Il problema del male è un tema fondamentale da quando esiste l’uomo. Entrando nel mondo l’uomo si pone il problema del senso della sua vita, dell’origine della sua vita, del fine della sua vita e di chi è lui stesso. Si tratta di interrogativi profondi che riguardano l’umanità da sempre. Lo slancio verso l’Aldilà ha accompagnato l’umanità fin dalle origini, fin da quando Adamo ed Eva hanno perso il dono dell’immortalità.

Nell’uomo risplende l’immagine di Dio nonostante le ferite che sono rimaste dal peccato originale. Il Cristianesimo parte da questa affermazione di fondo e cioè che l’Universo è stato creato dal nulla da Dio ed è stato creato buono. È un concetto ben diverso rispetto a tante ideologie che ritengono che la materia sia un male e quindi lo sia anche il corpo umano; di conseguenza, per questo motivo, attribuiscono la creazione del male a un Dio cattivo. Nella riflessione umana non è mai mancato un giudizio negativo sul mondo, mentre l’affermazione del Cristianesimo è che la Creazione di Dio – così com’è uscita dalle Sue mani – è bella, buona e santa, in essa non c’è il germe del male.

Per quanto riguarda l’uomo, il Cristianesimo non solo afferma l’esistenza di un corpo che è buono (e non una prigione da cui liberarsi), ma anche dell’anima spirituale immortale che riflette l’immagine di Dio, è creata dal nulla, ha un’intelligenza, una volontà, una libertà. L’anima spirituale immortale sopravvive anche alla morte del corpo e ha il sigillo dell’immortalità. Sono tutte conquiste della riflessione umana ma sono il retaggio del Cristianesimo.

Il Cristianesimo afferma che nel momento in cui si forma l’embrione umano viene immessa l’anima spirituale immortale creata direttamente da Dio. Nell’antropologia cristiana al primo posto viene l’anima che sopravvive alla morte del corpo e che è la fonte della grandezza umana in quanto dotata di intelligenza, di volontà e di moralità, con la voce interiore della coscienza che approva quando l’uomo fa il bene e rimorde quando fa il male.

Bisogna, però, fare i conti con l’esperienza del male che l’uomo fa. Fin da bambini, nei primissimi anni, si prova stupore e meraviglia per la bellezza del Creato, per la profondità degli affetti dei propri cari; accade, però, che a un certo punto si scopre il male, la morte, la cattiveria. L’incanto si rompe e si ha a che fare con il male; di qui la riflessione umana sull’origine del male. Da una parte l’uomo compie il male e dall’altra lo trova dentro di sé, si sente spinto al male.

Il male è una realtà molteplice che man mano scopriamo nell’esperienza della vita. Prima di tutto scopriamo il male fisico che colpisce il corpo e la psiche, poi man mano ci rendiamo conto che esiste un male più profondo che è quello spirituale, la cattiveria, le cui radici sono nel cuore dell’uomo. La cattiveria è un male che l’uomo stesso produce; noi stessi sentiamo dentro di noi questa battaglia spirituale tra la tendenza a fare il bene e la tendenza a fare il male. Molte volte non abbiamo la forza di dominare la tendenza al male. Il male colpisce dall’esterno ma ci cresce anche all’interno. Nella nostra vita quotidianamente abbiamo a che fare con il male dal quale ci dobbiamo difendere. La vita è una battaglia, ogni istante è un combattimento continuo contro il male fuori e dentro di noi.

Fino a un certo punto riusciamo a difenderci ma c’è un livello del male talmente forte e potente che ci sovrasta, ci distrugge. Il male è una potenza che non si può eliminare e non si può dominare con le proprie forze se non fino a un certo punto, poi diventa impossibile. Per vincere la potenza del male ci vuole la grazia di Dio; senza la forza dello Spirito Santo non siamo in grado di vincere la potenza del male. Da qui la vita umana come grande combattimento spirituale. I risultati sono diversi a seconda delle persone. Chi viene abituato fin da piccolo al dominio di sé, alla preghiera, il male diventa una potenza che cede all’onnipotenza della grazia di Dio e del suo amore. Se questa reazione contro il male manca dentro di noi e non chiediamo l’aiuto della grazia, il male si impossessa gradualmente di noi, ci distrugge, ci rende infelici e ci porta alla morte nel tempo e nell’eternità. Il combattimento spirituale è un’esperienza che ci accomuna tutti.

La forza umana non basta. Tutte le religioni sono tentativi di vincere il male e sono tutti fallimentari perché la potenza del male è superiore alla forza dell’uomo. Adamo ed Eva in grazia di Dio, con tutti i doni che avevano, sono caduti nel peccato appena il principe del male si è avvicinato; questo ci dice che è un errore sottovalutare la potenza del male che poi si accumula col tempo, con l’adesione di tanti esseri umani che creano l’impero delle tenebre.

Dopo aver constatato che l’uomo non può vincere il male ma lo può arginare, dobbiamo riflette su come si può sintetizzare il male nella sua totalità. Il male è una realtà molto vasta, difatti si parla di mali che affliggono la vita. Il male è una realtà variegata che rende difficile la vita e molte volte la porta alla sconfitta, alla distruzione. Il male colpisce la vita dei singoli e della società nel suo insieme come ha detto la Regina della pace il 25 ottobre 2022: «l’umanità ha scelto per la morte»; si tratta di quelle scelte sbagliate che noi facciamo e con le quali apriamo le porte alle forze della distruzione e della dissoluzione della fede.

Dal punto di vista della terminologia, la vastità del male è condensata in due espressioni estreme: il peccato e la morte. Il peccato è un’espressione che sintetizza tutte le forme di male spirituale; la morte è un’espressione che sintetizza tutte le forme di male fisico che poi porta alla morte. Noi cristiani sappiamo che, oltre alla morte del corpo, c’è la morte dell’anima che è la perdizione eterna. Quando parliamo di male, volendo sintetizzare, dobbiamo dire che i mali che affliggono la condizione umana sono il peccato e la morte dai quali ci può liberare solamente Cristo Signore. Ogni uomo che nasce deve portarsi sulle spalle questo fardello del male, del peccato e della morte.

Il Masaccio ha mirabilmente dipinto la condizione umana in cui nasciamo ritraendo Adamo ed Eva cacciati da un angelo dal Paradiso Terrestre. Il volto di Eva ha dei dettagli che fanno riflettere, dalla bocca emette un grido disperato, lo sguardo è sgomento, la pelle è ombrosa, sono inguardabili. Questo dipinto rappresenta l’umanità dopo il peccato originale; ogni uomo che nasce è in balìa di questi due mostri che sono il peccato e la morte. Ovviamente c’è una connessione tra queste due realtà, è il peccato che ha generato la morte perché l’uomo aveva il dono dell’immortalità che ha perso quando ha commesso il peccato. La nostra mortalità è causa del peccato.

Da una parte, allora c’è il peccato che è una spinta che l’uomo sente dentro di sé fin dalla nascita e che riesce a contenere solo in parte, dall’altra c’è la morte che è proprio iscritta nel nostro essere per cui si dice che noi moriamo ogni giorno perché si svuota la clessidra della nostra vita sempre più velocemente. Il tempo passa in fretta e noi non possiamo fermarlo; la morte è inscritta dentro di noi, siamo come una clessidra che si svuota. Chi ci libererà dalla morte? Chi ci libererà dal peccato? Specialmente in Occidente è avvenuto un cambio di religione, una parte di umanità sedotta da satana, ha abiurato la fede e la Croce, fonti della salvezza vera che è quella di Gesù Cristo, morto e risorto e che con la sua grazia e il suo amore ci dà la forza di vincere il male che è dentro di noi. Attraverso il cammino della vita nel combattimento spirituale quotidiano noi riusciamo a diventare creature nuove; questa è la vera salvezza. Nel nostro tempo è avvenuto che questa salvezza è stata rifiutata da quelli che non l’hanno sperimentata perché richiede l’umiltà della fede, l’impegno nel combattimento spirituale. La nostra generazione è entrata nel dinamismo della presunzione e della superbia, ha elaborato un tipo di salvezza che dipende dalla scienza, dalla tecnica, dalla medicina. Nel Messaggio del 30 ottobre 1981 ha detto chiaramente: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore». Dio, la fede e la Croce sono stati sostituiti dal progresso. Abbiamo assistito al rifiuto della vera salvezza che viene soltanto da Dio perché la salvezza è proprio l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, è la grazia dello Spirito Santo.

Non possiamo combattere il male dentro di noi da soli. Mancando l’umiltà per chiedere l’aiuto di Dio, vivendo in una società in cui la scienza e la tecnica sono state presentate come strumenti di vittoria per salvare la condizione umana, l’umanità non è in grado di risolvere il problema del male e della morte. Dal male e dalla morte può salvarci solo Dio. La scienza e la tecnica non possono nulla di fronte ai male che affliggono l’uomo. Negli ultimi decenni l’umanità ha rifiutato la fede e la Croce e c’è stato il dilagare dell’egoismo dei singoli e collettivo. La società del nostro tempo degrada vertiginosamente verso l’autodistruzione. Dominano l’odio e l’egoismo. Satana si prende gioco di noi.

L’essere umano e il mondo sono stati creati da Dio buoni, con la libera volontà di guardare verso Dio oppure voltargli le spalle decidendo in totale libertà. Dio ha creato degli esseri umani e degli angeli liberi di rapportarsi con Lui come figli o di voltargli le spalle entrando in competizione con Lui. Creando la prima coppia umana, Dio l’ha creata sana nel corpo e nello spirito; inoltre, li ha elevati in grazia, ha dato loro dei doni soprannaturali, la grazia di Dio risplendeva in loro, erano tempio di Dio. Allo stesso modo, anche gli angeli sono stati creati elevati in grazia nel primo istante; nel secondo istante hanno scelto davanti a Dio e una parte di essi ha seguito Lucifero che si è contrapposto a Dio per mettersi al suo posto. Gli angeli che si sono contrapposti a Dio sono diventati dei demoni.

L’uomo non è mai riuscito a scoprire da solo che cosa ha portato nel mondo il male e la morte; alcune religioni, addirittura, hanno ipotizzato un dio che ha creato il male e la morte. Dio stesso ci ha rivelato nelle Sacre Scritture qual è l’origine del male. La chiave che spiega l’origine del male consiste nel fatto che la prima coppia umana elevata in grazia, ma ancora nella dimensione del cammino terreno, ha dovuto affrontare la prova della fiducia, sono stati tentati dall’angelo ribelle sottoforma di serpente che, avendo la lingua biforcuta, è diventato simbolo dell’inganno. L’angelo ribelle ha insinuato ai progenitori che sarebbero stati come Dio e li ha spinti sulla via della ribellione e della mancanza di fiducia. La tentazione di satana di diventare come Dio è talmente forte che affascina l’uomo e lo spinge a perdere la fiducia in Dio e a sostituirsi a Lui. La prima coppia umana è caduta in questo inganno satanico e il male è entrato nel mondo, è entrata la morte perché hanno perso il dono dell’immortalità. Poi, è entrato il peccato perché, disobbedendo a Dio, hanno perso la sua amicizia, la sua grazia; sono rimasti intossicati interiormente dal veleno del serpente antico. Questa giustamente viene chiamata la catastrofe originaria che ha fatto sì che la prima coppia umana, splendente di grazia e di immortalità (ma non ancora entrata nella vita eterna), si pervertisse ascoltando il sibilo del serpente antico che li ha spinti a contendere a Dio il primato. Così è entrato il male nel mondo. Da allora il male nel mondo è diventato un fiume inarrestabile che ha travolto innumerevoli uomini che nascono col veleno del serpente antico dentro di loro. È una ferita profonda che non toglie all’uomo l’uso della libertà e dell’intelligenza, ma lo indebolisce. Ne deriva che l’uomo si smarrisce in innumerevoli errori e diventa debole e non riesce a dominare la spinta al male che ha dentro di sé.

Da allora tutti i bambini nascono con il peccato originale ed è per questo motivo che serve il Sacramento del Battesimo perché si viene ricostituiti in grazia di Dio. Solamente la Sacra Scrittura ci spiega che cos’è e da dove viene il male: è la negazione di Dio e di tutto ciò che è di Dio cioè la bontà, la bellezza, l’amore, la verità. Nella nostra società che in gran parte ha rifiutato la fede e la Croce noi vediamo i livelli di cattiveria a cui si arriva. Attraverso la Parola di Dio, allora, scopriamo qual è l’origine del male e che l’uomo nasce con le radici del male. Nel medesimo tempo, la Storia della Salvezza, ci spiega come Dio abbia lavorato per risanare l’uomo interiormente e lo ha fatto conducendoci, dandoci i Suoi Comandamenti. La Legge antica, pian piano, ha educato l’uomo, lo ha curato, lo ha elevato e lo ha preparato alla venuta del Salvatore.

La Regina della pace ha detto che abbiamo rifiutato la fede e la Croce e che abbiamo scelto per la morte. Questo significa che l’unica salvezza per l’essere umano nella morsa del peccato e della morte è la grazia di Dio, il suo amore diffuso nei nostri cuori attraverso i Sacramenti che sono quelle fonti di grazia che ci donano la potenza dello Spirito Santo e fanno di noi delle creature nuove nelle quali rimane la concupiscenza, ma con la grazia di Dio possiamo liberarci dal male, tenerlo lontano per mezzo del combattimento spirituale.

La grazia di Dio ci è donata in Cristo Gesù, il Verbo che si è fatto carne e che morendo sulla Croce ha espiato i peccati del mondo e ci ha ottenuto il perdono dei peccati e la vita nuova nella grazia. Questa è la risposta cristiana al problema del male ed è in questa dimensione che dobbiamo camminare verso la Pasqua. Il Cristianesimo è l’unica risposta adeguata al problema della morte e del male. Quello che ci rende infelici oggi è proprio il rifiuto dell’unica e vera salvezza che viene dalla Croce di Cristo Signore. Mancando la grazia che cambia il cuore degli uomini e li purifica, succede che il male prevarica in loro e quindi non dobbiamo meravigliarci se, man mano che è cresciuta la scristianizzazione, si è affermata la nuova ideologia modernista dell’uomo al posto di Dio che ha rotto tutti gli argini morali e sta portando il mondo all’autodistruzione. Il mondo sta sprofondando nell’abisso. Il rifiuto collettivo della salvezza è il dramma del nostro tempo. È per questo motivo che la Madonna usa espressioni forti come “l’umanità ha scelto per la morte”; l’umanità veramente ha scelto di rifiutare Cristo per correre dietro alle pseudo-ideologie di salvezza che affascinano. Il risultato è il fatto che nel mondo stanno dominando l’egoismo e l’odio, stiamo andando verso l’autodistruzione.

L’umanità di oggi è disarmata di fronte alle ideologie del nostro tempo che distruggono la salvezza cristiana dicendo che è un’illusione e proponendo altre forme di salvezza che vengono dall’uomo. Il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è morto sulla Croce in espiazione dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Con la sua morte Gesù ha vinto il nemico più grande dell’uomo che è la cattiveria. Abbiamo perso la comprensione del Cristianesimo come religione che salva, che purifica, che eleva. Con la grazia del Battesimo e dei Sacramenti veniamo rivestiti dell’immortalità, veniamo uniti a Cristo Risorto. L’approdo finale della speranza cristiana è la partecipazione alla Resurrezione di Cristo e quindi alla vita eterna. È già la felicità qui su questa Terra, sia pure nell’ambito del combattimento spirituale che durerà fino alla morte. Il Cristianesimo è l’unica salvezza.

È necessario un cammino di conversione che ci porta ad aggrapparci a Cristo e alla salvezza che viene da Lui. È su questa strada che dobbiamo camminare se vogliamo giungere alla vita eterna.