Pensiero Spirituale sulla Virtù della temperanza

Cari amici,
la Virtù cardinale della temperanza è certamente stata dimenticata ma è molto attuale.
Accanto alle Virtù teologali (fede, speranza e carità) che sono di origine divina, ci sono quelle umane che si sono elevate nell’ambito della vita cristiana (giustizia, fortezza e temperanza).
La parola “temperanza” richiama la moderazione di alcune attività del nostro corpo. Per il Cristianesimo il corpo è materia che viene da Dio, ha quindi una connotazione elevata, rispetto invece a diverse filosofie e correnti di pensiero che lo disprezzano, lo mortificano o lo ritengono un carcere per l’anima, basti pensare all’Induismo.
Dio crea l’anima e il corpo, pertanto esso, essendo creazione divina non può essere “cattivo”.
L’unione tra anima e corpo è stata messa in discussione con la caduta originaria: il dono della perfetta armonia è stato compromesso a causa del peccato originale. Ne consegue che facciamo fatica a dominare il nostro corpo e ad assoggettarlo alla nostra componente esistenziale più elevata che è l’anima.
La sobrietà ci consente di evitare gli eccessi, che fanno male al nostro corpo e alla nostra salute. Significa esercitare il controllo di se stessi soprattutto su certe cose che fanno male veramente, come il fumo, l’alcool, le droghe, eccessi che danneggiano il corpo, compromettono la salute e innescano condotte di vita dannose per chi ne eccede ma anche per chi lo circonda. Quante volte vediamo persone che sono incappate in una dipendenza che ha rovinato la loro salute, oltre che la loro vita professionale e familiare.
La Virtù della temperanza, allora, è fondamentale e per noi Cristiani il corpo esige rispetto perché creato da Dio.
La sobrietà è una Virtù che ci permette di avere un controllo del corpo tale da avere una buona salute con cui anche la mente e l’anima operano meglio!
Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi.
Le malattie a cui mi riferisco non sono ovviamente quelle inevitabili che accadono, purtroppo, a tutti, e che talvolta sono causa di morte. Mi riferisco alle malattie che ci andiamo a cercare nell’incapacità di dominare noi stessi.
La Madonna, a proposito del dominio del corpo, ha sviluppato il grande tema del digiuno, che è dominio dell’appetito. Il digiuno a pane e acqua non è un non mangiare, è la moderazione dell’appetito. La Regina della pace ha detto che chi non riesce a osservare il digiuno a pane e acqua può rinunciare a qualcosa di superfluo come il caffè, il fumo o altro.
Per noi cristiani il nostro corpo è strumento per l’anima per vivere bene, per compiere appieno la nostra missione.
L’altro versante della Virtù della temperanza è certamente la castità. La sessualità fa parte dell’essere umano ed è stata concepita da Dio in vista della genitorialità. La sessualità deve perciò essere vissuta con ordine e sobrietà.
In un mondo in cui il corpo è diventato un idolo, la gente manca totalmente di sobrietà e la sessualità è vissuta in modo disordinato e lontano dalla funzione per cui è stata creata, noi cristiani dobbiamo andare controcorrente.
Dobbiamo tornare alla semplicità, alla sobrietà morale e materiale, al rispetto del nostro corpo e di quello altrui, esercitando questa preziosissima Virtù purtroppo accantonata e sminuita.
Da “la Lettura cristiana della cronaca e della Storia”