Cercare Dio è sicuramente il compito stesso della vita perché non siamo venuti al mondo da soli, è Dio che ci ha creato. Chiederci da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo è il bisogno che abbiamo

interiormente di cercare un senso alla nostra vita. Quando siamo su questa strada implicitamente noi cerchiamo Dio perché è Colui che dà il senso alla nostra vita, è Colui dal quale veniamo, è Colui per il quale esistiamo ed è Colui verso il quale siamo in cammino. Chi riesce ad arrivare ad approdare a questa certezza interiore ha trovato la chiave, il senso, le motivazioni della vita. Di conseguenza la vita diventa un pellegrinaggio verso la meta. Ci si incammina lungo questo pellegrinaggio attraverso il tempo, verso l’eternità con momenti di difficoltà, di smarrimento ma con l’aiuto di Dio si riesce a superare tutto e ad arrivare al traguardo.

Si tratta di qualcosa iscritto nel cuore dell’uomo. Anche nelle nostre menti c’è il desiderio di scoprire la causa di noi stessi. Proprio nell’essere umano c’è la spinta interiore a ricercare il senso della vita e non lo trova finché non ha trovato Dio. Solamente in Dio noi scopriamo veramente il senso della vita, scopriamo che non siamo venuti dal caso, ma siamo l’espressione della volontà piena di sapienza e di amore di Dio che ci ha creati dal nulla, ci ha fatti esistere creando un’anima spirituale e immortale e donandoci un corpo.

All’origine della vita noi abbiamo la Sapienza e l’Amore. La falsa scienza, invece, ci dice che veniamo dalla necessità delle leggi materiali e dal caos. La Parola di Dio ci svela che veniamo da Lui che ci ha voluti uno per uno, ci ha amati, ci ha fatto esistere, ci sostiene nell’esistenza, ci guida nel cammino e ci porta verso la meta che è Lui stesso nella sua pienezza d’amore. Nella vita è importante non “sedersi”, ma essere in viaggio e non arrendersi alle difficoltà perché se non cerchiamo Dio collassiamo su noi stessi. Mancando Colui che ci sorregge, ci ama, ci fa vivere, collassiamo. La morte non è necessariamente l’annullamento, è un collassare su noi stessi. L’anima spirituale è immortale ma collassa su se stessa se non approda laddove è indirizzata, cioè a Dio.

Dio ci ha creati per sé, in vista di Lui, per Lui, in cammino verso Lui. La morte spirituale è l’immobilità assoluta, è il non senso. Dobbiamo far di tutto pur di non essere preda della seconda morte, come la chiamava San Francesco, che è quella dello spirito, quella dell’anima, che può iniziare prima ancora della morte del corpo. Possiamo morire nell’anima ancora da vivi entrando nello stagno di fuoco e di zolfo del peccato, nello stagno maleodorante del male. Nella misura in cui veniamo imprigionati dal peccato, collassiamo su noi stessi. Questo collasso dell’essere su se stesso è l’inferno.

Siamo in un tipo di società che nel corso della Storia non era mai esistita prima. Finora la ricerca di Dio è sempre stata una costante nella Storia dell’umanità, lo dimostrano tutte le religioni che sono sempre esistite. Prima dell’Incarnazione, quando Dio stesso ci ha aperto la strada per uscire fuori dallo stagno nauseabondo del male, l’uomo ha cercato Dio in tanti modi, attraverso le varie religioni che hanno tutte frammenti di immortalità, di sopravvivenza oltre la morte. Anzi, non poche religioni sono riuscite ad arrivare all’affermazione di un Dio supremo. Ogni uomo dotato di ragione è in grado di dimostrare che Dio esiste.

La natura umana è strutturata come orientata a Dio, è normale che l’uomo cerchi Dio ed è normale che quando collassa su se stesso si sente infelice, inquieto, non realizzato.

Siamo entrati in una fase della Storia in cui l’umanità è collassata su se stessa. C’è un’espressione micidiale, a riguardo, detta in un Messaggio dalla Regina della pace: «l’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022). La Madonna, in pratica, ha detto che l’umanità di oggi ha scelto di non cercare Dio, di rinchiudersi su se stessa, di sopprimere l’anelito all’assoluto che è connaturale all’essere umano.

Siamo in questo tipo di società nella quale anche noi che abbiamo la fede respiriamo questo ossido di carbonio micidiale che è quello dell’ateismo pratico che ci porta alla morte spirituale. Chi cerca Dio ha un cammino ben delineato che lo porta verso il Cielo; chi non lo cerca vaga qua e là fino a morire spiritualmente. Si tratta di esperienze esistenziali reali. Chi cerca Dio è una persona viva; chi non cerca Dio è già morto. Si può resuscitare spiritualmente mediante la conversione che è una grazia speciale. Chi si trincera nella finitezza, nell’ambito oscuro nel quale si trova chi non cerca Dio, rimane eternamente infelice, eternamente morto.

L’inferno viene anche chiamato “morte eterna” Questo ateismo di massa che l’umanità di oggi vive è una morte. Stiamo attenti a non farci divorare da questo mostro che è il modernismo che esclude il soprannaturale, che è pieno di supponenza e di orgoglio. L’uomo non è Dio. Satana si prende veramente gioco di noi. In questo tempo di morte spirituale generalizzata noi dobbiamo essere persone vive. Dobbiamo cercare Dio, mettere in pratica i suoi Comandamenti, camminare sulla sua via, aprirci alla grazia della fede e a Dio che ci parla, che si inchina su di noi, ci infonde la vita, la verità e la via per arrivare alla pienezza della gioia e della pace del Cielo.

In questo ambito di oscurità generalizzata, dove le persone che non credono in Dio sono cadaveri che camminano, noi che abbiamo ricevuto la grazia della fede dobbiamo essere delle piccole luci, dei cercatori di Dio, dei testimoni di Dio. Dobbiamo essere delle persone vive e quindi dobbiamo credere in Dio, testimoniarlo, amarlo e viverlo.

Nel Credo diciamo: Credo nello Spirito Santo che è il Signore e dà la vita. Se non c’è in noi l’amore di Dio che ci dà la vita siamo cadaveri in decomposizione, siamo anime che si rattrappiscono e collassano su se stesse. Da questa situazione si esce con un atto di umiltà col quale ci si inginocchia, ci si inchina davanti a Dio, si grida come il profeta Davide: Dal profondo a te grido Dio Signore, ascolta la mia voce. La conversione è un cammino dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dalla tristezza alla felicità. Mettiamoci in camino verso il Cielo che è la meta alla quale dobbiamo tendere!