di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 23 Giugno 2026
La Chiesa tedesca, il 30 marzo, aveva chiesto un «indulto» per «consentire, in circostanze eccezionali, a un fedele laico debitamente incaricato di predicare al posto dell’omelia durante la celebrazione eucaristica»

Vista di piazza San Pietro dalla Basilica
CITTÀ DEL VATICANO No, ai fedeli laici non può essere affidata l’omelia della Messa, neppure in casi eccezionali. La risposta del Vaticano è contenuta in una lettera che il dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti ha invitato al vescovo Heiner Wilmer, presidente della conferenza episcopale tedesca. Da tempo il sinodo della Chiesa in Germania preme per una serie di riforme, dal diaconato femminile alla revisione del celibato sacerdotale, che già Papa Francesco aveva fermato: il principio, del resto, è che non si possa procedere per strappi delle singole conferenze episcopali.
La Chiesa tedesca, il 30 marzo, aveva chiesto un «indulto» per «consentire, in circostanze eccezionali, a un fedele laico debitamente incaricato di predicare al posto dell’omelia durante la celebrazione eucaristica».
La liturgia
La risposta del Vaticano «ribadisce» ciò che è stabilito dalla «disciplina vigente», alla quale «non è possibile derogare», si legge nella lettera del dicastero: che l’omelia sia riservata al sacerdote o al diacono «non è una norma meramente disciplinare» cui si potrebbe derogare ma «deriva dalla natura stessa della liturgia». L’omelia «costituisce parte integrante della Liturgia della Parola, è intrinsecamente legata alla proclamazione del Vangelo e rappresenta un esercizio del munus docendi affidato ai ministri ordinati attraverso il Sacramento dell’Ordine Sacro».
Le donne
Solo sacerdoti e diaconi, quindi. La richiesta della Chiesa tedesca avrebbe permesso di pronunciare un’omelia anche alle donne, che almeno al momento non possono essere ordinate diaconi. Se sulle donne prete il «no» della Chiesa cattolica è granitico, e quindi il sacerdozio femminile non è in discussione, del diaconato femminile si parla invece da anni, tanto che Bergoglio aveva istituito due commissioni, la prima nel 2016 e la seconda nel 2020, perché la cosa fosse studiata dal punto di vista storico e si verificasse se e in che modo esistessero donne diacono nella Chiesa primitiva. L’ultima risposta è stata, alla fine dell’anno scorso, quella riportata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, presidente della seconda commissione teologica voluta da Francesco, a Leone XIV: ancora un «no», seppure in forma «prudenziale» e non definitiva.
Niente strappi
Se ne discuterà ancora. Di certo, comunque, anche Leone XIV, come Francesco, non vuole «strappi» di sorta. Due anni fa, la Chiesa tedesca avrebbe voluto approvare gli statuti di un «comitato sinodale» formato da vescovi e laici per decidere di temi come il ruolo della donna o la morale sessuale. Il Vaticano bloccò il progetto perché un organismo simile «non può essere armonizzato con la struttura sacramentale della Chiesa cattolica» e la lettera era firmata dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, dal prefetto dell’ex San’Uffizio Victor Manuel Fernández e dal cardinale Robert Francis Prevost, il futuro Papa, allora a capo del dicastero dei vescovi. Nella lettera al presidente della conferenza episcopale tedesca, il dicastero vaticano ricorda peraltro che «l’attuale disciplina della Chiesa prevede già numerose forme di annuncio della Parola e di predicazione che possono essere affidate ai fedeli laici al di fuori dell’omelia e al di fuori della celebrazione eucaristica, in conformità con il diritto canonico e con la natura propria di queste diverse forme di annuncio del Vangelo».