Nell’Esodo Dio si è rivelato a Mosè dicendo: “Io Sono Colui che è”. Dio è l’essere che sussiste per forza propria, che non dipende da nessun altro, che non ha alcuna limitazione e che ha tutte le perfezioni. Possiamo dire che già nella Sacra Scrittura, con il nome di Jahvè (Io Sono), c’è già la definizione di Dio che ci ha dato Lui stesso. La grande speculazione cristiana si è sempre svolta su questo nome. D’altra parte, non bisogna dimenticare che la prova più forte della divinità di Gesù Cristo, che venendo sulla Terra ha rivelato se stesso come Dio. Gesù a coloro che volevano lapidarlo perché affermava di essere Dio, per affermare la sua superiorità rispetto ai profeti, disse: “Prima che Abramo fosse, Io Sono”. Gesù ha attribuito a se stesso la sua divinità. Anche nel Getsemani, quando i soldati gli si avvicinano per catturarlo, Gesù chiede loro: “Chi cercate?” e loro rispondono: “Gesù Nazareno”; Gesù, allora, risponde con l’espressione con la quale Dio si è rivelato al roveto ardente sul monte Sinai: “Io Sono”. Questa risposta pronunciata da Gesù fa cadere a terra i soldati. Successivamente, davanti al tribunale, quando Caifa chiede a Gesù: “Sei tu il figlio del benedetto?”, gli risponde: “Tu lo hai detto” e aggiunge “Vedrete il figlio dell’uomo venire sulle nubi del Cielo a giudicare il mondo”.
Gesù, nella rivelazione della sua identità, fa riferimento proprio a questa espressione “Io Sono”. Dio è l’essere che sussiste per se stesso, è causa di se stesso. Da questa espressione vengono poi tutte le altre perfezioni divine: Dio è purissimo Spirito, Dio è l’immenso, Dio è l’eterno. Molte volte anche nella Sacra Scrittura Dio viene chiamato proprio l’Eterno, cioè Colui che non ha né un inizio né una fine. Dio è purissimo Spirito significa che non ha un corpo e per capire bene che cosa significa bisogna comprendere la differenza fra anima e corpo. La materia è un dato creaturale. Dio è purissimo Spirito incausato, non ha una causa ma è causa di se stesso. Dio non ha un corpo come noi e tutte le rappresentazioni di Dio sono bisogni materiali dell’uomo, ma dobbiamo avere la consapevolezza che Dio non è materia, non ha un corpo come noi. Dobbiamo avere sempre la consapevolezza che le rappresentazioni umane di Dio sono pedagogiche.
Nel medesimo tempo bisogna dire che Dio ha assunto un corpo come noi. Dio Santissima Trinità è Padre che genera, Figlio generato, Spirito Santo che è l’amore ispirato fra il Padre e il Figlio. La Seconda Persona della Santissima Trinità è Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si è fatto uomo; la Persona divina di Gesù ha assunto una natura umana con un corpo e un’anima. L’anima di Gesù è creata spirituale e immortale, è dotata di intelligenza, volontà, memoria, ma non ha un io umano, ha un io divino, è l’io della Seconda Persona della Santissima Trinità che si è unita alla natura umana. Questo è il mistero dell’Incarnazione. Resta sempre l’espressione di fondo che Dio è purissimo Spirito perché la sua Santa umanità rientra nel campo della creaturalità. La natura umana di Cristo, senza la sua divinità, è stata creata, è stata formata nel grembo della Vergine Maria nel quale il Verbo si è fatto carne assumendo una natura umana completa, un corpo e un’anima.
In Gesù ci sono due forme di conoscenza, quella divina e quella umana; ci sono, quindi, due forme di volontà, quella divina e quella umana: nella preghiera del Getsemani Gesù dice infatti: “Sia fatta non la mia, ma la Tua volontà”.
Ovviamente Dio non si può localizzare. Dio è in Cielo, in Terra e in ogni luogo. Dio non si è limitato a creare il mondo, Dio ha creato il mondo dal nulla e lo sorregge con la Sua volontà e lo governa con la Sua infinita intelligenza. Come dice San Tommaso D’Aquino, Amor Dei est infundens et creans bonitatem in rebus, Dio non solo ha creato il mondo ma lo crea in continuazione infondendo la bontà in tutte le cose. In questo senso, allora comprendiamo l’espressione che Dio è in Cielo, in Terra e in ogni luogo. Egli è l’immenso significa che non c’è una parte del mondo in cui non ci sia Dio, Omnia sunt ei presentialiter (Tutte le cose sono davanti a lui nel presente). In questa meravigliosa espressione San Tommaso esprime come la Creazione sia sotto lo sguardo di Dio ed è sostenuta dall’Onnipotenza divina.
Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l’eterno. Dio ci ha creato e ha infuso l’anima spirituale e immortale in ciascun embrione umano; l’inizio di un essere umano ha come autore principale Dio e come cause concomitanti i genitori. Se Dio fosse stato creato sarebbe una creatura, non sarebbe Dio. San Tommaso D’Aquino diceva ancora ipsum esse subsistens che significa che Dio è l’essere stesso sussistente. Noi siamo che non sussistiamo da noi stessi, ci fa esistere Dio e questo è bellissimo. Dio ci fa esistere, noi dipendiamo da Lui. La preghiera nasce da questa dipendenza ontologica, il nostro essere cadrebbe nel nulla se Dio non volesse farlo esistere. Dio è l’essere che sussiste per se stesso, è l’essere increato, è causa di se stesso. Noi siamo stati causati da Dio direttamente e, per quanto riguarda il nostro corpo, per mezzo dei nostri genitori.
Il tempo così come noi lo concepiamo è una proprietà della materia, ma Dio è purissimo Spirito quindi per lui non c’è né futuro né passato. Per Dio tutto è presente, come dice San Tommaso, tutte le cose sono davanti a Lui nel presente. Evidentemente se per Lui non c’è né passato né futuro significa che Dio è eterno, ma è un’eternità presente. In Dio c’è solamente il presente, per cui quando ci rivela le profezie si tratta di eventi che per noi sono nel futuro ma che per lui sono già avvenuti e ne conosce già le conseguenze.
Sulla Terra siamo abituati a pensare in termini di passato, presente e futuro ma in Cielo è tutto diverso, si vive nell’istante presente. Il tempo è una caratteristica del mondo creato, del mondo materiale.