La terza Persona della Santissima Trinità è lo Spirito Santo. L’identità dello Spirito Santo è quella di essere un’ispirazione d’amore fra il Padre e il Figlio, come diciamo nel Credo, procede dal Padre e dal Figlio. Lo Spirito Santo è l’amore che il Padre e il Figlio si scambiano fra loro eternamente per cui possiamo ben dire che Dio è amore. Il Padre genera il Figlio; il Figlio generato spira col Padre lo Spirito Santo che è il loro reciproco rapporto d’amore.

Fra le tre Persone divine non c’è una successione temporale; nell’istante presente il Padre genera il Figlio e fra il Padre e il Figlio c’è l’aspirazione dello Spirito Santo, il soffio d’amore. Siamo di fronte a un grande mistero di amore. Dal punto di vista ontologico lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità perché Dio è il Padre genera, il Figlio che è generato e lo Spirito Santo che è il soffio d’amore tra il Padre e il Figlio. Lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità perché è uno scambio d’amore fra il Padre e il Figlio.

La rivelazione di Dio come Santissima Trinità avviene per la prima volta nel momento dell’Incarnazione, quando l’arcangelo Gabriele fa l’annuncio a Maria e lei è la prima a cui viene svelato il mistero della Santissima Trinità. Quando la Madonna chiede come sarebbe stato possibile che il Figlio di Dio si facesse uomo nel suo grembo, l’arcangelo rivela l’azione dello Spirito Santo. Il primo cuore che si apre al mistero della Santissima Trinità è proprio quello della Vergine Maria che creata Immacolata, aveva dentro di sé quella luce interiore che l’ha resa “umile ed alta più che creatura” a cui è stato rivelato il mistero di Dio dentro Dio, che è un mistero di comunione eterna di amore. Quando diciamo che Dio è amore significa che è una circuminsessione eterna delle tre Persone divine, le quali sono relative le une alle altre. La teologia spesso, infatti, usa il termine “relazione” al posto di “Persona”; si tratta di tre relazioni relative una all’altra e sono tre Persone divine distinte fra loro.

La successione dell’entrata nel mondo delle tre Persone divine potremmo in qualche modo già collocarla nel momento della Creazione perché il Padre crea per mezzo del Verbo e insieme effondono lo Spirito Santo, che è il Signore e dà la vita. La stessa Opera della Creazione è trinitaria. Anche l’Opera della Redenzione è trinitaria, il Padre invia il Figlio che obbedisce e si fa uomo nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo; il Figlio, animato dallo Spirito Santo, entra nel mondo e compie il mistero della Redenzione. Il dono della Redenzione che viene dato agli uomini è lo Spirito Santo, è la pienezza dell’amore di Dio che è il frutto della Redenzione; dopo la Passione Gesù, infatti, appare nel Cenacolo passando attraverso le mura (il corpo glorioso di Cristo ha questa capacità di essere ovunque e di non avere alcun impedimento) e dice agli Apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo”. Tutti i doni della Redenzione, allora, sono sintetizzati nello Spirito Santo. Anche noi con il Battesimo riceviamo lo Spirito Santo che ci purifica, fa di noi dei figli di Dio; con la Cresima riceviamo la pienezza dello Spirito Santo che ci fa testimoni di Cristo.

Quelle che noi chiamiamo “grazie” sono le effusioni dello Spirito Santo su di noi; è la terza Persona della Santissima Trinità effusa nei nostri cuori ed è quella che ci ricolma di tutti i beni della Redenzione che noi sintetizziamo nei sette doni dello Spirito Santo, ma sono molti di più; la parola “sette”, infatti, indica una pienezza e la catalogazione cerca di sintetizzare tutto ciò che lo Spirito Santo produce in noi nell’Opera di santificazione. D’altra parte, la teologia attribuisce l’Opera della Creazione al Padre, l’Opera della Redenzione viene attribuita al Figlio fatto uomo, l’Opera della nostra Santificazione allo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo opera la nostra santificazione agendo nei nostri cuori e donandoci i suoi doni che poi noi abbiamo sintetizzato in sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, santo timor di Dio. Ovviamente i doni dello Spirito Santo sono molti di più perché lo stesso numero settenario sta a indicare una pienezza che, venendo da Dio, è infinita.

Riceviamo lo Spirito Santo nel momento del Battesimo perché veniamo rivestiti della grazia santificante, diventiamo tempio dello Spirito Santo. Con la Cresima c’è una ulteriore effusione dello Spirito Santo che ha lo scopo di renderci testimoni della fede, ci fortifica proprio nella testimonianza e nella perseveranza fino alla fine della nostra vita. La Cresima è un Sacramento che completa il Battesimo, completa il dono dello Spirito Santo dato nel Battesimo. Nella Cresima lo Spirito Santo ci abilita alla testimonianza e alla diffusione della fede in diversi modi; nella schiera dei Santi vediamo i doni straordinari dello Spirito Santo, pensiamo ad esempio a San Tarcisio o a Santa Cecilia morti martiri testimoniando l’amore per Cristo.

Ci sono preghiere bellissime allo Spirito Santo, una delle quali è stata indicata proprio dalla Regina della pace e quando la gente di Medjugorje aveva smesso di pregare lo Spirito Santo la Madonna ha fatto subito un richiamo: «Perché avete smesso di pregare la preghiera allo Spirito Santo prima della Messa? Vi avevo chiesto di pregare sempre e in ogni periodo dell’anno lo Spirito Santo affinché si effonda su di voi. Riprendete quindi questa preghiera» (Messaggio del 2 gennaio 1984). L’invocazione dello Spirito Santo prima della Santa Messa è importante perché ci abilita alla comprensione di questo grande mistero e a viverlo interiormente.