L’inferno è il patimento eterno della provazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene. Non bisogna avere paura di parlare dell’inferno, la Madonna ne ha parlato perfino a dei bambini e Gesù stesso ne ha parlato molto in termini chiari e a volte drammatici paragonandolo al fuoco eterno. Le pene dell’inferno sono di carattere spirituale, la più importante è la privazione di Dio. Siamo stati creati per Dio, per l’eterno amore, per la pienezza della verità e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Lui. L’inferno è una privazione di tutto questo per scelta nostra, è un’auto-privazione della visione di Dio perché siamo noi a scegliere di non volerlo e lo rigettiamo. Di fronte a questa opposizione radicale della nostra volontà Dio non ci distrugge, ma accetta la volontà di quell’anima che sceglie di rifiutarlo. L’inferno è una privazione di Dio nostra piena felicità. Nel tempo della loro vita Gesù e Maria hanno affrontato rispettivamente la Croce e la Croce spirituale per salvare le anime dall’inferno e dare loro la possibilità di purificarsi dei peccati mediante il pentimento e il proposito di non commetterne più.

La Divina Misericordia fa di tutto pur di salvare le anime, Dio rispetta ciò che la creatura decide pur dando tutte le grazie necessarie affinché si converta. Resta un gran mistero il fatto che l’uomo – creato a immagine di Dio, capace di Dio e orientato a Dio – si pieghi su se stesso per adorare se stesso al posto di Dio. È una possibilità della libertà umana e della libertà angelica. La privazione di Dio è la pena più grave dell’inferno ed è un patimento eterno. È un’eresia affermare che l’inferno non sia eterno e che alla fine ci sarebbe una rigenerazione di tutte le anime dannate. Gesù ha parlato di “fuoco eterno”; l’esistenza dell’inferno, le pene dell’inferno e l’eternità dell’inferno sono rivelazioni divine, le ha rivelate Gesù Cristo.

Oltre alla privazione di Dio, all’inferno si aggiungono tutti mali possibili senza alcun bene. Non è difficile credere all’esistenza dell’inferno perché il peccato ne è un anticipo qui sulla Terra. È un inferno anticipato ciò che i demoni costruiscono qui sulla Terra per trasformarla nel luogo della dannazione anticipata. Andare in Paradiso è certamente difficile perché bisogna percorrere la via stretta; purtroppo è facile andare all’inferno perché la via è larga e molti la percorrono. Nella sua infinita bontà la Madonna ha voluto rivelarci che oggi un numero relativamente piccolo di anime va in Paradiso, molte anime vanno in purgatorio e un numero ugualmente grande di anime va all’inferno.

Va all’inferno chi muore in stato di peccato mortale, senza pentirsi. È la durezza di cuore e l’odio contro Dio che fanno andare un’anima all’inferno, che è una scelta, un’autocondanna. Stiamo attenti a non permettere che i vizi e le superbie del mondo ci trascinino in questa condizione esistenziale e ci facciano diventare dei demoni. La Madonna ci ha detto di essere sua immagine e non immagine di satana proprio perché lei vuole salvarci, satana invece vuole dannarci eternamente.

In caso di peccato grave, allora, pentiamoci, confessiamoci, facciamo un cammino penitenziale per ottenere il perdono di Dio. La Confessione in questi casi fa di noi delle creature nuove pronte per il Paradiso e, nel medesimo tempo, Dio ci riempie di una gioia fra le più belle e le più sante della vita.