Il Paradiso è un traguardo straordinario, è inimmaginabile ma che assolutamente non si può perdere. Il Paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, ogni altro bene senza alcun male. Il Paradiso è un rapporto di amore con Dio Santissima Trinità. Possiamo dire che il Paradiso è Dio stesso nella sua relazione eterna di amore e quindi di eterna gioia. Il Paradiso è stato creato quando gli angeli, di fronte alla prova, hanno deciso di affidarsi a Dio e sottomettersi a Lui come fece l’arcangelo Michele. Per gli angeli che invece hanno scelto di seguire Lucifero nacque l’inferno. Queste sono anche le destinazioni degli uomini di fronte alle opzioni fondamentali della vita: la porta del Paradiso è accogliere Dio e affidarsi a Lui, al Suo amore; il rifiuto di Dio è la porta dell’inferno.
L’espressione Paradiso è stata usata da Gesù con il buon ladrone, è l’unica volta in cui compare questo termine nel Nuovo Testamento. Non si tratta, ovviamente, del Paradiso Terrestre che era comunque uno stato di grande felicità che i nostri genitori hanno perso a causa del peccato originale. Il Paradiso di cui parla Gesù è quello eterno, è al di fuori dello spazio e del tempo; è l’istante eterno della gioia che viene dalla partecipazione alla vita divina, alla vita trinitaria. Come la vita trinitaria è eterno amore ed eterna gioia, così la nostra partecipazione alla Santissima Trinità, mediante Gesù Cristo e uniti a Lui. Con gli angeli, i santi, con Maria e tutte le anime salvate entriamo nella comunione eterna di Dio.
Siccome Dio è fuori dal tempo, il Paradiso è un istante eterno di gioia e di pienezza; è inimmaginabile, ma è comunque il destino ultimo della nostra vita se camminiamo sulla strada che Dio stesso ci ha indicato che è quella della fede, della speranza e della carità. La fede ci dice che il Paradiso è anticipato già su questa Terra, come d’altra parte è anticipato anche l’inferno. Il Paradiso è anticipato in quanto noi, quando siamo in grazia di Dio, Dio abita in noi e noi abitiamo in Dio. Possiamo anticipare il Paradiso già sulla Terra, nella fede che ci apre questa prospettiva, ci introduce nell’eternità e poi – mediante i Sacramenti e la preghiera – l’amore di Dio cresce nei nostri cuori e questo è l’anticipo della vita eterna che possiamo già godere in questa vita.
Difatti, molte persone già godono il Paradiso su questa Terra, pur portando la croce perché la vita nel tempo è una via di purificazione, di lotta spirituale. È bello pensare al Paradiso nella sua prospettiva di eternità che ci attende e anche nel suo anticipo che viviamo su questa Terra mediante la inabitazione di Dio in noi. Il Paradiso è il godimento eterno di Dio, è entrare nel cuore stesso della Santissima Trinità. Dio è la nostra felicità perché ci ha creato a Sua immagine e somiglianza. L’uomo con la sua mente è orientato a Dio che è eterna Verità, con il suo cuore è orientato a Dio che è eterno Amore. Nella luce della Verità e nella pienezza dell’Amore, questa è una condizione esistenziale di felicità.
L’insegnamento della Chiesa non si ferma qui nel descrivere il Paradiso, ma descrive l’effusione del Paradiso nella Creazione. Il Paradiso è la destinazione ultima della Creazione, cioè degli angeli (che sono già in Paradiso) e delle anime salvate. Questa felicità del Paradiso non viene soltanto dal nostro rapporto con Dio, ma viene anche dal nostro rapporto con tutte quelle creature (gli angeli e gli uomini) che partecipano alla gloria di Dio. È una felicità che si condivide con gli altri; ovviamente ciascuno ha la sua predisposizione che si è creata nel cammino spirituale della vita, non tutti i Santi sono uguali, non tutte le felicità sono uguale. Ogni anima arriva in Cielo con una capacità di ricevere Dio commisurata alla sua corrispondenza alla grazia. È chiaro che ci sono felicità che sono tutte una pienezza. In Cielo ci saranno le anime che saranno salite molto in alto, altre che saranno salite meno; la capacità di godere della pienezza divina è commisurata a ogni persona. In Paradiso noi godremo della gioia degli altri, la nostra gioia viene comunicata.
Nella vita è possibile, specialmente nella preghiera quando si fa la Santa Comunione, avere dei momenti di così intima unione con Dio che si pregusta già la gioia del Paradiso; questa gioia è diffusiva di se stessa, non è qualcosa che si afferra egoisticamente per se stessi, è una gioia che riempie e si effonde. La felicità del Paradiso è condivisa. Come nella Santissima Trinità le tre Persone divine si scambiano l’amore, così anche in Paradiso ci si scambia l’amore di Dio gli uni gli altri, ciascuno secondo la propria capienza. Non ci sono possessi egoistici di questa felicità, ma c’è l’effusione della nostra felicità sugli altri. È qualcosa di inimmaginabile ma che riflette la vita trinitaria delle tre Persone divine che si donano l’una all’altra con un amore infinito.
In Paradiso si gode di ogni altro bene. Fra le bellezze del Paradiso c’è la Creazione, la bellezza degli angeli e dei Santi, c’è Dio e la sua effusione sulla Creazione. In Paradiso siamo esenti dal male. Il Paradiso è inattaccabile dal male. In Paradiso il male non ha alcuna possibilità di entrare. Pensiamo qual è la nostra destinazione eterna e qual è anche l’anticipo di Paradiso che possiamo godere nei nostri cuori già in questa vita. Il Paradiso è la meta della vita. Dobbiamo impostare la vita come cammino per raggiungere questa meta, questo è il fine più importante della vita. La nostra destinazione non è la Terra, è il Cielo! Nel momento della morte l’anima spirituale e immortale lascia il corpo ed entra nell’eternità che può essere di gioia immensa, alla quale Dio predestina tutte le anime che accolgono il suo amore nell’umiltà. Noi dobbiamo essere fra quelle che camminano con perseveranza fino alla fine con la preghiera e con l’amore. Questo è il fine della vita. Usciamo dai sentieri che ci portano nel mondo delle vanità, prendiamo la via del Cielo, percorriamola giorno per giorno; se cadiamo rialziamoci, perseveriamo anche portando la croce. Alla fine, questa strada che è difficile, genera in noi la gioia che è uno sprono per proseguire. Mettiamoci su questa strada per assicurarci l’eternità beata.