"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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ANCHE MEDJUGORJE DEVE CONVERTIRSI

🔴LIVE🔴EDITORIALE DI PADRE LIVIO: LA MADONNA MOBILITA IL SUO ESERCITO

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LA MADONNA MOBILITA IL SUO ESERCITO

h. 9.00 Editoriale su Radio – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube in differita

Che la situazione stesse divenendo sempre più preoccupante ce ne siamo accorto dai messaggi a partire dall’inizio dello scorso anno.

La prima preoccupazione è quella della guerra. “Satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni” (25-01.2023)

La seconda preoccupazione è la deriva spirituale dell’uomo contemporaneo: “L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione”.

La terza e più grave preoccupazione è la tiepidezza e la mondanità di molti che hanno riposto alla chiamata e che si sono persi per strada: “Il modernismo vuole entrare nei vostri cuori” (25-09 -2023). “La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili” (25-02- 2024).

Nel tempo dei Segreti si salverà chi crede

È importante avere una visione d’insieme che ci indichi la via del futuro, che ci faccia comprendere appieno il piano della Madonna e che metta in chiaro tutti quei punti su cui ormai c’è una certezza. Quella di Medjugorje è la continuazione della profezia di Fatima che si sta realizzando.

Le apparizioni di Medjugorje sono particolari, sono le prime apparizioni globali sulla Terra. La Madonna, in particolare a Medjugorje, parla a tutto il mondo e anche la risposta è da tutto il mondo. Questa globalità è maturata nel tempo sempre più velocemente, i Segreti di Medjugorje riguardano il mondo intero e la Chiesa Cattolica. Quelle di Medjugorje sono le prime apparizioni globali e nel medesimo tempo sono le ultime apparizioni sulla Terra; a questo riguardo sarebbe da sottolineare che a Kibeho la Madonna è apparsa proprio perché ripone molte speranze sul continente africano e si tratta di apparizioni che fanno parte del piano che collega Fatima a Medjugorje. La Madonna ha ribadito più volte che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra ed è per questo che sono così lunghe.

La priorità di satana è la dissoluzione della fede cattolica

In questo panorama che va da Fatima a Medjugorje è emerso con chiarezza, anche perché la Madonna stessa lo ha rivelato ed è stato detto dallo stesso Magistero della Chiesa da Pio XII a oggi, che il piano di satana è quello di distruggere la Chiesa Cattolica. La persecuzione alla Chiesa Cattolica è descritta chiaramente nei Segreti di Fatima, è nei messaggi di Medjugorje ed è nella Storia, in particolare negli ultimi decenni. Quello che è avvenuto era stato anticipato dalla Regina della pace ed è stato un argomento ampiamente trattato dal Magistero della Chiesa che da tempo ha capito che la fede è messa in discussione.

Già Paolo VI aveva visto con chiarezza l’attacco di satana alla Chiesa Cattolica, inizialmente con il modernismo diffusosi anche in seno alla Chiesa stessa e poi insinuatosi nelle classi intellettuali fino alla gente comune. Adesso si sta realizzando quello che San Giovanni Paolo II chiamava la “grande apostasia silenziosa”. Questo è il punto chiave: dal dopoguerra in poi, nel mondo è maturata la liquidazione del Cristianesimo che ora è in atto.

Il piano di satana è quello di prendere il posto di Cristo diffondendo la religione dell’odio contro Dio, contro Cristo, contro la Chiesa e degli uomini fra di loro che vogliono imporsi con la violenza mondo. La Regina della pace ha dato alcuni messaggi a Medjugorje in cui dice apertamente che satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. Leggendo quei messaggi abbiamo immediatamente pensato alle bombe atomiche, in realtà il pericolo più grande è la distruzione della Chiesa Cattolica e l’odio verso il Cristianesimo. Il rifiuto della fede e della Croce comporta la perdizione eterna delle anime. Dobbiamo, allora, focalizzare bene la nostra attenzione sull’obiettivo di satana che è l’odio contro Dio e l’estinzione della fede con cui può distruggere il mondo.

Purtroppo, non viene colta la gravità del fatto che si perda la fede. Chi perde la fede perde Cristo, perde Dio, perde la Madonna, perde l’anima! Dobbiamo preoccuparci certamente per quello che accade nel mondo, ma quello che sta a cuore a Dio è la salvezza eterna della anime, è il fatto che satana miete le anime. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per rafforzare la fede della Chiesa con la conversione, con la preghiera, con la pratica della vita cristiana, anche perché è su questo terreno che la Madonna ci porterà a combattere nel tempo dei Segreti.

L’obiettivo di fondo nel tempo dei Segreti sarà proprio la fede, più di tutto il resto; è per questo motivo che la Regina della pace ha dedicato i suoi messaggi più critici allo strumento con cui satana vuole distruggere la fede. Dal 2015 a oggi, infatti, la Regina della pace ha dedicato cinque messaggi al “modernismo”. Il modernismo è il rifiuto del soprannaturale, in tutti i campi. Questa corrente di pensiero si è infiltrata anche nella Chiesa Cattolica e già Pio X lo aveva denunciato prendendo delle misure molto severe per impedirne la diffusione, ma negli ultimi decenni si è diffuso ovunque.

Il modernismo è la nuova religione dell’umanità

Il modernismo potrebbe essere definito come un ateismo globale, una pseudoscienza che fa capo all’evoluzionismo  che riduce l’uomo alla materia. Questa è una menzogna radicale dal punto di vista scientifico, ma soprattutto è la negazione di Dio, dell’anima spirituale, della legge morale, di tutto ciò che è soprannaturale; è la negazione del Cristianesimo. Questo attacco alla fede riguarda soprattutto la fede cattolica perché il modernismo riesce ad assimilare le altre religioni nella sua visione del mondo e ne fa un supporto per un governo del mondo da parte dell’uomo. Il Cattolicesimo però non può scendere a questi compromessi perché l’uomo non può sostituirsi a Dio, è una sua creatura e dipende da Lui.

Oggi, la vera religione mondiale è il modernismo, cioè la visione atea e materialistica della vita; una visione pseudoscientifica che fa dell’uomo una manifestazione dell’universo, detronizza Dio dal suo trono di gloria, nega il Creatore e il Redentore. Questa è la metamorfosi che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, da quando la Madonna è presente con le apparizioni a Medjugorje.

Chi ha una certa età ha vissuto i primi anni di vita in un contesto sociale ed ecclesiale di riferimento all’Aldilà, si rende conto oggi del cambiamento radicale che è avvenuto. Siamo veramente diventati pagani, ci siamo persi! È questa la catastrofe che è avvenuta, che la Madonna ci descrive e che spesso il Magistero della Chiesa ci ha richiamato. Papa Montini disse che oggi in questione c’è la fede, che la negazione della fede è entrata nella Chiesa, tuttavia un piccolo gregge deve resistere. Giovanni Paolo II disse che dopo la caduta della due ideologie del male (comunismo e nazismo) ne è subentrata una terza peggiore: il nuovo totalitarismo, la visione del mondo secondo la quale l’uomo si chiude su se stesso ed espelle Dio dalla sua vita. Benedetto XVI ha parlato di dittatura del relativismo, di negazione della Verità. Papa Francesco ha sottolineato soprattutto il lavaggio di cervello sistematico che avviene da parte del nuovo totalitarismo per imbrigliare tutti in una visione del mondo calata dall’alto, in funzione degli interessi dei potentati. Stiamo vivendo questa metamorfosi che è in atto ma non è ancora terminata.

Alcuni si lamentano che il tempo dei Segreti non arriva. Personalmente sono del parere che i tempi di Dio non sono in discussione. Come nella Parabola della zizzania, che cresce assieme al buon grano, essa viene mietuta ma separata dal grano e gettata nei forni a bruciare; allo stesso modo è necessario che arrivi il tempo della mietitura, bisogna che il male arrivi a toccare il fondo. Abbiamo visto che negli ultimi decenni il male ha iniziato a galoppare, satana ha conquistato il mondo, la Chiesa Cattolica si trova in seria difficoltà. L’empietà, l’odio, la violenza, la superbia, la perversione si diffondono nel mondo; la Madonna ci chiede di pregare con Lei perché satana non prevalga. Il male ha preso un’accelerazione tale che satana sta arrivando a regnare nella totalità, a prevalere.

Stiamo andando verso un mondo sempre più dominato dal male, ma i credenti resistono e lottano fino al momento in cui Dio manifesterà la sua regalità sul mondo. Nel medesimo tempo in cui si è manifestata questa metamorfosi, ovvero il tentativo di satana di distruggere la fede cattolica, la Madonna ha messo un freno e fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha detto che Lei è qui per risvegliare la fede. Così come satana ha sviluppato un progetto globale per distruggere il Cristianesimo, la Madonna ha messo a punto un progetto globale per sostenere la Chiesa Cattolica. La Regina della pace ha scelto una Parrocchia di cui si sta prendendo cura, ha chiamato migliaia di sacerdoti da ogni parte del mondo, ha rafforzato la fede che si stava dissolvendo. In tutti questi anni il vento malefico dell’incredulità, dell’immoralità e dell’empietà ha soffiato così tanto fino a penetrare anche all’interno della Chiesa indebolendone il vigore interiore. Molti hanno perso la vocazione e tanti hanno lasciato la veste proprio perché sedotti dai venti del male.

L’intervento della Regina della pace per sostenere la fede

Il progetto di satana era quello di svuotare la Chiesa dall’interno per provocare un improvviso crollo della Chiesa Cattolica; in parte questo è avvenuto, in Europa ad esempio. Per impedire il crollo della fede, la Regina della pace ha portato avanti il suo piano con molta pazienza, con i messaggi, con le apparizioni, con le chiamate, proprio per rafforzare la Chiesa Cattolica. La Madonna – chiedendo preghiere, digiuni, rinunce, confessioni, la pratica dei Sacramenti – ha creato delle resistenze che hanno impedito a satana di realizzare il suo piano malefico. La Regina della pace è riuscita nel suo intento di conservare, almeno in Occidente, delle minoranze cristiane affidabili e forti. In Europa, infatti, tutte le Radio Maria funzionano proprio perché la gente le sostiene e le ascolta. Tutto questo fa parte di quel piano di rafforzamento della fede che la Madonna ha iniziato a Medjugorje e che sta portando avanti nel tempo. Questo sostegno della Madonna alla Chiesa è un fattore decisivo per la vittoria futura. Dal dopoguerra in poi è esplosa un’epopea modernista che ha portato satana a tali posizioni di forza (soprattutto nel mondo massmediatico) da far dire alla Madonna: «satana regna» (25 marzo 2020).

Prima di arrivare al tempo dei Segreti vedremo il piano di satana toccare il fondo. A Rue du Bac la Madonna aveva promesso a Caterina Labouré: «Quando tutto sembrerà perduto, io interverrò». Abbiamo davanti un periodo, di cui non conosciamo la durata, in cui l’incredulità, la perversione e l’odio dilagheranno sempre di più. Satana cercherà di mettere in atto tutto ciò che gli è possibile per intimare la resa ai credenti, per sedurli a passare sotto la sua signoria. D’altra parte, il diavolo è riuscito a cambiare la situazione dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo, quando ha tirato dalla sua parte le folle e la Chiesa di allora formata dagli Apostoli e dai discepoli; hanno resistito solamente la Madonna, San Giovanni e le pie donne. Satana è capace di tutto pur di stravincere, di portare la situazione a un punto irreversibile.

Quando si arriverà a quel punto, quando satana penserà di essere diventato il padrone del mondo e canterà vittoria, la Madonna allora darà l’inizio ai Segreti. La Regina della pace ha detto alla veggente Mirjana che l’inizio dei Segreti coincide con l’inizio dello sgretolamento del potere di satana. I primi due Segreti riguardano Medjugorje e la porranno sotto la lente dell’attenzione mondiale. Nella rivelazione degli eventi tre giorni prima, si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e la falsa forza di satana. Le false certezze cadranno; quelli che avevano posto la loro fiducia nelle cose di questo mondo, inevitabilmente si porranno delle domande, si metteranno in discussione e – quelli che non avranno il cuore indurito – si pentiranno e torneranno all’ovile santo della Chiesa.

La corsa verso l’abisso non è ancora terminata

La corsa verso l’abisso, a mio parere, non è ancora terminata perché questo è il metodo di Dio, che aspetta l’ultimo momento per vedere se crediamo fino in fondo, se ci fidiamo totalmente di Lui. Dio ha permesso che Cristo fosse processato, flagellato, coronato di spine, inchiodato alla croce, ha permesso che morisse, che fosse sepolto e che davanti alla tomba fosse posto un macigno. Chi non aveva fede pensava che allora fosse tutto finito, in realtà dopo tre giorni Cristo è risorto! Questo è il metodo di Dio per provare la fede.

Anche questa volta sarà così e prima del tempo dei Segreti si arriverà a un’impostura anticristica che dominerà il mondo. L’impostura anticristica è il rifiuto della fede cristiana, della salvezza che viene dalla Croce ed è la presunzione di poter salvare la nostra vita dal peccato e dalla morte attraverso le opere dell’uomo, come la scienza e la tecnica, strumenti dell’onnipotenza umana. Questa civiltà modernista metterà le radici, dominerà ancora di più, metterà a rischio la sopravvivenza della Chiesa e i suoi mezzi saranno la seduzione e la persecuzione. Stiamo già correndo verso questo traguardo, ma quante volte la Madonna ci ha detto che per il mondo senza Dio non c’è né futuro, né gioia, né salvezza eterna. I Segreti incominceranno quando l’impero del male avrà raggiunto il suo apice.

Benché conosciamo solamente qualche particolare sul terzo Segreto, ovvero un segno bellissimo, indistruttibile, che viene da Dio e che durerà fino alla fine del mondo, sappiamo che con questo segno Dio sigillerà la sua signoria sul mondo. Questo segno è una chiamata universale alla conversione perché è il segno della vittoria di Dio. Sappiamo poi che i primi due Segreti riguardano Medjugorje, che si tratta di eventi gravi per la popolazione locale, ma che ben più terribili saranno quelli dal quarto al decimo. Dei Segreti non sappiamo altro, sappiamo che riguardano il mondo e la Chiesa.

Arrivati al tempo dell’epopea dell’impostura anticristica, che si sta affermando proprio davanti a noi, essa diventerà la religione dell’umanità che adora se stessa e che non ne vuole sapere del Cristianesimo. Le altre religioni non interessano a questo tipo di società perché sono prodotte dall’uomo, a differenza del Cristianesimo che è una religione rivelata da Dio. Per assicurare il dominio dell’uomo, allora, il Cristianesimo deve essere eliminato. Nel tempo dei Segreti accadrà di certo che gli eventi rivelati tre giorni prima metteranno in crisi l’umanità, la metteranno di fronte alla decisione ineluttabile di credere o no. Alla fine, la vittoria sarà della Madonna e della Chiesa, il maligno sarà sconfitto e il mondo senza Dio crollerà.

Nel tempo dei segreti la prova più grande sarà quella della fede

Le uniche indicazioni che abbiamo per sapere quali saranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje vengono dal Segreto di Fatima: la guerra distruttrice, la persecuzione alla Chiesa, l’apostasia. La guerra distruttrice viene raccontata da Suor Lucia nella descrizione della visione che ha inviato al vescovo di Leiria; la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa sono nel Terzo Segreto di Fatima; l’apostasia è racchiusa nella frase della Madonna: “Il Portogallo conserverà la fede”, significa che gli altri Stati la abbandoneranno. Quello che è in questione adesso, e che nel tempo dei Segreti sarà un appello dall’alto, è la fede. Siamo tutti concentrati sulla perdita della vita e tralasciamo la morte spirituale, ma è quello il pericolo più grande perché non c’è dubbio che tutti moriremo, ma dobbiamo pensare alla salvezza eterna della nostra anima. La morte è il destino dell’uomo sulla Terra, l’unica cosa che conta è la salvezza dell’anima!

Nel tempo dei Segreti sarà in palio, prima di tutto, la salvezza della propria anima che si potrà conseguire conservando la fede. Infatti, il punto nevralgico del piano di Maria con cui sgretolerà il piano di satana e attirerà a sé molte anime è la profezia con la quale indica tre giorni prima gli accadimenti dei Segreti. Questo fatto indica la signoria di Dio, mediante la presenza di Maria inviata da Cristo, sugli eventi della Storia e della natura. Il vero Dio è Cristo, il Cristo della Chiesa Cattolica. Nel tempo dei Segreti sarà decisivo credere alla Madonna e alle profezie che verranno dette tre giorni prima, aderire a queste profezie e seguirle, mantenere il nostro cuore umile e puro. L’essenziale è che, ascoltando quello che dice la Madonna, noi salviamo le nostre anime; sarà poi Lei a decidere se salvare anche i nostri corpi. Dobbiamo essere solleciti di aderire a Dio, mettere la nostra vita nelle sue mani e fidarci della Regina della pace che ha detto che se risponderemo alla sua chiamata non ci pentiremo né noi, né i nostri figli, né i figli dei nostri figli. Nel tempo dei Segreti si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e verrà smascherata la falsa forza di satana che non potrà fare niente. Satana creerà gli eventi distruttivi ma la Madonna li svelerà tre giorni prima che accadano, saranno come mine disinnescate che non esploderanno.

Il piano della Madonna è un piano celeste di salvezza. Il mondo potrà veramente essere distrutto e chi non crede potrà veramente perdere la propria anima. L’inferno c’è veramente ed è per tutti quelli che rifiutano Dio. L’esito finale è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna trionferà con la Chiesa e con i suoi pastori. L’apostasia è una tentazione dalla quale dobbiamo stare molto attenti, non ci sarà difficile orientarci specialmente se abbiamo i cuori puri; comunque, la Madonna sarà presente e ci guiderà. Il trionfo di Maria è una certezza.

Alla fine di tutto c’è quell’espressione che la Madonna ha detto a Fatima e che ha ripetuto all’inizio delle apparizioni di Medjugorje: dopo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria la Russia si convertirà e il mondo avrà un tempo di pace. Questa espressione indica che prima di convertirsi la Russia avrà svolto un ruolo anticristico fondamentale; la Madonna ci ha fatto capire che la Russia è il soggetto con cui satana cerca di distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Se alla fine la Russia si convertirà è perché prima avrà compiuto l’opera di satana di voler distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Ma non riuscirà e alla fine si convertirà, entrerà a far parte della Chiesa Cattolica. Questa è la via che percorre la Madonna e noi dobbiamo percorrerla con Lei, evitando altre vie opportunistiche che molti sognano pensando di realizzare chissà che cosa con le forze di questo mondo.

Meditino quei cattolici che pensano che salvezza viene da messianismi molto discutibili. Bisogna tenere ben presente la frase della Madonna secondo cui alla fine la Russia si convertirà. La conversione implica un cambio radicale di vita, il ripudio del peccato e l’adesione alla Chiesa. La Russia rinnegherà il suo messianismo e la sua pretesa di dominare il mondo ed entrerà a far parte della Chiesa Cattolica.

( Citare fonte)

🔴LIVE🔴Editoriale di Padre Livio: Nel tempo dei Segreti si salverà chi crede

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NEL TEMPO DEI SEGRETI SI SALVERA’ CHI CREDE

EDITORIALE DI PADRE LIVIO

Giovedì 13 Giugno h. 9: su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

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Il MESSAGGIO DI MEDJUGORJE E’ RIVOLTO AL MONDO INTERO

Medjugorje è la prima e ultima apparizione globale. I punti cardine del piano di Maria sono chiari.

L’ATTACCO DI SATANA PER DISTRUGGERE LA CHIESA CATTOLICA

Il primo obbiettivo di satana è di ottener l’odio universale

Innanzi tutto l’odio contro “il nostro Dio”, cioè Cristo e la Chiesa

Nel contempo l’odio degli uomini fra di loro per distruggere il mondo

IL MODERNISMO E’ DIVENUTA LA NUOVA RELIGIONE

La Madonna ha indicato cinque volte nel “modernismo” lo strumento di satana per distruggere la fede cristiana

“NEL MONDO SATANA REGNA”

L’impero delle tenebre cerca di prevalere per distruggere l’opera della creazione e della redenzione

LA MADONNA E’ PRESENTE PER SOSTENERE LA FEDE DELLA CHIESA

Le apparizioni di Medjugorje sono le più ecclesiali della storia

L’IMPOSTURA ANTICRISTICA DOMINERA’ IL MONDO

I segreti incominceranno quando l’impero del male avrà raggiunto il suo apice

IL MOMENTO CRUCIALE DELLA LOTTA E’ IL TEMPO DEI SEGRETI

Gli eventi dei segreti stanno maturando nella storia, ma l’inizio di ognuno è conosciuto solo dai sei veggenti di Medjugorje

LA GUERRA DISTRUTTRICE – LA PERSECUZIONE ALLA CHIESA – L’APOSTASIA

Questi sono gli eventi che la Madonna ha rivelato riguardo ai segreti

LA GLORIA DI MARIA SI MANIFESTERA’ NELLA PROFEZIA DEI TRE GIORNI

Nella rivelazione degli eventi tre giorni prima si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e la falsa forza di satana

SI SALVERA’ CHI CREDE – SI PERDERA’ CHI NON CREDE

L’umanità sarà chiamata a scegliere fra Cristo e l’angelo ribelle

MARIA TRIONFERA’ CON LA CHIESA E I SUOI PASTORI

Il trionfo di Maria e con Lei della Chiesa cattolica è un certezza

LA RUSSIA SI CONVERTIRA’ E IL MONDO AVRA’ UN TEMPO DI PACE

La profezia sulla conversione della Russia rivela il suo ruolo anticristico e  la sua adesione finale alla Chiesa cattolica.

Credibilità e soprannaturalità nelle apparizioni di Medjugorje

Trascrizione del testo – Citare fonte

A proposito di Medjugorje la mia è una prospettiva precisa perché credo fermamente alle apparizioni, alla presenza della Regina della pace e ai suoi messaggi. Ho creduto fin da subito alle apparizioni, da quando si era sparsa la voce nel 1981 che la Madonna appariva a dei ragazzi. Sono stato a Medjugorje per la prima volta nel marzo 1985 e sono andato subito a parlare con il vescovo al quale ho spiegato le mie motivazioni; di contro lui mi ha riferito i motivi del suo non credere; ci siamo poi chiariti ed eravamo d’accordo sul fatto ci saremmo attenuti a quello che la Chiesa avrebbe disposto.

Dal mio punto di vista, il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede pubblicato venerdì 17 maggio 2024 non sposta quello che la Chiesa aveva già disposto sul piano pastorale in questi anni a proposito delle apparizioni di Medjugorje. Il vero punto interessante per me di questo documento è il fatto che è stata riservata unicamente al Papa la dichiarazione di soprannaturalità. La Regina della pace, già nel 1982, ha detto che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra e che questa è l’ultima chiamata alla conversione. Vedo questo documento come un mezzo con cui la Chiesa potrà smascherare le false apparizioni che ci saranno, perché dopo Medjugorje è evidente che non ci saranno altre vere apparizioni. Ciò non toglie che la Madonna possa apparire personalmente a qualcuno, ma non è detto che la Chiesa se ne occupi. Non ci saranno, allora, apparizioni per le quali valutare la credibilità o la soprannaturalità.

Per quanto riguarda Medjugorje, il fatto che sia il Papa l’unico a poterne affermare la soprannaturalità è una disposizione di un’importanza enorme e non trascurabile. Quando sarà il momento del terzo Segreto – che sarà un evento di carattere indiscutibilmente soprannaturale – il Santo Padre dovrà decidere su questo punto fondamentale che sarà dirimente per tutto il tempo dei Segreti, perché sarà l’apertura della fase successiva, ovvero quella dei sette flagelli dell’Apocalisse (i Segreti dal quarto al decimo).

Dopo Medjugorje non ci saranno più apparizioni di rilievo ecclesiale. Mi interessa, allora, fare una diagnosi su Medjugorje, per vedere come si colloca questa affermazione del documento del Dicastero per la Dottrina della Fede secondo la quale il Papa è l’unica persona che può dichiarare la soprannaturalità delle apparizioni. Questa posizione è stata molto criticata, ma a mio parere si tratta di una disposizione che viene direttamente dal Cielo. Nel momento del terzo Segreto, prima dei grandi sconvolgimenti che cambieranno il mondo, proprio il Santo Padre sarà chiamato a decidere e a dichiarare la soprannaturalità del segno sulla montagna e quindi delle apparizioni di Medjugorje. Per quelli che credono alle apparizioni di Medjugorje, questo punto è senza dubbio nella prospettiva del piano della Regina della pace.

Bisogna fare una distinzione fondamentale fra la credibilità delle apparizioni e la loro soprannaturalità. La credibilità delle apparizioni si pone sul piano razionale, nel quale vengono analizzati diversi elementi, soprattutto di carattere pastorale e teologico; portando avanti questo piano di riflessione, prudentemente e manifestamente, la Chiesa approva l’adesione da parte dei fedeli e quindi il cammino pastorale che la Chiesa in quel determinato luogo di apparizioni si prende carico di portare avanti. La credibilità delle apparizioni è, quindi, un fatto razionale, bisogna analizzare i fatti positivi e spiegarli e fare lo stesso con quelli negativi. Quando si parla di credibilità delle apparizioni ci si muove nel campo dell’uso della ragione; alla luce di ragionamenti e di valutazioni razionali sui fatti positivi e negativi, si arriva a delle convinzioni serie per cui si apre ai fedeli la possibilità di aderire alle apparizioni.

La soprannaturalità, così come il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede la presenta in rapporto alle apparizioni, è una decisione del Papa; ne deriva che questa decisione si colloca all’interno del carisma di Pietro con cui il Santo Padre guida la Chiesa. Si tratta, allora, del giudizio del Papa su un evento dal punto di vista soprannaturale, partendo anche dalle conclusioni di carattere razionale. È chiaro, però, che il carisma di Pietro non può essere la conclusione di un ragionamento. Il giudizio di soprannaturalità è la conclusione di un processo che coinvolge anche la Chiesa tutta che riconosce in una determinata apparizione la presenza di Dio. Quando ci sarà il segno sulla montagna e il Santo Padre si pronuncerà circa la soprannaturalità di quell’evento e delle apparizioni di Medjugorje, verrà riconosciuto che quel segno viene da Dio e non ha alcuna spiegazione naturale.

Voglio soffermarmi sui motivi di soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje, che sono quelli maturati nel tempo e che convincono di più le persone. Credere o non credere alle apparizioni è un evento di grazia, un campo che sfugge alla razionalità. Gli argomenti di razionalità servono, però, a chi già crede per confermare l’adesione a questa ispirazione interiore.

La prova del tempo

Il tempo è il primo motivo di credibilità delle apparizioni di Medjugorje. Se non venissero da Dio sarebbero durate qualche giorno, ma non di più. In questi decenni abbiamo visto molti focolai che si sono attivati qua e là attirando la gente, per poi dissolversi nel nulla. Per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje c’è una presenza costante nel tempo che è andata sempre più ampliandosi. Sappiamo che il tempo è galantuomo, il grano e la zizzania crescono insieme ma distinguendosi chiaramente. In tutti questi anni abbiamo avuto la possibilità di vedere fiorire i semi che la Madonna ha sparso in tutto il mondo; abbiamo visto che tutte le opposizioni e gli attacchi fatti alle apparizioni di Medjugorje (molte volte anche con il supporto pesante dei mass media, specialmente in Italia), non è emerso alcun argomento degno di nota che mi insinuasse qualche dubbio.

 Mons. Hoser, primo delegato del Papa a Medjugorje, disse che i veggenti di Medjugorje sono dei bravi cristiani e il loro tenore di vita è in linea con quello degli abitanti di Medjugorje. Inoltre, disse che la loro testimonianza è così decisa che è ben difficile non credere ai veggenti. Mons. Hoser ha espresso questi giudizi fondati, seri e da prendere in considerazione. Il tempo è una prova importantissima, se le apparizioni di Medjugorje non venissero da Dio sarebbero già finite, si sarebbero dissolte. Il tempo che passa è un argomento molto forte a favore di Medjugorje anche perché in tutti questi anni il seme di senapa è cresciuto fino a diventare un albero rigoglioso, al riparo del quale tutti i pellegrini provenienti da ogni parte del mondo hanno trovato ristoro.

 In tutto questo tempo, per quanto satana non si sia risparmiato negli attacchi, la parrocchia ha continuato a perseverare salda e in comunione con la Chiesa. Se la radice non fosse divina, se la Madonna non apparisse veramente, le apparizioni di Medjugorje si sarebbero dissolte come bolle di sapone, com’è avvenuto in altre occasioni. La presenza vera della Madonna fa di Medjugorje un albero che continuamente diventa sempre più rigoglioso. La prova del tempo, a mio parere, è determinante.

Il radicamento nella realtà storica ed ecclesiale

Le apparizioni di Medjugorje sono radicate nella Storia e nella vita ecclesiale degli ultimi quattro decenni. Sono apparizioni del nostro tempo. La Madonna è qui e parla agli uomini del nostro tempo e li mette in guardia dalle insidie del diavolo e dai pericoli e di questo tempo. Tutti i messaggi di Medjugorje sono collocati nel tempo che viviamo. La Madonna in tutto questo tempo ha seguito la vita e le difficoltà della Chiesa, il Magistero dei Papi, la realtà quotidiana della vita della parrocchia di Medjugorje.

Le apparizioni di Medjugorje non sono astratte, non sono fuori dal tempo, ma sono radicate nel tempo, guidano la Storia e la illuminano, talvolta la cambiano. Il crollo del comunismo l’ha voluto la Regina della pace dopo dieci anni di apparizioni in cui chiedeva preghiere e digiuni per la pace nel mondo. All’inizio del nuovo millennio la Gospa ha descritto in anticipo la dissoluzione della fede, l’odio che cresce nel mondo: «satana è libero dalle catene» (messaggio del 1° gennaio 2001). I messaggi della Regina della pace sono la realizzazione di una luce profetica che Lei dona e con la quale illumina il presente e il futuro. Seguendo i messaggi della Madonna si nuota nel fiume della Storia, nel passato, nel presente e nel futuro. Razionalmente, alla luce anche della motivazione del radicamento delle apparizioni di Medjugorje nella realtà storica ed ecclesiale, non possiamo affermare che queste apparizioni non sono vere e che i messaggi vengono prodotti dai veggenti. Usiamo la ragione.

L’adesione della popolazione e la prova della persecuzione (comunismo)

Le apparizioni sono avvenute in un Paese comunista. La popolazione era sotto il giogo comunista; queste apparizioni hanno scatenato fin dall’inizio la persecuzione che ha riguardato non solamente i veggenti con le loro famiglie, ma anche tutto il villaggio di Medjugorje. È stata una persecuzione capillare tale da colpire le famiglie addirittura nel lavoro, ad esempio veniva negato il passaporto ai padri dei veggenti che lavoravano all’estero. Con questi e altri mezzi il comunismo ha cercato di bloccare la popolazione. Diversamente da Fatima, da Lourdes e da altre apparizioni in cui c’era un certo clima di contrasto (la mamma di Lucia diceva che sua figlia era una bugiarda), la popolazione di Medjugorje ha creduto e ha saputo sopportare le pressioni del regime comunista per almeno dieci anni.

 Il parroco stesso ha pagato di persona affrontando tre anni di prigione. L’adesione della popolazione di Medjugorje alle apparizioni della Regina della pace è durata per tutto questo tempo. Durante la guerra sono arrivate a Medjugorje molte persone di altre zone, il popolo è aumentato e tanta gente che attualmente abita lì non ha vissuto i primi anni delle apparizioni; ne deriva che con l’aumento della popolazione, una parte è meno coinvolta. Nei primi dieci anni c’è stata una forte resistenza della popolazione alle persecuzioni, successivamente la resistenza è stata nei confronti della guerra. I primi vent’anni sono stati molto tribolati, tanta era la sofferenza della popolazione locale e dei pellegrini che eroicamente hanno affrontato il tragitto con il pericolo incombente delle bombe. Non sono mancate manifestazioni di solidarietà e di vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra, gli italiani stessi hanno portato tantissimi aiuti in quel periodo veramente difficile e tragico. I primi vent’anni di apparizioni a Medjugorje hanno tratti eroici di testimonianze e di carità. Sono argomenti che fanno capire che c’è veramente qualcosa di profondo e di reale. A Medjugorje c’è veramente la presenza della Madonna.

La prova della seduzione (modernismo)

Nel messaggio del 25 settembre 2023 la Regina della pace ha messo in guardia gli abitanti di Medjugorje dal modernismo: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù». Il modernismo è quella visione della vita che nega il soprannaturale e che seduce indicando la vita come qualcosa da realizzare nel tempo fallace delle gioie effimere. Questa seduzione è indubbiamente presente a Medjugorje e la pressione modernista rischia di distogliere lo sguardo dalla Verità; per questo motivo la Madonna nello stesso messaggio ha esortato a tornare al fervore delle origini «quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il Cielo non taceva ma ha donato in abbondanza pace e benedizione a questo luogo di grazia» (messaggio del 25 settembre 2023). Medjugorje è chiamata a resistere nella fede di fronte a un mondo che corre nell’incredulità. Oggi è veramente importante rimanere saldi nella fede nelle apparizioni. Il 1° gennaio 2024 la Regina della pace ha messo alla prova la fede degli abitanti di Medjugorje quando ha dato loro appuntamento sul Podbrdo; in quel pomeriggio piovoso e freddo sono accorsi tanti pellegrini ma anche tanti parrocchiani. In quell’occasione, a tutti coloro che hanno risposto a questa chiamata speciale la Madonna ha detto: «Grazie perché avete risposto alla mia chiamata e avete pregato per le mie intenzioni. Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli».

La credibilità dei veggenti

È chiaro che i veggenti sono un bersaglio che facilmente si presta a critiche. È vero anche che è facile credere alle chiacchiere infondate se non ci si è recati sul posto e non si è toccato con mano quello che accade a Medjugorje. Da parte dei mass media c’è stata un’opera di diffamazione sistematica nei confronti di Medjugorje e, purtroppo, molti si sono fatti abbindolare. Mons. Hoser, come abbiamo detto, ha definito i veggenti persone normali, comuni abitanti di Medjugorje che, come tanti, hanno come unica fonte di guadagno per le loro famiglie dei semplicissimi alberghi che accolgono i pellegrini. A Medjugorje non c’è altra fonte di guadagno, pertanto i veggenti sono in linea con il tenore di vita di tantissimi altri abitanti del posto. Bernardette è stata per otto anni a Lourdes a testimoniare le apparizioni e il vescovo di allora regalò alla famiglia Soubirous un mulino e una casa nuova con cui hanno potuto vivere dignitosamente.

È chiaro che i veggenti che hanno famiglia devono pensare a mantenerla (nella sobrietà e nella semplicità, ovviamente) e lo fanno esattamente come gli altri abitanti di Medjugorje. Non mi sembra uno scandalo, inoltre, il fatto che alcune persone vogliano liberamente fare delle donazioni ai veggenti. Personalmente sono stato a fianco di Vicka quando dalla famosa scala accoglieva i pellegrini per dare la sua testimonianza; lì ho visto con i miei occhi che rifiutava le buste contenenti denaro e indicava ai pellegrini di portarle come offerte alla parrocchia.

In tutti questi anni i veggenti di Medjugorje si sono dimostrati sempre credibili, sono padri e madri, sono nonni. Sono persone semplici che hanno fatto scelte di vita che permettessero loro di servire liberamente la Madonna. Se fossero entrati in qualche comunità monastica non avrebbero avuto tutta questa libertà. La Madonna ha tenuto a sottolineare l’importanza della vita religiosa dicendo che avrebbe desiderato che entrassero in convento; di fatto li ha orientati verso la vita familiare della quale hanno dato indubbiamente un buon esempio. Anche il matrimonio è un Sacramento, quindi nemmeno da questo punto di vista non si possono addurre critiche. In tutti questi anni i veggenti sono stati perseveranti e non si sono mai contraddetti. Marija, Vicka e Ivan hanno apparizioni quotidiane che alla lunga sono un appuntamento che indubbiamente condiziona la vita.

 I veggenti sono sempre stati a quello che la Gospa ha stabilito, hanno sempre obbedito quando la Madonna ha deciso di togliere le apparizioni e ridarle. Nessuno decide per conto suo, non ci sono programmi fatti da loro, è la Madonna che decide tutto. Queste cose, però, sono evidenti solamente per chi si reca lì; diversamente, a distanza, non si possono trarre conclusioni. Siamo nel campo della razionalità, sono verità tangibili. I veggenti non si sono mai contraddetti e si sono sempre rispettati fra loro nel ruolo che la Madonna ha assegnato a ciascuno. Alcuni, pur desiderando le apparizioni, hanno dovuto cessarle. Vicka ha avuto per cinque volte l’invito della Madonna a rinunciare per un mese alle apparizioni e lei ha dovuto accettare. È la Madonna che dispone, i veggenti obbediscono.

 A riguardo del fatto che la Madonna indica giorno e ora dell’apparizione dobbiamo dire che non è una cosa inconsueta. In tante altre apparizioni approvate dalla Chiesa la Madonna ha indicato giorno, ora e luogo al veggente a cui sarebbe apparsa. A Bernadette, ad esempio, diede appuntamento nello stesso luogo per quindici giorni consecutivi. Anche a Fatima la Madonna ha invitato i pastorelli alla Cova di Iria per sei mesi consecutivi dicendo anche che al sesto mese avrebbe dato un grande segno. A Medjugorje la prima apparizione è stata repentina e inaspettata, il giorno successivo quattro dei sei veggenti hanno provato ad andare nello stesso luogo alla stessa ora e hanno trovato la Madonna che li aspettava; Vicka andò a chiamare Marija e Jakov a casa. Dal terzo giorno, allora, si è formato il gruppo dei veggenti che non è più cambiato; satana ha cercato di aggiungere qualcuno, ma non è mai riuscito perché la Madonna li ha protetti.

 Nel corso dei primi anni i ragazzi sono stati sottoposti a esperimenti scientifici dei quali ci sono i resoconti che dicono chiaramente che è tutto vero e non c’è alcun inganno: gli occhi vedono qualcosa che nessun altro vede e le corde vocali vibrano senza emettere suoni. L’evento dell’apparizione è stato approfonditamente studiato. Io stesso ho potuto essere presente a diverse apparizioni, in particolare a una lunghissima con Vicka (45 minuti, durante la quale ho potuto constatare e rendermi conto che lo stesso evento dell’apparizione è una prova di credibilità; si vede chiaramente che in quel momento il veggente è fuori dall’ambito di questo mondo, che quel “parlare muto” è reale e che gli eventi esterni non lo condizionano minimamente. La stessa apparizione è un dato di credibilità che si può verificare, ma se una persona non crede, non vede nemmeno le cose evidenti. La credibilità dei veggenti, per quello che mi riguarda, è fuori discussione anche perché li conosco personalmente, ho avuto modo di parlare molte volte con loro durante le interviste a Radio Maria ma anche in situazioni informali e posso affermare con certezza che mai ho avuto dubbi.

La credibilità dei messaggi

Quando sono stato ricevuto dal vescovo Mostar per la prima volta, mi disse che secondo lui i messaggi erano evangelici ma venivano “prodotti” dai padri francescani. Questa ipotesi non poteva stare in piedi e si è dimostrata assolutamente infondata col tempo. I messaggi sono una realtà tangibile; hanno un altissimo valore spirituale; vengono letti da milioni di persone nel mondo; sono la forma più attuale, più moderna e più capillare di evangelizzazione oggi e riguarda centinaia di milioni di persone. I messaggi di Medjugorje vengono riportati da veggenti che non hanno certamente una cultura teologica e, nonostante ciò, non contengono errori teologici, spirituali, morali. I messaggi della Madonna, poi, sono in perfetto croato, non contengono errori grammaticali. Come possono i veggenti produrre dei messaggi così corretti e così concordanti fra loro? Si capisce che è il medesimo soggetto a darli. I messaggi hanno una luce immensa rispetto alla limitata e umana intelligenza dei veggenti. Non è razionale né logico affermare che i veggenti producono incoscientemente i messaggi. Nel campo della razionalità non si possono spiegare i messaggi e nemmeno le apparizioni.

L’adempimento delle profezie

Il Card. Carlo Caffarra ha detto che le apparizioni di Fatima sono diverse da tutte le altre perché sono una profezia sul futuro. Le apparizioni di Medjugorje sono l’adempimento di questa profezia. Con la profezia dei dieci Segreti la Madonna è entrata in quella fase della Storia in cui satana vuole distruggere il mondo e la Chiesa, vuole distruggere la fede e la vita umana. Siamo entrati in questa fase della Storia che la Madonna ci ha indicato da molto tempo: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (25 gennaio 1991). La Madonna è all’interno di una profezia di salvezza come risposta al tentativo dell’impero delle tenebre di distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Man mano che il tempo passa si vede chiaramente la realizzazione di queste profezie. Si vede anche come la tematica dei dieci Segreti diventa attualissima, basta sfogliare i giornali, ascoltare le parole del Santo Padre che mette in guardia dal rischio di una Terza guerra mondiale. L’adempimento delle profezie e l’attualità assoluta del piano di salvezza di Maria sono inconfutabili. Se non ci fosse la Madonna il mondo non avrebbe alcuna possibilità di salvarsi.

L’adesione di parte della Chiesa

Le apparizioni di Medjugorje hanno un altissimo tasso di ecclesialità. La Madonna ha scelto una parrocchia, l’ha guidata e l’ha seguita; attraverso la parrocchia divulga i messaggi e chiama fedeli e sacerdoti da tutto il mondo. Le apparizioni di Medjugorje sono state una manna per la Chiesa: ci sono molte conversioni solide, i pellegrinaggi sono numerosissimi. La gente va a Medjugorje e affronta un viaggio lunghissimo proprio perché lì c’è veramente la Madonna. C’è un’adesione ecclesiale straordinaria. È un fatto noto, inoltre, che San Giovanni Paolo II all’inizio del suo Pontificato chiese alla Madonna di apparire perché era in difficoltà e, quaranta giorni dopo l’attentato di piazza San Pietro, la Regina della pace è apparsa a Medjugorje. Inoltre, in un colloquio con la veggente Mirjana, San Giovanni Paolo II ha detto: “Medjugorje è la speranza del mondo”. Anche l’allora Card. Ratzinger nel libro-intervista con Vittorio Messori si sbilanciò a favore delle apparizioni di Medjugorje. Sono numerosissimi i cardinali che credono alle apparizioni di Medjugorje e tante sono le personalità di spicco all’interno della Chiesa che non si tirano indietro nel dirsi credenti, basti pensare al Card. Schönborn o al Card. Simoni. Inoltre, dobbiamo dire che ogni anno circa ventimila sacerdoti concelebrano a Medjugorje. C’è un’ampia e reale adesione da parte della Chiesa, bisogna tenere conto del sensus fidei del popolo di Dio.

Nei punti appena analizzati abbiamo visto in ottica razionale i motivi di credibilità delle apparizioni di Medjugorje. Ho riportato la mia esperienza e le mie riflessioni personali, nel massimo rispetto nei confronti della Madre Chiesa. A mio avviso, un discorso razionale sulla credibilità di Medjugorje ha talmente tanti argomenti a favore che è quasi impossibile non credere. Fermo restando che tutti siamo liberi di credere o no.

Mi vorrei ora soffermare sull’argomento della soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje. Già in passato la Chiesa ha riconosciuto la veridicità delle apparizioni, quindi promuovendo il culto, costruendo santuari. Di fatto, sono poche le apparizioni di cui la Chiesa ha dichiarato l’origine soprannaturale; adesso si è deciso che solamente il Santo Padre, e in via eccezionale, può dichiarare l’origine soprannaturale delle apparizioni. Questo punto, secondo me, non è stato messo per caso nel documento, io ci vedo il dito della Madonna perché queste sono le sue ultime apparizioni sulla Terra, non ce ne saranno altre.

L’argomento della soprannaturalità, allora, è già caduto; non ci saranno altre apparizioni dopo quelle di Medjugorje. È su questa apparizione che bisogna chiedersi se il Santo Padre deciderà di pronunciarsi sulla soprannaturalità. Questa indicazione contenuta nel documento che il Papa possa personalmente dichiarare l’origine soprannaturale di un’apparizione o di un fenomeno altrimenti inspiegabile è preziosissima dal punto di vista della prospettiva di Medjugorje perché fin dalle origini la Regina della pace ha detto che avrebbe dato un segno. Successivamente la Gospa ha spiegato che il segno sulla collina – bellissimo, indistruttibile, che viene dal Signore, inspiegabile umanamente, durevole nel tempo e che durerà fino alla fine del mondo – verrà dato per dimostrare che Lei lì appare veramente.

La promessa fatta a Medjugorje è un evento unico nel suo genere, mai la Madonna aveva detto una cosa simile; perfino il sole di Fatima non è stato nulla in confronto al segno che verrà dato a Medjugorje. Di fronte a un segno soprannaturale, tra l’altro profetizzato e atteso, si presenterà l’opzione di dichiararne la soprannaturalità o meno; sarà proprio quello il momento decisivo, perché dal quarto al decimo Segreto si manifesteranno i sette flagelli dell’Apocalisse. Personalmente non ho dubbi che il quel momento il Santo Padre riconoscerà la soprannaturalità del segno del terzo Segreto; inevitabilmente questa decisione non troverà l’appoggio e il consenso di tutta la Chiesa e  la parte modernista prenderà le distanze proprio perché non crede al soprannaturale.

La scelta del Papa sarà dirimente. Il Santo Padre, insieme a quella parte della Chiesa che crede alla Madonna, percorrerà la via del Calvario, come profetizzato a Fatima. Quando si realizzerà il terzo Segreto la Chiesa riconoscerà il segno soprannaturale attraverso il Papa; tuttavia, molti si inginocchieranno ma non crederanno: «Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno» (messaggio del 19 luglio 1981). Quella parte di Chiesa modernista che non crede al soprannaturale non crederà nemmeno al segno sulla montagna, nonostante il riconoscimento del Santo Padre.

 Paolo VI, parlando con Jean Guitton, disse che in questo periodo storico è in discussione la fede, è in atto il rifiuto della fede e del soprannaturale. È veramente così. Il modernismo si è insinuato da decenni all’interno della Chiesa e ha portato una visione intramondana del Cristianesimo e della Chiesa stessa, ridotta a una ONG che fa di Cristo un grande umanitario negandone la divinità, come aveva ammonto il Card. Giacomo Biffi. Nel momento in cui il Papa riconoscerà il segno soprannaturale a Medjugorje ci sarà una rottura all’interno della Chiesa: una parte seguirà Cristo sul Calvario, l’altra seguirà il mondo, con tutte le conseguenze che ci saranno.

La vera Chiesa è quella che sta dalla parte del vero Papa e della Madonna. Il vero Papa sarà quello che riconoscerà la presenza della Madonna a Medjugorje; il falso papa sarà quello che invece la negherà e seguirà il mondo promuovendo la falsa religione dell’uomo moderno che non vuole Dio. La Madonna attende la Chiesa e il Santo Padre nel momento del segno sulla montagna, quando sarà inevitabile dichiararne la soprannaturalità. Dal quarto al decimo Segreto ci saranno i “sette flagelli” per quelli che non credono che saranno invece “eventi salvifici” per quelli che credono; alla fine ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Termino ribandendo che il mio atteggiamento nei confronti della Chiesa è di grande devozione, amore e gratitudine. Ho voluto fare questa riflessione sul tema delicatissimo della credibilità e della soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje basandomi sulla mia personale esperienza e sulla mia testimonianza.

🔴LIVE🔴Editoriale: Credibilità e soprannaturalità delle apparizioni di Medjugorje – di Padre Livio 30/06/2024

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🔴LIVE VIDEO🔴LA DOTTRINA CATTOLICA SULL’ALDILÀ

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LA DOTTRINA CATTOLICA SULL’ALDILA’

Editoriale di Padre Livio

(Trascrizione del video corrispondente)

L’Aldilà è un argomento fondamentale perché riguarda il fine stesso della nostra vita. L’insegnamento sulla fede ha un grandissimo valore esistenziale anche perché noi vorremmo sapere dove sono i nostri cari e che cosa capiterà a noi quando moriremo. Su questo argomento è chiaro che l’umanità ha sempre vagato nelle tenebre e continuerà a farlo; l’unica luce che abbiamo, a riguardo, è la rivelazione delle Sacre Scritture. Gesù Cristo ci ha svelato l’esistenza del Paradiso, che è la mèta per la quale Dio ci ha creati e ci ha redenti; del purgatorio, per quelli che non sono pronti per il Paradiso e hanno bisogno di un tempo limitato di purificazione; dell’inferno eterno, per quelli che sono morti nel rifiuto di Dio, del suo amore e della sua Misericordia. All’inferno sono già stati condannati tutti gli angeli ribelli e vanno tutti gli uomini che non accolgono la salvezza che viene dalla Croce.

Non ci sono altre Verità di fede se non quelle che Dio ci ha rivelato e che la Chiesa insegna da duemila anni. Si tratta di Verità di fede solennemente proclamate nei Concili, sono dogmi di fede e quindi i cristiani che non li accolgono, rifiutarli, rimuoverli commettono un grandissimo peccato contro la fede del quale pentirsi e di cui confessarsi. È importante, allora, soffermarsi a leggere e meditare ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna a riguardo. Vi riporto i paragrafi specifici, seguono i miei personali relativi commenti.

Il cielo

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1020

Per il cristiano, che unisce la propria morte a quella di Gesù, la morte è come un andare verso di lui ed entrare nella vita eterna. Quando la Chiesa ha pronunciato, per l’ultima volta, le parole di perdono dell’assoluzione di Cristo sul cristiano morente, l’ha segnato, per l’ultima volta, con una unzione fortificante e gli ha dato Cristo nel viatico come nutrimento per il viaggio, a lui si rivolge con queste dolci e rassicuranti parole: «Parti, anima cristiana, da questo mondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che ti ha creato, nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che è morto per te sulla croce, nel nome dello Spirito Santo, che ti è stato dato in dono; la tua dimora sia oggi nella pace della santa Gerusalemme, con la Vergine Maria, Madre di Dio, con san Giuseppe, con tutti gli angeli e i santi. […] Tu possa tornare al tuo Creatore, che ti ha formato dalla polvere della terra. Quando lascerai questa vita, ti venga incontro la Vergine Maria con gli angeli e i santi. […] Mite e festoso ti appaia il volto di Cristo e possa tu contemplarlo per tutti i secoli in eterno».

La preghiera che la Chiesa recita per i moribondi quando porta l’Eucarestia sottoforma di viatico è bellissima. Questa pratica è importantissima ed è un obbligo morale, oltre che un atto di grande amore.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1021

La morte pone fine alla vita dell’uomo come tempo aperto all’accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento parlano di una sorte ultima dell’anima che può essere diversa per le une e per le altre.

Il tempo della vita è il tempo della grande scelta fra Cristo e il rifiuto di Cristo.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1022

Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore».

Nel momento in cui l’anima si stacca dal corpo, proprio in quell’istante c’è il giudizio di Dio. Dopo la morte non c’è un tempo in cui l’uomo può pentirsi, il giudizio di Dio per quell’anima è immediato. Nel momento stesso in cui una persona muore viene giudicata subito e quindi o passerà attraverso una purificazione in purgatorio, o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo che è l’abbraccio con Cristo, o ancora si dannerà immediatamente per l’eternità. È sicuramente un giudizio di Dio, ma è anche un autogiudizio: l’anima stessa si rende conto di essere lei stessa consapevole del rifiuto di Dio, muore in questo rifiuto e quindi rimane eternamente senza Dio. Tutto questo avviene esattamente un istante dopo la morte stessa. “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore” (Giovanni della Croce).

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1023

Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono «così come egli è» (1 Gv 3,2), «a faccia a faccia» (1 Cor 13,12): «Con la nostra apostolica autorità definiamo che, per disposizione generale di Dio, le anime di tutti i santi morti prima della passione di Cristo […] e quelle di tutti i fedeli morti dopo aver ricevuto il santo Battesimo di Cristo, nelle quali al momento della morte non c’era o non ci sarà nulla da purificare, oppure, se in esse ci sarà stato o ci sarà qualcosa da purificare, quando, dopo la morte, si saranno purificate, […] anche prima della risurrezione dei loro corpi e del giudizio universale — e questo dopo l’ascensione del Signore e Salvatore Gesù Cristo al cielo — sono state, sono e saranno in cielo, associate al regno dei cieli e al paradiso celeste con Cristo, insieme con i santi angeli. E dopo la passione e la morte del nostro Signore Gesù Cristo, esse hanno visto e vedono l’essenza divina in una visione intuitiva e anche a faccia a faccia, senza la mediazione di alcuna creatura».

Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita i testi biblici. Il Paradiso è questa intima unione con Cristo, nel cuore stesso della Santissima Trinità, siamo figli nel Figlio e con Cristo contempliamo il volto del Padre per tutta l’eternità. Il Paradiso è anche una comunione con la Vergine Maria e tutti gli angeli e i santi del Cielo, è la Gerusalemme celeste.  In Paradiso le anime vedono e sono partecipi dell’essenza divina, cioè della Santissima Trinità. Nel testo conciliare citato al n. 1023, il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dice che tutti coloro che sono stati battezzati e non hanno necessità di purificarsi perché non hanno macchia alcuna, immediatamente dopo la morte vanno in Paradiso. Alla resurrezione dei corpi, poi, le anime gloriose riavranno i corpi gloriosi. La vita eterna consiste nel contemplare direttamente la Santissima Trinità in una visione intuitiva faccia a faccia, senza la mediazione di alcuna creatura; in Dio noi conosciamo Dio, entriamo nella comunione d’amore della Santissima Trinità. In Dio le anime entrano nella conoscenza e nell’amore che Dio dona che sono proporzionati alla perfezione di ogni anima.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1024

Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata «il cielo». Il cielo è il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva.

Anche la Regina della pace più volte ha utilizzato proprio la parola “Cielo” per indicare il Paradiso. Nel Nuovo Testamento il termine “Paradiso” compare una sola volta, quando Gesù si rivolge al buon ladrone: «In verità ti dico: oggi con me sarai in Paradiso» (Lc 23,43); solitamente viene usato il termine “cielo”. Il cielo è questa vita perfetta di comunione e di amore con la Santissima Trinità che è fonte di uno stato di felicità completo, supremo, eterno. Non c’è una gioia più grande.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1025

Vivere in cielo è «essere con Cristo». Gli eletti vivono «in lui», ma conservando, anzi, trovando la loro vera identità, il loro proprio nome: «Vita est enim esse cum Christo; ideo ubi Christus, ibi vita, ibi Regnum – La vita, infatti, è stare con Cristo, perché dove c’è Cristo, là c’è la vita, là c’è il Regno».

Noi partecipiamo alla vita della Santissima Trinità unendoci alla Santa umanità di Cristo, con cui ci uniamo alla divinità. Contempliamo il Padre nella comunione dello Spirito Santo. Viviamo in Cristo, siamo i tralci uniti alla vite ma non si dissolve la nostra identità, viene conservata la nostra originalità che è indicata proprio nel nostro nome. In Dio noi non perdiamo la nostra identità, siamo creature distinte da Dio; non siamo Dio, conserviamo la nostra identità e siamo intimamente partecipi della gloria della Santissima Trinità.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1026

Con la sua morte e la sua risurrezione Gesù Cristo ci ha «aperto» il cielo. La vita dei beati consiste nel pieno possesso dei frutti della redenzione compiuta da Cristo, il quale associa alla sua glorificazione celeste coloro che hanno creduto in lui e che sono rimasti fedeli alla sua volontà. Il cielo è la beata comunità di tutti coloro che sono perfettamente incorporati in lui.

Il Cielo non è uno spazio in cui le anime vagano come se fossero in un’autonomia distinta dagli altri, che permette di essere lontane dalle altre. In Cielo siamo una cosa con Cristo e con Cristo siamo una sola cosa con tutti gli altri; c’è una comunione di amore che associa tutte le anime a Cristo e associa alla comunione d’amore della Santissima Trinità. In Paradiso siamo uniti in Cristo e resi partecipi della comunione eterna d’amore delle tre persone divine.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1027

Questo mistero di comunione beata con Dio e con tutti coloro che sono in Cristo supera ogni possibilità di comprensione e di descrizione. La Scrittura ce ne parla con immagini: vita, luce, pace, banchetto di nozze, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, paradiso: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9).

Non possiamo immaginare in che cosa consiste e che cosa significa vedere Dio faccia a faccia, essere partecipi della comunione di amore eterno della Santissima Trinità. Per aiutarci a comprendere, la Sacra Scrittura descrive la condizione esistenziale della anime del Paradiso utilizzando delle metafore, delle immagini.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1028

A motivo della sua trascendenza, Dio non può essere visto quale è se non quando egli stesso apre il suo mistero alla contemplazione immediata dell’uomo e gliene dona la capacità. Questa contemplazione di Dio nella sua gloria celeste è chiamata dalla Chiesa «la visione beatifica»: «Questa sarà la tua gloria e la tua felicità: essere ammesso a vedere Dio, avere l’onore di partecipare alle gioie della salvezza e della luce eterna insieme con Cristo, il Signore tuo Dio, […] godere nel regno dei cieli, insieme con i giusti e gli amici di Dio, le gioie dell’immortalità raggiunta».

In Paradiso c’è un’elevazione dell’anima particolare perché possa vedere Dio faccia a faccia. La visione beatifica è una grazia particolare con cui l’anima viene abilitata in Cristo a contemplare Dio così come Egli è e partecipare del suo amore. Ci vuole una grazia speciale che è quella che rende possibile la visione beatifica, è un’elevazione particolare. L’anima umana è stata creata in vista di questa elevazione e capace di Dio; la grazia, poi, la eleva, la unisce a Cristo per entrare nel mistero di Dio Santissima Trinità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica riporta dei testi dei Padri della Chiesa per descrivere che cosa significa essere ammessi alla gloria del Paradiso, alla gloria della vita eterna.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1029

Nella gloria del cielo i beati continuano a compiere con gioia la volontà di Dio in rapporto agli altri uomini e all’intera creazione. Regnano già con Cristo; con lui «regneranno nei secoli dei secoli» (Ap 22,5).

Siamo portati a pensare che i beati si disinteressino di noi; i beati vedono in Dio tutto ciò che si compie su questa Terra e quindi intercedono con Cristo e con Maria, pregano per noi, ci ottengono grazie. In Paradiso le anime cooperano con la volontà di Dio; i nostri cari, allora, possono intercedere per noi, pregare per noi e anche dal Cielo sono attivi per realizzare in Regno di Dio nell’intera Creazione. Le anime del Paradiso partecipano senza fine alla regalità di Cristo; questo stato di perfezione e di gioia assolute è eterno.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ben descrive, anche con immagini, quella che è la gioia perfetta delle anime del Paradiso e di cui anche noi possiamo godere a piccole gocce nella vita quotidiana, pregando e supplicando Dio di farcela assaporare nel nostro cuore. Il Catechismo della Chiesa Cattolica fa del suo meglio anche per elevarci a contemplare quella situazione che è il fine della nostra vita e che è quel destino di gloria per il quale Dio ci ha creati.

Il purgatorio

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1030

Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

In Cielo non possiamo entrare con le scorie del male e del peccato, con le imperfezioni. Sono le anime stesse che, nel momento in cui compaiono davanti alla gloria di Cristo, sentono il bisogno della purificazione e la desiderano. Gli stessi dannati che muoiono nell’incredulità e nell’odio verso Cristo vogliono andare all’inferno, che è il luogo dell’odio eterno. Le anime purificate, già nel momento della morte, iniziano a sentire questa attrazione che sarà poi per loro la gloria eterna del Paradiso; sono già in quell’intima unione con Dio che le porta da una situazione della fede sulla Terra alla visione faccia a faccia con il Padre Celeste.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1031

La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti, colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro». Il purgatorio è altra cosa rispetto al castigo dei dannati che è senza speranza. Le pene del purgatorio, per quanto possano essere gravi, hanno speranza, non sono eterne.

Il fuoco purificatore deve essere inteso dal punto di vista spirituale. I peccati veniali con cui si muore possono essere purificati nell’Aldilà, prima di entrare in Paradiso.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1032

Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere».

I fedeli possono offrire per le anime del purgatorio celebrazioni eucaristiche, preghiere, opere buone, penitenze e indulgenze. Per i defunti che sono in purgatorio queste sono forme di grande carità. A riguardo, c’è molta sensibilità da parte dei credenti che non mancano di commemorare e pregare per le anime dei loro cari. Anche la Regina della pace, sovente nel mese di novembre, ha ricordato la necessità della preghiera per i fedeli defunti. Ovviamente, la Santa Messa è l’aiuto più importante che possiamo dare ai nostri cari defunti; possiamo poi offrire varie preghiere, le elemosine, le indulgenze, le opere di penitenza e di carità a favore dei defunti. A Medjugorje la Madonna ha detto: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte» (2 novembre 1983). Da questo possiamo dedurre che si tratta di una possibilità reale il fatto che anche i nostri cari sono in purgatorio, noi possiamo alleviare le loro pene, accorciarle, abbreviarle. Possiamo aiutarli con le Sante Messe, con le opere di carità, con le elemosine, con le indulgenze, con tutto quello che rientra in atti d’amore da parte nostra che possiamo applicare a loro. Loro stessi, però, possono pregare per noi, ottenerci delle grazie e quindi c’è questo scambio di amore fra le anime del purgatorio e noi fedeli sulla Terra. Noi possiamo aiutare loro e loro possono aiutare noi.

L’inferno è una realtà umanamente difficile da accettare. Cristo stesso però ce ne ha rivelato l’esistenza. È una realtà definita dai Concili. Ne deriva che negare questa Verità di fede è un peccato grave contro la fede, deve essere confessato e riparato quando necessario. Nelle apparizioni mariane la Madonna ha iniziato a usare il linguaggio della Chiesa, non dice che Dio manda all’inferno ma che sono gli uomini che scelgono questa condizione per l’eternità. L’odio verso Dio, non accettare di essere creature di un Creatore, volersi mettere al posto di Dio, portano a scegliere l’allontanamento eterno da Dio. Giustamente, allora, il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di autopunizione, in questo senso e che potremmo ridefinire autoesclusione per comprenderla meglio.

L’inferno

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1033

Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: «Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna» (1 Gv 3,14-15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola «inferno».

Mancando di amore verso il prossimo e verso Dio, saremo separati da Lui. Morire in peccato mortale senza pentimento significa scegliere di stare separati da Dio eternamente. Dio conferma la nostra scelta, rispetta fino in fondo la nostra libertà. L’inferno è una nostra scelta quando non vogliamo Dio, lo odiamo, vogliamo metterci al suo posto, vogliamo la libertà assoluta, crediamo di essere noi la causa della nostra esistenza, non vogliamo nessuna dipendenza, non accogliamo l’amore di Dio e rifiutiamo la sua Misericordia. Le anime che vanno all’inferno sono condannate eternamente per una loro libera scelta. L’inferno è una delle tematiche più presenti nel Vangelo, così come è presente il diavolo. Gesù Cristo ci ha rivelato questa possibilità tremenda della nostra libertà in rapporto a Dio.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1034

Gesù parla ripetutamente della «geenna», del «fuoco inestinguibile», che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo. Gesù annunzia con parole severe: «Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno […] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente» (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!» (Mt 25,41).

Nel momento della resurrezione dei morti la anime che sono all’inferno avranno i loro corpi a immagine della dannazione. Chi non crede alle parole di Gesù e non le accoglie, non entra nella dinamica della salvezza perché rifiuta l’adesione della fede alla Divina rivelazione. Dobbiamo fare molta attenzione a non fare del qualunquismo a questo riguardo perché nel momento della morte, nell’istante stesso che segue, la nostra anima viene immediatamente giudicata da Dio e mandata in Paradiso, in purgatorio o all’inferno. Quell’istante successivo alla morte in cui veniamo immediatamente giudicati deve essere meditato, per arrivare la momento finale con almeno una fessura dalla quale possa entrare la luce di Dio.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1035

La Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, «il fuoco eterno».  La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira.

Si vive una sola volta. Chi si perde, si perde eternamente; chi si salva, si salva eternamente. Non ascoltiamo i pressapochisti, i superficiali, i venditori di notizie false, di menzogne.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1036

Le affermazioni della Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa riguardanti l’inferno sono un appello alla responsabilità con la quale l’uomo deve usare la propria libertà in vista del proprio destino eterno. Costituiscono nello stesso tempo un pressante appello alla conversione: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). «Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti».

Anche la Regina della pace ha detto che sono relativamente poche le anime che vanno direttamente in Paradiso. Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita la raccomandazione di un Padre della Chiesa: «Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo con lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati tra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà pianto e stridore di denti». È importante prendere sul serio la Parola di Dio.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1037

Dio non predestina nessuno ad andare all’inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine. Nella liturgia eucaristica e nelle preghiere quotidiane dei fedeli, la Chiesa implora la misericordia di Dio, il quale non vuole «che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2 Pt 3,9): «Accetta con benevolenza, o Signore, l’offerta che ti presentiamo noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: disponi nella tua pace i nostri giorni, salvaci dalla dannazione eterna, e accoglici nel gregge degli eletti».

Dio non decide a priori le anime che vanno in Paradiso e quelle che vanno all’inferno. L’inferno è una libera scelta, è l’avversione volontaria a Dio, è un peccato mortale in cui si persiste fino alla fine. Dio vuole che le anime si convertano e si salvino tutte. Dio ci ha creati per il Paradiso.

Il giudizio finale

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1038

La risurrezione di tutti i morti, «dei giusti e degli ingiusti» (At 24,15), precederà il giudizio finale. Sarà «l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce [del Figlio dell’uomo] e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna» (Gv 5,28-29). Allora Cristo «verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli […]. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. […] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna» (Mt 25,31-33.46).

Quando Cristo verrà nella gloria risorgeranno i morti, ci sarà il giudizio finale che non è un nuovo giudizio ma è il giudizio dei popoli, delle genti; chi è in Paradiso rimarrà in Paradiso, chi è all’inferno rimarrà all’inferno, le anime del purgatorio andranno in Paradiso. Ci sarà una separazione per cui i giusti verranno confermati nella vita eterna, gli empi andranno al supplizio eterno che si sono scelti. Siamo nel panorama della fine del mondo.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1039

Davanti a Cristo che è la verità sarà definitivamente messa a nudo la verità sul rapporto di ogni uomo con Dio. Il giudizio finale manifesterà, fino alle sue ultime conseguenze, il bene che ognuno avrà compiuto o avrà omesso di compiere durante la sua vita terrena: «Tutto il male che fanno i cattivi viene registrato a loro insaputa. Il giorno in cui Dio non tacerà (Sal 50,3) […] egli si volgerà verso i malvagi e dirà loro: Io avevo posto sulla terra i miei poverelli, per voi. Io, loro capo, sedevo nel cielo alla destra di mio Padre, ma sulla terra le mie membra avevano fame. Se voi aveste donato alle mie membra, il vostro dono sarebbe giunto fino al capo. Quando ho posto i miei poverelli sulla terra, li ho costituiti come vostri fattorini perché portassero le vostre buone opere nel mio tesoro: voi non avete posto nulla nelle loro mani, per questo non possedete nulla presso di me».

Durante il giudizio finale la verità verrà messa a nudo e sapremo tutto di tutti; il male compiuto, se confessato dopo il pentimento, viene cancellato, è come se non esistesse più. Vedremo in modo evidente i motivi per cui certe anime sono dannate e altre salvate.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1040

Il giudizio finale avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo. Soltanto il Padre ne conosce l’ora e il giorno, egli solo decide circa la sua venuta. Per mezzo del suo Figlio Gesù pronunzierà allora la sua parola definitiva su tutta la storia. Conosceremo il senso ultimo di tutta l’opera della creazione e di tutta l’Economia della salvezza, e comprenderemo le mirabili vie attraverso le quali la provvidenza divina avrà condotto ogni cosa verso il suo fine ultimo. Il giudizio finale manifesterà che la giustizia di Dio trionfa su tutte le ingiustizie commesse dalle sue creature e che il suo amore è più forte della morte.

Tutto ci sarà chiaro. In Cielo, contemplando il Padre, comprenderemo tutto. Nessuno avrà scampo, il giudizio di Dio trionfa su tutte le ingiustizie e il suo amore è più forte di tutto, anche della morte.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1041

Il messaggio del giudizio finale chiama alla conversione fin tanto che Dio dona agli uomini «il momento favorevole, il giorno della salvezza» (2 Cor 6,2). Ispira il santo timor di Dio. Impegna per la giustizia del regno di Dio. Annunzia la «beata speranza» (Tt 2,13) del ritorno del Signore il quale «verrà per essere glorificato nei suoi santi ed essere riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto» (2 Ts 1,10).

Questo panorama è straordinario, è grandioso. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega mirabilmente le Verità di fede e ci aiuta a comprenderle per evitare che esse vengano travisate o modellate a piacimento di chi vuole negarle o offuscarle. Non seguiamo le false soluzioni del senso della vita che molte volte deviano e portano a forme di disperazione perché non sono aperte alla speranza.

La speranza dei cieli nuovi e della terra nuova

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1042

Alla fine dei tempi, il regno di Dio giungerà alla sua pienezza. Dopo il giudizio universale i giusti regneranno per sempre con Cristo, glorificati in corpo e anima, e lo stesso universo sarà rinnovato: Allora la Chiesa «avrà il suo compimento […] nella gloria del cielo, quando verrà il tempo della restaurazione di tutte le cose e quando col genere umano anche tutto il mondo, il quale è intimamente unito con l’uomo e per mezzo di lui arriva al suo fine, sarà perfettamente ricapitolato in Cristo».

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1043

Questo misterioso rinnovamento, che trasformerà l’umanità e il mondo, dalla Sacra Scrittura è definito con l’espressione: «i nuovi cieli e una terra nuova» (2 Pt 3,13). Sarà la realizzazione definitiva del disegno di Dio di «ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef 1,10).

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1044

In questo nuovo universo, la Gerusalemme celeste, Dio avrà la sua dimora in mezzo agli uomini. Egli «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno perché le cose di prima sono passate» (Ap 21,4).

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1045

Per l’uomo questo compimento sarà la realizzazione definitiva dell’unità del genere umano, voluta da Dio fin dalla creazione e di cui la Chiesa nella storia è «come sacramento». Coloro che saranno uniti a Cristo formeranno la comunità dei redenti, la «Città santa» di Dio (Ap 21,2), «la Sposa dell’Agnello» (Ap 21,9). Essa non sarà più ferita dal peccato, dalle impurità, dall’amor proprio, che distruggono o feriscono la comunità terrena degli uomini. La visione beatifica, nella quale Dio si manifesterà in modo inesauribile agli eletti, sarà sorgente perenne di gaudio, di pace e di reciproca comunione.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1046

Quanto al cosmo, la Rivelazione afferma la profonda comunione di destino fra il mondo materiale e l’uomo: «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio […] e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione […]. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo» (Rm 8,19-23).

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1047

Anche l’universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato, «affinché il mondo stesso, restaurato nel suo stato primitivo, sia, senza più alcun ostacolo, al servizio dei giusti», partecipando alla loro glorificazione in Gesù Cristo risorto.

Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1048

«Ignoriamo il tempo in cui saranno portate a compimento la terra e l’umanità, e non sappiamo il modo in cui sarà trasformato l’universo. Passa certamente l’aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini».

Questo capitolo del Catechismo della Chiesa Cattolica è un capolavoro. È quanto Dio ci ha rivelato, è quanto noi siamo chiamati a credere. Entriamo nella dimensione della fede. Tutta la Verità rivelata ci viene insegnata dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Non bisogna seguire i falsi profeti, i falsi dottori, i falsi comunicatori. Bisogna stare alla larga dalle chiacchiere di questo mondo. Gesù ha detto: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24,35). Teniamo gli occhi rivolti al cielo, camminiamo con lo sguardo alto dove ci attende la beata speranza, preghiamo per i nostri cari e per tutti quelli che sono nelle tenebre del male ma cercano la salvezza.

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