DA RADIO MARIA LIBANO
il ricordo di Padre Pierre al Rai, che ha scelto di vivere tra i suoi fino alla fine, e ha seguito l’esempio del suo maestro, nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo 🙏 ✝️, suona la campana della chiesa per ricordarci che la morte non è la fine, ma la resurrezione e la luce.
🌿💛 Nel cuore della guerra e della distruzione in Libano, ci ha insegnato che la vera testimonianza è amare il Signore Dio e servire l’umanità senza paura 🕊️ 🔥
dalla terra del Libano, la terra dei cedri 🇱🇧🙏
الخوريبيارالراعي #شهيد_المسيح #جنوب #سلام

- Dobbiamo diffidare dei santoni di turno
Caro padre Livio nessuno di noi che la segue, io dagli anni novanta, ero giovane quando ho iniziato a seguirla, mette in dubbio le sue parole inerenti al tempo presente, stiamo vivendo l’apocalisse.
Se non fosse per la Madonna e i 10 segreti di Mediugorie, io sarei propensa a dire che la parusia, cioè la seconda e definitiva venuta di nostro signore Gesù Cristo, sarebbe imminente.
Mi scuso se le scrivo spesso, mi è più consono, anche se non ci siamo mai sentiti a telefono in diretta a radio Maria, mi creda io come tutti gli ascoltatori le vogliamo bene, dire grazie è troppo poco e vorrei fare di più ma la Madonna sa.
Grazie per radio Maria, e mi ha insegnato lei padre Livio tutto quello che si sa e bisogna sapere sui 10 segreti. Se visti come eventi salvifici spero che iniziano presto.
Intanto il 18 marzo è prossimo data in cui Miriana avrà l’ apparizione annuale della Madonna, attendo il messaggio con amore . Io personalmente diffido di tutto ciò che impazza sul web che non sia riconosciuto dalle autorità ecclesiali.
Come giustamente ci ha sempre detto lei padre Livio sempre
ubbidienti e in comunione al Santo Padre.
La saluto con affetto sincero
Anna di Avellino
Cara Anna,
Nella babele attuale delle lingue noi dobbiamo seguire la via sicura della Chiesa, Madre e Maestra, e dobbiamo diffidare dei santoni di turno che spuntano qua e là, anche in luoghi santi come Medjugorje, e che chiedono offerte a titolo personale.
Si tratta non di rado di persone che non hanno nessun mandato ecclesiastico e che presentano se stesse come guide di anime. In questo campo noi italiani abbiamo un primato poco invidiabile.
Fra l’altro ho dovuto anche prendere le distanze da qualche co-autore dei miei libri, che poi si è messo in proprio per diffondere le sue idee.
Fai bene quindi a seguire Radio Maria e ad essere sempre ubbidiente e in comunione col Santo Padre.
Camminiamo con la Chiesa verso il futuro con serenità e fiducia.
Ave Maria
Padre Livio
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2.Quando si utilizza il nome di Radio Maria per i propri scopi
Caro Padre Livio
sono una sua fedele ascoltatrice siciliana e seguo
un Movimento di donne laiche, che si ritrovano anche a Medjugorje annualmente. Ci siamo appena state per l’ 8 Marzo 2026.
Ci vengono proposte conferenze, catechesi di Diego Manetti annunciato e presentato come “stimato collaboratore di Radio Maria”.
Io però che seguo sempre Radio Maria e leggo con molta attenzione il suo blog, so che non e’ così perché da anni la trasmissione di Manetti e’ stata sospesa e non e’ più’ un suo coautore di libri proprio perché lei Padre Livio ha deciso così da tempo oramai.
Sono leggermente imbarazzata perché amo la verità e in questo caso qualcosa non quadra nella presentazione che di Manetti ci viene data e non solo in questo caso.
La ringrazio per il fondamentale aiuto spirituale quotidiano.
Dio la benedica e la Madonna la protegga sempre.
M.
Cara M,
Lei ha ragione. Io personalmente ho sospeso da alcuni anni Diego Manetti dalla trasmissione su Radio Maria e come mio co-autore di libri su Medjugorje, per alcune perplessità.
Mi meraviglio che ancora si continui ad indicarlo come collaboratore di Radio Maria per accreditarlo e attirare l’attenzione.
E’ giusto chiarire definitivamente perché è mio dovere tutelare Radio Maria da manipolazioni e ambiguità.
Tutto questo per il nostro bene nel cammino spirituale.
Ave Maria
Padre Livio
3. Restare uniti nella comunità ecclesiale e diffidare di certi gruppi…
Caro Padre Livio, in questo periodo storico così difficile, alla vigilia della rivelazione dei segreti, la cosa più importante da fare per noi che conosciamo la grazia delle apparizioni della Regina della Pace è pregare, e accompagnare la Chiesa ad una più profonda conoscenza di questo evento di grazia.
Dobbiamo restare saldi nella comunità ecclesiale e pregare perché la soprannaturalità dell’evento sia riconosciuta pienamente, e magari, anche prima del Segno sulla Collina. Ciò farebbe tanto bene ad un mondo così tribolato, confuso e lontano da Dio.
In questa prospettiva penso che sia sbagliato e controproducente che si creino a Medjugorje nuovi gruppi e comunità che navighino per conto proprio. Non metto in discussione le buone intenzioni di queste persone… ma a Medjugorje ci sono già tante comunità, conosciute e riconosciute dalla Chiesa, che fanno tanto bene, oltre alla Parrocchia che mirabilmente traduce nella liturgia e nelle attività pastorali ciò che la Madonna ci chiede.
Non c’è bisogno di comunità di preghiera staccate dalle attività parrocchiali, di protagonismi e di individualismi. I protagonisti, se così vogliamo considerarli, sono i veggenti che hanno le apparizioni e i messaggi, e la Parrocchia che ha la responsabilità di trasmettere i messaggi al mondo. A noi resta il dovere di comprenderli, accoglierli e viverli.
Ave Maria
Antonio
Caro Antonio,
Grazie per le tue osservazioni molto pertinenti.
A Medjugorje c’è una Parrocchia che da quasi mezzo secolo fa un servizio pastorale straordinario nell’accoglienza dei Sacerdoti e dei Pellegrini. C’è molto da imparare e da ringraziare.
Inoltre ci sono alcune comunità collaudate e ben inserite nella Parrocchia, basti ricordare la Comunità Cenacolo fondata da Suor Elvira, per citane una.
Nell’avvicinarsi dei Segreti c’è il pericolo che qualche personaggio “formato guru”, con tanto di seguito e senza riferimenti ecclesiastici, cerchi spazio per mettere piede e così inquinare il tessuto sociale e religioso, tanto più perché cerca offerte ai pellegrini, che già devono pagarsi il viaggio e l’alloggio..
Ovviamente non sono problemi di mia competenza, ma è bene tenerli presenti anche perché si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano.
Ave Maria
Padre Livio

26. Quale sarà la situazione dell’Europa alla fine dei Segreti?
Sui luoghi dei Segreti sappiamo solamente che i primi tre accadranno a Medjugorje. Per quanto riguarda gli altri non sappiamo nulla perché dai Messaggi della Regina della pace non trapela niente circa il luogo dei Segreti, non ci sono indicazioni sulle località. Le indicazioni le troviamo nel Segreti di Fatima. La descrizione della grande persecuzione alla Chiesa nel corso della quale viene ucciso il Papa fa chiaramente intendere che potrebbe avvenire a Roma, sede le Papato.
Possiamo dire che, siccome i Segreti riguardano la Chiesa, Roma è una delle località degli eventi che accadranno. È ovviamente un’ipotesi. Anche il piano della Madonna è nell’ambito europeo, va da Fatima a Medjugorje come lei stessa ha sottolineato chiaramente in due occasioni: «Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima» (Messaggio del 25 agosto 1991); «Pregate con me affinché si realizzi ciò che ho iniziato a Fatima e qui» (Messaggio del 25 gennaio 2023).
Il piano della Madonna, seguendo la linea che va da Medjugorje a Fatima, riguarda l’Europa. Nel medesimo tempo Medjugorje è a metà strada dei “due polmoni dell’Europa” come li chiamava Papa Woytjla e cioè la parte occidentale e quella orientale. Si può ben dire che il piano di salvezza della Regina della pace che va da Medjugorje a Fatima riguarda l’intera Europa comprendendo anche quella orientale e cioè la Russia.
Questo è il quadro in cui si svolge il piano di Maria ed è anche il luogo dei Segreti; questo non vuol dire che sia escluso il resto del mondo ma personalmente tendo ad escluderlo perché mi chiedo che significato avrebbe un Segreto rivelato in estremo Oriente. Non ci sono comunità cristiane consistenti per cui si può pensare a una mobilitazione. Forse possiamo ipotizzare che, siccome il veggente Ivan abita attualmente negli Stati Uniti, qualcosa potrebbe accadere anche lì; a mio parere, però, gli eventi accadranno soprattutto in Europa perché il piano della Madonna va da Fatima a Medjugorje e quindi verranno coinvolte le popolazioni europee.
Le popolazioni europee, come ha detto la Regina della pace, hanno rifiutato la fede e la Croce e sono diventate pagane. La stessa cosa non si può dire degli Stati Uniti dove resistono consistenti comunità cristiane, cattoliche e protestanti. Se c’è un luogo in cui c’è stato un tradimento della fede è indubbiamente l’Europa; la classe politica europea non ha orientamenti cristiani o valori cristiani, è quella del cambiamento di religione che c’è anche negli Stati Uniti ma a livello popolare è meno influente.
In Europa, invece, l’apostasia dalla fede è anche un fatto popolare, ha imbevuto i mass-media e la popolazione. Non si può dire che il Continente americano sia secolarizzato perché le radici cristiane lì ci sono. È anche pedagogico che gli eventi dei Segreti avvengano in Europa dove c’è stato il tradimento della fede e della Croce e dove siamo diventati veramente pagani. La Madonna non ha nominato apertamente l’Europa ma il suo sguardo è rivolto qui e i Messaggi li dà a Medjugorje; non bisogna guardare molto lontano.
Possiamo dire, allora, che i Segreti saranno localizzati in maniera preponderante in Europa, i primi tre a Medjugorje, gli altri in Paesi europei nei quali tendo a includere l’Italia per via della persecuzione alla Chiesa. Questo rientra nel piano divino. La Madonna, a quelli che hanno rifiutato il Cristianesimo, che hanno abiurato la fede, che hanno messo se stessi al posto di Dio, che hanno rifiutato Cristo e la vera salvezza, vuole dare una prova. I Segreti saranno una prova per l’Europa per far sì che ci sia un ripensamento, per dare la possibilità di ritornare a Dio. I Segreti saranno degli scossoni che faranno cadere le squame dagli occhi della gente che inizierà a riflettere su quella che era la sua fede in Cristo Salvatore e sulla sua fede attuale che è quella nell’uomo.
L’Europa verrà messa di fronte a una scelta. O crede nella rivelazione dei Segreti e nella Madonna che propone una via di salvezza rivelando gli eventi tre giorni prima che accadano, oppure non crede. Credendo si salva, non credendo si mette in pericolo. Questo riguarda anche la Chiesa che dovrà affrontare la persecuzione. Anche la Chiesa, nella misura in cui crede ai Segreti e alle rivelazioni fatte tre giorni prima, dovrà fare la sua opzione. Il tempo dei Segreti è la prova della fede, è come se fosse un appello al quale ciascuno sarà chiamato a rispondere se crede o no.
Se riflettiamo bene sul fatto che il piano di Maria va da Fatima a Medjugorje viene spontaneo pensare che i Segreti accadano in Europa. L’Europa sarà chiamata a una scelta della fede e, di Segreto in Segreto, inizierà a scorrere il fiume delle conversioni che saranno sempre più vaste nei territori europei. Non dimentichiamo che il segno sulla montagna, dato prima dei Segreti dal quarto al decimo, sarà motivo di conversioni e di apertura di molti cuori proprio perché sarà bellissimo, indistruttibile, durevole e che viene dal Signore.
La veggente Mirjana ha detto che già con il primo Segreto il diavolo perderà terreno, vuol dire che la gente inizierà ad avvicinarsi a Dio. Il terzo Segreto sarà uno scossone a livello mondiale ma saranno soprattutto gli europei ad andare di persona a vedere il segno sulla collina delle apparizioni. Alla fine, la Russia stessa si convertirà. Siamo di fronte a una strategia divina che comunque passa e si realizza attraverso la scelta di ciascuno. Non c’è nulla di precostituito, la conversione è sempre un fatto personale. La Madonna ci dà dei segni per aiutarci.
La Russia, probabilmente, avrà una motivazione speciale perché nel tempo dei Segreti perderà il suo progetto egemonico. Nel Segreto di Fatima la conversione della Russia è alla fine, dopo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Dopo che la Madonna avrà vinto la Russia si convertirà perché la sua classe dirigente avrà perso e il popolo si sarà fatto avanti. È questo il motivo per cui la Madonna ha detto all’inizio delle apparizioni di Medjugorje che il popolo russo che maggiormente onorerà Dio: «Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato» (30 ottobre 1981). La classe dirigente, che porterà la Russia alla sconfitta teologica perché nella rivelazione dei tre giorni prima si manifesta Maria Madre della Chiesa Cattolica, nel tempo dei Segreti verrà spazzata via e il popolo russo si convertirà.
Siamo di fronte a una prospettiva, per l’Europa, di una purificazione che sarà certamente dolorosa ma sarà fruttuosa. Non dimentichiamo il dono che la Madonna ha fatto all’Europa: la bandiera europea è azzurra con un cerchio di dodici stelle. La bandiera europea fu creata da Arsène Heitz, un pittore francese che si è ispirato all’Apocalisse. La bandiera europea è il simbolo dell’Europa ma è anche il simbolo di Maria Regina della pace, è un segno di speranza per tutto il Continente.
Speriamo che il fervore e la preghiera facciano sì che non venga usato alcun tipo di ordigno atomico e che si arrivi al traguardo finale non su un cumulo di macerie ma avendo conservata intatta la civiltà cristiana che ha fondato l’Europa e l’ha costellata di meravigliose opere d’arte. Speriamo di arrivare al traguardo finale avendo mantenuto intatto tutto ciò che di bello hanno creato i nostri avi nel campo religioso.
di Susanna Tamaro – Corriere della Sera – 12 Marzo 2026
La scrittrice: «Da dove nasce questo rigetto verso ciò che è importante per la maggior parte degli esseri umani? Un presente di solitudine virtuale mette a rischio legami necessari»

Ferdinand Georg Waldmüller (1793–1865), Bambini alla finestra, olio su tela, 1853, Salisburgo, Residenz-galerie
Da qualche tempo sento montare un clima di disprezzo sempre più diffuso verso tutto ciò che ricorda l’importanza della famiglia e dell’amore coniugale.
Da quale senso di superiorità nasce questo disprezzo? Non è forse desiderabile avere delle relazioni affettive capaci di edificare il tempo nella dimensione dell’amore?
Nel nostro Paese, come nella maggior parte del bacino mediterraneo, la realtà della famiglia è ancora in fondo la colonna portante su cui si regge la società e l’indignazione che non si placa nei confronti della favola nera dei bambini del bosco ne è la conferma.
Una coppia che si ama, che ama i suoi figli, un po’ eccentrica certo, ma di un’eccentricità che non nuoce a nessuno, in cui non c’è alcun odio, viene devastata da una psichiatrizzazione forzata degna dei peggiori regimi totalitari. Ci si lamenta che la madre è oppositiva, ma quale madre che ama i suoi figli può accettare passivamente che le vengano sottratti e che sia fatto loro dell’inutile male, in nome di una normalità che esiste solo nei piani teorici dei loro persecutori?
Per anni in un campo vicino alla mia casa hanno vissuto delle mucche; per anni ho visto nascere i vitellini, assistendo alla loro gioia di correre felici nel prato e alla dolcezza con cui le madri li richiamavano all’ordine, ma anche, per anni, ho dovuto condividere lo strazio delle madri quando i piccoli venivano caricati sul camion per andare al macello: le mucche correvano trafelate avanti e indietro, lo sguardo spiritato, emettendo richiami nella speranza di ricevere una risposta. E questa sofferenza non durava un’ora ma diversi giorni.
Nelle recenti meravigliose Olimpiadi, al termine di ogni gara, i vincitori ringraziavano per prima cosa i genitori e la famiglia che, con la loro dedizione e la loro pazienza, avevano permesso loro di diventare dei campioni.
Da dove nasce dunque questo disprezzo e questo bisogno di ridicolizzare ciò che è importante per la maggior parte degli esseri umani?
Negli ultimi tempi ho sentito il bisogno di rileggere i libri che sono stati le colonne portanti della mia generazione, quella diventata adulta negli anni Settanta. Anni di violenza, di morte, di fanatismi fuori controllo che hanno segnato profondamente il nostro Paese e che forse sono stati archiviati senza essere stati metabolizzati, permettendo alle loro spore di riattivarsi pericolosamente in questi ultimi tempi.
Come primo testo, dunque, ho voluto leggere un irrinunciabile classico di allora: La morte della famiglia di David Cooper. Cooper era uno psichiatra sudafricano che si era occupato principalmente di giovani schizofrenici ed era allievo di Ronald Laing, l’autore alcolizzato e depresso de L’Io diviso, a suo volta sostenitore dell’Lsd come via di conoscenza di sé. Il libro, uscito nel 1971, venne tradotto da Einaudi nel 1972 nella collana Nuovo Politecnico, caratterizzata da una copertina bianca con un quadrato rosso al centro, che ospitava un numero non indifferente di libri votati alla distruzione della società fino ad allora esistente e alla ricostruzione della stessa sanificata dalle sue parti arcaiche.
La morte della famiglia ha un andamento altalenante. Ci sono parti condivisibili, e alcune altre profetiche, come l’intuizione del pericoloso avanzamento del potere della tecnologia nelle nostre vite, ma la maggior parte sono dei deliri di una persona che ha degli evidenti problemi di equilibrio mentale.
Il discorso di fondo è l’auspicato annientamento della figura del padre, la distruzione di ogni autorità e di ogni legame generazionale e la consacrazione del folle e del bambino privo di costrizione quali profeti di una nuova civiltà.
Nel tempo queste rivoluzionarie posizioni, come truppe silenziose e invisibili, hanno conquistato ogni dimensione della società, facendo così un grande favore al capitalismo. Quello stesso capitalismo che, secondo Cooper, sarebbe stato annientato dalla morte della famiglia e dal sorgere di comuni libertarie.
L’irrompere del controllo elettronico, le ricchezze del mondo spartite da un numero di persone che si contano sulle dita di una mano, il neofeudalesimo post moderno non possono che trarre vantaggio da un mondo in cui tutti i rapporti umani sono stati disgregati e l’individuo vive nella sua cellula atomica in una solitudine popolata da schermi, suoni e immagini ma totalmente priva di vere relazioni.
Viviamo sotto l’ossessivo ritornello della realizzazione personale come unica dimensione dell’esistere e in questa realizzazione, ci viene detto, l’altro non può essere che un mezzo o un inciampo.
«La famiglia è ariosa e stimolante come una camera a gas» si proclamava negli anni Settanta e ora paradossalmente, dopo quarant’anni di distruzione sistematica, siamo arrivati al perfetto compimento di questa realtà.
Come si può sentire infatti un bambino che cresce in un appartamento di città assieme a due genitori di cui percepisce la fragilità e la temporaneità e la cui vita è divisa tra le balie elettroniche e il nido? Come può non provare una profonda sensazione di solitudine e di angoscia? Che cos’è infatti la solitudine se non un gas tossico? Noi siamo mammiferi sociali e quando questa socialità non si può esplicare, si scivola rapidamente verso un disagio mentale sempre più difficile da arginare.
In un futuro forse non lontano i bambini nasceranno concepiti in uteri artificiali, con un patrimonio genetico predeterminato nella sua eccellenza dall’intelligenza artificiale, ma fino ad ora tutti gli esseri umani sono venuti al mondo dall’incontro fra un seme maschile e un ovulo femminile perché la legge della vita degli organismi superiori è la polarità. I genitori hanno dei genitori che, a loro volta, hanno dei genitori e, dalla somma di questi antenati, si forma l’albero genealogico.
La persona è la sua genealogia. Prima di ognuno di noi c’è una lunga memoria: alcuni tratti sono noti, altri meno, altri ancora possono essere falsificati perché tanto la madre è certa, altrettanto non si può dire del padre. E, come un albero ha i rami, le foglie e le radici, cioè è legato a un flusso di energia che lo fa vivere, così altrettanto noi siamo legati ai nostri parenti da importanti fattori genetici.
La disperazione dei bambini contemporanei è proprio quella della solitudine genetica. Niente fratelli, nessun cugino, nessuno zio, nessuna alterità con cui confrontarsi e crescere. In questo modo il bambino diventa il re della casa, convinto che il mondo sia una proiezione dei suoi desideri; nel suo microcosmo, spesso dominato solo dalla presenza materna, ogni cosa diventa autoreferenziale, negandogli così la possibilità di un rapporto sano con il reale.
Come tutti gli alberi di un bosco comunicano tra di loro attraverso le ife dei funghi, così la famiglia, nel suo sviluppo naturale, è in grado di generare una grande creatività di relazioni. Una persona ad esempio può avere un pessimo rapporto con la madre, ma in una zia può trovare affinità capaci di colmare quella freddezza. Si possono avere dei fratelli estremamente irritanti e sentirsi più prossimi a qualche cugino. La famiglia dunque è fondamentalmente un grande organismo che permette a ogni persona di trovare un suo spazio di affinità, di realizzare il proprio lato umano e soprattutto di trovare sostegno nei momenti di fragilità.
È proprio questo dono gratuito dell’amore che è fortemente inviso ai potenti esaltatori del transumanesimo perché, come tutti gli esseri dotati di spirito predatorio, sanno che la preda isolata è molto più facile da raggiungere di quella protetta da un branco. La famiglia, con la sua lunga storia evolutiva, ci parla di un ordine e della capacità delle persone che la compongo di impegnarsi perché questo ordine sia il più costruttivo possibile, anche compiendo sacrifici e rinunce, mentre oggi è proprio il concetto stesso di costruzione ad essere costantemente ridicolizzato da una società che ti propone unicamente il tutto e subito.
Rileggere David Cooper è stato interessante anche perché in lui c’era una sete di verità nei rapporti e una vera sofferenza per il conformismo dell’epoca, ma la sorpresa più grande l’ho avuta alla fine del libro, quando nella pagine dedicate ai ringraziamenti racconta: «Mentre terminavo di scrivere questo libro contro la famiglia, ho attraversato anche un periodo di crisi profonda, sia fisica che spirituale, che si è tradotta nell’esperienza di rinnovamento, di morte e di rinascita di cui ho parlato in queste pagine.
Le persone che mi sono state vicine e che si sono occupate di me con immensa gentilezza e sollecitudine durante il periodo peggiore delle crisi sono stati mio fratello Peter, mia cognata Carol e le loro figliolette. Proprio come dovrebbe fare una vera famiglia. Ho insegnato ad Heidi, che ha quattro anni, il linguaggio degli alberi, a stringere la mano a un ramo di una quercia, a dire ciao e ascoltare le risposte degli alberi, sempre così sbalorditivamente diverse. Quello che lei ha insegnato a me, va molto più là». E allora? Viva gli zii, viva i nipoti capaci di prenderli per mano e farli uscire dai loro fantasmi interiori.
