ALCUNI DEI DIECI SEGRETI POTREBBERO RIGUARDARE L’ESTREMO ORIENTE?

Cari amici,
la guerra esplosa in Europa, con la minaccia crescente di ordigni nucleari, ci fa ipotizzare che sia il vecchi continente il luogo delle devastazioni apocalittiche che riguardano almeno alcuni dei segreti dal quarto al settimo.
Tuttavia le profezia della Madonna ad Akita ( Giappone)solo otto anni prima di quelle di Medjugorje dovrebbe indurci ad ampliare i nostri orizzonti.
Essendo questi apparizioni e messaggi approvati dalla Chiesa ai suoi massimi livelli, sono assolutamente da prendere in considerazione per uno sguardo complessivo sil futuro che attende il mondo e la Chiesa.
Ecco qui un resoconto in due puntate tratto dal Libro “Il Manto di Maria” di Padre Livio con Saverio Gaeta.
Vostro PadreLivio
AKITA 1973
IL PIANTO E LE PROFEZIE
DELLA «SIGNORA DEL GIAPPONE»
Allargando lo sguardo anche ad altri ambiti geografici, nel 1973 uno straordinario evento si verificò in Giappone, dove a lungo lacrimò una statua la cui iconografia si era ispirata alla Signora di tutti i Popoli. Una decina di anni prima, un sacerdote tedesco aveva infatti portato alcune immaginette dell’apparizione di Amsterdam, con la preghiera tradotta in giapponese, alle suore Serve dell’eucaristia della città di Akita. Recitandola, la maestra delle novizie guarì da una grave malattia e la comunità volle ringraziare la Vergine per questa sua intercessione commissionando a uno scultore locale una statua di legno da mettere in cappella. Il 12 maggio 1973 giunse nel convento la quarantaduenne suor Agnes Sasagawa Katsuko e con lei ebbe inizio questa soprannaturale vicenda.
Mi sembra interessante notare subito che la donna in gioventù era stata colpita da paralisi ed era prodigiosamente guarita dopo aver bevuto un bicchiere di acqua proveniente da Lourdes. Avendo conosciuto l’istituto delle Serve dell’eucaristia (fondato dal vescovo di Niigata, Jan Shojiro Ito), Agnes aveva deciso di entrarvi e il suo arrivo ad Akita era stato fissato per il maggio del 1973. Ma, appena due mesi prima di questo trasferimento, si era ritrovata all’improvviso completamente sorda. Le indagini cliniche non misero in luce la causa di questa patologia, ma ne verificarono la sussistenza, al punto che la donna fu dimessa con la diagnosi di sordità totale e incurabile e una certificazione che le dava diritto a un sussidio statale.
Fra il 12 e il 14 giugno, mentre si trovava nella cappella del convento di Akita, suor Agnes vide che dal tabernacolo scaturivano raggi luminosi. Il prodigioso evento si ripeté il 28 giugno, durante la Messa del Corpus Domini, e in serata la donna si ritrovò sul palmo della mano sinistra una ferita a forma di croce, lunga 3 centimetri e larga 2. Il fenomeno si ripeté per quattro settimane: ogni giovedì sera la piaga si gonfiava, il venerdì si apriva e bagnava di sangue la garza, il sabato si richiudeva.
Il successivo 6 luglio ebbe l’apparizione di una figura, nella quale successivamente riconobbe il proprio angelo custode, che le disse: «Non avere paura. Prega con fervore non soltanto per i tuoi peccati, ma anche in riparazione per quelli di tutti gli uomini. Il mondo d’oggi ferisce il santissimo Cuore di Gesù a causa della sua ingratitudine e dei suoi oltraggi. Le piaghe di Maria sono molto più profonde e penose della tua. Ora andiamo a pregare insieme in cappella». Qui, nonostante la sordità, sentì la statua della Vergine parlarle con una voce dolcissima.
Il primo messaggio fu questo: «Figlia mia, novizia mia, mi hai obbedito bene abbandonando tutto per seguirmi. L’infermità delle tue orecchie è dolorosa? La tua sordità verrà guarita, sii certa. Sii paziente: è l’ultima prova. La piaga sulla mano ti fa male? Prega in riparazione per i peccati degli uomini. Ogni persona di questa comunità è una mia insostituibile figlia. Reciti bene la preghiera delle Serve dell’eucaristia? Dunque, preghiamola insieme. Prega molto per il Papa, i vescovi e i sacerdoti! Dal momento del tuo battesimo hai sempre pregato fedelmente per loro. Continua a pregare moltissimo. Racconta al tuo superiore (monsignor Ito, nda.) tutto quello che è accaduto oggi e obbediscigli in tutto ciò che ti dirà».
Dopo questo messaggio, suor Agnes ne ricevette altri due, che furono accompagnati da alcuni annunci profetici. E il vescovo Ito venne subito coinvolto nel discernimento su cosa stesse accadendo, restando colpito dalla credibilità della vicenda.
Sì, e vale la pena leggere le parole pronunciate dalla Madonna. Il secondo messaggio ci fu il 3 agosto: «Figlia mia, novizia mia, ami il Signore? Se ami il Signore, ascolta quello che ho da dirti. È molto importante. Lo comunicherai al tuo superiore. Molti uomini in questo mondo affliggono il Signore. È vero ciò che pensi nel tuo cuore? Sei veramente decisa a diventare la pietra scartata? Mia novizia, tu che desideri appartenere senza riserve al Signore, per diventare la degna sposa dello Sposo, fai i tuoi voti sapendo che devi essere appesa alla croce con tre chiodi. Questi tre chiodi sono povertà, castità e obbedienza. Dei tre l’obbedienza è il fondamento. In abbandono totale, lasciati guidare dal tuo superiore. Lui saprà come comprenderti e guidarti».
Quindi, sabato 13 ottobre, il terzo e ultimo messaggio, ricco di preannunci profetici, da trasmettere al vescovo. La raccomandazione finale della Vergine fu: «Parla coraggiosamente al tuo superiore. Lui saprà come incoraggiare ciascuna di voi a pregare e a compiere atti di riparazione. Pregate molto la preghiera del Rosario. Io sola sono ancora in grado di salvarvi dalle calamità che si avvicinano. Coloro che ripongono la loro fiducia in me saranno salvati». Esattamente un anno dopo, il 13 ottobre 1974, suor Agnes verrà istantaneamente guarita dalla sordità, ma questa guarigione durò soltanto cinque mesi, come le era stato preannunciato dall’angelo custode nell’apparizione del precedente 18 maggio.
Queste profezie cui accennavi caratterizzano notevolmente le apparizioni ad Akita, anche per la loro connotazione apocalittica. Addirittura il vescovo Ito le definì la «continuazione di Fatima». Di che si tratta?
Già il 3 agosto 1973 la Vergine disse a suor Agnes: «Affinché il mondo possa conoscere la sua ira, il Padre celeste si sta preparando a infliggere un grande castigo a tutta l’umanità. Con mio Figlio sono intervenuta molte volte per placare la collera del Padre. Ho impedito l’arrivo del castigo offrendogli le sofferenze del Figlio sulla croce, il suo Sangue prezioso e le anime elette che lo consolano formando una coorte di anime vittime. Preghiera, penitenza e coraggiosi sacrifici possono mitigare l’ira del Padre». Oltre che di Fatima, qui si sentono risonanze anche di La Salette.
Più forti ancora furono però le parole del 13 ottobre 1973, con un dettaglio quasi fotografico della profezia: «Se gli uomini non si pentono e non migliorano se stessi, il Padre infliggerà una grande punizione a tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del diluvio, come non si è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e annienterà una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare sacerdoti né fedeli. I sopravvissuti si ritroveranno così desolati che invidieranno i morti. Le uniche armi che vi rimarranno saranno il Rosario e il segno lasciato da mio Figlio». Qui potrebbe forse esserci una connessione con il segno profetizzato sulla collina delle prime apparizioni a Medjugorje.
Quindi la Vergine proseguì: «Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i sacerdoti. L’azione del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa, al punto che si vedranno cardinali opporsi a cardinali e vescovi contro altri vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e combattuti dai loro confratelli; chiese e altari saranno saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio tenterà molti sacerdoti e anime consacrate affinché lascino il servizio del Signore. Il demonio sarà particolarmente implacabile contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdizione di così tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà più perdono per loro».
Queste della Vergine sono parole che oggi possono sembrare dure e, per molti, anche incomprensibili. Ma un ulteriore chiarimento c’è stato quando ella disse: «Voglio anime per consolarlo e placare l’ira del Padre celeste. Desidero, insieme a mio Figlio, anime che riparino, con le proprie sofferenze e la propria povertà, per i peccatori e gli ingrati. […] Desidero questo anche dalla tua comunità: che ami la povertà, che si santifichi e preghi in riparazione per l’ingratitudine e gli oltraggi di così tanti uomini». In che modo questo appello deve toccare il nostro cuore?
Nei messaggi che la Madonna diede a suor Agnes c’è l’espressione «ira di Dio», un’espressione biblica che va interpretata alla luce del Nuovo Testamento dove, attraverso Gesù Cristo, si è manifestata la misericordia divina. Ce lo dice san Paolo: «Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Romani 5,20). L’ira di Dio è contro il peccato, non contro il peccatore, perché, come Egli stesso ci dice, «non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva» (Ezechiele 33,11). Come ci ha mostrato Gesù, quel che conta è la nostra apertura del cuore a Lui e alla sua Parola: le sue uniche espressioni di durezza sono verso i peccatori impenitenti.
Il motivo per cui la Madonna è apparsa ad Akita è affinché per i peccatori che si sono induriti nel peccato ci sia una forza di preghiera e di intercessione che li strappi al peccato e li conduca alla conversione. D’altronde lo sappiamo bene che il tema della conversione è il principale denominatore di tutte le manifestazioni mariane.
Mi sembra utile proporre qui la preghiera, composta dal vescovo Ito per le Serve dell’eucaristia, che la Vergine volle recitare insieme con suor Agnes: «Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella santa eucaristia, ti consacro il mio corpo e la mia anima per essere completamente unita al tuo Cuore, nel sacrificio in ogni istante su tutti gli altari del mondo, nella lode al Padre, nell’implorazione dell’avvento del suo Regno. Ti prego, ricevi questa umile offerta di me stessa. Usami come vuoi tu per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime».
Ma a cosa attribuisci il fatto che queste profezie siano state date proprio in Giappone? E in che consiste il collegamento individuato dal vescovo con Fatima?
Io vedo, da Fatima in poi, due preoccupazioni fra loro congiunte, che la Madonna esprime in tante apparizioni: quella per le anime che si perdono e quella per l’ostilità fra gli uomini che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell’umanità e del mondo. Perciò varie apparizioni riconosciute sono avvenute in luoghi dove la violenza si è manifestata prima o dopo l’evento mariano. Lo abbiamo visto a Banneux, a Beauraing, a Kibeho, a Medjugorje.
Qui ad Akita la Vergine parla di un castigo, che è quello preannunciato a Fatima e poi ad Amsterdam. Un castigo che gli uomini si costruiscono da se stessi: la guerra, che oggi può portarci sino alla distruzione del pianeta sul quale viviamo. In particolare, ad Akita si parla del fuoco che cade dal cielo. E non dimentichiamoci che le prime due bombe atomiche sono state fatte esplodere proprio sul Giappone, a Hiroshima e a Nagasaki. Quindi questo castigo, dal quale la Madonna è venuta a proteggerci, i giapponesi lo conoscono molto bene. E il rischio di una guerra nucleare globale non è poi così remoto: se anche san Giovanni Paolo II sentì il bisogno di scrivere nel proprio testamento che ringraziava Dio perché aveva preservato il mondo dall’olocausto nucleare, vuol dire che questa è una spada di Damocle che pende sulla testa dell’umanità.
Le profezie che dà la Madonna non sono anticipazioni del futuro per soddisfare la nostra curiosità. La Madonna invece ci mostra che la strada che stiamo percorrendo, quella dell’incredulità e dell’odio, ci porterà alla rovina. Ce lo dice per invitarci a prendere un’altra strada, per evitarci le tragedie che l’uomo si provoca da sé. Il futuro preannunciato è minaccioso se noi proseguiamo dritti verso il baratro. Ricordiamoci sempre che, come ha riferito la veggente Mirjana, la Madonna ha detto che i dieci segreti di Medjugorje si realizzeranno «perché quello è il nostro bene» e Lei è fra noi per salvarci.
Vorrei anche sottolineare un aspetto storico. Quando la statua pianse per la prima volta, l’angelo custode confidò a suor Agnes che «la santa Vergine ama il Giappone e perciò ha scelto Akita per comunicare i suoi messaggi». Nessuno storico è stato in grado di determinare quanti siano i cattolici uccisi a motivo della fede in Giappone durante le terribili persecuzioni in particolare nella prima metà del Seicento, a cinquant’anni dall’inizio dell’evangelizzazione svolta nel Paese da san Francesco Saverio a partire dal 1549: fra i tanti martiri (forse più di 40.000), dei quali 437 sono stati finora proclamati beati o santi, 32 vennero bruciati vivi nel 1624 proprio ad Akita.
(Prima parte)