C’è una virtù di cui si parla poco, ma che è fondamentale nella vita, direi anche nel lavoro umano. Nella costruzione della vita ci vogliono due virtù fra loro concomitanti, una completa l’altra: la virtù della pazienza, cioè del saper sopportare e resistere, la virtù della perseveranza e di non cedere mai. La perseveranza è una virtù di cui parla molto la Sacra Scrittura, in particolare il Nuovo Testamento dove si dice che soltanto chi persevererà fino alla fine sarà salvo. La perseveranza è quindi una virtù necessaria per la nostra salvezza. Dobbiamo esercitarci in questa virtù così necessaria nel cammino di santità. Quando si prende il proposito di perseverare lo si vuole fare fino alla fine, magari si inizia con una Confessione, con il pentimento profondo e con il proposito di non peccare più. Ci accorgiamo poi che in poco tempo la forza di quel proposito si indebolisce e svanisce. Allora la virtù della perseveranza è quella virtù che va ribadita, va praticata ogni giorno, più volte al giorno, ogni momento. Focalizzandola nell’istante presente la si riesce a dominare facilmente. Bisogna fare un proposito dopo l’altro, perseverare nel realizzarlo e poi fare quello successivo.

La virtù della perseveranza è quella virtù con la quale si riattualizzi il proposito di giorno in giorno ed è fondamentale nel cammino della santità che dura tutta la vita, fino alla fine. Il mondo, la debolezza della nostra carne e il demonio non ci lasciano in pace, ci puntano, per così dire, giorno per giorno fino all’ultimo istante della vita. Possiamo ben dire che nell’ultimo istante della vita abbiamo l’angelo custode che ci vuole portare alla porta del Paradiso e magari c’è il diavolo che ci vuole far dubitare della vita eterna e così rischiamo di morire nell’oscurità. Perciò, teniamo conto del tragitto che dobbiamo fare perché la vita è lunga; anche quando è breve, la vita comunque è sempre lunga. Cari amici, a meno quello dell’uomo è fra le più lunghe che esistono qui sulla Terra. La via di Dio, la via della pratica della virtù, la via del combattimento del vizio è aspra, è in salita. Il cammino di santità è aspro ed è stretto si rischia di perdersi e poi è in salita. Questa è la via della santità lungo la quale abbiamo il mondo da una parte che ci seduce con le sue vanità e ci attira con le sue proposte di peccato e il demonio che cerca di smontarci, di indebolirci e anche lui cerca di sedurci.

Lungo questa via la virtù della perseveranza è fondamentale, che poi è la via della salvezza dell’anima, non dimentichiamolo. Molte volte Gesù nel Vangelo dà da intendere che solo chi persevererà fino alla fine sarà salvo. Per la lotta contro i vizi e per la crescita delle virtù ci vuole allenamento, ci vuole perseveranza. La Madonna ha dato anche dei compiti come quello di recitare tutti i Rosari ogni giorno e quando la gente di Medjugorje si lamentava per questo grosso impegno la Madonna ha risposto di guardarsi intorno e considerare quanto abbonda il peccato nel mondo

La nozione di combattimento spirituale è fondamentale nella vita cristiana e nella vita di tutti i giorni. La quotidianità è una grande battaglia fra le potenze del male che allontanano da Dio e fra la forza del bene, la forza dello Spirito Santo, dell’amore di Dio che avvicina a Dio. Noi siamo in un tempo in cui, come la Madonna ha detto: «State attenti che Satana non prevalga». Dobbiamo fare attenzione che satana non la spunti, non riesca a scoraggiarci, non riesca a farci gettare la spugna. Nulla è impossibile a Dio, ha detto Gesù. Teniamo sempre presente le parole di Gesù quando ha detto che se uno mette mano all’aratro e poi si volta indietro, non è adatto al Regno di Dio. Ricordiamo questo ammonimento durante la giornata, quando siamo sopraffatti dalla stanchezza, ci prende la noia, ci assale il tedio di vivere.

Come ha detto la Regina della pace, quella di satana è una falsa forza e quindi chi persevera la spunta, chi persevera la vince. Questo è vero nella vita normale, ma è anche vero nella vita spirituale. Molte volte persone che hanno grandi qualità non le realizzano perché non sono perseveranti. Persone che hanno meno qualità arrivano a grandi traguardi perché sono perseveranti. Bisogna riattualizzare i propositi di bene, di impegno, di cammino spirituale, di cammino di santità, di servizio di Dio. Questi propositi che rischiano di svanire nel tempo, vanno riattualizzati ogni giorno, concretizzati nella giornata. Ogni giornata sia permeata di questi santi propositi, ogni giornata sia in tensione spirituale. Certo, nel mondo di oggi è difficile ed è per quello che c’è quell’esodo dal mondo delle anime che vogliono cercare Dio, che si ritirano negli eremi, nella vita anacoretica in tanti modi, magari oggi più in comunità che da soli. Lo si fa perché si ritiene che da soli non si riesce. Però noi siamo nel mondo, siamo impegnati. La preghiera è la forza dello Spirito Santo che invade la tua anima, la fortifica, la illumina e soprattutto la deterge da tutti quegli incrostamenti, arrabbiature e scoraggiamenti che arrivano inevitabilmente nel corso della giornata. Noi che siamo nel mondo ma vogliamo essere testimoni di Dio dobbiamo, come diceva Caterina da Siena, costruire nel nostro cuore la nostra cella nella quale rientrare più volte al giorno per poter pregare. Tutto questo oggi è più che mai necessario perché viviamo in un mondo che è veramente logorante, ma dobbiamo puntare in alto. Dobbiamo costruire nel tempo la cattedrale della nostra vita una pietra per volta, giorno dopo giorno. Che non ci sia neanche un giorno in cui manchi la pietra con la quale vogliamo costruire l’umile grandezza della nostra vita davanti a Dio.