
autore: Hans Memling anno: 1487 titolo: Trittico di Benedetto Portinari luogo: Galleria degli Uffizi
Nome: San Benedetto da Norcia
Titolo: Abate, patrono d’Europa
Nascita: 2 marzo 480, Norcia
Morte: 21 marzo 547, Montecassino, Frosinone
Ricorrenza: 11 luglio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Festa
San Benedetto, padre del monachismo d’Occidente e restauratore dello spirito cristiano dei suoi tempi, nacque a Norcia, nell’Umbria, dalla nobile famiglia Anicia nel 480. Inviato a Roma per addottorarsi nelle discipline liberali, tosto si ritirò dal mondo. Prese dimora nello speco di Subiaco ove rimase per tre anni nascosto e ignoto a tutti, conducendo vita penitente e angelica.
Essendosi sparsa la fama della sua santità, alcuni monaci si posero sotto la sua guida sapiente ed illuminata. Ma la sua condotta era un continuo rimprovero e uno stridente contrasto con la loro vita rilassata. Non volendo essi sottomettersi ai suoi richiami, tentarono di avvelenarlo: però, fatto egli, come era suo costume, il segno della croce, il bicchiere che gli veniva presentato si spezzò.
Allora il nostro Santo si ritirò nuovamente nella solitudine, e accorrendo a lui gran numero di discepoli, dovette costruire dodici monasteri. Si trasferì poi a Montecassino, ove, abbattuta la statua di Apollo, fondò quel celebre monastero, meraviglia di bellezza e di arte, da cui partirono i primi apostoli benedettini.
Qui creò la sua nota regola nella quale si organizzava nei minimi particolari la vita dei monaci all’interno di una “corale”. Questa filosofia dava nuova ed autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga e imprecisa, precettistica monastica precedente. I concetti principali erano due: stabilitas loci (l’obbligo di risiedere per tutta la vita nello stesso monastero) e la conversatio (la buona condotta morale, la pietà reciproca e l’obbedienza all’abate).
Il “padre amoroso” (il nome deriva proprio dal siriaco abba, “padre”), mai chiamato superiore, era il cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata, durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto « ora et labora » (“prega e lavora”).
San Benedetto fu dotato da Dio del dono della profezia: predisse, tra l’altro, le gesta e il tempo della morte a Totila, re dei Ostrogoti. Pochi mesi prima predisse la propria morte: sei giorni innanzi si fece aprire il sepolcro; il sesto giorno, portatosi in chiesa a ricevervi l’eucarestia, spirò tra le braccia dei suoi monaci.
Benedetto visse a Montecassino fino alla sua morte, ricevendo omaggi dai pellegrini e personalità come Totila che Benedetto ammonì. Secondo il racconto di san Gregorio Magno nei Dialoghi, Totila si recò a Montecassino per incontrare san Benedetto. Al suo arrivo, si presentò con abiti regali e un seguito imponente, ma Benedetto, senza esitazione, smascherò il suo travestimento, dicendo: « Togli questa veste, figlio mio, non è tua ». Totila, colpito dalla prontezza del santo, si avvicinò umilmente e si prostrò ai suoi piedi. Benedetto lo rimproverò per le sue azioni e gli predisse il futuro: « Tu entrerai in Roma, passerai il mare, regnerai nove anni, al decimo morirai ». Totila, profondamente turbato, chiese al santo di pregare per lui e, secondo la leggenda, da quel momento cambiò il suo comportamento, mostrando maggiore clemenza e moderazione nelle sue azioni.
San Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo sei giorni di febbre, circa quaranta giorni dopo la morte della sorella Scolastica, con cui condivise la sepoltura.
Secondo la leggenda, spirò in piedi, sostenuto dai discepoli, dopo aver ricevuto la comunione, con le braccia sollevate in preghiera mentre li benediceva.
La sua anima fu vista salire al cielo su un fulgore di luci mentre un uomo diceva: « Questa è la via per cui Benedetto ascende al cielo ». Aveva oltre sessanta anni.
« San Benedetto, scrive D. Guéranger, è il padre dell’Europa perché egli per mezzo dei suoi figli numerosi come le stelle del cielo e l’arena del mare, ha rialzato gli avanzi della società romana, schiacciata sotto l’invasione dei barbari; ha presieduto allo stabilimento del diritto pubblico e privato delle nazioni, ha portato il Vangelo e la civiltà nell’Inghilterra, nella Germania, tra i popoli del Nord e perfino tra gli Slavi; ha distrutto la schiavitù, insegnata l’agricoltura e salvato infine il deposito delle lettere e delle arti dal naufragio che sembrava inghiottirle senza speranza di salvezza ».
Tanto fu grande il suo spirito di mortificazione ed estrema e delicata la sua purezza, che non esitò a ravvolgersi tra le spine per vincere una violenta tentazione.
Grandissima fu la sua prudenza di legislatore e di direttore di anime: egli è uno dei quattro grandi patriarchi d’Occidente e le sue regole sono tutt’ora adottate e seguite da molte famiglie religiose.
L’ordine religioso fondato da San Benedetto si estese in tutto il mondo, e diede un numero grandissimo di santi, papi, vescovi e personaggi illustri. Tra i santi benedettini più celebri si annoverano San Mauro Abate e San Placido Martire, San Willibrodo, San Vifrido, San Ruberto, San Bonifazio, San Gregorio Magno, San Agostino di Canterbury, per non dire di tanti altri.
Le comunità benedettine e il calendario della Forma straordinaria lo ricordano il 21 marzo, mentre la Chiesa cattolica invece lo celebra l’11 luglio, da quando Papa Paolo VI, il 24 ottobre 1964, con il breve Pacis nuntius, proclamò san Benedetto da Norcia patrono d’Europa in onore della consacrazione della Basilica di Montecassino.