MARIJA DI MEDJUGORJE RACCONTA  LA SUA  ESPERIENZA CON LA  MADONNA (6)

“Chi va a Medjugorje, anche se non lo sa,  è chiamato…”

  • Senti, Marija, è un’opinione personale che ti chiedo. Una statuetta della Madonna di Medjugorje ha pianto lacrime di sangue nelle mani del Vescovo di Civitavecchia, Mons. Girolamo Grillo. Io mi sono ricordato di un messaggio della Madonna del 24 maggio del 1984 dove lei dice che il suo cuore piange lacrime di sangue per ogni figlio che si perde nel peccato. Ecco, forse anche tu hai sentito parlare di questo fatto e ti chiedo un’opinione del tutto personale.
  • Sì ne ho sentito parlare e ho sentito una volta anche attraverso Radio Maria il Vescovo che ha dato la sua testimonianza. Per me ha un significato molto grande, non tanto perché la Madonna ha pianto, in quanto l’ho vista anch’io piangere, ma perché ha pianto lacrime di sangue e ha pianto vicino a Roma.
  • Sì, Civitavecchia è una diocesi confinante con quella di Roma.
  • Tutto l’insieme dice molto.
  • Vi è un grande significato?
  • Sì, secondo me sì, ma poi parlando non vorrei…
  • Era solo un’opinione personale che ti chiedevo..
  • La Madonna ci ha detto: pregate per il Santo Padre perché questo Papa l’ho scelto io per questi tempi.
  • Ha detto che l’ha scelto lei per questi tempi il Papa?
  • Sì, io penso che tutti insieme, anche tutti i prelati, i sacerdoti, i vescovi, i cardinali che sono a Roma, la Madonna non solo noi ma tutti chiama sulla via della santità. Dobbiamo essere coscienti. Io penso in modo particolare anche in questo momento quando vediamo che il Santo Padre ha meno forze,  e anche nei prossimi anni quando saremo nel trapasso da questo millennio all’altro, quando saremo al trapasso tra un Papa e l’altro e quando saremo nella decisione di un nuovo Papa, dobbiamo lasciarci guidare dalla preghiera e dalla Spirito Santo, perché soprattutto noi che diciamo di essere cristiani dobbiamo esserlo con la vita e con i fatti.
  • Se tu, Marija, avessi la possibilità di parlare a tu per tu col Papa, che cosa gli diresti.
  • Tante cose.
  • So che avresti tanta voglia di parlare col Santo Padre, ma siccome se non lui almeno le sue suore sono in ascolto di Radio Maria, cosa gli diresti?
  • Prima e soprattutto che lo amiamo e che preghiamo per lui come lui stesso ha chiesto, ma non soltanto un Padre nostro, Ave Maria e Gloria, ma molto di più. E poi tante altre cose…
  • Ma prima di tutto che lo amiamo e che preghiamo per lui…
  • Sì, noi attraverso questa esperienza con la Madonna ci sentiamo nella Chiesa e nonostante che abbiamo dei problemi col nostro Vescovo, noi sempre diciamo che vogliamo lasciarci guidare dalla Chiesa e così ci sentiamo, soprattutto dopo che la Madonna ha detto che questo Papa è stato scelto da lei. Tante volte, non so ad esempio oggi la Madonna parla e domani mattina il Papa parla e sono le stesse cose….
  • Anche noi a Radio Maria abbiamo sottolineato questa coincidenza.
  • La cosa più importante è di essere coscienti della nostra responsabilità come cristiani perché, anche guardando a questa situazione in Italia, io ora vivo qua, mi sembra che andiamo verso un comunismo….
  • Direi verso un materialismo. Tu hai vissuto il comunismo ateo e materialista.
  • Sì, ma arriva l’ateismo anche qui perché attraverso il consumismo mettiamo mammona al primo posto e così Dio rimane all’ultimo….Io non so, la vedo così. Quando sono venuta in Italia pensavo a S. Leopoldo Mandic che è venuto qui ed è diventato santo. Ecco, mi sono detta, vado anch’io così divento santa.
  • Senti Marija, il fatto che tu sia venuta in Italia io lo ritengo provvidenziale.
  • Anch’io.
  • Anche tu lo pensi? Cosa ne pensa tuo marito?
  • Chiediamolo a lui.
  • Sì. Allora, Paolo, che cosa pensi di questo fatto che Marija, dopo che è diventata tua sposa, sia venuta ad abitare qui in Italia.
  • Sono anch’io convinto che non sia un fatto casuale. L’ho sempre pensato e l’abbiamo sempre pensato insieme sin dal primo momento. Forse possiamo dire che non abbiamo capito a tutt’oggi effettivamente il perché. E’ ancora una domanda aperta, una domanda senza risposta, ma della quale siamo intimamente convinti tutti e due.
  • Senti un po’, Paolo: non cade foglia che Dio non voglia. Io sono amico di Marija da moltissimo tempo e quando ho sentito che si sposava ero molto contento, perché ero sicuro che lei aveva scelto lasciandosi guidare dalla volontà di Dio. Ora Marija è tua moglie e madre dei tuoi figli, ma nel medesimo tempo mi pare che tu veda con chiarezza che ha una speciale missione da compiere e mi sembra che tu sia molto motivato ad aiutarla.
  • Senza dubbio molto motivato, molto coinvolto. L’ho fatta mia questa missione fin dall’inizio e se non fosse così penso che non saremmo qui e che non ci saremmo sposati.
  • Quindi l’aiuti nel compimento di qualcosa che è una missione importantissima.
  • Il mio aiutarla è un esserle al suo fianco. In realtà non è che il mio sia un aiuto particolare. Il suo ruolo è quello di testimoniare avvenimenti che ha vissuto, questa esperienza eccezionale che ha vissuto e che sta vivendo tuttora. Quello di testimoniare è un compito tutto suo che non deve essere mio, salvo questa sera che tu mi fai una domanda. E’ però un essere al suo fianco, un starle vicino. Abbiamo deciso di condividere la nostra vita e quindi le sto al fianco, le sono vicino.
  • Senti Paolo, da quando vado a Medjugorje, e sono circa quindici anni, non mi sono mai accorto, per quanto riguarda i sei ragazzi, che c’è qualcosa che non va, a parte i loro limiti umani, i loro difetti, ma mai una volta mi è fischiato l’orecchio per segnalarmi qualche cosa che mi mettesse in sospetto. Eppure Dio mi ha fatto questo dono di avere delle antenne sensibilissime, come d’altra parte è normale per uno che lavoro in radio. Tu che sei suo marito e che la segui e le sei vicino da tanti anni, hai notato qualcosa che ti ha messo in dubbio sulle apparizioni?
  • Paolo, non tirare fuori i miei difetti!
  • Ma, dico io, i difetti confermano le apparizioni!
  • E’ una domanda che merita una risposta molto seria: no, assolutamente! Questo secondo me è una prova e posso dire di non aver bisogno di altre prove per me. Medjugorje l’ho conosciuta nel 1985 e la verità mi è brillata davanti agli occhi come brilla il sole. E’ stato come una folgorazione. Credo che quando uno incontra la verità, lo sente che è la verità, lo avverte intimamente nella sua coscienza, non ha bisogno di qualcuno che glielo dica, la verità la riconosce dentro. Posso dire che in tutti questi anni ho sempre trovato conferme alla coerenza dei veggenti fra di loro, fra quello che dicono e il messaggio del vangelo e non ho mai trovato una sbavatura, benché minima.
  • Nonostante che è un bocconiano! (nota: Paolo, il marito di Marija si è laureato all’Università Bocconi di Milano).
  • Senti, Paolo, ma per quanto riguarda Marija non hai mai avuto nessun dubbio che fosse vittima di qualche allucinazione o inganno?
  • No, non è possibile. Devi pensare che io vivo con lei una dimensione personale, di rapporto intimo, che probabilmente nessuno vive e da tanto tempo. Ecco per me è impossibile pensare che Marija possa mentire o che possa esserci qualcosa che non è vero.
  • Che lei non possa mentire sono d’accordo, ma che lei possa essere ingannata o ingannarsi….?
  • No, non lo penso, non mi sembra ragionevole, plausibile, insomma sarebbe come dire che quando piove l’acqua va in su. No, l’acqua va in giù! Basta, non c’è tanto da girarci intorno.
  • C’è una trasparenza evidente.
  • Assoluta! Quello che mi fa male molto spesso è vedere (almeno per quanto risulta a me con certezza) che persone, magari anche all’interno della Chiesa, giudicano di Medjugorje, giudicano della veridicità dei fatti senza essersi presi la briga di incontrare i veggenti, di voler sentire dalla loro viva voce il racconto degli avvenimenti, senza informarsi e senza studiare. Io vedo, e purtroppo lo riscontro essendo a fianco di Marija almeno il 95% delle volte che si muove per dare delle testimonianze, che molto spesso i giudizi negativi sui fatti di Medjugorje sono dati su pregiudizi, su preconcetti e in un modo disinformato.
  • E’ vero. Comunque è mia convinzione che, anche per accettare questa luminosità di Medjugorje, ci voglia una particolare grazia.

Sì, questo senz’altro. Direi che da questo punto di vista mi sento d’accordo con Padre Jozo quando dice che chi va a Medjugorje è chiamato. Lo si vede in molte situazioni di persone che non volendolo, non pensandoci, improvvisamente sono riuscite ad andare e persone che invece vorrebbero andare, ma hanno delle difficoltà, e non riescono ad andare.

(Continua)

Erba, sede di Radio Maria. 27 Febbraio 1998.

Nota: L’intervista di Padre Livio a  Marija  è stata rilasciata in lingua italiana.

La dizione orale è stata leggermente modificata nel testo scritto