Pensiero Spirituale sul dono del tempo

Cari amici,
dobbiamo cogliere l’importanza del dono del tempo che Dio ci fa. Tutti viviamo nel tempo, anche coloro che vivono per poco tempo, penso agli embrioni abortiti che sono esseri umani. L’uomo, infatti, fin dal concepimento ha in sé la scintilla divina indistruttibile che è l’anima.
Nel tempo della vita decidiamo del nostro destino eterno. Chi muore prima dell’uso di ragione, ovviamente non viene giudicato come chi ha un tempo di vita più lungo e ha possibilità di conoscere e di decidere, ma è già in un ambito di salvezza, tant’è vero che la Chiesa esorta – nel Catechismo della Chiesa Cattolica – a pregare per i bambini che muoiono senza Battesimo.
Noi ci realizziamo nel tempo della nostra vita che è un grande dono di Dio.
Dio stesso stabilisce la durata di questo tempo. C’è poi chi decide per sé togliendosi la vita o buttandola via in abitudini che rovinano la vita. Non è possibile allungare il tempo della vita, come Gesù stesso ci ha detto.
Una delle componenti del mondo senza Dio è quello delle classi dominanti che sperano, attraverso la scienza, di darsi un’immortalità. È un’immortalità fasulla! Per quanto riguarda il tempo che passa non c’è alcuna salvezza umana, se non quella della fede in Dio.
Il tempo è un dono di Dio e ci viene dato istante per istante, giorno per giorno. Dio ci dona il tempo dal futuro e noi lo viviamo nell’istante presente, nel nostro oggi. La giornata è come se fosse una trasposizione esemplificativa del tempo. Noi disponiamo del tempo nella giornata in cui Dio ce lo dona.
Riceviamo da Dio questo dono giorno dopo giorno, tocca a noi scegliere come utilizzare il tempo che ci viene dato. Una volta passato, quel tempo non ci appartiene più, non si può tornare indietro.
Il tempo è un dono che Dio ci fa, ma non disponiamo né del futuro né del passato. Disponiamo solamente dell’istante presente, della giornata presente.
Il presente è la dimensione nella quale viviamo perché non ci appartengono né il futuro né il passato. Certamente possiamo fare progetti per il futuro, ma non sappiamo se potremo realizzarli. Possiamo sicuramente valorizzare il nostro passato, cercare di collocarlo nella memoria in modo tale che resista all’usura del tempo ma non lo si può cambiare.
Quale sarà il destino del tempo che è passato? Come possiamo evitare che il passato cada nell’abisso della dimenticanza? Come possiamo fare affinché il tempo che Dio ci dona dal futuro, che noi viviamo nel tempo presente e che inevitabilmente passa, cada nell’abisso del nulla?
L’unico modo è collocare il tempo presente nella dimensione dell’eternità. Per farlo bisogna vivere il presente consapevoli che è un dono che Dio ci offre e che abbiamo una missione da compiere, giorno per giorno.
Solamente chi vive la dimensione del presente che Dio ci dona nella luce di un progetto divino impostando la vita come un pellegrinaggio verso l’eternità e rivolgendo se stesso verso Dio istante dopo istante, è certo che il tempo della sua vita non si dissolverà come una bolla di sapone.
Dobbiamo vivere riempiendo ogni istante che ci viene donato della luce di Dio, del suo amore, vivendo per Lui. Il primo passo per vivere in questo modo è essere in grazia di Dio che è la condizione che ci permette di costruire il Regno di Dio.
Il Regno di Dio non perisce, non viene corroso! Vivendo la nostra giornata in grazia di Dio uniti a Cristo (e quindi già nella gloria del Cielo), ogni cosa compiuta rimane impressa nei libri eterni e durerà per sempre.
Chi finora ha vissuto nella tenebra e lontano da Dio, attraverso il pentimento e la Confessione ha la possibilità di riscattare le opere buone compiute nel passato.
Coraggio cari amici, prendiamo esempio da Benedetto XVI che ha vissuto fino alla fine guardando a Gesù Cristo. Le sue ultime parole sono state parole d’amore per Lui: «Signore ti amo».
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”