Pensiero Spirituale sulla morte spirituale

Cari amici,

negli ultimi due messaggi la Madonna ha menzionato la parola “morte” accostando la parola “vita”. Questo è il metodo della Madonna: parlarci di una sciagura affinché possiamo prevenirla o superarla con l’aiuto di Dio e della grazia. Il 25 dicembre 2019 la Regina della pace aveva detto: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale». La parola “morte” dev’essere colta appieno nel suo significato, che riguarda non soltanto il corpo, ma soprattutto l’anima. Ovviamente la morte dell’anima è la sciagura e il fallimento totale della vita di una persona.

Gesù dice: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?» (Mc, 8)

La Madonna è preoccupata per la salvezza eterna delle anime e quando parla della morte intende quella spirituale, che non è l’annientamento dell’anima, è la sua perversione nel male e nel peccato. L’angelo ribelle non ha perso la sua intelligenza, la volontà, ecc… tutto ciò che Dio gli aveva dato, viene pervertito e utilizzato per il male. Allo stesso modo, l’anima non viene annientata col peccato, ma diventa essa stessa strumento del peccato. D’altra parte, è vero anche il contrario: la vita dell’anima che è Dio stesso col suo amore e la sua grazia, ma mano la vita di Dio permea l’anima di sé, tutte le attività dell’anima poi concorrono al bene, a testimoniare l’amore, a diffondere la luce, la grazia e la pace.

Come avviene la morte dell’anima? Come ha detto la Madonna nel messaggio del 25 dicembre 2019, l’anima si ammala e se non viene curata per tempo, muore. La malattia dell’anima consiste nel fatto che a causa del male, perde lo splendore dell’immagine divina che ha in sé. Il peccato corrode, indebolisce e si impossessa dell’anima e la trasforma in un’anima malvagia. Sono fatti testimoniabili, accade a moltissime persone. Chissà quanti possono raccontare di aver vissuto quest’esperienza di malattia dell’anima e anche la sua morte. Chissà quanti, poi, possono testimoniare la resurrezione dell’anima e la nuova vita in Dio.

Sicuramente tra le persone che conosciamo riusciamo a individuare le persone perverse e le persone buone; le persone menzognere e le persone veritiere; le persone egoiste e le persone generose; le persone che emanano il bene e le persone che emanano il male.

Cari amici, immaginate una persona cattiva che diventa buona. C’è forse una differenza che riguarda il corpo? Forse è cambiata l’espressione del volto, da oscuro e cupo è divenuto luminoso e sorridente. L’atteggiamento da prepotente e arrogante diventa rispettoso, aperto al bene. Ma la vera differenza è nell’anima!

Chi cade nel peccato ha l’anima ammalata, non il corpo. È l’anima che bisogna guarire ed è all’anima che bisogna dare vita nuova in Dio.

Il cambiamento è profondo, è intimo, è spirituale. La differenza tra una persona malvagia e una persona buona non è il corpo, è l’anima! Se un’anima si ammala e muore, pur avendo un corpo ancora sano, quella persona è un morto che cammina. È un’anima che dorme il sonno della morte.

Le nostre anime si ammalano e muoiono con il peccato. Il peccato è un allontanamento da Dio, è un rifiuto a Dio.

Perché le nostre anime, vinte dal peccato, non si ammalino e non muoiano di morte spirituale, è bene che apriamo il nostro cuore a Dio, torniamo ai Comandamenti e ci accostiamo ai Sacramenti.

Dobbiamo avere cura della nostra anima, è la cosa più importante e preziosa che abbiamo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”