Sui droni l’aiuto dell’Ucraina è prezioso per l’America

Federico Rampini / CorriereTv – Giovedì 19 Marzo 2026

Zelensky ha messo a disposizione degli americani circa 200 esperti di droni per aiutare l’offensiva degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e aiutare, soprattutto, la difesa di tutta la zona che viene colpita dalle rappresaglie iraniane. 

Questa notizia è interessante per tante ragioni. Intanto ci ricorda quanto l’Ucraina è diventata una potenza nella tecnologia della sicurezza, della difesa. È un Paese che ha ormai un’industria molto avanzata nei droni per la difesa. E quindi, nonostante sia un paese sotto attacco in guerra, che deve pensare soprattutto a proteggersi dall’offensiva della Russia, l’Ucraina riesce comunque a fornire un aiuto a Stati Uniti e Israele nell’altro conflitto, quello del Medioriente. 
È una mossa che ha anche una valenza tattica, politica; Zelensky in questo modo vuole accumulare dei crediti nei confronti dell’amministrazione Trump e spera che questi poi gli servano in futuro, al tavolo del negoziato con la Russia che per il momento sembra completamente impantanato. 
È anche però – da parte di Zelensky – una scelta di campo che corrisponde al fatto che si stanno delineando di nuovo due schieramenti molto precisi: cioè nella guerra in Iran rinasce il cosiddetto asse della Resistenza, l’asse anti occidentale.
La Russia di Putin sta aiutando i Pasdaran, sta aiutando le forze iraniane nella scelta di obiettivi da colpire. La Russia di Putin fornisce intelligence aerea, satellitare. Insomma, c’è un ruolo molto attivo della Russia a sostegno del suo alleato di sempre, che è l’Iran. E lo stesso fa, sia pure in forme più discrete, la Cina

Quindi questa è anche quella dell’Iran, una guerra per procura. Da una parte ci sono gli Stati Uniti, Israele, il mondo arabo molto compatto perché l’Iran ha ricostituito la coalizione araba colpendo un po’ tutti Arabia Saudita, Emirati, Qatar. E quindi c’è da una parte questo schieramento di Stati Uniti, Israele e mondo arabo. Dall’altra ci sono dietro l’Iran, la Russia e la Cina. È la classica guerra per procura in questa guerra.

Gli europei per adesso si sono chiamati fuori, ma bisogna constatare che oltre che una scelta politica, in certi casi per certi paesi europei questa è semplicemente una constatazione di fatto che non hanno molto da offrire. 
Un esempio clamoroso è quello della Germania: se l’Ucraina scende in campo a favore degli Stati Uniti, aiuta gli Stati Uniti e Israele con le proprie tecnologie di droni può fare la differenza. La Germania invece, dal punto di vista strettamente militare, in quella parte del mondo, non ha niente da offrire. Che ci sia o non ci sia, in sostanza non se ne accorge nessuno.