
All’Angelus il Papa ha pregato per il Sudan e per la pace tra Russia e Ucrain
di Marco Mancini – ACI Stampa, 9/08/2026
“La presenza del Signore cambia tutto: Pietro addirittura riesce a fare alcuni passi sopra le onde verso di Lui; poi si spaventa, affonda e Gesù lo salva. Quando poi il Maestro sale sulla barca, la tempesta si calma, e allora sgorga spontanea dal cuore dei discepoli la professione di fede: «Davvero tu sei Figlio di Dio!» Per giungere a questo, non è bastato loro aver assistito a un miracolo, né aver avuto successo davanti alla gente: hanno dovuto passare attraverso l’esperienza della loro debolezza e, in essa, riconoscere la presenza di Dio. Solo così hanno potuto aprire veramente gli occhi e il cuore alla sua vicinanza, ritrovando pace anche in mezzo alla tempesta”. Lo ha detto stamane Papa Leone XIV, introducendo la preghiera dell’Angelus domenicale.
“Questo miracolo – ha aggiunto il Papa – ci insegna una cosa importante: prima di tutto a non esaltarci davanti al successo e a non presumere mai di noi stessi; e al tempo stesso a non disperare, neanche nei momenti di buio, quando ci sentiamo impotenti davanti ai problemi e, nonostante i nostri sforzi, ci sembra di andare più indietro che avanti.
In qualsiasi circostanza, Gesù non ci abbandona e, se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita – con la preghiera, con i Sacramenti, con l’ascolto della sua Parola –, in Lui troveremo la pace, troveremo luce e forza per il nostro cammino”.
Dopo aver recitato l’Angelus e impartito la Benedizione, il Papa ha rivolto il suo pensiero al Sudan.
“Rinnovo il mio appello a coloro che hanno responsabilità di governo – ha detto Leone XIV – affinché garantiscano corridoi umanitari per la popolazione civile. Allo stesso tempo, esorto la Comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato cessate il fuoco. Preghiamo affinché il Signore sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di quanti ricorrono alla violenza e conceda la pace tanto attesa”.
Poi un appello per la pace tra Russia e Ucraina. “Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto di fronte a tanto dolore. Rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le parti di attacchi che coinvolgono obiettivi civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze; è tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace”.
Salutando i giovani infine il Papa ha ricordato “che in questi giorni il calendario liturgico propone alcune stupende figure di santi e sante. Ieri il grande San Domenico fondatori dei Frati predicatori, oggi Santa Teresa Benedetta della Croce uccisa da Auschwitz e copatrona di Europa. Domani San Lorenzo diacono della chiesa di Roma, dopodomani Santa Chiara d’Assisi che lasciò una vita agiata per seguire Gesù povero e umile sul modello del suo concittadino San Francesco: cari giovani lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del Vangelo”.