Il nucleo centrale della fede cristiana è riconoscere in Gesù Cristo il Figlio di Dio, riconoscere in Lui Dio, il Figlio eternamente generato dal Padre che si è fatto uomo. Tutta la Sacra Scrittura afferma che Gesù Cristo è Dio. La Parola di Dio che illumina tutto il Vecchio Testamento è proprio un cammino orientato a indicare un Messia che trascende i limiti della natura umana e che è Dio. Nei Vangeli, quando Gesù annuncia il Regno di Dio indica se stesso.

Gesù ha proprio insegnato di essere Dio, il Figlio inviato dal Padre, seconda Persona della Santissima Trinità. Gesù ha indicato se stesso come Dio e ha dato come prova anzitutto i grandi miracoli che ha compiuto, come la resurrezione dei morti a nome proprio, non invocando Dio. Gesù fa risorgere i morti in comunione con il Padre ma indicando la sua uguaglianza con Dio. Gesù nel Vangelo ha predicato se stesso, il Regno di Dio. Gesù è Dio in mezzo a noi e questo distingue il Cristianesimo da tutte le altre Religioni. Rispetto ai fondatori delle altre Religioni o ai profeti, Gesù è Dio, è il Risorto, è vivo.

La Resurrezione di Cristo dai morti è il segno, il miracolo, che indica la sua identità divina, la sua divinità. Cristo risorto dai morti è la Via, la Verità e la Vita. Cristo glorioso è il Figlio di Dio che ha assunto la natura umana, l’ha sottratta al male e alla morte, l’ha resa gloriosa e chiama gli uomini a unirsi a Lui per condividere la sua gloria, la sua vita, la sua resurrezione, la sua immortalità, la sua infinita santità.

Dobbiamo avere ben chiaro quello che è il cuore della nostra Religione. Nel corso della sua vita terrena Gesù ha indicato se stesso come Dio ed è per questo che lo hanno ucciso. Davanti al Sommo sacerdote Gesù afferma di essere il Benedetto:

I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte, ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26, 59-64).

Gesù è Dio. Questo è il cuore del Cristianesimo e questo dev’essere il cuore della nostra fede. Gesù è Dio e lo ha predicato nei tre anni di vita pubblica. Gesù è stato ucciso proprio per questo e la sua resurrezione è la firma della sua divinità. Gesù è presente realmente in questi duemila anni di Storia, da quando si è incarnato nel grembo di Maria. Cristo è presente nell’Eucarestia, è presente nella Chiesa di cui siamo le membra.

Nella Storia della Chiesa sono innumerevoli le apparizioni di Cristo e sono l’esercizio della sua regalità divina nel mondo e nella Storia stessa. Dal momento della sua Resurrezione Cristo è il cuore del mondo, il re del mondo, il padrone del mondo. Oggi una parte di umanità indica se stessa come Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, ha rifiutato la salvezza che viene dalla sofferenza perché crede che la salvezza consiste nella potenza, nella gloria, nella ricchezza e nelle grandi imprese umane. Il fatto che gran parte della nostra generazione abbia perso la fede è la tragedia del nostro tempo.

Dio si è fatto uomo, il Salvatore ci ha redento, è venuto in mezzo a noi. Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Cristo è la nostra pace, il nostro amore, la nostra gioia, la nostra immortalità. Avendo perso questo abbiamo perso tutto. Ci siamo tolti dalla sfera di luce, di pace e di gioia che Cristo assicura a tutti quelli che credono in Lui. Credere in Gesù Cristo Figlio di Dio e Redentore del mondo significa vivere nella grazia del Battesimo e nel pentimento dei peccati per diventare membra vive del suo corpo e partecipare della sua santità, della sua gloria, della sua immortalità, della sua gioia, della sua pace già su questa Terra. Anche la Regina della pace ha detto che già su questa Terra possiamo vivere un pezzetto di Paradiso.

Vale la pena oggi fare la fatica di vivere in Cristo perché si arriva alla resurrezione attraverso la via della Croce, il Calvario, la sofferenza, l’umiliazione, il sacrificio, la rinuncia alle vanità del mondo e alle seduzioni del diavolo, l’umiltà. Vivendo Gesù Cristo possiamo entrare già nella gioia eterna del Cielo in questa Terra, diventare portatori della speranza, della salvezza e della gioia per tutti quelli che portiamo. Dobbiamo vivere Gesù Cristo ed essere ogni giorno la sua luce, la sua pace, la sua gioia, il suo sorriso, la sua benedizione. Siamo in una società in cui la fede si è dissolta e il male rischia di prendere il sopravvento. La battaglia fra il bene e il male è sempre più difficile. Si salveranno tutti quelli che avranno perseverato fino alla fine.

Professiamo la nostra fede in Gesù Cristo unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Sarà questa fede a darci la forza di essere vittoriosi nel tempo dei Segreti.