La Regina della pace ha rinverdito il digiuno della Chiesa delle origini, il mercoledì e il venerdì a pane e acqua proprio come esercizio di rinuncia. Inoltre, il significato è profondo perché il pane richiama l’Eucarestia e l’acqua il Battesimo. La Madonna ha detto che l’esercizio del digiuno si deve ampliare perché la sua finalità è quella di esercitare il nostro libero arbitrio a dire no al peccato. Quando satana ci presenta la tentazione – che è sempre il male tinto di bene – dobbiamo essere forti e resistere, dire di no. La natura umana che riceve il Battesimo ha la grazia di vedere cancellato il peccato originale e quindi diventa il tempio dello Spirito Santo; rimane però la conseguenza del peccato originale che si chiama concupiscenza che è stata tripartita in concupiscenza della carne, degli occhi, della lingua. La concupiscenza è quella tendenza al male che insita in noi e che rimane anche dopo il Battesimo.

Il Concilio di Trento ha un’espressione molto forte per spiegare perché Dio ha lasciato che la concupiscenza rimanesse in noi, dice che c’è stata lasciata ad agonem e cioè per il combattimento spirituale. La tendenza al male c’è in ogni persona; solamente la Madonna è stata concepita senza peccato originale e quindi non aveva la concupiscenza. Questa tendenza al male è stata lasciata da Dio affinché, con l’aiuto della grazia dello Spirito Santo, la nostra volontà venisse fortificata, la nostra mente venisse illuminata e quindi attraverso il combattimento spirituale perveniamo al dominio di noi stessi che consiste nel dire no alla concupiscenza della carne, degli occhi e della vita.

I desideri impuri vengono elencati dal Vangelo e anche nelle Lettere di San Paolo, prolificano in noi e se non li teniamo a bada ci portano alla rovina. Questa tendenza al male che è in noi se non viene mortificata prende il sopravvento.

Mortificare significa “dare la morte” a questi desideri. È come se in un giardino non sradichiamo le erba infestanti, accade che soffocano tutto il resto. Se permettiamo ai desideri della carne di prevalere, essi si fortificano, prendono il possesso di noi stessi e ci fanno schiavi del peccato. Quando parliamo di digiuno dobbiamo allargare il concetto e comprendere la rinuncia a tutti i desideri della carne che germinano in noi e sui quali satana costruisce le sue tentazioni.

Satana è un abile tentatore che presenta qualcosa che la carne desidera. E siccome ciascuno di noi ha desideri diversi, satana offre a ognuno la tentazione ad hoc. Satana studia le debolezze e si insinua proprio in esse. Se, allora, non siamo allenati alla rinuncia satana ci cattura molto facilmente. Di qui l’importanza della mortificazione dei desideri peccaminosi che è il combattimento spirituale quotidiano e che dura tutta la vita.

Il combattimento spirituale talvolta è estenuante. Dentro di noi ci sono tendenze gravi, vizi di carattere spirituale come la vendetta, l’odio, la cattiveria, l’invidia, la superbia; sono veleni micidiali che uccidono la presenza di Dio nell’anima. Nella nostra vita quotidiana, allora, dobbiamo esercitare quella scienza che si chiama ascetica e che è proprio l’esercizio di rinuncia ai desideri della carne. Senza il dominio rispetto a questi desideri può accadere che molte vite vengano rovinate, distrutte da vizi come l’alcool, la droga, i disordini sessuali; ci sono poi vizi peggiori che distruggono l’anima e non solo il corpo e sono l’odio, l’invidia, la vendetta, la violenza.

È molto importante, allora, esercitare il digiuno inteso come una rinuncia a tutto ciò che satana ci offre e con il quale ci fa deviare rendendoci schiavi di noi stessi. La mortificazione degli occhi, della lingua e della gola è classica nell’ascetica cristiana, abbraccia sia la parte materiale che quella spirituale dell’uomo. Come dicono i padri dell’ascetica gli occhi sono la finestra dell’anima; l’anima entra in contatto con il mondo proprio attraverso gli occhi. Dagli occhi può entrare qualsiasi cosa, dalla bellezza del Creato alle brutture del mondo; la lettura è un esercizio degli occhi e nel medesimo tempo dell’intelletto, possiamo leggere cose meravigliose che elevano l’anima o cose orripilanti che la sporcano, la inquinano e ci deviano. L’importanza dell’esercizio degli occhi è fondamentale. Sapere abbassare gli occhi per non vedere il male che satana ci mostra per attirarci e per farci suoi è oggi un esercizio sempre più necessario; guardando la televisione o il cellulare possiamo far entrare dentro di noi di tutto, di qui l’importanza dell’ascesi, della rinuncia. Possiamo decidere di usare questi strumenti che il mondo mette a disposizione solamente per nutrire l’anima, abbellirla, elevarla. Ad esempio, si può abbellire la propria casa con dei quadri che rappresentano la natura, con delle belle immagini anche sacre; considerando che in casa si passa molto tempo, ne deriva che la nostra anima viene nutrita attraverso gli occhi da cose belle. Chi sceglie, invece, di mettere in casa quadri di cattivo gusto di certo non edifica la propria anima, non la nutre. Anche la lettura passa attraverso gli occhi ed è quindi fondamentale saper scegliere libri che edificano. Bisogna disciplinare gli occhi e scegliere che cosa vedere.

Questo riguarda anche la mortificazione della gola. Tutti sanno che la mortificazione della gola preserva la salute e ci dà una lunga serie di anni da vivere sulla Terra. Molte volte la nostra salute dipende da quello che mangiamo. I padri del deserto erano longevi, si nutrivano con pane secco e acqua, solamente al sabato mangiavano verdure, carne o latticini. La sobrietà nel cibo fa stare bene di salute, tiene la mente fresca. Oggi si fa di tutto per mantenersi in forma ma si è dimenticata una scoperta antica, una medicina preventiva che è il dominio del corpo attraverso l’ascesi della gola. Senza tenere a bada la gola distruggiamo noi stessi.

Anche la mortificazione della lingua è molto importante. Una parola mal detta può scatenare una guerra. Nella vita quotidiana il silenzio porta la pace. Se non la si tiene a bada, il rischio è di lanciare dardi infuocati che uccidono le persone delle quali parliamo. È importante nella vita quotidiana usare la lingua per dire le parole della pace, dell’incoraggiamento, dell’amore, del perdono. Pensiamo alle parole che ha detto Gesù Cristo, tutte piene di luce, di verità e di bontà, così siano anche le nostre parole. Costruiamo noi stessi con parole sagge, prudenti, vere, piene di comprensione, di stima e di amore per altri. Chi sa usare la lingua secondo i criteri della bontà, del perdono, della verità diventa un benefattore di se stesso e dell’umanità.

Riscopriamo tutto ciò che ci rende immagine di Dio. È un lungo cammino spirituale quotidiano che dura tutta la vita ma che porta dei risultati; si distinguono le persone che esercitano il dominio di sé in tutto, anche nella sobrietà della vita, nell’uso del denaro che serve per fare del bene e non per fare del male. Tutto questo esige dentro di noi un lavorio continuo facendo riferimento sempre a Cristo, che è l’immagine che dobbiamo riflettere attraverso la mortificazione. Dobbiamo, per così dire, scolpire noi stessi attraverso l’esercizio della mortificazione affinché la nostra immagine rifletta quella di Gesù. Anche la Regina della pace ci ha esortato a essere sua immagine e non immagine di satana.