IMMACOLATA  CONCEZIONE

8 Dicembre 2022

Cari  amici,

viviamo con  gioia  la Solennità  dell’ Immacolata  Concezione,  con  la  quale  la   bellezza incontaminate  del  Cielo scende sulla terra  per illuminare  le menti e  riscaldare  il  cuori di  una umanità che  ha perso se stessa.

La Madonna  è  una di noi  ed  è la  nostra speranza. Se crediamo e  la seguiamo, Lei ci guiderà verso  il  traguardo  della vita,  che è  l’eternità  beata.

Guardando alla  Vergine  Immacolata, noi vediamo ciò  che anche noi saremo,  oltre  il male  e la morte  e oltre le brutture  di questo mondo.

Le  innumerevoli apparizioni mariane della  storia, fino a quelle del  nostro tempo,  ci  confermano nella fede  che  la Madonna è  viva,  è  presente   ed è   maternamente  attiva  nella   nostra vita e nella nostra storia.

La  sua  presenza  ci  permette di guardare  al futuro con  serenità,  certi dell’efficacia   della  sua  intercessione  e  della  sua vittoria sulle potenze del male.

Affidiamo al  suo Cuore Immacolato  la nostra vita, i nostri cari, la  Chiesa, l’Italia   e  il  mondo i intero.

Vostro Padre  Livio


BENEDETTO XVI

Cari fratelli e sorelle!
Quest’oggi celebriamo una delle feste della Beata Vergine piu’ belle e popolari: l’Immacolata Concezione. Maria non solo non ha commesso alcun peccato, ma è stata preservata persino da quella comune eredità del genere umano che è la colpa originale. E ciò a motivo della missione alla quale da sempre Dio l’ha destinata: essere la Madre del Redentore. Tutto questo è contenuto nella verità di fede dell’”Immacolata Concezione”.
Il fondamento biblico di questo dogma si trova nelle parole che l’Angelo rivolse alla fanciulla di Nazaret: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1,28). “Piena di grazia” – nell’originale greco kecharitoméne – è il nome più bello di Maria, nome che Le ha dato Dio stesso, per indicare che è da sempre e per sempre l’amata, l’eletta, la prescelta per accogliere il dono più prezioso, Gesù, “l’amore incarnato di Dio” (Enc. Deus caritas est, 12).
Possiamo domandarci: perché, tra tutte le donne, Dio ha scelto proprio Maria di Nazaret?
La risposta è nascosta nel mistero insondabile della divina volontà. Tuttavia c’è una ragione che il Vangelo pone in evidenza: la sua umiltà. Lo sottolinea bene Dante Alighieri nell’ultimo Canto del Paradiso: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, / umile ed alta più che creatura, / termine fisso d’eterno consiglio” (Par. XXXIII, 1-3). La Vergine stessa nel “Magnificat”, il suo cantico di lode, questo dice: “L’anima mia magnifica il Signore… perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,46.48). Sì, Dio è stato attratto dall’umiltà di Maria, che ha trovato grazia ai suoi occhi (cfr Lc 1,30). E’ diventata così la Madre di Dio, immagine e modello della Chiesa, eletta tra i popoli per ricevere la benedizione del Signore e diffonderla sull’intera famiglia umana.
Questa “benedizione” non è altro che Gesù Cristo stesso. E’ Lui la Fonte della grazia, di cui Maria è stata colmata fin dal primo istante della sua esistenza. Ha accolto con fede Gesù e con amore l’ha donato al mondo. Questa è anche la nostra vocazione e la nostra missione, la vocazione e la missione della Chiesa: accogliere Cristo nella nostra vita e donarlo al mondo, “perché il mondo si salvi per mezzo di Lui” (Gv 3,17).
Cari fratelli e sorelle, l’odierna festa dell’Immacolata illumina come un faro il tempo dell’Avvento, che è tempo di vigilante e fiduciosa attesa del Salvatore. Mentre avanziamo incontro a Dio che viene, guardiamo a Maria che “brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il popolo di Dio in cammino” (Lumen gentium, 68).
Benedetto XVI