Risposta alla lettera di Giorgio su Speranza

Caro Padre Livio,
ecco la mia risposta alla lettera di GIORGIO sulla vita con e senza Speranza.
Nella vita ho vissuto inizialmente senza Fede e, conseguentemente, senza Speranza. Poi, mi sono sentito potentemente attrarre dall’Eucaristia e dal Vangelo verso la Sua Chiesa. Da quel momento, tutto si è trasformato. Proprio quella Speranza mi ha dato la certezza del senso, benché, anche da prima, avessi avvertito che nella vita è celato un senso grande e non il caso. Penso che poiché Cristo opera sempre e comunque, anche quando ne siamo ignari, proprio Lui attrae l’uomo alle più positive scoperte del pensiero e a cogliere la grandezza della vita e del mondo. Ma finché il cuore dell’uomo non è intimamente toccato, egli può sì, vivere aperto al senso, nel migliore dei casi, ma senza quella certezza data dalla Speranza cristiana, così diversa da quella umana. Senza contare che solo la rivelazione ci svela quel grande combattimento di Satana contro Dio che vorrebbe vederci sopraffatti dalla confusione, dal male e dal peccato. Ma, quando si è in Cristo, allora c’è la certezza della salvezza e della vera vita qui e oltre la morte.
Grazie, Ave Maria,
Marcello