di Vincenzo Brunelli – Corriere della Sera, 1 Agosto 2026
L’uomo assisteva la madre anziana e malata, molto credente e religiosa: per il Tribunale la donna traeva beneficio e conforto dall’ascolto del rosario. Il vicino che lo aveva denunciato: «Quando mette quella radio la tiene accesa per ore»

Aveva l’abitudine di ascoltare spesso Radio Maria, specie quando recitano il rosario in diretta, ma il vicino di casa non ne può più e lo denuncia per molestie, chiedendo anche il risarcimento dei danni.
Due residenti confinanti in provincia di Cuneo sono finiti al centro di un singolare contenzioso giudiziario. Nei giorni scorsi il Tribunale di Cuneo ha dato torto al vicino «denunciante», condannandolo anche a pagare 1.500 euro di spese legali.
Per il giudice Ruggiero Berardi, della sezione civile del Tribunale di Cuneo, l’uomo denunciato assisteva all’epoca la madre malata che essendo molto credente e religiosa traeva beneficio e conforto da quelle preghiere e dalle varie trasmissioni di Radio Maria.
Sul punto specifico, infatti, si legge chiaramente in sentenza: «L’ascolto della radio con la finalità di tener compagnia all’anziana madre rappresenta pur sempre un’utilità morale, considerato che, peraltro, la radio era sintonizzata sempre sullo stesso canale a sfondo religioso».
Tutto era iniziato nel 2023, quando il vicino aveva addirittura chiamato i carabinieri, nel mese di marzo, per denunciare quell’uso a suo dire molesto della radio. Stando al resoconto processuale, nel marzo 2023 aveva riferito ai carabinieri che «nelle ore diurne il mio vicino mette una radio sul muretto che divide i due cortili ed alza il volume in maniera da disturbarmi. La musica che mette alla radio è a sfondo religioso e recita il rosario. È sintonizzata su Radio Maria. Quando mette quella radio la tiene accesa per ore».
A ottobre i carabinieri erano dovuti intervenire ancora per sedare l’ennesimo dissidio tra i vicini confinanti. In quell’occasione il vicino denunciato aveva fatto notare l’aggravamento della madre, ormai allettata, e per il Tribunale di Cuneo è quindi «plausibile e verosimile la ricostruzione dell’uomo in merito alla collocazione della radio con finalità di beneficio per l’anziana madre», posto tra l’altro che non risulta che abbia poi continuato ad utilizzare la radio successivamente all’ottobre 2023. Per quanto riguarda i volumi ritenuti troppo alti, per il giudice mancano le prove e le verifiche. Agli atti del procedimento giudiziario ci sono solo alcune registrazioni video che per il giudice non sono sufficienti a stabilirne l’intensità.
Per il Tribunale nessun dubbio dunque: in altre parole, la finalità morale, connessa all’ascolto della radio, la sporadicità degli episodi, l’impossibilità di stabilire l’intensità del volume, sono circostanze che non consentono di stabilire nessun comportamento illegittimo.
Senza un danno riconosciuto non può esserci un risarcimento, quindi al rigetto delle richieste del vicino è seguita anche la condanna alle spese legali. Lapidaria la sentenza nella sua parte finale: «La domanda del vicino, di risarcimento danni, deve essere integralmente rigettata. Superflua ogni ulteriore disquisizione». Questo il verdetto di primo grado.