Il Purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio e di altre pene che tolgono all’anima ogni resto di peccato. C’è una grande differenza fra Purgatorio e inferno, quest’ultimo infatti è eterno invece il Purgatorio è temporaneo, ha un inizio e una fine che l’ingresso dell’anima in Paradiso. Il Purgatorio è un luogo di purificazione nella prospettiva di entrare nella gloria. È bensì vero che questo patimento è soprattutto la privazione della visione di Dio, ma non è uguale a quella dell’inferno perché il Purgatorio ha la prospettiva della speranza di vedere Dio. In Purgatorio le anime già crescono e si purificano nell’amore di Dio, in loro c’è il desiderio di vederlo e questo desiderio si approfondisce e si purifica sempre più, è una sofferenza che purifica e che abbrevia il tempo della pena.
L’inferno è tutto il contrario, è una provazione di Dio radicale, è un odio contro Dio. Il Purgatorio è una pena nella prospettiva della visione ed è animata dall’amore che purifica, è il desiderio di vedere Dio che genera la pena. L’inferno invece è l’odio contro Dio che struttura l’anima nella sua malvagità. Le differenze fra inferno e Purgatorio sono notevoli; non è solo in fatto che l’inferno sia eterno e il Purgatorio temporaneo. Anche la stessa la privazione di Dio, nell’inferno è una pena nell’odio, nel Purgatorio è una pena nell’amore e nella speranza.
Tra le tante pene del Purgatorio c’è il fatto di non essere in comunione con le anime del Paradiso che non possono pregare per le anime che sono in purgatorio. Le anime che sono in Purgatorio possono ricevere le nostre preghiere; di qui anche la grande raccomandazione della Chiesa ad alimentare la preghiera e i sacrifici per abbreviare la purificazione delle anime del Purgatorio. Il motivo per cui si va in Purgatorio è perché l’anima non è purificata, non ha colpe mortali ma ha tante piccole macchie di cui deve essere purificata. Questa purificazione avviene mediante la privazione di Dio che, secondo la grande teologa mistica del Purgatorio Caterina da Genova, è proprio la causa della grande sofferenza delle anime del Purgatorio perché è talmente grande il desiderio di vedere Dio faccia a faccia che questa lontananza provoca una grande pena.
Nel medesimo tempo, questa pena viene mitigata dalla speranza che questo tempo di privazione ha una fine e quindi la cosa bella è che noi possiamo efficacemente abbreviare le pene del Purgatorio con delle pratiche molto semplici come le preghiere, il Rosario, la Santa Messa, i piccoli sacrifici. Questo è un atto di carità grandissimo per i nostri cari ai quali, se vogliamo veramente bene e se hanno avuto la grazia di andare in Purgatorio, possiamo abbreviare la pena efficacemente con le preghiere, i sacrifici, le opere buone e le indulgenze plenarie fatte per bene. Possiamo fare tanto bene alle anime dei nostri cari in Purgatorio e anche per quelle anime per cui nessuno prega; dobbiamo avere questo immenso perimetro di carità e pensare alle tante anime che sono in Purgatorio e per le quali nessuno prega. Quelle anime, a loro volta, possono pregare per noi; è un’ipotesi molto seria secondo cui le anime del Paradiso non possono pregare per le anime del Purgatorio, ma noi possiamo farlo e, a loro volta, credo che possano pregare per noi.
C’è questa meravigliosa possibilità per cui noi possiamo pregare per le anime del Purgatorio e loro possono pregare per noi. La Chiesa sottolinea questa che è una raccomandazione, la pietà e la preghiera per i defunti infatti sono già presenti nell’Antico Testamento, sono una costante per la Chiesa. La Regina della pace ha dato un bellissimo Messaggio a Medjugorje in cui dice che pregando per le anime del Purgatorio possiamo guadagnarci degli intercessori che pregano per noi: «Cari figli, oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del purgatorio. A ogni anima sono necessarie la preghiera e la grazia per giungere a Dio e all’amore di Dio. Con questo anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori, che nella vita vi aiuteranno a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che soltanto il Cielo è la meta a cui dovete tendere. Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Messaggio del 6 novembre 1986).
La preghiera per le anime del Purgatorio dev’essere messa nelle nostre preghiere quotidiane, l’Eterno Riposo è una preghiera bellissima che ricorda la costante carità della Chiesa verso le anime che si purificano. La privazione di Dio, benché illuminata dalla speranza, non è una pena di poco conto ma non è certamente paragonabile alle pene dell’inferno che non hanno la prospettiva della speranza e dell’amore come quelle del Purgatorio. Bisogna capire bene il senso della privazione di Dio che c’è all’inferno e il senso della privazione di Dio che c’è in Purgatorio.
È anche bella questa pratica che si fa spesso e che è molto radicata nella Chiesa di far recitare la Santa Messa per le anime del Purgatorio. La Santa Messa in sé ha un valore immenso, in se stessa ha un’efficacia grandissima; se è accompagnata dalla nostra Confessione e Comunione, l’efficacia di questa Santa Messa è maggiore perché c’è anche il nostro contributo di preghiera. Voglio incoraggiare questa pratica bellissima di far celebrare le Messe per le anime del Purgatorio, cerchiamo di partecipare anche noi. Unendo le nostre preghiere a quelle di Cristo e all’intercessione di Maria, anche con il Rosario, con piccoli fioretti e sacrifici possiamo far entrare in Paradiso le anime dei nostri cari. In questo modo alleviamo il nostro dolore con la consapevolezza che con la nostra preghiera contribuiamo ad alleviare il tempo in cui saranno lontane dal Signore e abbreviamo il tempo che devono attendere per poter entrare nella gloria del Paradiso.
Il 2 novembre 1983 la Madonna ha dato un Messaggio in cui fotografava la situazione spirituale del mondo di oggi: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte». Effettivamente è così perché viviamo in un tempo di lontananza da Dio e molti muoiono senza la preghiera e senza il pentimento dei peccati. Una volta che Dio ha giudicato l’anima nel momento immediatamente successivo alla morte, non c’è modo di fare ricorso. Non possiamo pensarci dopo, dobbiamo vivere pensando alla nostra anima e al suo destino eterno.