LE PREGHIERA DEI VEGGENTI VALGONO QUANTO LE NOSTRE

“ Una mia amica, che aveva uno zio malato, chiamò Jakov e gli chiese: «So che preghi per i malati. Potresti pregare per mio zio?».

«Senz’altro», gli rispose Jakov, che pregò per tale intenzione la notte stessa.

Il mattino seguente, la mia amica chiamo di nuovo Jakov.

« Grazie per aver pregato per mio zio», disse.

« Sta meglio, ora?», chiese Jakov, speranzoso.

«Be’, è morto stanotte».

Diversi mesi dopo, ero con Jakov ed avevo un forte raffreddore.

Jakov, vedendo che starnutivo, disse: «Non preoccuparti, Mirjana. Pregherò per te».

Scossi la testa. «Dimenticati persino che esisto. So cosa succede alla gente per cui tu preghi».

Scherziamo sempre su questo episodio, che però ci insegna che la preghiera di un veggente non è più «speciale» di quella di chiunque altro. Dio ascolta tutti e sei i veggenti allo stesso «volume» di come ascolta tutti gli altri. Il fatto che noi vediamo la Madonna non significa che le nostre preghiere abbiano la priorità”.

(Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, p. 219-220