Antonio Tarallo – ACI Stampa, 12/06/2026

“Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo”. Il papa fa sua l’esortazione di Dio al popolo d’Israele nel suo Messaggio in occasione della Giornata della Santificazione Sacerdotale che viene celebrata oggi. Approfondisce il tema della santità che “non è un’opzione fra le tante né un ideale astratto: chiama in causa la stessa identità di ogni persona che vuole partecipare alla vita del Risorto.

Santità è partecipazione al mistero di Cristo Dio ci invita a partecipare alla sua stessa santità. Quando ci chiama ad essere santi perché Egli è santo, ci indica la via da percorrere: lasciarci plasmare secondo il suo Cuore” scrive papa Leone XIV. 

Sottolinea poi un paradosso della vita sacerdotale: “siamo chiamati a partecipare alla stessa santità di Dio, ma portiamo questo tesoro in vasi di creta, siamo limitati e imperfetti, spesso segnati da debolezze e stanchezze, talvolta da ferite”. E allora si chiede: “Come può un cuore umano, così vulnerabile, rispondere a una chiamata così alta? Il sacerdote vive questa tensione, ma sa dove trovare pace: nel costato aperto del Signore Gesù”. Con il Signore si tratta di un cammino in unione: unione con il Cuore di Cristo, soprattutto, che non è “una esperienza riservata a pochi eletti, ma un cammino sacramentale, eucaristico, che si attua nel quotidiano”. 

Eucaristia, preghiera, meditazione della Parola di Dio, servizio umile ai fratelli e alle sorelle: questi i capisaldi della vita sacerdotale. Questo il programma per rimanere “uniti a Cristo in tutto: in ciò che facciamo e in ciò che ci accade quotidianamente. Allora la santità, invano cercata con sforzi isolati, si rivelerà per ciò che è: corrispondenza alla grazia che ci previene, ci sostiene, ci trasfigura”. Una missione che non è slegata all’umanità, ci tiene a precisare il pontefice: “Il sacerdote con un cuore integro, semplice e puro, è contemplativo nel mezzo dell’azione, misericordioso, fedele nella prova, gioioso nel dono di sé”. 

C’è bisogno di sacerdoti che “non offrano solo parole o programmi, ma la testimonianza viva di un cuore riconciliato, diffondendo il buon profumo della santità di Cristo”. Cuori uniti al Sacro Cuore di Cristo: questo è il segreto della santità. “Non viviamo più noi, ma vive in noi Cristo. Una santità così non si vive da soli. Abbiate cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi. Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce” continua papa Leone XIV nel suo Messaggio.

Bacheca

E conclude con un’esortazione: “Rinnovate ogni giorno il vostro “eccomi” davanti al Cuore trafitto di Cristo. Consegnatevi totalmente a Lui, affinché possiate amare il suo popolo con lo stesso amore con cui Egli lo ama”.