L’Angelus di oggi di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro
Di Veronica Giacometti
Città del Vaticano , domenica, 6. settembre, 2026 12:11 (ACI Stampa).
“La Parola di Dio proclamata nella liturgia di questa domenica ci offre alcuni criteri fondamentali di pensiero e di azione. Leggiamo dalla Lettera ai Romani che ogni comandamento si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Papa Leone XIV inizia dalla Liturgia di oggi per accogliere i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per l’Angelus della domenica.
“Gesù ci ha insegnato a invocare e a praticare la remissione dei debiti. C’è però un patrimonio che ci dobbiamo l’un l’altro, senza restarne imprigionati: è il debito di un amore vicendevole. Tutta l’attenzione, la cura e il bene che abbiamo ricevuto ci rendono più liberi e capaci di responsabilità”, dice il Pontefice affacciandosi alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano.
“Nel Vangelo di questa domenica, Gesù suggerisce a ogni comunità cristiana almeno due modi di esercitare l’amore vicendevole. Il primo è diventare capaci di correzione fraterna. È un’arte delicata e troppo spesso dimenticata, che chiede franchezza e gradualità. Parlarsi sinceramente – dapprima a tu per tu, poi se necessario fra due o tre persone, infine, quando occorre, con l’intera comunità – significa affrontare la realtà e trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita. Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni. Il Vangelo, invece, ci educa alla libertà, nella carità”, questo il consiglio di Papa Leone.
“C’è poi un secondo modo di amare fraternamente, che per Gesù trasforma persino la preghiera: mettersi d’accordo. Non soltanto quando c’è un conflitto, ma per chiedere a Dio qualche dono. Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”, commenta il Papa prima della preghiera mariana.
Subito dopo la recita dell’Angelus il Papa passa ai consueti saluti. L’appello è per la pace in Ucraina. “Con animo addolorato ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hano colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti”, dice il Pontefice. “Il mio cuore si unisce alla popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura”, continua l’appello del Papa che chiede di “mettere fine alla violenza, fermare la distruzione, aprire il cuore alla pace”. Il Papa nel suo appello auspica la ripresa dei negoziati, l’apertura alla diplomazia. “Prevalga la concordia a tutti i conflitti del mondo”, questo l’appello finale.
“Chiediamo al Signore dopo la pausa estiva di accompagnarci e sostenerci nella sua luce”, finisce così l’Angelus di oggi di Papa Leone in Piazza San Pietro.