BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Il rinnovo delle promesse battesimali

Il rinnovo delle promesse battesimali è una pratica che deve entrare nel nostro bagaglio di preghiere. Di tanto in tanto dobbiamo rinnovare le nostre promesse battesimali e farne un’abitudine. La nostra identità di cristiani è quella di essere figli di Dio. Grazie al Sacramento del Battesimo siamo diventati figli di Dio e membri del Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa.

Ecco allora il testo del rinnovo promesse battesimali che viene letto nella Celebrazione del Sabato Santo con l’introduzione del celebrante, le domande e le risposte dell’assemblea.

Fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa Cattolica.

Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?

Rinunzio.

Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

Rinunzio.

Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato?

Rinunzio.

Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Credo.

Credete in Gesù Cristo, suo unico figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, mori e fu sepolto e resuscitato dal morti e siede alla destra del Padre?

Credo.

Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

Credo.

Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore.

Amen.

La prima parte è la rinuncia. Anche il digiuno quaresimale, molto caro anche alla Regina della pace che ne ha spiegato la finalità e cioè abituarci a piccole rinunce di cose materiali per esercitare la volontà in modo tale che poi abbiamo la forza di rinunciare la male, alle seduzioni di satana e a satana stesso. Il digiuno, allora, ci abitua a dire no alle tendenze della carne, soprattutto quando ci portano verso il male. Il digiuno ci abitua a dire no a satana. Attraverso la rinuncia apriamo il cuore verso l’alto e diamo la totale adesione di noi stessi a Cristo.

La prima rinuncia è quella a satana. Se vedessimo satana così com’è indubbiamente scapperemmo, è l’orrore personificato. La rinuncia a satana presuppone il discernimento che è quella illuminazione interiore dello Spirito Santo attraverso la quale riusciamo a smascherare satana, a vedere i suoi inganni. Satana indora i frutti che ci propone rendendoli appetitosi e invitanti, ma con il discernimento spirituale possiamo capire che si tratta di frutti velenosi. Satana è un abile tentatore, sa come mascherare il male sottoforma di desiderio, di bramosia. La tentazione del demonio è quella di farci desiderare di essere come Dio ed è la tentazione nel quale lui stesso è caduto; infatti, nel momento in cui è stato creato ed elevato in grazia, Lucifero non ha sopportato che ci fosse un Creatore sopra di lui e ha voluto mettersi al posto di Dio. Questo atteggiamento di superbia, di rifiuto di Dio, di prepotenza e di alterigia, lo comunica a noi nella tentazione quando ci offre qualcosa che è contro i Comandamenti di Dio come la violenza, l’adulterio, i furti e tutto ciò che è male. La rinuncia a satana è una cammino interiore che inizia rinunciando alle sue tentazioni, alle sue seduzioni, alle sue opere con le quali ci presenta il male da fare tinto di bene per portarci alla rovina.

Dobbiamo, allora, esercitarci alla rinuncia che è dolorosa e faticosa. Specialmente i primi combattimenti spirituali, in un mondo imbevuto di peccato, sono molto difficili da affrontare. Dentro di noi c’è fame di mondo che soffoca la fame di Dio e che soffoca noi stessi. Noi distruggiamo noi stessi mangiando il mondo e edifichiamo noi stessi mangiando Dio. Per nutrirci di Dio dobbiamo avere la fame di Dio. Per avere la fame di Dio bisogna estirpare la fame di mondo che sono le sette bocche mai sazie dei vizi capitali.

La battaglia della rinuncia a satana è furiosa, è tremenda, è sanguinante. È una battaglia durissima e molte volte prevede le sconfitte e l’umiltà di ricominciare da capo riaffidandosi a Dio. Il combattimento spirituale contro il mondo, il demonio e i vizi capitali che sono in noi, richiede una rinuncia quotidiana. Più ci applichiamo nella rinuncia e più essa stessa diventa facile. Nella battaglia spirituale, quei vizi che ci sembrano quasi impossibili da combattere, alla fine diventa facile. L’esercizio quotidiano alla rinuncia rende facile dire no a satana. Quando arriviamo a dire no facilmente ci sentiamo liberi e capiamo la libertà dei figli di Dio. Ci sentiamo liberi in questo mondo e non siamo più soggetti alla tirannia dei vizi capitali che portiamo in noi.

La seconda parte del rinnovo delle promesse battesimali è quella della fede. Dopo esserci liberati interiormente con la rinuncia, ci è più facile dire sì a Dio perché non abbiamo più il peso del male e del peccato dentro di noi. Il demonio non ci tiene più al guinzaglio, siamo liberi. La professione di fede, allora, diventa qualcosa di bello, di gioioso, di totale che ci fa pregustare già in questa vita un pezzetto di Paradiso. La professione di fede è la proclamazione dell’appartenenza a Dio, del nostro amore per Lui, del nostro totale abbandono in Lui. Il Credo prosegue poi con la professione di fede in Cristo. Oggi il mondo ci ha reso schiavi della carne e della superbia, Cristo è stato rinnegato. La superbia ci ha reso incapaci di vedere Dio, di credere in Dio, di scegliere per Dio. L’ateismo è una resa alla mondanità, a satana che è l’avversario di Dio. Allora, liberi dalla superbia della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita, lasciamo che la professione di fede sgorghi dal nostro cuore come una fontana d’acqua fresca.

Nel momento in cui riusciamo a recitare il Credo così, liberi dal male e aperti totalmente a Dio, pregustiamo già il Paradiso!

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 17/03/2026

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – martedì 17 marzo 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE:

I cinque minuti dello Spirito Santo


h. 08.55 – 09.30: UNO SGUARDO SULL’ATTUALITA’

1) 28. Il Rinnovo delle promesse battesimali

+La triplice rinuncia e la triplice adesione del cristiano del cristiano

+La rinuncia a Satana

+La rinuncia alle sue seduzioni

+Rinuncia alle sue opere

+La decisione della fede e della sequela di Gesù Cristo

2) I punti critici del conflitto mediorientale


h. 9.30 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (87)


h. 9.40 – 10.05: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

27) La fede nel tempo dei Segreti

+Nel tempo dei Segreti viene messa alla prova la fede cattolica

+In particolare siamo invitati a credere alla presenza di Maria inviata da suo Figlio Gesù

+Rivelando gli eventi dei Segreti tre giorni prima si crea un’autoselezione fa chi crede e chi non crede

+Chi crede alla rivelazione dei Segreti ha la possibilità di mettersi in salvo

+Tuttavia in quei momenti drammatici bisogna avere una fede salda

+La saldezza della fede non si improvvisa, ma bisogna prepararla.

+Pensiamo alla fragilità degli Apostoli nei tre giorni della Passione

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO


h. 10.05: TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO

Libro di Padre Livio: Tutti e Segreti si realizzeranno (26)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Dobbiamo diffidare dei Santoni di turno

Hormuz e le altre trappole: perché tenere aperto lo Stretto è così difficile? I punti critici sottovalutati da Trump

di Guido Olimpio – Correre della Sera – 17 Marzo 2026

Le criticità emerse nelle due settimane di guerra: alcuni previsti e sottovalutati da Donald Trump, altri legati alle variabili di ogni guerra

Dopo due settimane di Furia Epica americana e Ruggito del Leone israeliano sono emersi diversi punti critici. Alcuni ampiamente previsti e sottovalutati da Donald Trump, altri legati alle variabili di ogni guerra. 

Il passaggio

Il presidente ha il problema di tenere aperto lo Stretto. Gli iraniani, per ora, sono nelle condizioni di decidere chi può passare indenne. Non servono armi rivoluzionarie per ostacolare il transito in un corridoio angusto in termini geografici e militari. Droni, mine, missili, razzi ma anche azioni di barchini sono sufficienti a creare un imbuto. Basta, in certi casi, la minaccia.

Gli Usa invocano una coalizione di alleati e la risposta è fatta di no oppure di cautele. Perché la missione è rischiosa e vorrebbe dire partecipare al conflitto. Gli esperti sostengono che, oltre a ripulire il mare da ordigni, il Pentagono dovrebbe neutralizzare le unità iraniane lungo la costa meridionale e nell’immediato retroterra.

Il comando americano ha replicato ricordando l’affondamento delle navi nemiche e di oltre cento vedette. Il direttore dell’International Maritime Organization, Arsenio Dominguez, ha invece sottolineato come una eventuale scorta al naviglio non rappresenta una soluzione sicura al 100 per cento e che le misure militari non rappresentano una garanzia sostenibile sul lungo termine. È tornata, poi, l’ipotesi di uno sbarco per occupare Kharg, il principale terminale per l’export di greggio iraniano.

Anche qui i «tecnici» sottolineano: fattibile ma vanno considerate perdite mentre i precedenti degli anni ’90 ricordano come ci siano voluti mesi per bonificare l’area minata. 

Il nucleare

Una parte degli impianti per il programma atomico sono stati danneggiati. C’è sempre la questione di quasi 400 chilogrammi di uranio arricchito indispensabili per arrivare alla Bomba.

Secondo l’Aiea sarebbero nel bunker di Isfahan: se sia accessibile è fonte di discussione. L’area ha subito devastazioni e per recuperarlo servirebbe una missione di forze speciali accompagnati da personale in grado di trattare il materiale. Di nuovo sono gli esperti ad evidenziare la complessità dell’intervento: non mettono in discussione le capacità dei militari però avvertono sulle incognite di un blitz in profondità. Inoltre, invitano a non sottovalutare i pasdaran.

L’uranio è solo una parte del problema. Gli israeliani, in questi anni, hanno ucciso i migliori scienziati di Teheran, intaccato la rete con mosse cyber e sabotaggi, però il sapere non è andato disperso. C’è anche un’opinione diffusa tra i commentatori che solo il tempo può dire se sia corretta: l’offensiva di marzo indurrà il regime ad andare avanti con i suoi progetti. 

L’arsenale

Gli israeliani sostengono che gli strike potrebbero continuare per altre 3-4 settimane, un periodo necessario per smantellare l’industria militare, un complesso già martellato con intensità.

Le basi sono importanti, ma lo sono ancora di più le fabbriche che realizzano droni-kamikaze, vettori a lungo raggio, combustibile solido per i missili, lanciatori. Una parte era stata presa di mira nella campagna dei 12 giorni a giugno ma ciò non ha impedito ai guardiani di affrontare la nuova sfida. Continuano a lanciare vettori anche se con una cadenza inferiore e si affidano molto agli Shahed.

La degradazione delle infrastrutture belliche è un risultato importante, tuttavia secondo molti critici non si traduce in un immediato successo politico. Anche perché Teheran ha allargato i fronti servendosi delle milizie alleate, utili nel favorire la «strategia del caos». Allarma l’ampliamento della manovra di terra israeliana in Libano, pende la spada di Damocle rappresentata dagli Houthi in Mar Rosso. Per tutti i contendenti vale il tema scorte: munizioni antiaeree per Usa, Israele e alleati arabi, missili per i pasdaran. 

Gli alleati

La vita e le economie dei regni sunniti del Golfo sono sconvolte dalla rappresaglia iraniana. I guardiani della rivoluzione, oltre a tirare sullo stato ebraico, hanno riservato una quota massiccia ai vicini, in particolare gli Emirati arabi e la città-simbolo Dubai. La presenza delle basi statunitensi, invece che rappresentare uno scudo si è tramutata in una «colpa» e non ha garantito la sicurezza.

Già è in corso un dibattito sul futuro di questa alleanza. I monarchi devono decidere su un modello di difesa, sul rapporto con Washington, sulle dinamiche nei confronti di Teheran. Hanno dialogato con gli ayatollah, Omar e Qatar hanno mediato, più ambigui Arabia ed Emirati perché hanno smussato i toni con il regime ma hanno continuato a considerarlo un rivale da temere.

Neppure l’Iran, però, può ignorare le conseguenze delle sue azioni in quanto Dubai rappresenta moltissimo in termini economici.

🔴LIVE🔴 NON PRAEVALEBUNT – PUNTATA 11: Cristianesimo e new age – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio


⊱ ↬✿✿↫ DA RADIO MARIA #LIBANO~#BEIRUT ♡ ╰⊰🕊️🌿⊱╮

Maria, insegnaci a rimanere fedeli
nei momenti di dolore,
e a fidarsi che Dio sta lavorando anche nei momenti più difficili.
Madre nostra, quando le croci della vita pesano i nostri cuori,guidaci da Gesù.
Che possiamo trovare in Lui forza, speranza e pace.
Maria in piedi alla croce, prega per noi.

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 4 – I NEMICI


I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 28 – Il 18 Marzo e i Segreti di Medjugorje

I SEGRETI DI MEDJUGORJE

28. Il 18 marzo e i Segreti di Medjugorje

Già molti anni fa ho fatto una valutazione approfondita sulla data del 18 marzo asserendo potrebbe essere il giorno in cui la veggente Mirjana e il sacerdote da lei scelto iniziano i sette giorni di digiuno e di preghiera, prima della rivelazione dei primo Segreto che avverrebbe il 25 marzo. Tre giorni dopo, il 28 marzo, secondo la logica di questo ragionamento, sarebbe il giorno in cui il primo Segreto accade. Quando ho fatto questa riflessione l’ho messa sul piano delle ipotesi, della curiosità, non l’ho mai dato per certo ovviamente. A mio parere la Madonna non vuole che si sappia quando inizieranno i Segreti; pertanto, sarebbe troppo ovvio accostare la data del 18 marzo al giorno in cui Mirjana mostra il rotolo al sacerdote incaricato e quindi il 25 marzo come data del primo Segreto. Sinceramente dubito che il 18 marzo (di qualsiasi anno) sia il giorno che precede di sette la rivelazione del primo Segreto. Sarebbe troppo semplice.

Il 18 marzo è un indizio importante e l’ho spiegato nel capitolo 23 del mio libro Tutti i Segreti si realizzeranno.

23. L’apparizione annuale da Mirjana il 18 marzo è un indizio importante

Mancano alcuni giorni al 18 marzo, giorno in cui Mirjana ha la sua apparizione annuale e giustamente si attende con particolare apprensione il Messaggio che verrà dato dalla Madonna. Infatti, Mirjana ha da tempo ha rivelato che la Madonna ha scelto questo giorno non perché è il compleanno della veggente, ma per un motivo connesso ai Segreti.

Questa affermazione è di grande importanza perché indica il ruolo preponderante che la Russia svolgerà nel tempo dei Segreti, dal quarto al decimo. Infatti, questa data per il popolo russo è importante innanzitutto perché è il giorno in cui la Crimea è stata annessa alla Federazione Russa (18 marzo 2014) ed è il giorno in cui Putin è stato confermato ancora una volta Presidente per altri sei anni con oltre l’87% dei voti (18 marzo 2024).

Al riguardo dovrebbe essere chiaro ai cattolici mariani il ruolo anticristico che la Russia svolge nel piano di Maria da Fatima a Medjugorje, fino alla sua conversine al termine dei dieci Segreti.

In questo quadro, che la Madonna ha designato, non ci sono altri soggetti che hanno una importanza simile, tale da segnalarne la conversione finale connessa al trionfo del Cuore Immacolato di Maria. L’importanza che il Cielo dà alla Russia non è tanto per il suo ruolo politico, che non è certo superiore a quello degli Stati Uniti o della Cina, quanto per la volontà di Mosca, ben nota a chi conosce la Storia, di presentare se stessa come la terza Roma e di rivendicare il primato supremo su tutta la Chiesa con la conquista del Papato.

Roma è la Sede della Chiesa dal tempo degli Apostoli ed è la pietra su cui è costruito l’edificio della fede. La consacrazione del nuovo impero universale russo-ortodosso prevede che sia Mosca la capitale della sedicente “vera Chiesa” (quella russo-ortodossa). Non c’è dubbio che ora, con il prospettato disimpegno americano, la Russia abbia tutti i mezzi necessari per passare ai fatti. Non si può escludere che il 18 marzo sia una data che ha a che fare con gli eventi di cui sopra. Evidentemente sarebbero un colpo di mano sulla Storia della Chiesa che la Madonna è qui per scongiurare.

La Madonna è qui da così tanto tempo per impedire alle porte dell’inferno di impossessarsi della Sede di Pietro!

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 86

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