
Programma di Padre Livio – Lunedì 1 Giugno 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
La devozione al Sacro cuore di Gesù
Il desiderio di amore è il motore della vita
L’amore per le creature non è sufficiente e spesso ingannevole
Il nostro desiderio di amore viene da Dio per il quale siamo creati
Solo Lui ci può dare l’amore che il cuore desidera, perché Dio è amore.
Cercare Dio deve essere la ragione per cui viviamo
Scoprire la sorgente dell’amore divino nel Cuore di Gesù
Più corrisponde al suo amore e più l’uomo è felice
Dire ogni giorno a Gesù: “Ti amo con tutto il cuore”
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (32)
Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro
h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO
Perché solo la preghiera e il digiuno possono fermare le guerre in atto
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
53. Gli eventi nel tempo dei Segreti rivelati tre giorni prima.
I primi due Segreti sono catastrofi naturali che riguardano Medjugorje
Il terzo segreto è un segno soprannaturale che viene dal Signore
I Segreti dal quarto al decimo sono eventi drammatici:
che riguardano sconvolgimenti naturali
che riguardano eventi di guerra
che riguardano la Chiesa
La loro rivelazione tre giorni prima offre la salvezza a chi crede
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CREDO IN GESU’ CRISTO
Catechesi di Padre Livio (25)
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La preghiera per la Pace a conclusione del mese dedicato a Maria
Di Angela Ambrogetti
Città del Vaticano , domenica, 31. maggio, 2026 12:14 (ACI Stampa).
“La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità”. Così Leone XIV commenta la festa liturgica di oggi appunto dedicata alla Trinità.
Nella parole prima della recita della preghiera mariana dell’ Angelus dalla finestra del suo studio in Piazza San Pietro, il Papa commenta le letture di oggi parlando di Nicodemo che faceva parte del Sinedrio d’Israele e “Quando nel Sinedrio sentì parole di disprezzo verso Gesù, invitò tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Aveva ricevuto da Dio, attraverso Cristo stesso, lo Spirito della comunione, che apre il cuore alla nuova verità e alla vera novità. Chi non accoglie questo Spirito invecchia presto, nel lamento; si trova solo, non ha mai l’animo in festa”. A Nicodemo Gesù “lasciò intuire che la vita di Dio avrebbe potuto trasformare la sua vita”.
Un cammino del percorso Pasquale spiega il Papa che ci fa comprendere che “la vita di Dio che si è donata a noi in Gesù Cristo. Questa vita è una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge: lo Spirito che lega il Padre e il Figlio è stato infatti riversato nei nostri cuori, così che nel mondo prende forma la Chiesa, sacramento di comunione, spazio di incontro, di amore e di vita in cui cielo e terra già si toccano”.
E allora ecco la festa di oggi, perché “la festa di Dio è la nostra festa”.
Dopo la preghiera il Papa ha ricordato che nel “mese di maggio, da tutta la Chiesa, si è elevata una corale invocazione di pace, specialmente attraverso la preghiera del Santo Rosario, come una catena ininterrotta affidato all’intercessione della Vergine Maria ai popoli martoriati dalla guerra. Possa la Divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura”.
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Un pensiero per la venticinquesima Giornata del Sollievo: “Sono vicino alle persone malate e a quanti se ne prendono cura. Ringrazio e incoraggio tutti coloro che diffondono la cultura della prossimità e della cura”.
Tra i gruppi presenti anche i partecipanti al grande pellegrinaggio al santuario di Piecari dove Maria è venerata come Madre della giustizia sociale.

Nome: Santissima Trinità
Titolo: Il Padre il Figlio e lo Spirito Santo
Ricorrenza: 31 maggio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità
La Chiesa, dopo aver stabilite diverse feste che onorano le singole Persone della Santissima Trinità, ne fissò pure una in onore delle Tre Persone.
Questa festa fu istituita nei primi secoli del Medio Evo per opera specialmente dei monaci che cominciarono a celebrarla nei loro monasteri. Di qui si estese man mano alle singole diocesi e finalmente all’intera Chiesa Romana per opera di Papa Giovanni XXII che nel 1314 la dichiarava festa universale, fissandola la prima domenica dopo Pentecoste.
« Abbiamo visto, dice il Guéranger, gli Apostoli il di della Pentecoste ricevere lo Spirito Santo, e fedeli all’ordine del loro Divino Maestro, mettersi in viaggio per andare ad ammaestrare le nazioni nel nome della Santissima Trinità. Era dunque conveniente che la festa di Dio Uno e Trino seguisse immediatamente la Pentecoste cui si connette con misterioso vincolo ».
La festa della Trinità è una festa cara e gradita a tutti i cristiani perché ricorda il più grande mistero della nostra religione: « Un Dio solo in tre persone uguali e distinte »; questo dogma che è il grande oggetto della nostra adorazione in vita, sarà poi la nostra eterna felicità in cielo.
La Messa ed il Breviario sono un continuo sueccedersi di invocazioni alla Santissima Trinità.
Così tutti i Sacramenti portano la medesima invocazione. L’intenzione quindi della Chiesa nell’avere tutta impregnata la Sacra Liturgia del nome della Santissima Trinità è di far vivere nelle menti dei fedeli questo mistero e di far rinnovare in essi i sentimenti di una profonda adorazione, di una umile riconoscenza verso le Tre Persone.
Verso il Padre, come principio di tutto ciò che è, Padre di un Figlio eterno e con sostanziale a Lui, Padre che col Figlio è principio dello Spirito Santo.
Verso il Figlio, generato ab aeterno dal Padre, incarnatosi, morto sulla croce per la salvezza degli uomini.
Verso lo Spirito Santo, come amore eterno e sostanziale del Padre e del Figlio dai quali procede, e da Essi dato alla Chiesa, che santifica, vivifica, mediante la carità che si diffonde nei nostri cuori.
Nessun altro mistero è tanto ricordato nella Liturgia come questo. Nei Sacramenti che sono i principali mezzi della grazia si fa menzione della Santissima Trinità.
Nel Battesimo, il bambino viene battezzato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Nella Cresima si ha la formula: « Ti segno col segno della croce, ti confermo col crisma della salute nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo ».
Dopo la distribuzione della Santissima Eucarestia il sacerdote benedice nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.
Al confessionale il sacerdote comincia colla benedizione e dà l’assoluzione nel nome della Santissima Trinità.
Soventissimo invocato, nel Sacramento dell’Ordine.
Nel matrimonio il sacerdote congiunge gli sposi nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo.
In tutti gli inni, in tutti i salmi, in tutte le preghiere della Messa son ricordate le Tre Persone: è una lode perenne che si dà alla Santissima Trinità.
PRATICA. Facciamo sovente il segno della santa croce, recitiamo bene il Gloria al Padre e al Figliuolo e allo Spirito Santo.