"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 121 di 1167

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Siate le mie mani di pace”, un toccasana per l’anima

Carissimo Padre Livio,

Desidero ringraziarla per la sua puntuale newsletter, e non solo. Le sono grato anche per i suoi editoriali così densi ed esaustivi.

Ma in particolare la voglio ringraziare per il suo ultimo libro: “Siate le mie mani di pace”, un testo molto bello, da meditare e approfondire. D’altra parte tutti i suoi libri sono come “medicine spirituali”, che ravvivano l’anima.

Padre Livio, continui così! Il bene che sta seminando nel “terreno” di Radio Maria, se lo ritroverà accreditato un giorno, il centuplo, nella vita eterna.

Le voglio bene. Prego sempre per lei.

Ave, Maria!

Donato da Milano


Caro Donato,

grazie per l’incoraggiamento.  Sono contento che apprezzi il nuovo libro, che ho pensato per questi mesi estivi.

Curando l’anima ne trae beneficio anche il corpo. Quando nel cuore c’è la pace di Dio, diventiamo dei benefattori dell’umanità senza rendercene conto.

Dio ti benedica

Padre Livio

🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 101

Il Papa ai cardinali: «Ho bisogno del vostro aiuto, della franchezza e della lealtà»

di Agnese Palmucci, Roma

Si è aperto stamattina il secondo Concistoro straordinario del Pontificato di Leone XIV, che si tiene oggi e domani in Vaticano. Il Papa nell’intervento iniziale: “la sinodalità non è un insieme di procedure” ma “una maniera più evangelica di vivere insieme le responsabilità”.

26 giugno 2026 – Avvenire

Il Papa ai cardinali: «Ho bisogno del vostro aiuto, della franchezza e della lealtà»
Vaticano, 7 gennaio 2026. Papa Leone XIV presiede il Concistoro Straordinario.

Lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune e la sinodalità. Su questi quattro temi «tra loro profondamente collegati» papa Leone XIV ha «desiderato» che si concentrasse il lavoro dei cardinali convocati a Roma da tutto il mondo per il secondo Concistoro straordinario del suo Pontificato. Non si tratterà anzitutto «di riflettere sulla vita interna della chiesa», come ha spiegato lo stesso Pontefice stamattina nell’intervento che ha introdotto la due giorni di lavori dei porporati in aula Paolo VI. Ma le condivisioni convergeranno nelle sessioni in una sola domanda: «come possiamo aiutare oggi le nostre chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà libertà e credibilità?», ha specificato, prendendo la parola dopo il canto del Veni Creator Spiritus e il saluto del cardinale decano, Giovanni Battista Re. Poi ribadisce ancora il “motivo” di questa scelta. «La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa, è la sua ragione di esistere, e proprio per questo diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento».

E’ un intervento “fraterno” e disteso, quello di Leone XIV ai cardinali, ma franco e determinato, che è partito ricordando anzitutto le motivazioni e lo stile del ritrovarsi insieme, senza negare le possibili difficoltà. Il suo «desiderio semplice», oltre a quello di approfondire insieme alcune questioni urgenti, è che incontri come il Concistoro aiutino il collegio cardinalizio «a imparare sempre più a lavorare insieme nel servizio della Chiesa» e a proseguire una conversazione che aiuti il Papa «nel servizio della missione». Due tra le «responsabilità» più importanti affidate ai porporati, ha sottolineato. Sono i cardinali i primi ad essere chiamati a costruire la «comunione di Cristo», ha detto ancora, «che prende forma in una chiesa sinodale nella quale tutti cooperano alla medesima missione, ciascuno secondo il proprio carisma e il proprio ministero». Non si tratta di essere «custodi di interessi particolari», dunque, «ma discepoli e testimoni del regno di Dio».

Perché la sinodalità, ha specificato più volte nel suo intervento, «non è anzitutto un insieme di procedure, come ho avuto modo di dire più volte, ma un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere». Anche se «talvolta è stata interpretata come una diminuzione dell’autorità, in realtà ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell’autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa». Dal Papa è arrivata la richiesta di sostenere, anche nelle proprie Chiese locali, questo «stile di discernimento ecclesiale», senza negare le difficoltà che questo comporta. Anche se questo richiede «pazienza» e «talvolta suscita interrogativi», ha detto, «sono convinto che il Signore ci stia insegnando una maniera più evangelica di vivere insieme la responsabilità che ci ha affidato».

Poi li ha incoraggiati a «vivere con convinzione» il lavoro dei gruppi, anche se per «per molti di noi non è il modo abituale di svolgere il concistoro». Eppure, ha proseguito, «anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo». Perciò ha chiesto a tutti «di entrare con fiducia in questo esercizio ecclesiale». Durante l’omelia della Messa nella Basilica di San Pietro che ha aperto il Concistoro, poco prima di intervenire in aula Paolo VI, il Papa aveva ricordato anche che «la nostra collegialità fa sintesi della sinodalità alla quale tutti i battezzati partecipano», e che sinodalità e collegialità sono «forme della fraternità cristiana, che ci lega come battezzati e come vescovi». E, infatti, «l’aiuto che potrete darmi, nell’esercizio del ministero petrino, – ha aggiunto – trova in me chi chiede, non chi comanda». Perché l’autorità del primato «è propria di chi ascolta e solo perciò guida, di chi apprende e solo perciò insegna, sempre alla sequela dell’unico Maestro».

Davanti a lui, in aula Nervi, come era accaduto anche nel Concistoro di gennaio scorso, i cardinali sono seduti attorno ai tavoli rotondi, in stile “sinodale”. Qualcuno ha già il suo pc aperto per prendere appunti, altri ascoltano la traduzione delle parole del Papa, che parla in italiano, attraverso le cuffie. Nella prima sessione di lavori, iniziata stamattina dopo la meditazione biblica del cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo metropolita di Cracovia, come ha ricordato ancora il Papa, i cardinali «sono invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo». Perché prima di domandarsi «cosa fare» occorre «sostare davanti alla realtà guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli». In questo modo, aveva sottolineato ancora nell’omelia, «la testimonianza cristiana diventa profezia di un mondo nuovo, evangelizzazione e servizio, progetto culturale e sociale che promuove integralmente lo sviluppo umano», perché «mentre annuncia il Vangelo, tra gioie e persecuzioni, la Chiesa non è mai di parte: è per tutti, e a ciascuno rivolge l’identica parola di conversione e di salvezza».

Nella sessione pomeridiana, invece, saranno chiamati a riflettere «sulla cultura della potenza e sulla civiltà dell’amore». Molti cardinali, infatti, ha sottolineato Leone XIV, «provengono da zone segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa, ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitti, di sopraffazione di frattura che attraversano oggi le nostre società». Proprio per questo il discernimento «riguarda tutti e interpella la missione della chiesa, non il contesto». A supportare il confronto anche il testo dell’enciclica Magnifica humanitas, che «offre alcune chiavi preziose per leggere questo tempo». Della guerra «che non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio» aveva parlato il Pontefice durante la Messa della mattina, «perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche».

Domani, invece, la terza sessione «approfondirà ancora la Magnifica humanitas, interrogandosi sul contributo che la Chiesa può offrire alla costruzione del bene comune», in un tempo in cui «cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari». Per la Chiesa questo impegno, ha proseguito Prevost, assume la forma di «uno stile sinodale al servizio della missione del Ragno», come ricorda il n’86 dell’enciclica, aggiungendo che questo richiede attenzione al modo in cui si prendono le decisioni e si esercitano le responsabilità». L’ultima sessione invece, nel pomeriggio del 27 giugno, sarà dedicata al cammino di attuazione del sinodo, senza aprire nuovi temi, ha spiegato, ma raccogliendo le condivisioni delle diverse sessioni.

Su questo Prevost torna più volte, per rendere lo stile sinodale più condiviso possibile. «Di fronte alle ferite del mondo, alla costruzione del bene comune e alla missione della Chiesa, – continua a specificare – la sinodalità indica un modo di procedere, ascoltare, discernere, e assumere insieme la responsabilità delle scelte che il Signore ci affida». Perché «quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese», non stiamo «soltanto migliorando il nostro modo di lavorare, ma stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo».

Non da ultimo, il Papa si è rivolto ai cardinali chiedendo, come aveva già fatto nel primo Concistoro, di poter contare sul loro «appoggio, forte esplicito e pubblico». «Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli, – ha aggiunto -. Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino». Il ministero petrino «non può essere vissuto da solo», perciò, ha concluso, il Papa ha bisogno «della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà».

Domani sera poi, al termine dei lavori a cui il Papa non prenderà parte, Leone XIV ascolterà gli interventi dei cardinali e interverrà di nuovo per concludere il Concistoro.

Sua eminenza il Card. Simoni sta salendo sul Podbrdo

MEDJUGORJE: APPARIZIONE ANNUALE DELLA REGINA DELLA PACE ALLA VEGGENTE IVANKA – 25 GIUGNO 2026

“Rinnovate la preghiera famigliare. Pregate, pregate, pregate. Cari figli, portate la pace e l’amore di mio Figlio ad ogni cuore. Pregate per la pace, la pace, la pace.”

Nell’ ultima apparizione quotidiana del 7 maggio 1985 la Madonna, rivelandole il decimo ed ultimo segreto, disse a Ivanka che per tutto il resto della sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno nel giorno dell’Anniversario delle apparizioni. Così è avvenuto anche quest’anno: l’apparizione è durata 4 minuti dalle 18:35 alle 18:39,nella sua casa, presenti solo i famigliari

Il racconto di Ivanka al termine dell’Apparizione
“La Madonna ha detto: Rinnovate la preghiera famigliare. Pregate, pregate, pregate. Cari figli, portate la pace e l’amore di mio Figlio ad ogni cuore. Pregate per la pace, la pace, la pace.”

(Con approvazione ecclesiastica)

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

ANONIMO MEDJUGORJANO

Caro Padre Livio,

In occasione del 45.mo anniversario delle apparizioni di Medjugorje, mi permetta di fare alcune considerazioni personali su questo evento straordinario:

1.Il programma della Madonna non cambia in base i nostri umori e alle nostre pretese e neppure a causa delle nostre infedeltà e delle nostre supponenze.

2.Il programma della Regina della pace si realizza perché così ha deciso Dio, nonostante le nostre tiepidezze e i nostri errori.

3.I segreti si realizzeranno perché, eccetto il terzo, sono opera del maligno che domina il mondo, come più volte ci ha ammonito la Madonna.

4.Ci conviene prepararci seriamente perché le Vergini stolte, che non avevano con sé la riserva d’olio, sono rimaste chiuse fuori dal palazzo del Re.

5.Nessuno è previlegiato dinanzi alla Madonna. Anzi, quelli che noi scartiamo e ai quali non apriamo la porta di casa sono i suoi prediletti.

6. Tutti, nessuno escluso, devono convertirsi, anche quelli che hanno ricevuto la grazia immeritata di vedere la Madre di Dio tutti i giorni.

7. La via della santità è uguale per tutti. Consiste nell’abbracciare la propria croce ogni giorno e seguire Gesù umile, povero e misericordioso lungo la via del Calvario.

8. Allor saremo per davvero il sale della terra e la luce del mondo e non fugaci e inconsistenti comparse televisive.

9. Caro Padre Livio anche Lei deve convertirsi, però la prego, non smetta di richiamarci ogni giorno alla Sequela Christi con Maria.

Anonimo Medjugorjano

Effettivamente dovremmo prendere consapevolezza che siamo delle creature. Non possiamo ovviamente annullare tutto quello che la Regina della pace ha detto in tutti questi anni solo perché non ci fa comodo. La Madonna non cambia i suoi piani. Il piano della Madonna si realizza necessariamente perché così ha deciso Dio e noi invano cercheremmo di fermarlo. I Segreti si realizzeranno; Dio permette i Segreti per cambiare il mondo, per portare l’umanità a un tempo di pace. Questo ascoltatore ritiene che i Segreti si realizzeranno perché, eccetto il terzo che viene da Dio, tutti gli altri sono opera del maligno che domina il mondo; i Segreti si realizzeranno proprio perchè il tempo dei Segreti è il tempo della sconfitta di satana e del crollo del mondo senza Dio. È bene prepararci per il futuro che ci attende, si prospetta un tempo di difficoltà. Dobbiamo entrare nella prospettiva del Calvario anche noi. Già la vita è un Calvario, ma se seguiamo Cristo arriviamo alla resurrezione. Dobbiamo metterci nella prospettiva di camminare in salita per goderci poi il panorama.

Giustamente questo ascoltatore dice che nessuno è privilegiato davanti alla Madonna, anzi le sono più cari quelli che il mondo scarta. Alla Madonna non piacciono quelli che sgomitano per stare in prima fila e ostentano meriti che non hanno; alla Madonna piacciono gli umili di cuore. Tutti dobbiamo convertirci, la via della santità è uguale per tutti. Ognuno di noi deve abbracciare la croce ogni giorno e seguire Cristo. Ringrazio questo ascoltatore che ci ha dato qualche granello di sapienza e di saggezza dandoci lo spunto per una riflessione calzante sul tempo che stiamo vivendo.

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 26/06/2026

🔴LIVE🔴 Radio Maria: Un dono di Maria per la Chiesa – Editoriale di P. Livio – 07/02/2026

🟢LIVE🟢 PADRE LIVIO COMMENTA IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 GIUGNO 2026 – 45mo anniversario delle Apparizioni

«Cari figli! Gioite con me perché l’Altissimo mi ha permesso di stare con voi, di guidarvi a Lui che è Via, Verità e Vita. Gioite, figlioli, e siate gioiosi anche nelle difficoltà e avrete la forza perché sarete coscienti di essere passeggeri, e saprete offrire tutto a Dio. Perciò non dimenticate: io sono vostra madre e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
(Con approvazione ecclesiastica)

Oggi la Madonna ha dato un Messaggio bellissimo, pieno di luce e di gioia. È un Messaggio molto semplice, molto coinvolgente, trasmette la gioia, ma nel medesimo tempo, come quasi tutti i Messaggi della Regina della pace, rivolge lo sguardo verso il Cielo, verso l’eternità da dove la Madonna scende ogni volta che appare e dove ritorna. Ritornando al Cielo, Maria ci ricorda che lassù è la nostra patria, il Cielo è la meta a cui dobbiamo tendere, ha detto più volte la Regina della pace.

La prima parola del Messaggio è proprio un imperativo, quasi un esortativo: gioite con me. La Madonna è felice di scendere dal Cielo sulla Terra, benché quando è stato il suo duemillesimo compleanno ci ha anche detto di ricordarci tutta la fatica che Lei ha fatto per noi e per le nostre anime. Però è la fatica di una mamma che poi alla fine è piena di gioia per quello che ha fatto per i suoi figli. Quindi anche noi oggi gioiamo con Maria. Ogni volta la Madonna ci porta subito fuori di Lei, al di là di Lei, ci porta a Dio e ci spiega per quale motivo dobbiamo essere gioiosi: perché l’Altissimo mi ha permesso di stare con voi. La Madonna è felicissima di scendere dal Cielo sulla Terra e stare con noi, non solo con i veggenti che la vedono, ma anche per tutti quelli che credono nelle apparizioni, nella sua presenza e quindi camminano con Lei verso il Cielo sulla strada che Lei ci indica.

L’Altissimo di cui parla la Madonna è Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo. È Lui che l’ha inviata. La Madonna agisce con il suo permesso. La Madonna viene in mezzo a noi perché è l’inviata di Gesù e compie meravigliosamente il suo compito perché viene da Gesù, ci fa conoscere Gesù e ci porta a Gesù. La Madonna lo ripete spesso, anche perché in questo modo ci spiega che la devozione mariana, quando è autentica, quando è vera, è sempre cristologica. Cioè, chi ama la Madonna non può non amare Gesù. Come amava dire San Giovanni Paolo II, Maria è costantemente orientata a Cristo e quindi costantemente ci rivolge a Cristo, ci orienta a Cristo.

La Madonna è qui per portarci a Gesù nel cammino nel tempo, ma soprattutto nella vita eterna. La vita eterna è proprio stare con Gesù, conoscere il Padre e vivere nel cuore stesso della Santissima Trinità. La Regina della pace dice che dobbiamo gioire perché l’Altissimo le ha permesso di stare con noi; quindi Lei è felicissima perché sta con noi e, di conseguenza, noi siamo felici perché dopo quarantacinque anni non è ancora stanca.

Direi che forse qualche perplessità ce l’ha, perché quando comincia a fare i bilanci di quelli che la seguono si vede che non è molto contenta, come quando dice un numero enorme non l’ha neanche presa in considerazione. Però la Madonna gioisce per quelli che la seguono e perseverano dietro di Lei senza stancarsi.

L’altro motivo di gioia è perché ci può guidare a Cristo che è la Via, la Verità e la Vita. Questo è proprio il compito della Madonna. San Giovanni Paolo II diceva che Gesù Cristo è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini e aggiungeva che c’è una mediazione materna fra noi e Cristo. Cioè Cristo è l’unico mediatore fra noi e il Padre, ma la Madonna svolge una mediazione materna fra Gesù e noi. Maria ci porta a Gesù e dona Gesù a noi. Questo, dunque, è il suo compito e in questo Messaggio la Madonna lo sottolinea, quante volte ha sottolineato che Lei ci guida a Cristo, che è qui per questo, che Gesù l’ha mandata per questo. Dobbiamo affidarci a Lei e fidarci della sua guida.

La Madonna, poi, coglie l’occasione per spiegare chi è Colui verso il quale ci invia. È il Verbo fatto carne, è la Via, la Verità e la Vita. Queste sono espressioni fortissime dei Vangeli. Gesù Cristo è la Via vuol dire che solamente attraverso di Lui noi possiamo andare al Padre. Gesù Cristo è la Verità vuol dire che solamente in Lui soddisfiamo il nostro bisogno di conoscere Dio. Solamente Gesù Cristo ci rivela il Padre e tutte le sue parole sono Vita, sono Verità. Gesù è Vita perché è Colui che con la sua morte ha vinto la morte, ha vinto l’inferno, ha vinto il peccato e ci ha dato la vita.

Meditando questo Messaggio dobbiamo chiederci se per noi Gesù è la via che seguiamo nella vita e la verità nella cui luce vera camminiamo, perché in realtà il mondo di oggi, avendo rimosso Gesù Cristo, cammina nelle tenebre. Chiediamoci se Gesù è la nostra vita. La vita è quella del tralcio che unito alla vite porta molto frutto e che invece separato fa diventare rami secchi, buoni soltanto per buttati nel fuoco.

La seconda parte di questo Messaggio ci richiama alla realtà. È vero che Gesù è la Via, la Verità, la Vita, ma è anche vero che Lui ci ha redenti mediante la Croce. La Madonna ci ricorda che anche noi ci salviamo portando le nostre croci della vita, delle difficoltà, del male, del peccato che molte volte distrugge la nostra vita. La Madonna ci raccomanda che noi – nella nostra situazione esistenziale di creature che nascono col peccato originale, votate al male e alla morte, in balìa delle potenze del male – dobbiamo essere gioiosi perché comunque siamo in Cristo, Lei è presente e ci guida a Gesù. In questa frase è racchiuso un libro intero sulla sapienza della vita, su come la si affronta con Cristo e in Cristo per farla diventare qualcosa di straordinario, perché comunque ci eleva sempre più verso il Cielo. Dunque, la Madonna ci chiama figlioli, non dimentichiamolo. La Regina della pace ci esorta a essere gioiosi anche nelle difficoltà, cioè portate la croce della vita, affrontare con gioia le battaglie della vita, le difficoltà della vita che sono tante, sono magari le malattie, le persecuzioni di vario genere, la potenza del male che ci investe, la persecuzione di satana. Dobbiamo camminare in un questo mondo dove i cuori sono scardinati dall’odio, dove c’è l’ingiustizia, dove c’è la guerra, dove c’è la fame, dove ci sono le malattie.

Il cammino della vita è lungo la Via della Croce, è in salita ed è pieno di difficoltà. Il Podbrdo è difficile da percorrere, il sentiero è pieno di pietre aguzze e camminarci è impegnativo e pericoloso. Molti, però salgono sul Podbrdo gioiosi perché sanno che in cima c’è quel luogo dove la Madonna appare. E così è il cammino della vita, ogni giornata che viviamo con tutte le varie difficoltà che si presentano che a volte sono difficili da sopportare. Con Cristo dobbiamo gioire proprio perché anche noi partecipiamo al mistero della Croce e al mistero della Redenzione, tanto le difficoltà ci sarebbero lo stesso, anche se non crediamo. Credendo la croce diventa più leggera, non ci schiaccia. Chi crede, nella sofferenza prova la gioia perché la offre a Gesù per la salvezza delle anime. Quindi, siate gioiosi anche nella sofferenza, nelle difficoltà, nelle contrarietà, nelle persecuzioni perché uniti a Cristo ci darà la forza.

Le difficoltà della vita, vissute nella luce della Croce e della Resurrezione, ci danno la forza per saper sopportare tutto, per tradurre ciò che è negativo in positivo perché comunque la vita passa, ma camminando lungo la Via della Croce e seguendo Gesù che cammina sulla via del Calvario, arriviamo alla resurrezione e già gustiamo su questa Terra quella gioia. Chi ha Dio nel cuore già sente l’eternità, già sente la dolcezza di Dio, già sente la gioia di Dio. Quante volte vediamo delle persone che hanno la fede che sono serene nella malattia, nella vecchiaia, nelle difficoltà e perfino mentre vanno verso la morte. Sono sereni, sono perfino gioiosi. Noi crediamo che soltanto i Santi fanno questa esperienza, invece sono tante le anime che vivono così proprio perché Dio riempie il cuore di gioia a chi lo segue portando la croce.

Questa è l’intelligenza spirituale massima che è quella luce che dobbiamo chiedere, la luce dello Spirito Santo. Cioè, invece di maledire la vita perché è dura, perché è faticosa, alla luce di Cristo, in unione con Cristo Crocifisso, facciamo lo sforzo di accettarla, di offrirla e così quella sofferenza si trasforma in gioia. Offrendo tutto a Dio, santifichiamo noi stessi e avviciniamo a noi Dio tante anime che sono lontane. La Madonna ha detto anche nel mese di aprile che la vita è passeggera: «La vostra vita qui sulla Terra è breve e per questo sono con voi per guidarvi verso il Cielo».  È vero quello che ha detto, ma detto due volte mi sembra quasi un campanello d’allarme. La Madonna ci dice che ci siamo addormentati e ci stiamo illudendo di essere eterni, ma ci vuol dire che non è così, la morte, cioè la chiamata di Dio a rendere conto della nostra vita, ci può sorprendere in qualsiasi momento. Dobbiamo avere la consapevolezza che la vita è breve. Questo richiamo della Madonna alla brevità della vita così ravvicinato è da meditare e da confrontare con il tempo nel quale viviamo.

La chiusura di questo Messaggio è meravigliosa: Perciò, non dimenticate, io sono vostra Madre e vi amo. Tutti abbiamo una Madre, anche chi non crede in Dio, anche chi è di altre religioni, anche chi odia Dio. Finché su questa Terra c’è una Madre che versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde. La Madonna è Madre di tutti. È quella Madre che ci ama uno per uno e presso il cui cuore possiamo rifugiarci. Il suo manto è molto più sicuro di un rifugio atomico. Sotto questo manto possiamo rifugiarci in qualsiasi momento della giornata, basta dire una preghiera, una semplice Ave Maria, per essere già nel suo cuore. Queste sono esperienze che si devono provare, si devono fare e cioè pregare e sentire di essere uniti a Maria intimamente. Tutti possiamo vedere la Madonna con gli occhi del cuore, sentirla vicina giorno e notte, camminare con Lei verso il Cielo. Dobbiamo imprimere nel nostro cuore questo passaggio del Messaggio: «Io sono vostra Madre e vi amo». Ls Madonna ci dice di non dimenticarcelo.

La Regina della pace, alla fine, dà quel grazie che non è scontato. Molte volte noi crediamo di aver risposto alla chiamata della Madonna, in realtà dimentichiamo rapidamente quello che ci ha detto. La Madonna ci ricorda che per uscirne fuori da queste situazioni esistenziali dove ci sentiamo depressi, stanchi, soli, abbattuti, la cura è la preghiera del cuore. Rispondendo alla chiamata della Regina della pace so rimette in sesto una vita deragliata. Quante vite deragliate ha messo in sesto la Madonna fra quelli che sono andati a Medjugorje con retta intenzione, non per fare una gita oppure un viaggio di piacere.

Che questo Messaggio ci aiuti a vivere giorno per giorno con Maria, in modo tale che la nostra vita sia un cammino verso il Cielo, un cammino nel quale noi testimoniamo Colui che è la Via, la Verità e la Vita. La nostra vita sia un cammino al quale possono ispirarsi in molti perché, come sappiamo, gli esempi trascinano. Le persone buone, le persone che sanno perdonare, le persone compassionevoli, le persone credenti, le persone piene di amore, diventano dei toccasana per la società; dobbiamo essere fra questi.

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