PENSIERO SPIRITUALE SULLA PORTA DELLA SALVEZZA


Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme. Un tale gli chiese:
«Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti,
vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
(Lc 13, 22)

Cari amici,

Nel Vangelo di ieri Gesù ha parlato della porta stretta da cui dobbiamo sforzarci di entrare, si tratta della porta della salvezza.

Oggi siamo entrati in un clima molto pericoloso. Molti hanno aderito alla visione intramondana della vita e pensano che con la morte finisca tutto. Questa visione della vita nega Dio, l’Aldilà, l’anima, i Comandamenti. Mette al centro solamente l’uomo, oltretutto degradandolo a un animale utile solamente a produrre e che ambisce solamente al possesso delle cose terrene. Per chi ha aderito a questa nuova religione la salvezza consiste solamente a stare bene sulla Terra, qui e ora. Non c’è un dopo, altrove (l’Aldilà).

Ci sono anche molti cristiani che fanno fatica a vivere la vita come un cammino verso l’eternità, a mettere Dio in cima alle loro preoccupazioni e desideri e a mettere la salvezza dell’anima come obbiettivo fondamentale della propria vita.

L’obiettivo della salvezza dell’anima è andato un po’ oscurandosi, si cerca unicamente lo stare bene in questa vita. Anzi lo slogan satanico in voga è che senza Dio si vive meglio. Il catechismo del diavolo ormai si diffonde anche attraverso i mass-media. Nulla di più falso!

Dietro alla falsa luce c’è la disperazione, c’è l’abisso delle tenebre.

Per quanto riguarda l’impostazione della propria vita, è fondamentale mettere la salvezza della propria anima al primo posto.

La mia cara nonna, nell’umiltà della sua saggezza popolare, diceva sempre:

“Di anima una sola se ne ha, se la si perde che ne sarà?”

Non è facile salvare la propria anima perché abbiamo dei nemici formidabili contro cui combattere. Il primo è sicuramente la nostra carne, ovvero i semi del male che sono dentro di noi, che ci spingono lontani da Dio e ci fanno correre dietro alle cose effimere, materiali e cattive; questa è la concupiscenza, ovvero il retaggio del peccato originale che rimane dentro di noi anche dopo il Battesimo. È la spinta al peccato ed è il nemico più difficile da tenere a bada, poi ci sono il mondo e il maligno.

La lotta contro la carne è la più dura perchè è la lotta contro la spinta al peccato. La concupiscenza è l’egoismo con tutte le sue proliferazioni, la più nota è sicuramente quella dei sette vizi capitali.

La concupiscenza, allora, è il nemico più duro da combattere perché ci spinge al peccato e, peccando, diventiamo prigionieri del peccato, di conseguenza diventiamo prigionieri del maligno e, morendo senza la grazia del pentimento e della Confessione, ci perdiamo eternamente.

Ecco perché Gesù ci esorta a sforzarci di entrare per la porta stretta: dobbiamo combattere con il male che c’è dentro di noi. Dobbiamo contrastare tutte le proliferazioni dell’egoismo, tutto ciò che è ingiustizia, cattiveria, lussuria, violenza, inganno, sopraffazione…

Sappiamo che il male ha innumerevoli sfaccettature e se non lo si ferma diventa sempre più attanagliante.

Il combattimento spirituale consiste proprio in questo: rimanere saldi nella fede, restare ancorati a Gesù Cristo e tenere a bada i nemici che stanno intorno a noi ma soprattutto quelli che sono dentro di noi.

Lo sforzo per entrare nella porta stretta è necessario per assicurarci la salvezza eterna.

Dobbiamo avere cura della nostra anima ogni giorno, in ogni istante.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”