Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Seconda tappa: rientra in te stesso

Cari amici,

in vista del Santo Natale continuiamo il nostro cammino per accogliere Gesù Bambino in una degna culla nel nostro cuore.  Il passo di oggi è quello di rientrare in noi stessi.

Per vivere la vita di ogni giorno siamo fuori di noi stessi perché siamo impegnati in moltissime cose. La quotidianità è una rete di incontri, di impegni, di doveri, di cose da fare che talvolta non ci lascia tranquilli nemmeno quando dormiamo.

Rientrare in se stessi significa riscoprire la nostra interiorità, il nostro “io” spirituale e averne cura.

Purtroppo, accade oggigiorno che la maggior parte delle persone sia più preoccupata di curare il corpo che l’anima. Ovviamente il corpo non è da disprezzare che è uno strumento che ci lega all’universo perché Dio ci ha voluto differenti dagli angeli. Difatti, chi risorgendo parteciperà alla gloria del Cielo, riavrà il proprio corpo glorioso.

Rientrare in noi stessi significa rientrare in quella realtà che non è palpabile ma è sperimentabile e che è la nostra interiorità, il nostro “io”, l’essere trascendente. Questa interiorità è un abisso misterioso del quale la Madonna ha detto che è il posto che Dio si è riservato in ciascuno di noi.

Dio si è riservato questo posto in ogni anima per stringere con noi un’amicizia, una vita insieme.

L’impegno di oggi è quello di scoprire questa parte di noi stessi che Dio si è riservato per sé, per vivere con noi una comunione profonda che è poi quella per cui Dio ci ha creati: per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi partecipare del Suo amore per sempre, in Paradiso.

Rientriamo in noi stessi, scopriamo questa parte profonda del nostro cuore di cui ne percepiamo la presenza, per esempio, quando sentiamo la voce della nostra coscienza. La coscienza è il mezzo attraverso il quale Dio parla al cuore di ogni uomo in ogni parte del mondo.

Questa divina dimora la percepiamo nei nostri desideri più belli, più profondi: il desideri di immortalità, di santità, di amore infinito. I nostri desideri più grandi, che trascendono il limite naturale, vengono tutti da questa profondità dove risplende l’immagine divina.

Rientrare in noi stessi, in questo luogo in cui Dio ha deciso di incontrarci, che è la nostra anima spirituale immortale nella sua profondità. In questo fondo dell’anima in cui Dio abita, dobbiamo entrare e guardare nella Sua luce la nostra situazione davanti a Lui.

Per guardare lo stato della nostra anima ci vogliono sicuramente coraggio, libertà e umiltà. Gli uomini sono dei bravissimi ingannatori di loro stessi e coprono il male che hanno dentro, lo nascondono.

Oggi dobbiamo avere il coraggio di guardarci dentro, vedere lo stato della nostra anima, aprirci alla luce di Dio che ci fa vedere nitidamente le nostre sporcizie e poi, una volta fatte le dovute pulizie, rientrare in noi stessi per poter accogliere Gesù Bambino in un cuore pulito e degno del Salvatore.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”