Guerra nel Golfo, nuova fase

13 aprile 2026
Cosa significa il blocco delle navi iraniane
Federico Rampini / Corriere Tv
Anche l’America sposta la sua attenzione e le sue risorse militari sulla sfera della geo economia in Iran, e cioè dopo avere vinto sul terreno militare classico il confronto con l’Iran (ma ha perso quello economico con il blocco dello Stretto di Hormuz che ha creato una crisi energetica mondiale con ricadute soprattutto sui paesi asiatici, europei, ma in parte anche sugli Stati Uniti), ecco che adesso la risposta americana si adatta.
Dunque non ci sarà un contro blocco dello stretto di Hormuz effettuato dagli americani, come aveva minacciato in una prima fase Trump. Ci sarà invece da parte della US Navy nel Golfo Persico un blocco contro le navi che escono dai porti iraniani e quindi quelle navi che tra l’altro sono in gran parte dirette verso l’Asia e prevalentemente verso la Cina, che in tempi normali comprava fino al 90% del petrolio iraniano.
E quelle navi verranno bloccate dalla flotta militare americana. Ed è una novità grossa. Basta ricordare che fino a qualche tempo fa addirittura Trump aveva fatto l’esatto contrario, cioè aveva levato le sanzioni americane sul petrolio iraniano perché preoccupato di un eccessivo rialzo dei prezzi a livello mondiale. Adesso ci ha ripensato, è la sua risposta all’intransigenza iraniana a Islamabad, al fallimento del tentativo di mediazione Pakistan, al fatto che i rappresentanti del regime non hanno ceduto neanche sul nucleare.
E quindi la guerra non finisce, la guerra entra in una nuova fase dove l’aspetto energetico diventa ancora più centrale perché tutti e due gli avversari lo usano.
L’Iran probabilmente fin che può, continuerà a tentare di bloccare Hormuz, ma d’ora in avanti non potrà più far passare da Hormuz le sue navi dirette in Cina. Se è vero che la US Navy è in grado di bloccarle, questo significa che a questo punto lo strangolamento di Hormuz si accompagna a un altro strangolamento delle esportazioni energetiche iraniane.