Dio permette al male di manifestarsi. Dio poteva chiudere per sempre l’inferno fin da quando Lucifero e i suoi seguaci gli si sono ribellati; invece, ha permesso che potessero agire sulla Terra e tentare l’uomo per indurlo al male.
La permissione divina del male è una delle domande più difficili della fede. Dio non ha eliminato subito satana, lo ha lasciato agire nel corso della Storia umana con tutti i danni che ha fatto. L’unica risposta che possiamo dare è l’espressione di San Paolo “Dio permette il male per ottenere un bene maggiore”; è quello che Gesù ha rivelato anche nella Parabola del buon grano e della zizzania. Dio semina il buon grano che cresce, ma ecco che il nemico, il diavolo, viene e semina la zizzania che il contadino vorrebbe strappare subito ma quando è ancora un germoglio è molto simile al grano e quindi è facile confonderli. L’esortazione del Signore è molto chiara: aspettate che la zizzania cresca, poi il mietitore, cioè Dio stesso, alla fine separerà il buon grano dalla zizzania e il buon grano lo metterà nei suoi granai, cioè nel Regno dei Cieli, e butterà la zizzania a bruciare nel fuoco eterno.
Dobbiamo entrare in questa dimensione e capire perché Dio permette a satana di agire. La Regina della pace ha detto che l’attività diabolica è una seduzione o una tentazione. Possiamo dire che la tentazione è una seduzione, perché nella tentazione il male viene presentato tinto di bene, come se fosse un bene da desiderare, per cui noi lo desideriamo, lo perseguiamo e poi ci accorgiamo che era veleno addolcito.
Chissà quante volte nella nostra vita abbiamo sperimentato questa realtà. Chiediamoci, allora, come dobbiamo agire di fronte alla presenza del male nel mondo e anche nella nostra vita. Satana è un abilissimo ingannatore, l’ingannatore per eccellenza, vende le patacche come fossero oro zecchino; si aggira alla ricerca di compratori, di quelli che ci cascano. Nella vita, allora, è fondamentale il discernimento proprio per capire dov’è celata la tentazione. Quando ci accorgiamo che satana ci sta offrendo una tentazione siamo quasi vittoriosi perché stiamo in guardia. Il problema è quando non ce ne accorgiamo. Satana usa di tutto per attirarci sulla via del male, per farci suoi. Purtroppo, ce ne accorgiamo troppo tardi, quando ormai ci siamo cascati; molte volte è impossibile tornare indietro senza pagarne le conseguenze.
È chiaro, allora, che l’atteggiamento più importante è quello di scoprire la tentazione e non farsi trascinare in essa. Scoprirla subito è fondamentale quindi dobbiamo chiedere al Signore la grazia del discernimento, la luce dello Spirito Santo proprio per distinguere le vere luci dalle false luci, la vera felicità dalla falsa felicità, la vera speranza dalle false speranze. Oggi il mondo è soggiogato dalla tentazione. La tentazione del mondo di oggi è voler essere Dio. Siamo in un mondo in cui il maligno è presente, accende le sue false luci, crea la strada ampia e allettante che porta alla perdizione; oggi più che mai bisogna essere allenati nel discernimento perché il demonio si presenta sempre come angelo di luce, come un benefattore, come un bravo consigliere, ma il suo obiettivo è farci suoi prigionieri, portarci alla rovina, alla perdizione eterna.
Fare il discernimento è una grazia che bisogna chiedere a Dio e la si ottiene anche attraverso la rinuncia, l’affinamento della capacità interiore di percepire l’inganno che satana ci ha teso. Ci vuole una sensibilità particolare spirituale che molte persone che camminano sulla via del bene e dell’umiltà hanno.
C’è una seduzione che riguarda il mondo in generale, che riguarda ciascuno di noi e quindi dobbiamo essere capaci di discernere i pericoli, di vedere le serpi che silenziosamente si aggirano. Pensiamo, ad esempio, come satana ha circuito Gesù piazzandogli alle calcagna Giuda per tre anni. Il diavolo ha conquistato il cuore di Giuda lentamente fino a trasformarlo nel suo sicario. Gesù ovviamente se n’era accorto, ha visto tutto il cammino di perversione di Giuda e tutta la malvagità che ha accumulato fino arrivare al punto di tradirlo per trenta denari. Giuda è stato molto abile nel tenere per sé questo segreto, era talmente fine nell’arte dell’inganno che gli Apostoli, quando Gesù nell’Ultima Cena ha detto: «Uno di voi mi tradirà», si sono guardati l’un l’altro sgomenti senza accorgersi che il traditore fosse proprio Giuda.
Gesù sapeva cosa stava covando nel cuore Giuda e lo ha rivelato solo alla fine proprio perché tutti sapessero chi era il traditore. Gesù ha fatto capire anche a Giuda che sapeva benissimo quello che stava per fare e infatti gli ha detto: «Quello che devi fare, fallo subito», ed è uscito ma gli Apostoli credevano che fosse uscito per fare l’elemosina ai poveri: Giuda, invece, era uscito per incassare i trenta denari.
Stiamo attenti quando siamo nel mondo, stiamo attenti alle persone con cui parliamo, stiamo attenti a chi seguiamo, stiamo sempre all’erta perché il demonio punta proprio sulle anime che fanno il cammino di santità e fa di tutto per deviarle, studia i loro punti deboli. La Madonna ha detto che a satana basta un piccolo spiraglio per insinuarsi. La prima cosa da fare, allora, è capire dov’è celata la tentazione. Poi bisogna anche sapere aspettare. Quando si è scoperto il male non sempre lo si può aggredire, non sempre lo si può affrontare subito, bisogna anche aspettare che si manifesti. Gesù ha aspettato alla fine per rivelare il traditore agli Apostoli perché sapessero che era proprio Giuda colui che era andato a stipulare il contratto del tradimento.
Anche noi dobbiamo scoprire il male e aspettare il momento giusto per agire. Bisogna pregare per vederci chiaro, bisogna affinare la capacità di discernimento e poi quando è il momento di Dio si agisce e lo si estirpa con decisione. È importante aspettare il momento giusto perché quando il male si manifesta è più facile per noi far capire perché siamo intervenuti.
La lotta contro il male è difficile, molte volte è come una partita a scacchi, richiede prudenza, pazienza, saper aspettare il momento giusto per fare quello che si deve fare e cioè aspettare che la serpe metta fuori il capo dalla tana per assestargli un colpo sulla testa. È così che bisogna fare e ogni passo falso in questo senso può causare danni a noi e anche agli altri. Che Dio ci dia proprio questa capacità di discernimento per capire come e quando agire, Che Dio ci dia anche la forza di sradicare il male quando è il momento giusto. È una battaglia quotidiana che dobbiamo fare con un atteggiamento costante di preghiera; abbiamo bisogno di luce, di coraggio e di determinazione perché in palio c’è la salvezza della nostra anima e di quelle dei nostri cari.