Da Castel Gandolfo, dove si trova per il periodo estivo, Papa Leone XIV stamane ha recitato la tradizionale preghiera mariana domenicale dell’Angelus

Papa Leone XIV |  | Daniel Ibanez EWTNPapa Leone XIV | | Daniel Ibanez EWTN

Di Marco Mancini

Castel Gandolfo , domenica, 12. luglio, 2026 12:16 (ACI Stampa).

Da Castel Gandolfo, dove si trova per il periodo estivo, Papa Leone XIV stamane ha recitato la tradizionale preghiera mariana domenicale dell’Angelus.

Commentando la parabola del seminatore, il Papa osserva che “Gesù stesso, il Verbo fatto uomo, che ha dato la vita per la nostra salvezza, è il seme che il Padre continua a spargere nel mondo perché, morendo, porti molto frutto: a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto; ma ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto, come certamente abbiamo sperimentato anche noi nella nostra vita”.

“Per questo – sottolinea Leone XIV – il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”.

“La generosità di Dio nei nostri confronti – aggiunge Papa Leone – non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui”.

Dopo aver salutato gli abitanti di Castel Gandolfo, il Papa ha fatto subito un accenno alla attualità: “Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo seminando violenza, terrore e morte e colpendo ancora una volta tanti innocenti: non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa è sempre a fragile e vacillante.  Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura nella quale i popoli possano vivere riconciliati nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”.

“Oggi – ha aggiunto – ricorre la domenica del mare. Il mio pensiero va a tutti marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli”.

Al termine dell’Angelus il Papa si è avvicinato ai fedeli che gremivano Piazza della Libertà per salutarli prima di rientrare nel Palazzo Apostolico.