Nel Messaggio del 18 marzo 2026 la Regina della pace ci ha messo in guardia dalla felicità falsa, dalla falsa speranza, dallo splendore falso che satana ci offre. La Madonna ha insistito molto sulla falsità nella quale viviamo oggi cercando una felicità che in realtà sperimentiamo come un inganno perché dopo averla vissuta sentiamo dentro di noi un’amarezza profonda. Questo vale anche per la speranza falsa che è quella che tradisce le aspettative; lo splendore falso è quello che dura poco tempo come i fiori recisi che appassiscono in fretta.

La Madonna ci ha voluto mettere in guardia dalla realtà nella quale viviamo e nella quale siamo ingannati. È la grande trappola del maligno per deviarci dalla via che invece porta alla vera felicità, alla speranza che non delude e allo splendore che non si corrompe. Noi aspiriamo alla felicità, apriamo il cuore alla speranza, ci lasciamo attrarre dallo splendore perché siamo stati creati a immagine di Dio e quindi siamo orientati a Lui. Tutto il nostro essere, la nostra anima è orientata radicalmente e profondamente a Dio e a tutto ciò che è di Dio e quindi alla verità, al bene, all’amore, alla santità, alla bellezza. L’orientamento della nostra anima, però, è indebolito dal peccato originale, da quella ferita inquinante che è in noi e su cui satana cerca di lavorare per farci deviare dalla via di Dio.

Essendo stati creati da Dio, essendo immagine di Dio, essendo orientati a Dio, siamo felici quando incontriamo Dio che è la fonte della nostra felicità, è l’obiettivo della nostra vita, è la speranza della nostra vita, è Colui verso il quale siamo sempre in cammino. Noi stessi, man mano che camminiamo verso Dio e ci nutriamo del suo amore, siamo rivestiti della sua luce e del suo splendore; questo avviene quando attraverso il combattimento spirituale riusciamo a tenere fermo questo orientamento a Dio e riusciamo a camminare sulla sua via. Satana ci conosce a fondo, è cattivo ma è dotato di un’intelligenza a servizio del male; satana sa che in noi c’è questo orientamento a Dio, alla felicità, alla speranza, alla bellezza, allo splendore. Satana sa che se ci proponesse l’infelicità, la disperazione, il male, le cose cattive e brutte non lo seguirebbe nessuno; allora, intelligente e maligno com’è, per farci deviare ci presenta la falsa felicità, la falsa speranza e lo splendore falso. Satana ci presenta le cose cattive tinte di bene e questa è l’essenza della tentazione che è un inganno.

Satana conosce la nostra aspirazione alla felicità e ci propone tutta una serie di felicità false, ci attira con delle false luci che ci portano a cadere nell’abisso della tenebra. I nostri peccati sono cadute nell’inganno satanico della tentazione; satana ci presenta le false felicità, le indora, le rende appetitose ma in realtà sono veleni. Questa è un’esperienza che facciamo tutti e se non facciamo un’inversione immediata dalla via della perdizione per metterci sulla strada della salvezza, precipitiamo nell’abisso e cioè entriamo nella fase dell’indurimento del cuore dalla quale poi è difficile uscire fuori.

Dio, nella sua infinita Misericordia, ha fatto sì che quando cadiamo nell’inganno satanico ci rendiamo conto che siamo stati ingannati. Dopo aver commesso il peccato, credendo che ci avrebbe dato la felicità, sentiamo amarezza nel cuore, sentiamo il vuoto e proviamo vergogna per noi stessi. Dio, nella sua grande Misericordia, ha posto in noi la voce della coscienza che inizia a rimordere quando deviamo dalla via di Dio e ascoltiamo il sibilo del serpente. La coscienza che rimorde ci fa rendere conto dell’inganno in cui siamo caduti e Dio, in quel momento, ci dà la grazia del pentimento e della conversione. Adamo ed Eva dopo il peccato originale hanno perso tutti i doni di Dio e cioè la sapienza, la sua amicizia, l’immortalità; escono fuori dal Paradiso Terrestre come due derelitti, il Masaccio li ha dipinti in maniera magistrale con il volto cupo, nell’atto di gridare in maniera esistenziale per quello che hanno perso. Nella sua Misericordia Dio ha fatto sì che il male faccia male. Quando commettiamo il male l’anima viene deturpata, viene imbruttita e dentro ci si rende conto della degradazione, dell’inganno in cui si è caduti; quel momento è molto delicato e si può fare scegliere se chiedere perdono a Dio e cercare di non peccare più, oppure tacitare la voce della coscienza e perseverare sulla via del peccato.

Chi reagisce con il pentimento, con il proposito di non peccare più e rafforzandosi spiritualmente per resistere alle tentazioni future si mette sulla via giusta; chi decide di tacitare la coscienza si perverte e diventa insensibili al male commesso, il suo cuore si indurisce nel peccato. La caduta nel peccato è un’esperienza di tutti, anche diversi Santi sono stati peccatori.

Mettiamoci davanti alla Croce, rendiamoci conto che lì Cristo con il suo amore ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore, è morto e risorto perché anche noi potessimo risorgere con Lui. Con il pentimento del cuore, con un abbraccio d’amore, con la consapevolezza del male fatto, con il proposito di non peccare più, dobbiamo rialzarci e tornare a Dio. La conversione apre il cuore a Dio e porta alla salvezza, la perversione indurisce il cuore e porta alla perdizione. Dio salva tutti quelli che si pentono, che si liberano dal giogo del maligno. Pentiamoci, confessiamoci, ritorniamo a essere creature vive e amici di Dio. La caduta nel male ci serva per essere più vigilanti e più attenti perché satana verrà ancora a visitarci, ma noi ci saremo fortificati e sapremo come scacciarlo e rimanere saldi sulla via di Dio.