«Cari figli. Permettete che, in questo santo tempo, l’amore e la grazia di mio Figlio scendano su di voi. Solo i cuori puri, riempiti con la preghiera e misericordiosi, possono sentire l’amore di mio Figlio. Pregate per coloro che non hanno la grazia di sentire l’amore di mio Figlio. Figli miei, aiutatemi. Grazie» (2 dicembre 2005)

La tematica degli Apostoli di Maria è presente soprattutto nei Messaggi a Mirjana che hanno lo scopo di formare queste schiere. Gli Apostoli di Maria dovranno essere una presenza di luce, di coraggio e di fedeltà nel tempo dei Segreti.  La veggente Mirjana avrà un ruolo particolare nel tempo dei Segreti, perché dovrà consegnare il rotolo al sacerdote che leggerà i Segreti uno dopo l’altro a seconda delle date. Proprio per questo motivo Mirjana è diventata anche la destinataria dei Messaggi con i quali la Madonna vuole formare i suoi Apostoli. Ovviamente Mirjana ha specificato tra gli Apostoli di Maria ci sono soprattutto i sacerdoti che vanno a Medjugorje in un numero considerevole rispetto a tutti gli altri Santuari del mondo. La Madonna chiama a Medjugorje per un rinnovamento spirituale, ma anche per preparare al tempo dei Segreti.

I Messaggi a Mirjana hanno lo scopo di preparare gli Apostoli di Maria, che sono innanzitutto i sacerdoti e che sono quel ponte sul quale la Madonna farà passare il suo popolo per arrivare al tempo della pace. Dovrà essere un ponte robusto, abbastanza largo, i sacerdoti dovranno essere forti e numerosi nel tempo dei Segreti. Nel medesimo tempo, anche i laici sono chiamati a far parte di questo ponte per far sì che nel tempo dei Segreti ci siano tante conversioni. C’è bisogno di una manodopera spirituale, c’è bisogno di operai del Regno di Dio. I Messaggi del 2 del mese alla veggente Mirjana hanno un obiettivo è molto chiaro: formare la schiera degli Apostoli che aiutano la Madonna a salvare le anime.

Il Messaggio del 2 dicembre 2005 è molto forte dal punto di vista esistenziale. A mio parere l’espressione più forte è: solo i cuori puri posso sentire l’amore di mio Figlio. Per capire questo Messaggio bisogna fare riferimento a un passo di San Paolo che dice che l’uomo animale non sente le cose di Dio. L’uomo animale è quello che si è abbandonato al peccato, è schiavo della carne e delle pulsioni. Proviamo a pensare a noi stessi, se abbiamo avuto delle deviazioni a questo riguardo, se siamo stati risucchiati dalla corrente del male e quindi abbiamo perso il meglio di noi stessi, cioè il rapporto con Dio, la coscienza morale limpida, il giudizio retto, il comportamento irreprensibile. Insomma, siamo deperiti spiritualmente e magari siamo anche collassati spiritualmente. In quelle situazioni siamo in balìa delle passioni, in balìa del male. Questa è purtroppo una realtà esistenziale che avviene ogni volta che abbandoniamo la preghiera, la fede, il nostro rapporto con Dio. Così facendo Dio viene espulso dal nostro cuore, i sentimenti buoni vengono schiacciati dai vizi con le loro proliferazioni che prendono possesso del nostro cuore, di noi stessi e ci guidano.

Passiamo la vita a soddisfare i desideri della carne, come ci dice San Paolo in un modo straordinario nella Lettera ai Romani, fino a diventarne schiavi dei desideri della carne. San Paolo scrive: “Vorrei fare il bene, ma non riesco a farlo” e questo accade quando si è schiavi del male.

Se non vigiliamo continuamente sul nostro cuore e non lo purifichiamo, non strappiamo le radici del male, tutta la pratica religiosa rischia di essere falsificata. Sappiamo bene come è stato severo Gesù nei riguardi degli scribi e dei farisei che sono come dei sepolcri imbiancati. Se nella battaglia spirituale quotidiana e continua abbiamo ceduto e ci siamo arresi al male, la religione è diventata una pratica esteriore. Gesù è severo a riguardo, usa parole terribili, sepolcri imbiancati, ovvero fuori bellissimi, ma dentro marci.

La Madonna dice proprio che se non apriamo il cuore alla grazia, se non facciamo lo sforzo di spezzare le catene del male, non ci salviamo. La fatica più grande e l’impresa più grande che l’uomo è chiamato a fare su questa Terra è la sua battaglia contro il male; è la fatica di vincere il male, di vincere le tentazioni, di vincere i desideri della carne con tutte le loro proliferazioni verminose. Questa battaglia è tremenda e va fatta giorno per giorno. Per vincere bisogna sudare sangue.

Per affrontare questa battaglia dobbiamo invocare il Signore perché venga in nostro aiuto e ci dia la sua grazia. Satana ci propone le sue esche per catturarci e portarci con sé alla perdizione eterna, ma dobbiamo riconoscerle e cacciarlo, allontanarlo dal nostro cuore, fare in modo che non abbia nemmeno uno spiragli per entrare. Questa è la battaglia per la salvezza. È una battaglia durissima e la Madonna ci dice come incominciarla, con l’invocazione.

Solo il cuore puro è abitato dall’amore Dio. Quando vinciano la grande battaglia sentiamo l’amore di Dio, ci sentiamo amati, pieni di Dio, in sintonia con Dio, ci sentiamo una cosa sola con Dio e sentiamo che Dio opera mediante noi. Dio opera mediante la nostra miseria, la nostra debolezza, ma anche la nostra buona volontà, il nostro desiderio di essere suo. Perciò, quando abbiamo vinto la battaglia del bene, dell’amore di Dio nel nostro cuore, quando l’amore di Dio ha trionfato nel nostro cuore, allora siamo in grado di avvicinare quelli che questa battaglia non l’hanno ancora fatta, che sono ancora prigionieri del male e della morte, che sono ancora prigionieri del mondo e non sentono l’amore di Dio nei loro cuori. Siamo credibili e affidabili, siamo mani che i lontani possono afferrare; siamo dei modelli a cui possono guardare. Siamo persone da ascoltare, persone da seguire.

La Madonna è qui per costruire queste schiere di persone, questi fari di luce, questi poli di bontà e di santità che abitati da Dio, sono strumenti di Dio, sono pieni di Dio. È con queste persone piene di Dio che la Madonna vince le sue battaglie. Prima, però, noi dobbiamo vincere la nostra battaglia personale per essere i suoi Apostoli, per essere persone che Lei può schierare per vincere. Quindi, per prima cosa dobbiamo combattere perché Dio vinca in noi e per sentire il suo amore che riempie i nostri cuori e così ci apriamo al prossimo e preghiamo perché anche gli altri possono sentire l’amore di Dio come lo sentiamo noi.

Noi siamo dei poveri disgraziati, peccatori, pieni di male, però abbiamo la grazia di credere nella presenza di Maria; per mezzo della sua mediazione ci apriamo e chiediamo la sua grazia, la grazia di Cristo di cui Lei è mediatrice, affinché entri nei nostri cuori, ci trasformi e ci faccia diventare Apostoli dell’amore di Maria. Tutto questo è difficile, è la grande battaglia della vita. La grande battaglia della vita è diventare buoni, umili, puliti, affidabili, misericordiosi. Queste sono le caratteristiche delle persone grandi, delle persone che salvano il mondo. Siamo vigilanti su noi stessi e facciamo le scelte giuste, quelle della bontà, della santità, della giustizia, della fede, della carità.