Ucraina, lo stallo e i segnali che arrivano da Mosca. Chi sta vincendo la guerra?

di Enrico Franceschini-La Repubblica – 19 Agosto 2022
La situazione sul campo a quasi sei mesi dall’inizio del conflitto
LONDRA – La guerra è in una fase “di stallo”. Lo ha dichiarato oggi un consigliere del presidente Zelensky a Kiev ed è un’impressione condivisa da esperti e media occidentali. Ma questo non significa che l’invasione russa dell’Ucraina stia per concludersi, tantomeno che ci sia la pace dietro l’angolo. Tra meno di una settimana, il 24 agosto, il conflitto avrà raggiunto i sei mesi. Ecco che cosa sta accadendo sul campo di battaglia e dietro le quinte.
Chi sta vincendo la guerra?
“Le forze russe hanno compiuto soltanto minimi avanzamenti nelle ultime settimane”, afferma Oleksiy Arestovych, un consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un giudizio largamente condiviso dagli analisti di affari militari così come dai media più autorevoli. La Russia mantiene il controllo della maggior parte del Donbass, la regione prevalentemente abitata da ucraini di lingua e origine russa che Vladimir Putin ha indicato come l’obiettivo principale dell’attacco, ma non l’ha ancora conquistata tutta. In modo simile, non ci sono stati progressi di rilievo delle forze di Mosca lungo la costa del mar Nero. La situazione di “stallo”, espressione usata dal consigliere ucraino, significa che sporadici combattimenti e lanci di razzi si alternano a fasi di relativa quiete dal punto di vista militare. Nessuno ha ancora vinto e nessuno ha ancora perso.
Cosa ha determinato questo apparente equilibrio?
Due fattori: uno è l’utilizzo da parte ucraina delle nuove, più potenti armi ricevute dall’Occidente, in particolare lanciarazzi a media gittata, con le quali le forze di Kiev sono riuscite a colpire alcuni centri nevralgici del nemico, come una base dei mercenari del Gruppo Wagner e una installazione militare in Crimea. L’altro è probabilmente l’esigenza russa di rifiatare, arruolare nuove forze e prepararsi alle prossime mosse, quali che siano le intenzioni del Cremlino. Un rapporto del ministero della Difesa ucraino parla di 44mila “perdite” russe tra morti, feriti e dispersi, altri dati indipendenti precisano che i morti certi sarebbero intorno a 5mila uomini. Sicuramente non si è vista alcuna offensiva di grosse proporzioni da parte di Mosca negli ultimi giorni.
Questo vuol dire che l’Ucraina si sente più sicura?
Fino a un certo punto: un missile russo ha colpito Kharkiv nelle ultime 24 ore, uccidendo sette persone e ferendone almeno 16. Il presidente Zelensky afferma che il razzo è caduto su un blocco di appartamenti, per cui tutte le vittime sono civili: “Non perdoneremo, ci vendicheremo”, promette il leader ucraino. Che l’obiettivo di questi lanci russi siano fabbriche militari o caserme, colpendo per sbaglio edifici civili, o che l’intento sia quello di spaventare e demoralizzare la popolazione, talvolta anche lontano dal fronte, di certo l’Ucraina rimane in guerra e la vita quotidiana resta esposta a gravi rischi. Ciononostante, a Kiev e nella gran parte dell’Ucraina centrale e occidentale le attività economiche sono riprese, così come sono tornati a riempirsi luoghi pubblici e ristoranti. Ma sempre con l’orecchio alle sirene che possono dare l’allarme per un bombardamento da un momento all’altro.
Che segnali giungono da Mosca sulla direzione da dare alla guerra?
L’agenzia di stampa ufficiale russa Ria ha reso noto che Igor Osipov, comandante in capo della flotta del mar Nero, basata in Crimea, è stato rimpiazzato da un altro ammiraglio, Viktor Sokolov. La decisione fa seguito alle esplosioni che hanno centrato la penisola, occupata dalle forze russe già nel 2014 e successivamente ammessa alla Russia. Se confermato, sarebbe uno dei più importanti siluramenti di alti ufficiali di Mosca dall’inizio del conflitto. La prova che le cose non vanno come Putin sperava.
Ci sono negoziati in corso per fermare la guerra?
Ufficialmente no, ma qualche trattativa esiste. Alti rappresentanti dell’Ucraina, della Turchia e delle Nazioni Unite si incontrano oggi a Leopoli per esaminare come sta andando l’accordo che ha permesso di sbloccare le esportazioni di grano dal porto ucraino di Odessa. Saranno presenti il segretario generale dell’Onu Antonio Guturres, il presidente ucraino Zelensky e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Le parti discuteranno anche “l’esigenza di una soluzione politica del conflitto” e la situazione attorno alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, ora sotto il controllo dell’esercito russo, fonte di grave preoccupazione per il rischio che sia colpita da un missile. Non è escluso che dietro le quinte si cerchi di coinvolgere la Russia alla ricerca perlomeno di una tregua, come la Turchia si è più volte impegnata a fare nel suo ruolo di mediatore assai ascoltato da Mosca. Un elemento da tenere presente in proposito è il clima: in Europa l’estate non è ancora finita, ma lungo il confine tra Russia e Ucraina la fine di agosto segna generalmente l’inizio di piogge autunnali e temperature più rigide, che non favoriranno nuovi attacchi.