Si deve pregare riflettendo che stiamo alla presenza dell’infinita maestà di Dio e abbiamo bisogno della sua Misericordia; perciò, nella preghiera dobbiamo essere umili, attenti e devoti. La preghiera è una elevazione dell’anima a Dio, è un a tu per tu con Dio. Con la preghiera parliamo con Dio; nella preghiera siamo di fronte Dio, un Dio che ci ascolta e che ci legge nelle profondità dell’anima, nulla è nascosto al suo sguardo e tutto è compenetrato della sua Misericordia e del suo amore paterno.

Nella preghiera parliamo con Dio, nella preghiera ci rivolgiamo a Dio, nella preghiera Dio si rivolge a noi e ci interpella. Dalla preghiera, allora, non si può uscire uguali a come eravamo prima di entrare; con la preghiera siamo entrati nel cuore di Dio, con la preghiera entriamo nel cuore di Dio e ne dobbiamo uscire ripieni della sua sapienza, della sua fortezza e soprattutto ricolmi del suo amore.

La preghiera personale è importantissima, ma certamente anche quella orale che consiste nel pronunciare le parole una per una e gustarle. Nella preghiera liturgica, poi, i cuori di tutta la Chiesa sono una sola voce nel rivolgersi alla Santissima Trinità. Questa è l’essenza della preghiera.

Quando saremo in Paradiso e contempleremo il volto del Padre così come Egli è non ci distrarremo di sicuro, ma quando si prega è umano distrarsi, dobbiamo allora umilmente rimetterci davanti alla Presenza divina, davanti a Dio Santissima Trinità. Con la preghiera, come figli, entriamo nel cuore della Santissima Trinità e ci rivolgiamo al Padre insieme a Gesù che ci ha insegnato il Padre Nostro, anche se Lui è il Figlio eternamente generato dal Padre e quindi ha un rapporto diverso. Noi però siamo inseriti nella figliolanza divina per poterci rivolgere a Dio con Gesù e chiamarlo Padre. La preghiera, allora, è mettersi davanti a Dio; è il nostro povero io che si apre umilmente davanti al Tu divino.

A Medjugorje inizialmente la Madonna ha esortato a pregare il Rosario tutti i giorni e ad andare alla Messa quotidianamente, la gente si lamentava ma la Regina della pace replicava dicendo di guardarsi introno per vedere quanto abbonda il peccato nel mondo. Successivamente, andando avanti, la Madonna ha esortato alla preghiera continua, di giorno e di notte che significa innanzitutto avere un atteggiamento interiore a Dio per cui si fa tutto alla Sua presenza e per Suo amore; in questo modo tutto diventa preghiera. Anche il lavoro, svolto in comunione con Dio, per amore di Dio e dei fratelli, può essere una preghiera. Invece di riempire la giornata di cose futili, inutili, di cose che passano e lasciano vuoti, riempiamo la giornata di preghiera. Ad esempio, se siamo in coda alla cassa del supermercato mettiamoci a pregare, diciamo delle Ave Maria, delle giaculatorie, dei Gloria al Padre; mentre viaggiamo sui mezzi pubblici possiamo pregare per tutte le persone presenti, perché la luce di Dio entri nei loro cuori. La giornata, e la vita, devono essere una preghiera continua.

È necessario pregare e pregare spesso perché Dio lo comanda e, ordinariamente, solo se si prega Egli concede le grazie temporali e spirituali. Dio può dare delle grazie prima che le chiediamo, perché ne abbiamo bisogno e perché se non ce le desse non inizieremmo nemmeno a pregare; normalmente Dio concede le grazie quando le chiediamo. A riguardo c’è un bellissimo insegnamento della Madonna a Rue du Bac che è apparsa con un anello con numerosissime stelle, alcune delle quali erano spente; Santa Caterina Labouré le chiese il motivo e la Madonna le rispose che le stelle che non brillavano erano le grazie che Dio vorrebbe darci ma noi non le chiediamo. Tant’è vero che a Rue du Bac al termine della Messa c’è una processione di gente che porta all’Altare un foglietto con le grazie che richiede.

Dobbiamo chiedere a Dio la gloria sua e, per noi, la vita eterna e le grazie anche temporali, come ci ha insegnato Gesù Cristo nel Pater Noster. Santa Teresa del Bambin Gesù diceva di non avere paura di chiedere il massimo a Dio perché può fare anche i miracoli e ne fa tantissimi. Dobbiamo chiedere a Dio l’avvento del suo Regno, che sia fatta la Sua volontà, come in Cielo così in Terra. La gloria di Dio è il suo amore nei nostri cuori. Nel Padre Nostro Gesù ci ha insegnato a chiedere a Dio che venga il suo regno, sia fatta la sua volontà come il Cielo così in Terra; a chiedere il pane quotidiano; a chiedere il perdono dei peccati così come noi li perdoniamo agli altri; a chiedere di non abbandonarci alla tentazione. Nella richiesta del pane quotidiano è implicito qualcosa di molto spirituale che è il dono grandissimo e straordinario dell’Eucarestia.