"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🔴LIVE🔴La Madonna ha in mano il futuro – Editoriale a cura di Padre Livio

🔴LIVE🔴IL PECCATO VENIALE INDEBOLISCE L’ANIMA – Pensiero Spirituale di Padre Livio


🔴LIVE🔴 “Gran parte di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera” – Editoriale di P.LIVIO

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CI SCRIVONO

ll tempo dell’anticristo

Caro Padre, conoscevo quella catechesi del venerabile Fulton Sheen, grandissimo arcivescovo, ho sempre pensato fosse proprio così la figura dell’anticristo, come lui l’ha descritta. In passato ritenevo che l’anticristo si sarebbe rivelato alla fine dei tempi un po’ al modo del racconto di Benson, invece ultimamente comincio a pensare che potrebbe rivelarsi nella prima fase dell’apocalisse proprio quella dei segreti come sostieni tu.

Fulton Sheen ha immaginato la società di oggi molti anni prima, probabilmente ha inciso in parte anche il fatto che nella sua generazione la società occidentale non era ancora secolarizzata come oggi e dunque i primi sintomi di questa trasformazione destavano molta preoccupazione nelle persone di fede, molto ma molto più di oggi in questa società assuefatta di mondanità: difatti tantissimi cattolici odierni hanno questa mentalità che pare del tutto normale nel contesto parrocchiale e pure ecclesiastico spesse volte

Fulton Sheen vedeva lontano osservando l’attuale del suo tempo e oggi ai pochi veri fedeli alla Chiesa e alla Madonna ( non quelli che vanno a cercare la falsa verità fuori dall’autorità del Papa) tutto ciò è palesemente evidente come a lui, così come è evidente il palesarsi di quanto ha rivelato la Regina della Pace a Medjugorje quale compimento delle apparizioni mariane degli ultimi secoli.

Io vedo le apparizioni mariane prima di Medjugorje come la rivelazione di Dio nell’ Antico Testamento, tutte convergono verso la pienezza del piano mariano di Dio che si realizzerà attraverso Medjugorje che è un po’ come la rivelazione di Dio nel Nuovo Testamento. I profeti dell’ Antico Testamento profetizzavano in vista dell’incarnazione di Gesù Cristo figlio di Dio e un po’ allo stesso modo la Madonna ha profetizzato in tutto il mondo in vista del tempo dei segreti dove la Madonna stessa continuerà ad apparire senza più profetizzare perché sarà il tempo della pienezza.

Ma ritornando alla questione dell’anticristo comincio a percepire all’orizzonte svariate sfaccettature nel mondo aventi tutte lo stesso denominatore comune: l’uomo che si vuole sostituire a Dio .

La Russia con il suo imperialismo sostenuto da una religione di stato ne è l’esempio più lampante, ma anche l’ateismo della Cina, oggi vicina alla Russia per convenienza ma che  in fondo vive anche lei in un’ottica di dominio universale; dall’altra parte del mondo una società occidentale decadente rispetto le proprie origini e che non sa più chi è e cosa rappresenta tanto che ha sostituito Dio con dei falsi valori che evidenziano tutto il vuoto e le contraddizioni di questa società mondana.

 Infine gli Stati Uniti, potevano sembrare la rappresentazione di una svolta con questa presidenza in vista del tempo dei segreti invece comincio ad avere forti dubbi: una presidenza che si è circondata di super ricchi, di soggetti con idee stravaganti sul futuro dell’umanità, di persone che sembrano portare avanti valori che spesso coincidono con il magistero della Chiesa ma che sotto sotto fanno storcere il naso perché leggendo i vangeli non sembrano soggetti che lo incarnano, anzi Gesù è lontano da certi atteggiamenti e da certe espressioni.

Oltre non mi esprimo perché non ci sono elementi tali da capire in questa fase come andranno le cose.

Ave Maria 

Andrea 

Caro Andrea,

Caro Andrea, man mano che andiamo avanti, attraverso i messaggi della Regina della pace e gli eventi che accadranno, le cose ci saranno sempre più chiare. Ora c’è molto confusione ed è tempo di pregare e di meditare.

Per noi cattolici è fondamentale seguire con fiducia la Regina della Pace e il Successore di Pietro. Se la Madonna è qui da così tanto tempo, per realizzare un piano preparato  da oltre un secolo, è perché siamo alla vigilia di eventi straordinari preannunciati dalle Scritture e che riguardano il destino della Chiesa e del mondo.

Non facciamoci cogliere all’improvviso come le Vergini stolte che non avevano preparato l’olio per le loro lampade e sono rimaste chiuse fuori, dove c’ è pianto e stridore di denti.

Ave Maria

 Padre Livio

🟢 OPERAZIONE DI P.LIVIO AGGIORNAMENTO: nelle foto P.LIVIO DIMESSO POCO FA –

QUI CON L’EQUIPE MEDICA DEL PROF. BATTAGLIA, DIRETTORE DELLA UO DI OTORINOLARINGOIATRIA DELL’OSPEDALE S. ANNA DI COMO

Cari amici di Radio Maria l’operazione chirurgica alle corde vocali è andata bene. Con essa viene impedito un ulteriore deterioramento della voce con la possibilità di un discreto miglioramento.

Vi ringrazio per le vostre preghiere e il vostro affetto.

Un grazie speciale all’Equipe medica per l’alta professionalità e la gentilezza manifestate.

Alla Madre celeste che vigila su di noi e ci protegge rinnoviamo l’affidamento del nostro cuore e della nostra vita.

A presto

Ave Maria
Padre Livio

UN SALUTO DA MEDJUGORJE

🕊 ✨DA #MEDJUGORJE IN TEMPO REALE

Salve, Regina,
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e
piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 201 – I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU’

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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 200 – I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU’

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IL PAPA A REBIBBIA

Giubileo a Roma, il Papa a Rebibbia ha aperto la Porta Santa: «Non perdete la speranza». Olio e biscotti dai detenuti

di Erica Dellapasqua – Corriere della Sera – 26 Dicembre 2024

Papa Francesco nel penitenziario romano: la banda della polizia penitenziaria, i doni dei carcerati. In chiesa 300 persone, il ministro della Giustizia Nordio e il sindaco di Roma Roberto Gualtier

Il Papa a Rebibbia

Papa Francesco ha aperto la seconda Porta Santa del Giubileo 2025 nel carcere romano di Rebibbia, dopo quella già aperta la sera della vigilia di Natale nella basilica di San Pietro. «Ho voluto che la seconda Porta Santa fosse qui, in un carcere. Ho voluto che tutti noi avessimo la possibilità di spalancare le porte del cuore per capire che la speranza non delude, non delude mai», ha detto il Papa prima di compiere il rituale dell’apertura.

Dopo quella di San Pietro «la seconda Porta è vostra – ha continuato Francesco durante l’omelia della messa, parlando a braccio – è un bel gesto quello di aprire le porte che significa cuori aperti. Questo fa la fratellanza. I cuori chiusi non aiutano a vivere. La grazia di un Giubileo è spalancare, aprire. Soprattutto i cuori alla speranza».

«Vi auguro un grande Giubileo, vi auguro molta pace, molta pace. E tutti i giorni prego per voi. Davvero eh.. non è un modo di dire. Penso a voi e prego per voi. E voi pregate per me».

E’ la prima volta che succede nella storia del Giubileo. Un unicum nella tradizione della cristianità che, non a caso, arriva nel giorno di Santo Stefano, primo martire della Chiesa cattolica. Un segno di speranza per tutte le carceri del mondo che fa di Rebibbia un’icona universale della vicinanza della Chiesa ai detenuti.

Ad accogliere il pontefice nel penitenziario romano c’erano, tra gli altri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il capo dimissionario del Dap Giovanni Russo.

Un momento storico che si realizza nello stesso giorno in cui si ricorda un’altra visita, che ha segnato un’epoca, di un Papa in un penitenziario. Il 26 dicembre 1958 Papa Giovanni XXIII, pochi mesi dopo la sua elezione al Soglio Pontificio, si recò infatti a Regina Coeli. Non un Giubileo certo, ma uno di quei casi di corsi e ricorsi storici, come se si chiudesse un cerchio. 

Il programma della cerimonia, i doni al Papa

Il Pontefice è arrivato nel penitenziario pochi minuti prima delle 9. Ad attenderlo, le note dell’inno del Giubileo 2025 suonate dalla banda del corpo di polizia penitenziaria, diretta dal maestro Fausto Remini. Poi, il Papa è salito fino alla porta della chiesa del Padre Nostro dove si è svolto il rito di apertura della Porta Santa, la Porta della Speranza appunto.

Tra le 300 persone presenti in chiesa sono un centinaio i detenuti – uomini e donne – provenienti dai quattro istituti penitenziari di Rebibbia: una buona parte seduta davanti al Pontefice, altri nel coro, altri ancora hanno partecipato ad alcune fasi dell’evento.

Olio, biscotti e ceramiche: i doni dei detenuti

All’esterno della chiesa altre 300 persone – fra operatori penitenziari, volontari e familiari – hanno assistito alla messa tramite un maxischermo appositamente allestito.

Al termine, Francesco riceverà alcuni doni dai carcerati: dagli uomini del Nuovo Complesso, la riproduzione in miniatura della porta della chiesa del Padre Nostro, creata all’interno del laboratorio «Metamorfosi» utilizzando i legni dei barconi dei migranti, mentre dalle donne di Rebibbia femminile, un cesto contenente olio, biscotti, ceramiche e bavaglini, frutto del loro lavoro.

L’amministrazione penitenziaria omaggerà il Santo Padre con un dipinto raffigurante un Cristo salvifico, realizzato dall’artista Elio Lucente, ex poliziotto penitenziario. Vicino alle mura della chiesa, infine, sarà inaugurata l’opera, firmata dall’artista Marinella Senatore, dal titolo «Io contengo moltitudini»: un progetto di arte contemporanea – in continuità con il Padiglione della Santa Sede allestito nel carcere femminile di Venezia in occasione della Biennale – composto da una struttura ad albero, alta circa 6 metri, con luminarie in forma di strisce che riportano frasi di detenute, detenuti e personale penitenziario, scritte in varie lingue, anche in dialetto.

Bergoglio e la Porta della Speranza

«Tutti noi come Chiesa e società siamo chiamati ad abbracciare le carceri con umanità. La Porta Santa che il Papa aprirà a Rebibbia ha un particolare significato. In analogia con quanto succede a Rebibbia anche in altre carceri saranno aperte altre “Porte della Speranza”. L’obiettivo è accompagnare i detenuti a vivere in modo riabilitativo e a prepararsi al rientro nella società. Il carcere non è un luogo di punizione, ma di riabilitazione. Tutto il mondo è chiamato a interessarsi di più», ha spiegato il cardinale José Tolentino de Mendoça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, parlando del progetto “L’arte contemporanea in carcere: la sfida della speranza”, iniziativa pensata dalla Santa Sede per tenere un faro acceso sul tema carceri per tutto il 2025.

«Questo progetto vuole mettere al centro il tema delle carceri e l’arte, essendo un ponte, può avere un ruolo decisivo», ha detto ancora il cardinale Tolentino de Mendoça. Carceri che sono al centro dei pensieri di Bergoglio tanto da aprire lì una Porta Santa.

Il precedente di Papa Roncalli

Oggi, come avvenne il 26 dicembre 1958 Papa Giovanni XXIII, l’intenzione era quella di portare speranza e conforto a chi si sente solo e dimenticato. La missione sempre la stessa: far comprendere che c’è una seconda possibilità per tutti, nessuno escluso. Papa Roncalli si presentò a Regina Coeli a sorpresa compiendo gesti e parole che sono entrati nella memoria collettiva. Prima volle un detenuto come ministrante durante la celebrazione della messa, poi parlò a braccio. «Son venuto – disse -. M’avete veduto. Io ho messo i miei occhi nei vostri occhi. Ho messo il cuor mio vicino al vostro cuore. Questo incontro, siate pur sicuri che resterà profondo nella mia anima». Roncallì sottolineò: «Ho ben piacere che sia proprio un’opera di misericordia».

Misericordia che divenne vicinanza, con il giro del Papa tra i carcerati e con l’abbraccio a un detenuto che si era gettato ai suoi piedi. Roncalli volle essere ritratto in mezzo ai detenuti. L’episodio che lo colpì i più però lo apprese una volta varcato il portone del penitenziario. Trecento detenuti, chiusi nelle celle di rigore perché considerati pericolosi, non avevano potuto vederlo. Volle allora inviare a ciascuno di essi un’immagine assicurando loro che non li avrebbe dimenticati nelle sue preghiere. Se per Roncalli fu «Misericordia», per Bergoglio la visita a Rebibbia vuole essere un segno di «speranza».

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 198 – I MISTERI DELLA VITA PUBBLICA DI GESU’

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