«Cari figli, Vengo a voi in questo vostro tempo per rivolgervi la chiamata per l’eternità. Questa è la chiamata dell’amore, Vi invito ad amare, perché solo attraverso l’amore conoscerete l’amore di Dio. Molti di voi pensano che hanno fede in Dio e che conoscono le sue leggi. Si sforzano di vivere secondo esse, ma non fanno ciò che è più importante non Lo amano. Figli miei pregate, digiunate. Questa è la strada che vi aiuterà ad aprirvi e ad amare. Solo attraverso l’amore di Dio si ottiene l’eternità. Io sono con voi, io vi guiderò con amore materno. Grazie perché avete risposto». Poi la Gospa ha aggiunto: «Figli miei, i Sacerdoti hanno le mani benedette da mio Figlio. Rispettateli!» (Messaggio del 2 ottobre 2006)

È un Messaggio bellissimo, che sollecita la parte più profonda di noi stessi a venire alla luce e cioè il desiderio di Dio, il desiderio di amore, il desiderio di eternità. Quando alla veggente Mirjana è stato chiesto quale fosse il Messaggio più importante della Regina della pace, ha risposto senza esitazione che secondo lei era l’invito all’amore.

Questo Messaggio va collocato nel nostro tempo. I Messaggi del 2 del mese sono dati nel ventennio in cui si è consumata l’apostasia del mondo moderno nel suo rifiuto della fede e della Croce. L’umanità ha rifiutato il Cielo, ha rifiutato una visione della vita che si apre all’eternità e si propone una visione della vita che va dalla nascita alla morte come se questa Terra fosse la nostra casa e non una zattera di passaggio sulla quale navigare per approdare all’eternità.

Abbiamo degradato noi stessi a degli animali che non hanno un’anima spirituale immortale, ci siamo identificati con il nostro corpo e abbiamo deciso che la Terra è la nostra patria dalla quale veniamo e alla quale ritorniamo. Ci siamo materializzati, ci siamo identificati con le cose che passano e che sono effimere. La Madonna è venuta dal Cielo verso la Terra per chiamarci verso l’eternità, per dire che noi veniamo da Dio e a Lui dobbiamo ritornare. La Regina della pace è venuta per risvegliare in noi il desiderio di vita eterna, il desiderio delle cose che non passano, il desiderio di ciò che è bello, buono e santo. Sulla Terra tutto passa e tutto finisce nel tempo che ogni cosa divora.

In questa palude del tempo nella quale ci troviamo ci azzanniamo gli uni gli altri per divorare quel poco che c’è e accumuliamo quello che riusciamo ad arraffare come se questo fosse il fine della vita. Dentro di noi c’è la chiamata verso l’eternità che è legata a un cambiamento di atteggiamento interiore che non dev’essere quello del possedere egoisticamente ma, in questa situazione transitoria nella quale ci troviamo, possiamo aprirci all’eternità aprendoci all’amore di Dio che scende nei nostri cuori, li purifica, li eleva, li rende capaci di amare gli altri e trasforma la palude nella quale viviamo in un bel giardino nel quale già pregustare la dolcezza e la bellezza delle cose eterne.

Questo Messaggio è una chiamata all’amore, a uscire fuori dal groviglio di vipere in cui siamo intrappolati. La Madonna ci invita ad amare perché soltanto così possiamo conoscere l’amore di Dio. Se facciamo questo atto di corrispondenza alla grazia, mortificando il nostro egoismo, mortificando le bocche avide dei sette vizi capitali che sono ingorde e mai sazie, la vita cambia radicalmente. È un’esperienza che molti fanno perché la grazia dello Spirito Santo agisce nei cuori e li porta alla conversione. Chi si converte esce dalla palude del mondo ed entra in una realtà dove la pratica dell’amore trasforma le cose.

La Madonna ci invita ad aprire il nostro cuore all’amore di Dio affinché pregustiamo l’eternità del Cielo che è la meta alla quale dobbiamo tendere. Molti, però, rimangono chiusi in questi ambiti oscuri di finitezza e di egoismo, dicono di aver fede in Dio ma vivono secondo queste pratiche esteriori ma non amano Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi. La qualità della nostra religiosità si misura nell’amore che abbiamo per Dio, nel fare la sua volontà, nell’amore per Cristo umile e povero. Ma se le pratiche varie non sono animate dall’amore di Dio non si raggiunge il fine; tutto il resto è finalizzato alla conoscenza di Dio, all’apertura al suo amore, alla richiesta del suo amore. L’amore di Dio ci trasforma.

La Madonna ci dice che se vogliamo uscire dal farisaismo dobbiamo pregare e digiunare. La preghiera è lo sforzo di aprire il cuore a Dio per ricevere la sua luce e il suo amore che ci trasformano. Il digiuno è la rinuncia ai desideri della carne, è la mortificazione della fame di mondo e quindi l’orgoglio, la prepotenza, la supponenza, la cattiveria, la vana gloria. Il digiuno è la rinuncia alle seduzioni del mondo. Il digiuno del corpo ci prepara a rinunciare alle vanità del mondo.

La Madonna ci porta al cuore stesso della fede che è un rapporto con Dio in cui lo si ama sopra ogni cosa e si ama il prossimo come noi stessi. È la sintesi della fede e la sintesi della morale che vanno applicate quotidianamente con il combattimento spirituale. Se non amiamo Dio non ci salviamo. Se non apriamo il cuore all’amore per Dio e per il prossimo non possiamo salvarci. Solo attraverso l’amore di Dio si ottiene l’eternità. Chiediamo questa grazia allo Spirito Santo che è l’amore di Dio, perché entri nei nostri cuori e li elevi, perché faccia nascere in noi la fame di purezza e di santità, la fame di essere buoni e caritatevoli, la fame di cambiare noi stessi a immagine di Cristo.

La Madonna ci guida con amore materno verso l’eternità insegnandoci ad amare Dio sopra ogni cosa, il nostro prossimo come noi stessi. Chiediamoci che progressi abbiamo fatto. Nel cammino spirituale siamo sempre in tempo a riprendere da capo, purché abbiamo l’umiltà di chiedere perdono e il fermo proposito di mettere Dio e il suo amore al primo posto nella nostra vita.

La chiusura del Messaggio è dedicata ai Pastori della Chiesa ed è una caratteristica dei Messaggi a Mirjana. È un invito ad apprezzare quelli che Gesù ha scelto come suoi Ministri della grazia, del perdono, dell’insegnamento della Verità e pregare per loro perché siano sempre all’altezza della loro vocazione. La Madonna ci ha dato moltissimi Messaggi per ricordarci che i Pastori della Chiesa rappresentano Suo Figlio.