sarebbe normale che si interessasse ai Segreti di Medjugorje. Invece, abbiamo visto che per quanto riguarda il conferimento del Nulla osta, non è riconosciuta ancora la soprannaturalità delle apparizioni, ma si tiene conto dell’evento di Medjugorje come un evento straordinario di santità e conversioni. Viene dato anche un giudizio positivo nell’insieme del Messaggi. Cardinal Fernandez fece accenno a un Messaggio di Mirjana che non era molto chiaro sul mistero della Santissima Trinità, era un’osservazione di carattere dottrinale che faceva intendere che la Gospa non si fosse spiegata bene. Il mio professore, uno dei massimi conoscitori ed esponente del mistero della Santissima Trinità, nello spiegare questo concetto usava le stesse parole della Madonna nel Messaggio di Mirjana. È un mistero ineffabile, perciò è difficile trovare delle espressioni semplici per esprimerlo, di conseguenza l’unica obiezione del cardinal Fernandez è stata proprio quella di dire che nella sua complessità, era comunque nell’ambito dell’ortodossia.
La Chiesa nei confronti di Fatima ha un’apertura molto ampia. Nel 1980 il Papa pone la grande persecuzione della Chiesa nel futuro. Quando andò a Fatima nel 2007, Papa Benedetto XVI, disse che in parte il Segreto di Fatima si era realizzato e in parte si deve ancora realizzare.
La Chiesa sa benissimo che l’aspetta una grande persecuzione che non possiamo nemmeno immaginare. È qualcosa di gravissimo, un progetto politico, un messianismo religioso, che vuole distruggere la Chiesa Cattolica per assumere un ruolo di potere. Non sarà l’Islam come molti credono, ma la pretesa di un popolo di essere il portatore del Cristianesimo e di attribuire a sé quello che Cristo ha detto a Pietro. Questa è la vera minaccia che incombe sulla Chiesa. Nel terzo Segreto di Fatima dei soldati in divisa sterminano la Chiesa e uccidono il Papa, quindi rappresentano uno Stato.
I Segreti di Medjugorje dal quarto al decimo riguardano soprattutto la Chiesa. Si cercherà di attuare un progetto iniquo, pensato da Lucifero, di distruggere la Chiesa Cattolica per trasferire il Papato in un altro Paese. Il tema più importante, a mio parere, è il tentativo di eliminare la Chiesa Cattolica e di proporre come “chiesa vera” quella della terza Roma, ovvero Mosca. I medesimi che hanno tentato di uccidere San Giovanni Paolo II cercheranno di appropriarsi del Papato.
Come reagirà la Chiesa alla rivelazione dei Segreti? Ovviamente, se ne prenderà cura. La Madonna troverà il modo di far sì che tutti i Segreti vengano rivelati a Medjugorje, da una persona che avrà il permesso e il compito di farlo in nome della Chiesa. Non è escluso che i Segreti possano essere resi noti dal Papa stesso, come ha affermato Mirjana.
Maria ha delineato la via di Salvezza come una Via Crucis, attraverso la quale la Chiesa resisterà alla persecuzione e vincerà. La vittoria sarà così grande che il popolo russo si convertirà. Bisogna avere coraggio di pensare queste cose, sono quelle che accadranno. Dopo tutto quello che la Chiesa ha fatto seguendo Fatima, non c’è dubbio che dovendo muoversi in un clima e in un contesto di forze politiche avverse, farà quello che la Regina della pace deciderà.
I dieci Segreti verranno tutti preannunciati in nome della Chiesa e nel mondo avranno ripercussioni incredibili. Il tentativo di uccidere il Papa potrebbe fallire in quanto verrà rivelato tre giorni prima. È importante questa rivelazione perché la Chiesa possa salvarsi. È l’intervento di Dio nella Storia del mondo. Chi rappresenta Cristo nel mondo è colui che è morto a Roma martire, Pietro, sul quale è stata dedicata la Chiesa Cattolica. La salvaguardia di questo progetto di Cristo è ovviamente quello che più di tutto sta a cuore alla Madonna in questa sua lunga presenza a Medjugorje. Tutto quello che la Gospa ha fatto in questi anni, l’ha fatto per rafforzare la Chiesa e per sostenerla in un progetto satanico che vuole annientarla, per sostituire qualcosa che obbedisce ai disegni delle porte dell’inferno. Per chi crede, queste riflessioni hanno una certa consistenza. Dobbiamo essere consapevoli dei pericoli che stiamo correndo, come il progetto mostruoso di imperialismo etnico-ortodosso.
Il tema dell’esistenza dell’inferno eterno è stato dibattuto nel corso della bimillenaria Storia della Chiesa Cattolica. L’esistenza dell’inferno è Verità rivelata da Gesù stesso nel Vangelo di Matteo: Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!” Negare l’inferno, allora, significa negare Gesù Cristo, la sua autorità.
C’è un episodio che riguarda i veggenti di Medjugorje, a proposito dell’inferno. Nei primi anni delle apparizioni la regina della pace ha mostrato ai veggenti l’inferno, il purgatorio e il Paradiso. Mentre gli altri veggenti erano a Medjugorje e avevano le apparizioni tutti insieme, Mirjana si trovava a Sarajevo e per tanto aveva le apparizioni da sola. Quando la Madonna le ha mostrato il Paradiso e il purgatorio Mirjana ha guardato quello che le veniva mostrato; quando la Madonna le ha detto che le avrebbe fatto vedere l’inferno Mirjana non ha voluto vedere e ha chiesto alla Madonna: “Perché Dio è così duro da mandare all’inferno?”. La Madonna le ha risposto che non è Dio a mandare all’inferno ma siamo noi a volerci andare. È una risposta che troviamo anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica che presenta l’inferno come un’autoesclusione.
Dio non manda all’inferno. Dio offre la Misericordia e il perdono dei peccati ma noi li rifiutiamo. L’inferno non è una mancanza della Divina Misericordia, è il rifiuto della Divina Misericordia. Questa è la grande responsabilità di ciascuno di noi perché all’inferno ci va chi decide di andarci, chi preferisce satana a Cristo. Questa è la tragedia originaria della Storia dell’umanità quando i nostri progenitori hanno creduto a satana e hanno pensato che Dio li imbrogliasse dicendo di non mangiare dell’albero della vita del bene e del male.
Fa sempre bene all’anima e alla nostra formazione teologica leggere quello che dice con grande autorità il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito dell’inferno. Anche oggi non mancano quelli che negano l’inferno e l’esistenza del diavolo. Molti dicono che il diavolo è solo un simbolo e che l’inferno non esiste. Si tratta di affermazioni eretiche che sono contro la Parola di Dio, contro la Divina Rivelazione.
Il diavolo è una persona, è un io, non è un simbolo ma è l’angelo ribelle creato in grande luminosità, e per questo motivo chiamato Lucifero, che si inorgoglì e volle essere Dio al posto di Dio. Quando si ribellò e indicò se stesso come Dio, Lucifero trascinò con sé un terzo degli angeli che sono i demoni. Satana è un soggetto, è un io, è l’angelo ribelle pervertito e pervertitore.
Quando Giovanni Paolo II chiamò il Card. Ratzinger per redigere il Catechismo della Chiesa Cattolica a sua volta affidò all’allora Vescovo di Como, Alessandro Maggiolini che era un raffinato teologo, la parte che riguarda i Novissimi.
Vediamo, allora, quello che il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna a proposito dell’inferno.
1033 Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: «Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna» (1 Gv 3,14-15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola «inferno».
L’inferno è l’auto-esclusione, è il rifiuto dell’amore di Dio. L’inferno è una decisione personale che si concretizza nel fare il peccato grave e nel rimanere nel peccato grave, cioè nel rifiuto e nell’opposizione all’amore di Dio.
1034 Gesù parla ripetutamente della «geenna», del «fuoco inestinguibile», che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo. Gesù annunzia con parole severe: «Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno […] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente» (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!» (Mt 25,41).
La geenna è un simbolo per indicare l’inferno come fuoco spirituale che non purifica ma piaga le anime. È un fuoco che perverte e rende simili a satana. Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita le parole di Gesù che sono Verità eterna che non cambia mai. Non possiamo cambiare le Verità Rivelata; siamo creature e la nostra grandezza consiste nell’accogliere l’amore di Dio e la sua Misericordia. La nostra superbia ci perverte e ci fa perdere, ci rende schiavi del diavolo.
1035 La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, «il fuoco eterno». La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.
L’inferno è uno stato di odio eterno nei confronti di Dio. È una possibilità della libertà umana e della libertà angelica.
1036 Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l’inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). «Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti».
Queste parole di Gesù sono un forte appello all’uomo, alla sua responsabilità nell’usare la libertà con cui Dio lo ha creato. È anche un pressante appello alla conversione per chi è in peccato mortale. Gesù esorta a entrare per la porta stretta che porta alla salvezza. La via larga conduce alla perdizione, è percorsa da molti. Anche la Regina della pace ha detto che solo poche anime vanno direttamente in Paradiso: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso» (2 novembre 1983). È da stolti vivere in stato di peccato mortale; ogni sera prima di dormire dobbiamo recitare con il cuore l’Atto di dolore perfetto, quello per cui ci si pente per aver offeso Dio e non per paura dell’inferno. Prendiamo questa santa abitudine di recitare questa preghiera ogni sera prima di coricarci. Non conosciamo né il giorno né l’ora, dobbiamo vegliare assiduamente sulla nostra anima.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo
con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi
e molto più perché ho offeso Te,
infinitamente buono
e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col Tuo santo aiuto
di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime
di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
1037 Dio non predestina nessuno ad andare all’inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole «che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2 Pt 3,9): «Accetta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti».
È un’eresia affermare che Dio crea le anime e le predestina al Paradiso o all’inferno. Il peccato è mortale quando c’è la materia grave, la piena avvertenza e il deliberato consenso. Se manca una di queste condizioni il peccato non è mortale.
La stolta negazione di satana e dell’inferno molte volte si trova in chi dovrebbe essere, come rappresentante di Gesù Cristo, fedele alle sue Parole. Purtroppo, c’è chi nega che satana sia uno spirito pervertito e pervertitore, chi nega l’inferno e la sua eternità e chi dice che tutti vanno in Paradiso. Sono pastori che portano il gregge al macello! Sappiamo che accanto alla Croce di Gesù c’erano due persone, una è morta pentita ed è andata in Paradiso, l’altra non sappiamo dov’è andata.
🔴LIVE🔴 COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 FEBBRAIO 2026 – a cura di Padre Livio
Di Padre Livio Fanzaga
il 25 Febbraio 2026
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Commento al Messaggio del 25 febbraio 2026
Messaggio della Regina della pace – 25 febbraio 2026
«Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Con approvazione ecclesiastica)
Quasi sempre, la Madonna, centra i Messaggi di febbraio e di marzo sul cammino quaresimale. Quasi sempre evoca anche l’esempio della natura, dove dalla morte invernale si passa alla vita della primavera e lo ha fatto anche in questo Messaggio. La Madonna ha dato un Messaggio bellissimo e nel medesimo tempo impegnativo. Il mondo in cui viviamo non si è nemmeno reso conto che siamo in Quaresima, nessuno ne parla perché probabilmente è un tema che non desta interesse.
La prima preoccupazione della Regina della pace è che si preparino al cammino quaresimale almeno quelli che hanno risposto alla chiamata della fede, quelli che credono in Gesù Cristo, quelli che hanno letto i brani del Vangelo in cui Gesù passò quaranta giorni e quaranta notti in preghiera nel deserto in lotta contro satana. La Madonna ci indica i passi da fare in questo cammino.
La Regina della pace ci richiama ancora una volta al tempo di grazia che stiamo vivendo. È il tempo della presenza di Maria che è stata inviata da Suo Figlio per rafforzare la Chiesa nel tempo della prova, per preparare l’umanità alla grande battaglia del tempo dei Segreti. In questo tempo di grazia dobbiamo attendere alla nostra conversione personale.
Il primo passo da fare per impostare bene il cammino quaresimale è offrire le nostre vite a Dio, la Madonna lo dice proprio in apertura del Messaggio. Questa affermazione è molto controcorrente rispetto al mondo e riprende un’espressione del Messaggio del mese precedente: «siate diversi dagli altri» proprio perché siamo nel mondo ma non del mondo. Nel mondo nel quale viviamo, dove l’uomo si è messo al posto di Dio e lo ha rimosso, negato, odiato e bestemmiato, la Madonna ci invita a una scelta controcorrente.
La Regina della pace non solo ci invita a orientarci a Dio, ma a deciderci per Dio, a offrire la nostra vita a Dio. Offrire la vita a Dio vuol dire metterla a suo servizio, dire a Gesù, nostro Signore e nostro Dio: Signore, la vita è un dono tuo, io la vivo per te, per il tuo progetto, per il tuo Regno, per la tua opera meravigliosa della Creazione, della Redenzione, della salvezza delle anime. Questa è la prima cosa che la Madonna ci chiede e cioè fare entrare Dio nella nostra vita, fare di Dio il Sole della nostra vita, fare di Dio Colui che è il fine della nostra vita, la gioia della nostra vita, il nostro amore, la ragione stessa del nostro vivere e del nostro operare.
Dobbiamo anche chiederci qual è il posto di Dio nella nostra vita. Quanto ci sta a cuore Dio nella nostra vita, che cosa facciamo per Dio nella nostra vita. Forse ci ricordiamo di Dio solamente quando ci fa comodo, quando dobbiamo chiedere qualcosa. Raramente ci poniamo la possibilità di essere noi quelli che aiutano Dio, quelli che lavorano per Dio come ci ricorda la Parabola dei vignaioli. Decidiamoci per Dio, mettiamolo al centro della nostra vita. Mettiamo la nostra vita al servizio di Dio.
È bellissimo l’invito che la Madonna ci fa di offrire le nostre vite a Dio; anche durante la Santa Messa dovremmo offrirci con Cristo al Padre in sacrificio d’amore per la salvezza del mondo. Così, la grazia dello Spirito Santo che ci illumina, in questo tempo di Quaresima ci guida a vivere il traguardo della Resurrezione morendo al peccato e risorgendo a vita nuova. Nel cammino quaresimale facciamoci accompagnare dalla grazia dello Spirito Santo verso la Pasqua di Resurrezione, attraverso un’accelerazione del nostro cammino di conversione personale che nessuno può fare la posto nostro. Non si può delegare a nessuno la grazia della conversione personale.
La Madonna mette l’aggettivo “personale” vicino alla parola “conversione” proprio perché ciascuno di noi è responsabile della propria anima e può portarla alla beatitudine eterna o trascinarla nella perdizione eterna. È il compito della nostra vita. Questi sono i fondamentali della vita cristiana: Dio al primo posto, orientare la vita verso Dio, tendere a Dio con tutto il cuore, rinnovarci interiormente e dal profondo della nostra miseria, sulle parole del Salmo 130, dal profondo gridare al Signore perché ascolti la nostra voce.
La Regina della pace dice che Dio ci è vicino ed esaudisce le nostre preghiere; questa espressione, a mio parare, la rivolgerei soprattutto a chi è lontano, a chi vive nel peccato, a chi è prigioniero del male, a chi è al guinzaglio di satana; non si scoraggino e anche loro gridino a Dio: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.
La Madonna ci assicura che quando l’invocazione a Dio per poterci convertire e per poter diventare creature nuove, nasce dal profondo del cuore Dio ci è vicino. Dio è vicino agli umili, a coloro che si professano peccatori, a coloro che voglio uscire dal peccato, a coloro che si battono il petto come il pubblicano in fondo alla Sinagoga. Chiamiamo Dio in aiuto sul cammino di conversione ed Egli ci ascolterà, ci prenderà per mano, ci guiderà. Non sarà un cammino fatto da soli ma sarà fatto con Gesù e con Maria.
La Madonna ci invita a pregare per scuoterci dal male e dal peccato e intraprendere il cammino di conversione. È dall’inizio delle apparizioni che la Madonna ci chiama alla conversione e in questo Messaggio dimostra di non essere tanto contenta dei risultati perché dice che siamo addormentati. Appena ho letto questa espressione il mio pensiero è andato subito agli Apostoli nel Getsemani che dormivano. Noi siamo oppressi dal sonno, ci siamo addormentati. Stiamo vivendo la più straordinaria mariofania della Storia della Chiesa, mai era accaduto in duemila anni di Storia della Chiesa che la Madonna apparisse per così tanto tempo e tutti i giorni. Ogni giorno la Madonna scende dal Cielo sulla Terra per invitarci alla conversione, per prepararci ad affrontare il maligno che vuole distruggere l’Opera della Creazione e della Redenzione. Quante volte ci ha esortato! Quante volte ci ha tolto le squame dagli occhi e ci ha mostrato gli abissi verso i quali stiamo correndo!
Il risultato è che, mentre nel mondo sale la rabbia contro Dio, noi in tutto questo tempo abbiamo dimostrato di essere un popolo addormentato che non si sveglia per nessun motivo. Pochi hanno capito il messaggio della Regina della pace, la sua chiamata e hanno risposto con tutto il cuore. Anche noi rischiamo di fare la fine degli Apostoli che, quando si sono svegliati, sono scappati nel vedere Gesù arrestato o come Pietro che, prima ha reagito in maniera mondana tagliando l’orecchio a un soldato e poi ha rinnegato Cristo per tre volte dicendo di non conoscerlo.
Quando si parla dei Segreti di Medjugorje sappiamo che si tratta del tempo della Passione. Noi rischiamo di fare come gli Apostoli che sono fuggiti, hanno avuto paura, hanno tradito Gesù. Questa affermazione della Regina della pace, “ma voi siete addormentati”, è molto pesante. La Madonna poi aggiunge che è stata mandata proprio per svegliarci, magari per darci qualche lavata di capo; di tanto in tanto abbiamo avuto degli scossoni che ci hanno presi di sorpresa, ne arriveranno altri e sarà difficile continuare a dormire.
La Madonna è qui da quarantacinque anni ma quelli che la riconoscono sono un piccolo gregge. La maggioranza anche della Chiesa non la riconosce ancora, nonostante il Nulla Osta si continua a fare come prima. Ma è questo il modo di trattare la Madonna? Mi chiedo se ci siamo addormentati o se siamo già in agonia, incapaci di risollevarci dalla situazione nella quale ci troviamo. La Madonna ci dà ancora la speranza, ci esorta in questa Quaresima e ci dice che dobbiamo puntare alla resurrezione, a brillare come dei santi, così come brillano i fiori a primavera.
La Madonna ci dice che cosa dobbiamo fare in questa Quaresima e cioè risorgere dalla morte, perché quando siamo in peccato mortale siamo morti. Non si parla più dei peccati, si parla di mancanze o di debolezze. Il peccato mortale dà la morte eterna, bisogna preparare la Confessione Pasquale e un lavaggio profondo della nostra anima che spazzi via tutto il marciume che vi si è accumulato. Dobbiamo ritornare creature nuove. Dobbiamo ritornare vivi. Dobbiamo diventare figli di Dio e non dei bulli in questo mondo che è la fiera delle vanità. Noi cristiani siamo diventati mondani.
Prima o poi finirà il tempo di grazia e saremo costretti a schierarci non solo a parole, ma con la vita. Dobbiamo scegliere se stare dalla parte della vita o della morte, della grazia o del peccato, di Dio o di satana. Sono queste le grandi scelte della vita. Optiamo per quello che la Madonna ci dice richiamando il miracolo della vita che ritorna in primavera, è la resurrezione dell’anima che poi diventa uno splendore anche per i nostri corpi dove brilla la luce di Dio, com’è vero che nei corpi malati dal peccato si vedono i lineamenti del maligno.
La Madonna ci invita a uscire fuori da questa realtà di morte, a essere vivi, a essere felici. La felicità è Dio, il suo amore è la nostra felicità. La strada da prendere è dedicarci a Dio, lavorare per lui, amarlo, soffrire per lui, morire per lui. Alla fine del Messaggio la Madonna ci ringrazia per aver risposto alla sua chiamata, cerchiamo di meritarci questo ringraziamento.