La fede è come un fiore che per crescere e diventare sempre più bello ha bisogno dell’acqua della preghiera. Anche la nostra anima, creata a immagine di Dio, ha nutrimenti speciali che sono spirituali. L’anima viene da Dio ed è orientata a Lui, per realizzarsi ha bisogno di nutrirsi di Dio. La preghiera è un nutrimento di Dio; nella preghiera incontriamo Dio, parliamo con Lui, lo ascoltiamo, ci riempiamo della sua gioia e della sua pace. Nella preghiera ci trasformiamo interiormente. Nella preghiera riusciamo a prendere le decisioni più importanti della vita proprio perché siamo illuminati e sorretti da Dio. Con la preghiera riusciamo a prendere quelle decisioni che cambiano la vita, esigono coraggio e spirito di sacrificio.

Senza preghiera non possiamo fare nulla. Man mano che la preghiera si spegne anche noi ci spegniamo interiormente, perdiamo la forza, perdiamo la capacità di discernimento, di decidere, di combattere. Senza preghiera perdiamo noi stessi! Potremmo anche dire che se oggi il mondo è diventato ateo e vive senza Dio in una situazione esistenziale in cui l’uomo è avvolto nelle tenebre, è proprio perché non si prega più. Senza la preghiera nei cuori regna la tenebra e l’inquietudine.

Man mano che la preghiera diminuisce nella nostra vita perdiamo noi stessi, ci spegniamo, ci mondanizziamo, restiamo irretiti nelle cose del mondo e nelle sue false luci, nelle sue false felicità, nei suoi falsi splendori, nelle sue false speranze fino ad esserne talmente intrappolati da non riuscire a uscirne.

Dio dà a tutti le grazie necessarie per poter credere e provvede per tutte le anime i mezzi necessari per la salvezza dell’anima. Si perde, allora, chi rifiuta l’aiuto di Dio e la sua Misericordia. Le anime non si perdono per mancanza di Misericordia e di grazie, ma perché rifiutano la Misericordia e le grazie. C’è un aneddoto che vorrei raccontare. Il grande giornalista Indro Montanelli era dichiaratamente ateo. Montanelli fu ricevuto in Vaticano da Papa Wojtyla; prima di andare a cena fu invitato in cappella a pregare con lui in suffragio dell’anima della mamma del giornalista. Di fronte a questa richiesta Montanelli non seppe dire di no, si inginocchiò e disse una preghiera insieme al Papa. Questo episodio ci dà un grande insegnamento: chi non ha la fede e desidera credere deve iniziare a pregare.

Suor Elivira aveva un metodo che applicava con i ragazzi tossicodipendenti della Comunità Cenacolo di cui era fondatrice. Li invitava a inginocchiarsi a pregare, se qualcuno obiettava dicendo che non aveva la fede Suor Elvira diceva: “Tu mettici le ginocchia e io ci metto la fede”. È straordinario vedere quante meravigliose conversioni sono scaturite proprio in queste Comunità; ragazzi che entrano atei dopo pochi mesi diventano persone pie, persone che pregano. Questo avviene perché fanno il primo gesto che è quello dell’umiltà, iniziando a pregare anche se non hanno la fede; in questo modo la preghiera diventa qualcosa di profondo che va oltre la superficie delle parole. Pregano si scopre la bellezza della paternità di Dio e della maternità di Maria.

È pregando con il cuore che Dio, la Madonna, i Santi diventano persone vive, reali. Pregando Gesù e sforzandosi di parlare con Lui, Egli diventa vivo in noi, è presente, sentiamo che ci capisce. La pratica della preghiera inizialmente è superficiale, ma con la perseveranza ci apre la stanza del cuore dove pian piano scopriamo che Gesù è vivo, che la Madonna è viva, che l’angelo custode è vivo, che Dio Padre è vivo, è reale. Nel momento della preghiera tutte le schiere celesti diventano persone vive alle quali ci uniamo nel pregare.

C’è una mistica cristiana alla portata di tutti che non necessita di pratiche straordinarie. È una familiarità con Dio Santissima Trinità, è una mistica per le persone semplici, è la preghiera dei bambini che pregano davanti alla statua della Madonna e le parlano come se fosse la loro mamma. C’è una mistica popolare vissuta da molte persone che consiste nel parlare veramente con Gesù e con Maria nella preghiera. Queste persone, poi, nella vita di tutti i giorni si lasciano condurre passo dopo passo da Gesù e Maria, in questo modo il Regno dei Cieli che è nel loro cuore diventa la compagnia più importante nel corso della giornata. Indubbiamente c’è bisogno delle compagnie umane che sono certamente preziose e importanti, ma è nei momenti in cui si è con il Cielo che si trae la vera luce, la vera gioia, la vera pace, la vera forza.

Quando scopriamo che la Santissima Trinità abita in noi insieme con le schiere celesti non perdiamo la fede. Il mondo di oggi ha perso la fede perché ha smesso di pregare, ha smesso di parlare con Gesù e con Maria. L’umanità di oggi è sola, arida, spaesata e vaga qua e là senza meta. Mi rivolgo a quelli che hanno abbandonato la preghiera, ricominciate a pregare! Iniziate dicendo una semplice Ave Maria con il cuore, in questo modo ritroverete la via. Sant’Alfonso Maria De’ Liguori aveva coniato una famosa massima, semplice ma potente: “Chi prega si salva, chi non prega si perde!”.