di Gian Guido Vecchi- Corriere della Sera – 22 Ottobre 2026

Confermata la diagnosi iniziale e la buona riuscita dell’intervento al polmone: «Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma e che la malattia era localizzata»

Niente chemioterapia o altro: Leone XIV, dopo l’intervento del 13 ottobre per l’asportazione di un tumore al polmone destro, non dovrà sottoporsi ad altre terapie. Lo hanno comunicato ieri sera i medici che lo hanno in cura.
«Sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico al Santo Padre», scrivono il dottor Luigi Carbone, medico del Papa, e il professor Stefano Margaritora, il chirurgo del Gemelli che lo ha operato: «Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata». E così «una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia».

L’esito degli esami sui tessuti asportati durante l’intervento è molto importante. Significa che il tumore è stato scoperto e rimosso a uno stadio precoce, il primo, il che comporta soltanto controlli periodici: in genere, una visita e una Tac all’anno. La convalescenza sarà abbastanza breve: «Credo che il Papa in un’altra decina di giorni possa aver pienamente recuperato», aveva detto il chirurgo sabato, quando Prevost è uscito dall’ospedale. Già al momento della dimissione, Leone XIV era «in condizioni cliniche assolutamente soddisfacenti» e pure «la riespansione del polmone dopo l’intervento sta seguendo i tempi normalmente previsti», aveva aggiunto Margaritora.

Il viaggio in programma

A questo punto si fa più probabile il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù previsto dal 6 al 17 novembre, e mai annullato. Lo stesso chirurgo ha spiegato che non ci sono «motivi clinici» che lo impediscano. Anche la presenza ad Assisi il 27 ottobre non è più così remota. Già domenica, del resto, Prevost era intervenuto all’Angelus con voce ferma e chiara, senza affanni.

Lui stesso ha spiegato che avrebbe ripreso «gradualmente» i suoi impegni. Già lunedì ha parlato al telefono con il presidente ucraino Zelensky, come già venerdì scorso aveva fatto dal Gemelli con il presidente russo Putin, per chiedere un «corridoio umanitario» a Oleshky.
Ieri mattina Leone XIV ha tenuto senza problemi l’udienza generale e la catechesi in piazza San Pietro, guidando pure il canto del Padre Nostro e salutando a lungo i 30 mila fedeli nel giro in auto: «La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio».