L'Angelus di Papa Leone XIV |  | Daniel Ibanez EWTNL’Angelus di Papa Leone XIV | | Daniel Ibanez EWTN

Di Marco Mancini

Castel Gandolfo , domenica, 30. agosto, 2026 12:19 (ACI Stampa).

La reazione di Pietro alle parole di Gesù che svela ai discepoli il Mistero della sua Pasqua imminente “è un moto di zelo, certamente animato da amore sincero, e nondimeno ci fa riflettere. Anche per noi non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre. Allora la tentazione è di pensare, contro ogni logica di fede, che sia il Signore a sbagliare, o peggio ancora a non ascoltarci o a non interessarsi di noi”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV introducendo l’Angelus all’esterno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

“Di fronte a questa incertezza Pietro, pur nella sua impulsività, ci insegna due cose importanti. La prima – ha spiegato il Papa – è di non interrompere mai, nemmeno in questi momenti, il dialogo con il Signore, anzi di manifestargli con fiducia anche la nostra difficoltà a comprendere ciò che ci chiede. La seconda, però, è di non giudicare mai l’operare di Dio, ma piuttosto di metterci in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che ci sta rivelando attraverso il suo agire, anche quando non corrisponde alle nostre attese. E la grandezza del Primo degli Apostoli si manifesta anche in questo”.

“Chiediamo al Signore – ha concluso il Papa – di avere anche noi, nella nostra vita di fede e nella nostra preghiera, la stessa sincerità di Pietro, nel dirgli umilmente ciò che davvero sentiamo, anche quando il cuore è confuso, e al tempo stesso di saper coltivare la sua stessa docilità, nell’accettare ciò che ci chiede al di là delle nostre attese”.

Dopo l’Angelus Leone XIV ha parlato della grave situazione ad Haiti. “Giungono notizie drammatiche del grave massacro perpetrato a Kenscoff nel quale hanno perso la vita numerose persone, mentre altre sono sequestrate. Esprimo la mia vicinanza orante alle vittime e ai loro familiari.  Chiedo che vengano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi. Rivolgo a un accorato appello a tutti i responsabili affinché si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza”.

Il Papa ha poi pregato per il Nepal. “Preghiamo per chi ha perso la vita, per i feriti, i dispersi e per le famiglie e per i soccorritori: possa la sollecitudine di tutti contribuire a alleviare le sofferenze e recare gli aiuti necessari alla popolazione. Continuiamo a pregare per la pace. Sant’Agostino, la cui memoria abbiamo celebrato in questi giorni, diceva che la pace è simile al pane del miracolo che cresceva nelle mani dei discepoli, mentre lo spezzavano e lo distribuivano. Possano aumentare nel mondo quanti con coraggio spezzano e distribuiscono il pane della pace, superando le divisioni promuovendo la giustizia e praticando il perdono per il bene di tutt

Infine il Papa ha ricordato la ricorrenza del Tempo del Creato, invitando “tutti a unirsi nella preghiera e nell’azione, affinché possiamo diventare canali d’Acqua viva della pace di Dio, portando ristoro al nostro mondo ferito”.