Pensiero Spirituale sulla pace del cuore

Preghiera Semplice attribuita a San Francesco d’Assisi
Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dov’è discordia ch’io porti l’Unione,
dov’è dubbio fa’ ch’io porti la Fede,
dove è l’errore, ch’io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto.
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poiché: Se è Dando, che si riceve.
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna. Amen
Cari amici, in questa giornata dedicata a San Francesco, vorrei parlare della pace del cuore che è quanto la Madonna ci chiede come primo passo fondamentale perché ci sia la pace nel mondo.
La pace del cuore è sicuramente quanto di più grande si possa avere sulla Terra, è una ricchezza tutta interiore grazie alla quale non desideriamo altro. Chi ha la pace del cuore ha tutto.
Come si raggiunge la pace del cuore? Innanzitutto, nel rapporto con Dio: “Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te” (Sant’Agostino, Le Confessioni)
Il primo passo è allora riconciliarci con Dio, se siamo lontani da Lui; tornare a Dio, aprire il cuore a Dio, chiedere perdono a Dio dei nostri peccati, impegnarci a camminare sulla via che porta a Dio, stabilire un patto d’amicizia e d’amore con Lui in modo tale che nessuna bufera della vita possa distruggerlo.
Tanti hanno sperimentato la pace del cuore, la diffondono anche agli altri. Quando, ad esempio, prendiamo le distanze da Dio peccando, disobbedendo ai suoi Comandamenti, nel nostro cuore c’è rimorso, disagio. Pur cercando di mettere da parte questo rimorso interiore rifugiandoci in gioie fugaci e distrazioni che apparentemente compensano, sappiamo che la vera gioia del cuore la sperimentiamo quando chiediamo perdono a Dio con cuore contrito, ci accostiamo al Sacramento della Confessione e il Signore misericordioso ci perdona e ci abbraccia con tutto il suo amore.
Tornando a Dio, pentendoci dei nostri peccati, confessandoci e ricevendo l’assoluzione proviamo una grande pace. Quante volte, dopo esserci riconciliati con Dio, la gioia sfocia in un pianto liberatorio e allo stesso tempo di gratitudine. Questo sentimento di pace ha origini celesti, è la gioia delle anime del Paradiso che contemplano Dio.
Dopo questo primo passo, ovvero la riconciliazione con Dio, si è già felici su questa Terra. Questa felicità non esclude le croci che pur saranno sempre presenti nella vita e la scombussoleranno, ma non perderemo mai la pace profonda.
Noi cristiani dobbiamo preoccuparci di vivere nella pace di Dio, preservare questa pace, camminare sulla via della pace con Dio e soprattutto, siccome tutti siamo deboli e abbiamo delle cadute, rialzarci con il pentimento e con il proposito di non cadere più, in modo tale da riprendere il cammino sulla retta via.
Quando si è in pace con Dio, si è in pace con se stessi. Lo si vede in tante persone che sperimentano questa pace, pur ondeggiando nella traversata talvolta burrascosa della vita, non perdono mai la pace interiore, non si agitano. Affrontano le situazioni difficili fiduciose nel Signore e la pace interiore diventa così visibile esteriormente. Chi ha la pace veramente radicata nel cuore, diventa punto di riferimento per gli altri, diventano fonti di pace.
Vi incoraggio, allora, a ricercare questa pace del cuore, a custodirla e a trasmetterla agli altri.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”